1,721,074 research outputs found

    Norme UNI e documenti internazionali per il legno

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    Il contributo approfondisce il ruolo ed il contenuto delle Norme UNI e dei documenti internazionali nel consolidamento delle strutture lignee e fa parte di un saggio più ampio di Aldo Aveta

    Le tecniche costruttive e il restauro

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    Il saggio analizza il rapporto tra le tecniche costruttive utilizzate per la realizzazione di un manufatto storico e le relative problematiche di restauro, in relazione agli studi compiuti su un importante architettura napoletana: l’antica Reggia di Castel Capuano, che per molti secoli è stata sede dell’amministrazione della Giustizia e che, da qualche anno, è stata dismessa. Come è noto gli edifici si differenziano da regione a regione per la natura dei materiali da costruzione impiegati per la loro realizzazione e, ancora, nel medesimo luogo, in funzione del trascorrere del tempo, a seguito dell’affinamento delle conoscenze e del perfezionamento delle tecniche operative. Il sottosuolo del capoluogo partenopeo, in particolare, è ricco di materiali naturali con eccellenti qualità edilizie da sempre impiegati nel settore delle costruzioni: i prodotti vulcanici del Somma-Vesuvio e quelli dei Campi flegrei sono stati utilizzati con continuità dal periodo greco-romano fino alla fine dell’Ottocento e anche successivamente, caratterizzando tanto i monumenti, quanto l’edilizia corale, nonché testimoniando l’eccezionale legame tra natura e costruito che caratterizza il paesaggio storico napoletano. Per tali ragioni, nell’ambito della metodologia progettuale del restauro architettonico, il rilievo dei materiali e delle tecniche costruttive assume un ruolo determinante nella fase conoscitiva. Al di là di tali importanti aspetti conoscitivi, lo studio dei materiali e delle tecniche costruttive ha anche altre due importanti finalità. Una strettamente tecnica, poiché solo la comprensione delle caratteristiche dei materiali e della loro messa in opera, insieme alla susseguente fase di rilevamento del degrado e dei dissesti, fornisce quelle conoscenze necessarie anche se non esaustive per definire un intervento tecnico appropriato e rispettoso dei principi del restauro. Un’altra culturale, poiché le procedure esecutive, i sistemi realizzativo-cantieristici sono essi stessi dei valori di cultura materiale da riconoscere e da conservare. Dunque, l’esame ed il rilievo dei materiali e delle tecniche costruttive di un antico edificio è un processo necessario per la scelta di un corretto intervento ed al contempo è una operazione che disvela quei valori della fabbrica che caratterizzano la sua costruzione, ovvero testimoniano la cultura materiale di quella passata civiltà, intesa nella sua accezione più completa, che ha prodotto l’edificio storico in esame. Ciò posto, coerentemente con gli indirizzi metodologici citati, l’esame dei materiali e delle tecniche utilizzate per la costruzione di Castel Capuano, nonostante la grande quantità di scritti e di studi storici esistenti, compiuta, piano per piano, ambiente per ambiente, ha rivelato una serie di interessanti sorprese. Infatti, sono stati individuati segni, strutture, elementi architettonici e decorativi non evidenti nella esistente pubblicistica, che possono costituire nuovi ed utili spunti di riflessione per ampliarne gli orizzonti

    I restauri del Filangieri: gli interventi di ripristino delle cortine edilizie

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    Castel Nuovo costituisce uno dei cinque castelli che arricchiscono il centro storico di Napoli, patrimonio dell’Unesco, un vero e proprio palinsesto che per la sua storia,per le sue stratificazioni ed i suoi valori,per la sua ubicazione baricentrica nel tessuto urbano, per il suo rapporto con il Porto e il mare, per le sue trasforma-zioni nel corso dei secoli, continua a svelare parti inedite della sua storia. La sua valorizzazione consiste in un insieme di azioni finalizzate all’aumento della conoscenza e della frui-zione da parte del pubblico: a questo il Codice dei beni culturali e del Paesaggio aggiunge anche la promo-zione ed il sostegno degli interventi di conservazione, da attuare in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze. Ecco, dunque, che in coerenza con tale obiettivo la ricerca presentata nel volume curato da Aldo Aveta affronta un tema di scottante attualità, illustrando gli studi pluridisciplinari compiuti recentemente su Castel Nuovo – nell’ambito del progetto DATABENC – finalizzati ad individuarne valori, caratteri e criticità fisi-che, al fine di un auspicabile restauro

