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    ITALIANO OLTRE I CONFINI: UNO SGUARDO SULLE VARIETÀ DEL REPERTORIO DEGLI EMIGRATI DI OGGI: A cura di Luisa Amenta e Roberta Ferroni

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    ITALIANO OLTRE I CONFINI: UNO SGUARDO SULLE VARIETÀ DEL REPERTORIO DEGLI EMIGRATI DI OGGI A cura di Luisa Amenta e Roberta Ferroni. Contributi di Luisa Amenta e Roberta Ferroni, Mariagrazia Palumbo, Barbara Bertoni, Elena Ballarin e Paolo Nitti, Luisa Revelli, Linda Badan e Emilie Lamote.ITALIANO OLTRE I CONFINI: UNO SGUARDO SULLE VARIETÀ DEL REPERTORIO DEGLI EMIGRATI DI OGGI A cura di Luisa Amenta e Roberta Ferroni. Contributi di Luisa Amenta e Roberta Ferroni, Mariagrazia Palumbo, Barbara Bertoni, Elena Ballarin e Paolo Nitti, Luisa Revelli, Linda Badan e Emilie Lamote

    I verbi con particella in siciliano antico

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    The verb-particle constructions are formed by a verbal base (especially of motion) and a locative or direction marking particle and exist both in standard Italian than in regional varieties of Italian and dialects. In particular, the conspicuous presence of these verbs in the northern dialects has led to the hypothesis of their entrance into Italian through these dialects (cf. Schwarze 1985; Simone 1996). Nevertheless, more recent studies have demonstrated that the verb-particle constructions also existed in ancient Italian (cf. Iacobini 2009; Masini 2006 e 2012) and in other southern dialectal varieties, i.e. Sicilian (cf. Amenta 2008). Therefore, the aim of this paper is to analyse the presence and the syntactic and semantic features of the verb-particle constructions in old Sicilian to point out the endogenous origin of these complex predicates also in this dialectal variety. As empirical basis of data it will be used the scripta in Old Sicilian: a corpus of written texts dating from the 14th to the 15th centuries

    La poesia dialettale a Castellammare del Golfo: analisi di una microdiacronia

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    L’indagine si basa sull'analisi di un corpus di componimenti, che si datano a partire dagli anni Venti del secolo scorso sino agli ultimi del 2016, al fine di studiare le forme e le funzioni che assume il dialetto nel corso di questa microdiacronia in testi scritti con finalità letterarie. Si esaminano le scelte lessicale e morfosintattiche che si possono rintracciare nei vari componimento, sottolineando elementi di innovazione e conservazione nelle scelte linguistiche . Attraverso la somministrazione di un questionario auto-percettivo, si analizzeranno quali sono le motivazioni che spingono a usare il dialetto, a quale “grammatica” del dialetto si fa riferimento e se si incontrano problemi nella scrittura del dialetto

    Leggere la Lettera. Il maestro don Lorenzo Milani 50 anni dopo

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    Dal 1947, quando cominciò il suo apostolato a San Donato di Calenzano, al 1967, anno in cui morì, si svolge la preziosa opera educativa di don Lorenzo Milani, fondatore della nota scuola popolare di Barbiana. Sono trascorsi cinquant’anni dalla pubblicazione postuma di Lettera a una professoressa e il volume intende fornirne una lettura attualizzata alla luce delle nuove (ma in fondo sempre vecchie) istanze sociali e linguistiche che bussano al mondo della scuola. Oggi non è possibile decontestualizzare dal momento storico i contenuti, tra denuncia e proposta, della Lettera per farne vessilli di opposte faziosità, ma non è neanche possibile non vederne la potenza dei principi ispiratori. I docenti che si sentono chiamati in causa come agenti di un miglioramento della società, quindi, non possono ignorare i contenuti della Lettera e, soprattutto, non possono non chiedersi in cosa, nel 2017, la scuola come istituzione e come comunità educante debba accogliere lo stimolo di chi la considerava l’“ottavo sacramento”. Per costruire questo volume ci si è avvalsi delle riflessioni degli studenti di oggi, futuri insegnanti, facendoli esercitare nella dialogicità intrinseca a gran parte della produzione milaniana

    Modalità e dintorni in siciliano: status quaestionis e prospettive di ricerca

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    The paper proposes a review of studies on modality and modal encoding in Sicilian that takes into account both traditional dialectological works and those that have been concerned with investigating, in an in-depth and theoretically oriented manner, some specific areas of the modal domain. A collection of essays dedicated to the “surroundings” of modality, within which the peripheries of the category are explored, is also introduced here. In the surroundings of modality, its contiguity with other notional domains and its interactions with a variety of pragmatic domains are investigated by considering the studies of recent decades that have devoted increasing attention to these topics

    Dalla grammatica alla riflessione sulla lingua nell’insegnamento dell’italiano LS/L2

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    The central question in teaching Italian as both a mother and as a foreign/L2 language is on what should be the role of grammar within a wider linguistic debate. Grammar has not always been linked to the linguistic debate either in teaching of Italian as a mother tongue language, in which a more grammatical way of teaching prevails, or in teaching Italian as FL/L2, in which the emphasis deals instead with the central role of communicative functions over structures. The goal of the article is to highlight what are the didactic potentials that might emerge from a linguistic education based on the development of both metalinguistic and metacommunicative reflections and also for learners from a L1 typologically which is very distant from Italian, such as Chinese speaking students. To reach this goal, the first part will briefly trace the evolution of the teaching of grammar in Italian as L1 while the second part will present approaches and methods that enhances a description of the system of Italian as a target language

    Sperimentazioni di riflessione linguistica in classi multilingui

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    “Sperimentazioni di riflessione linguistica in classi multilingui” L’insegnante di italiano L2 nelle classi plurilingui si confronta con il problema della compresenza di apprendenti con lingue diverse, anche tipologicamente molto distanti dall’italiano, di cui l’insegnante non può avere competenza. Ciò pone di fronte a due ordini di sfide: a) recuperare competenze nella L1 degli apprendenti che possano agevolare il processo di apprendimento nella L2; b) sperimentare modi per sviluppare una riflessione metalinguistica che porti a recuperare il common core di conoscenze condivise legate alle categorie nozionali che stanno alla base delle differenziazioni funzionali e formali del sistema grammaticale in via di apprendimento. Uno dei compiti centrali della scuola può essere proprio quello di integrare, potenziare e favorire il processo di acquisizione spontanea della lingua attraverso percorsi di riflessione linguistica che passino anche attraverso processi di comparazione consapevole la/le L1 e la L2
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