1,721,015 research outputs found
Collecting copper plates between Venice and Rome in the seventeenth century. Cardinal Alessandro Orsini, the Old Masters and the sciences
Cardinal Alessandro Orsini is principally characterized by his passion for science and interest in the arts. New research has made it possible to reconstruct his biography and the dynamics that led to the formation of his art collection. Uniquely in Rome, it comprised numerous copper plates identified by the author as works by Albrecht Dürer, Lucas van Leyden and Hans Sebald Beham. The Cardinal was among the main patrons of the Stamperia Ducale at Bracciano; the author suggests that he purchased the copper plates in Venice from the merchant Daniel Nijs. This has made it possible to trace a hitherto unknown story involving the dissemination of art works, made possible by Orsini’s constant journeys between Rome, Bracciano and the cities of Northern Europe, which allowed him to establish relationships with the period’s most important thinkers, develop open-minded intellectual views and increase his own collection with a preference for Venetian painting
Un nuovo cantiere di Bramante a Isola Farnese: la rocca Orsini per Giulio II
New documents preserved in the Archivio Orsini in Archivio Storico Capitolino allow the author to clarify the history
of Orsini palace at Isola Farnese by attributing the design to architect Donato Bramante. He was charged by
Pope Julius II in 1508 to design the palaces of Gian Giordano Orsini, husband of the pope’s daughter Felice della
Rovere. The Bramante’s original structures, now are recognized; they were hidden in the second half of the Sixteenth
century from Jacopo Barocci da Vignola for the Farnese family, the new owners of the palace that obliterated
the Orsini memory. Such important findings had been possible in the frame of the project The Orsini and Savelli in
Papal Rome. Patronage and Arts of Ancient Families from Feudalism to the European Baroque Courts, whose second
research unit (University of Salerno) is supervised by the author
«Volendo fare viaggio per Gaeta et Napoli». Precisazioni sulla data di morte di Scipione Pulzone e sui suoi rapporti con il cardinal Del Monte attraverso un nuovo testamento
The autor specifies, thanks to the careful reading of a document in the Archivio Storico del Vicariato in Rome, the date of the death of the painter Scipione Pulzone, called il Gaetano. At the end of the sixteenth century, the artist was afraid of dying, and so, in the summer of 1596, when he was about to make a trip to Gaeta and Naples, aware of the danger of travel, wrote his will. With the help of this new and unpublished document, the author reconstructs Pulzone's relationship with Cardinal Francesco Maria del Monte, one of his first admirers, the elect trustee of his second will, and with other cardinals and gentlemen
Paolo Giordano II Orsini collezionista di disegni: novità su Paul Bril, Bartholomeus Breenbergh, Simon Vouet, Francesco Salviati e altri antichi maestri.
Il volitivo Paolo Giordano II Orsini è noto agli studi per la sua inclinazione all’autocelebrazione attraverso le proprie effigi commissionate a Bernini e ad altri artisti della prima metà del Seicento. Appare qui delineata per la prima volta la sua passione per le arti grafiche attraverso un inedito quanto raro inventario dei disegni e una ricevuta del pittore olandese Bartholomeus Breenbergh. L’autore ricostruisce i legami del duca di Bracciano con gli artisti della folta comunità straniera, in particolare con Paul Bril, evidenziando il ruolo catalizzatore di quest’ultimo verso i suoi conterranei e la marcata passione per il vedutismo maturata dall’aristocratico agli inizi degli anni venti. Sono inoltre precisati i rapporti con il francese Simon Vouet e proposte identificazioni per i fogli descritti nelle carte e ricondotti ad antichi maestri, tra i quali Francesco Salviati e Luca Cambiaso.The strong-willed Paolo Giordano Orsini II is know to scholars for his penchant for self-promotion through the portraits of himself commissioned from Bernini and other artists active during the first half of the seventeenth century. Here traced for the first time in Orsini's hitherto little know passion for graphic art, through a previously unpublished and rare inventory of his collection of drawings and a receipt from the Dutch painter Bartholomeus Breenbergh. The author reconstructs the links between the Duke of Bracciano and the extensive community of foreign artists, especially those he maintained with Paul Bril, highlighting the catalytic role of the latter vis-à-vis his fellow countrymen and the keenness for landscapes developed by the aristocrat in the early 1620s. In addition, Orsini's relations with the French painter Simon Vouet are clarified, and identifications for the sheets described in the documents, with attributions to old masters including Francesco Salivate and Luca Cambiaso, are proposed