    Utilizzo delle nuove tecnologie per la fruizione ampliata del sito archeologico di Pompei

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    Visitare la città archeologica di Pompei è un'esperienza culturale straordinaria che presuppone la consapevolezza di spostarsi in uno spazio fisico costituito da una materia antica ricca di significati e valori. Nella consapevolezza dell’impossibilità di raggiungere un’accessibilità fisica totale, la questione dell’accessibilità ampliata del sito archeologico di Pompei deve anche perseguire gli obiettivi più generali di ampliare l’utenza e migliorarne la qualità dell’esperienza cognitiva. A tal riguardo, le moderne tecnologie possono offrire una serie di soluzioni tecniche utili ad accompagnare il visitatore nella fruizione di una realtà così complessa come quella del sito di Pompei, aiutando a superare ostacoli fisici e di conoscenza e a porre in essere quegli obiettivi di valorizzazione definiti dall'art. 6 del Codice dei Beni Culturali

    Beni culturali e nuove tecnologie

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    Versione digitale del volume cartaceo (ISBN 978-88-7140-766-1). L'opera è consultabile gratuitamente online alla pagina www.edizioniquasar.it/ricercarestauro La raccolta di saggi che qui viene presentata si propone come una sorta di ‘istantanea’ della ricerca oggi in corso nell’ambito del restauro architettonico in Italia. Fra le ragioni che hanno promosso la presente iniziativa, la prima di questo tipo realizzata dalla Società Italiana per il Restauro dell’Architettura, vi sono gli interessi naturali alla base della costituzione di una società scientifica, il desiderio di promuovere il dialogo fra gli studiosi del settore e l’indifferibile necessità di precisare e, quindi, condividere, contenuti e metodi di una disciplina che possiamo considerare oggi in una fase di transito

    Castel Nuovo: materiali dei restauri e restauro dei materiali

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    In Italia, a partire dai primi anni del Novecento, furono restaurati molti importanti castelli. Nella maggior parte dei casi tali interventi si distinsero per una marcata volontà di ricomporre un’immagine formalmente compiuta del manufatto oggetto di intervento. Il restauro del Filangieri di Castel Nuovo a Napoli, fatte salve alcune specificità, non sfugge a tale diffuso atteggiamento e ciò oggi si riverbera in maniera significativa sulle scelte di intervento che si è chiamati a compiere per garantire la salvaguardia. In tal senso emerge la necessità di interrogarsi sui criteri che animarono le scelte compiute dallo studioso napoletano e sugli esiti che tali criteri ebbero in termini di sostituzione della materia antica. Occorre, in altri termini, prendere atto che Castel Nuovo si è arricchito nella sua consistenza fisica dei segni e della materia aggiunti con i restauri patrocinati dal Filangieri e che tali aggiunte, poter essere conservata al pari della materia antica, devono essere prima di tutto individuate e studiate. A partire da tale assunto il presente contributo, nell’ambito di un più ampio ed approfondito studio storico-critico e materico-costruttivo finalizzato ad individuare idonee strategie di restauro, valorizzazione e fruizione dedicato al castello napoletano, analizza gli interventi eseguiti dal Filangieri attraverso i suoi resoconti scritti e una serie di grafici inediti per individuare ed analizzare criticamente la natura, l’estensione e la localizzazione delle opere di consolidamento, di integrazione e di sostituzione eseguite. Un approfondimento critico-conoscitivo che ha indirizzato una serie di successive indagini dirette di tipo chimico-fisico volte ad individuare la natura dei materiali e le forme degradative in atto e ad integrarne gli esiti, nell’ambito di un più complesso ed articolato progetto di conoscenza pluri e interdisciplinare

    Il cantiere storico attraverso le fonti iconografiche

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    Il contributo prende in considerazione le tipologie delle fonti iconografiche esistenti, al fine dell’interpretazione dell’evoluzione del cantiere edilizio storico, esaminato nelle sue diverse accezioni.Sono esaminate criticamente ed in maniera diacronica - a partire dal periodo greco e romano e fino al Settecento - le diverse tipologie di fonti iconografiche utilizzate da studiosi e ricercatori per l’interpretazione di alcune tematiche proprie del cantiere edilizio, evidenziandone il significativo apporto conoscitivo, con riferimento ai diversi momenti storici.
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