Gli Orsini e le arti in età moderna. Collezionare opere, collezionare idee
Il volume indaga il legame degli Orsini con le arti, tassello fondamentale degli studi sul collezionismo. Castelli e palazzi, cappelle e giardini fantastici, statue antiche e dipinti sono ancora oggi alfieri delle insegne della famiglia e traccia indelebile del loro passato. I "figli dell'Orsa" furono governanti illuminati e mecenati capaci di esprimersi attraverso un linguaggio simbolico costituito da realizzazioni di grande impegno estetico e di forte suggestione, con le quali glorificare se stessi e la discendenza. Collezionando opere, gli Orsini collezionarono idee, quelle degli artisti più interessanti della loro epoca capaci di tradurre i sogni più reconditi fra profonda devozione, tempeste apocalittiche e sereni paesaggi, evocative allegorie e figure che destano tuttora curiosità
Le arti decorative nella Roma Barocca: l'ebanista Giovanni Antonio Fagnini guardaroba di casa Caetani e il tabernacolo della chiesa di San Marcello al Corso
Il contributo ricostruisce il ruolo di Giovanni Antonio Fagnini, guardaroba di Casa Caetani nella seconda metà del Seicento nella realizzazione degli apparati effimeri per la processione del Santissimo Crocifisso del 1675 e la committenza del tabernacolo del Santissimo Crocifisso nella chiesa di San Marcello al Corso
Ripensare Ottavio Leoni. I rapporti con gli Orsini e un nuovo ritratto in piccolo
L'autore ricostruisce attraverso inediti documenti il rapporto di committenza degli Orsini con il ritrattista Ottavio Leoni, impiegato a partire dal secondo decennio del Seicento, quando per la famiglia lavorano anche l'artista francese Simon Vouet e lo scultore Gian Lorenzo Bernini. Si pubblica inoltre per la prima volta un piccolo ritratto su rame in cui l'effigiata è riconosciuta in Angela Calzettara, donna ritratta da Leoni in due noti disegni, e attraverso le fonti si riconsidera con nuove argomentazioni l'evoluzione pittorica dell'artista dal ritratto "alla macchia" a quello di tipo ufficiale
Il colore dei marmi. Tecniche, lavorazioni e costi dei materiali lapidei tra Barocco e Grand Tour
L'autore ricostruisce il mondo di mercanti di marmi, scalpellini, scultori e architetti attivi a Roma nel Seicento e analizza i materiali lapidei fornendone un glossario aggiornat
Leonardo Agostini commissario delle antichità e gli scultori a Roma nella seconda metà del Seicento: nuovi documenti su Lazzaro Morelli e Cosimo Fancelli
Ritratti di bronzo. Il Medagliere Orsini dei Musei Capitolini di Roma
Il volume rappresenta il primo catalogo completo del Medagliere Orsini dei Musei Capitolini di Roma, composto da medaglie, placchette e sigilli appartenuti ai principali esponenti dell’antica famiglia baronale. Propone al contempo una indagine che rivela l’ampio dialogo intercorso tra gli Orsini e i maggiori artefici della produzione metallica tra Quattrocento e Settecento, esaminandone le vicende storiche e collezionistiche e rivelando finalmente, grazie a una campagna fotografica eseguita ex novo, l’eccezionale qualità dei modellati scultorei e degli intagli. L’autore, avvalendosi di documenti e di materiali iconografici in gran parte inediti, apre prospettive di ricerca che permettono di ripensare le relazioni con gli artisti coinvolti nella celebrazione dei volti più rappresentativi del casato e nell’ideazione delle medaglie; spiccano nel Rinascimento i nomi di Nicolò Fiorentino e Cristoforo Foppa, in epoca barocca quelli di Gian Lorenzo Bernini, Johan Jakob Kornmann, Giulio de Grazia e, agli inizi del Settecento, quelli di Antonio Selvi ed Ermenegildo Hamerani. La medaglia diviene il medium per indagare l’interesse per l’antico, i rapporti diplomatici, la propaganda politica, la scelta iconografica di stampo erudito o religioso, la ritrattistica, in un continuo e serrato scambio che conduce il lettore ad apprezzare l’oggetto quale prodotto artistico tout-court e scoprire la storia degli Orsini disvelata nella sua complessità
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