1,721,033 research outputs found
The Denied Loggia of Naples
This essay explores the vicissitudes of one of the few examples of contemporary architecture in the historical tissue of Naples. The troubled story of the Mercatino by Salvatore
Bisogni and Anna Buonaiuto tells of a time when ideologies strongly influenced architectural form and its perception, while the designs were often detached from the real needs and necessities of the inhabitants. Through the praise of the critic and the disdain of the citizens, the Mercatino still emerges as one of the most significant episodes of post-war architecture in Naples
Architettura come vita
Reviews of the book:
Author: Paulo Mendes da RochaEditor: Carlo GandolfiTitle: La città per tutti. Scritti sceltiLanguage: ItalianoPublisher: NottetempoFeatures: 16x22 cm, 112 pages, paperback, black and whiteISBN: 978-88-7452-900-1Year: 2021Recensione del libro:
Autore: Paulo Mendes da RochaA cura di: Carlo GandolfiTitolo: La città per tuttiSottotitolo: Scritti sceltiLingua del testo: ItalianoEditore: NottetempoCaratteristiche: 16x22 cm, 112 pagine, brossura, bianco e neroISBN: 978-88-7452-900-1Anno: 202
A Body and a Soul: A Generation of Architects and the Construction of Modern Milan
This paper focuses on the reconstruction of post-WWII Milan, led by architects such as Asnago Vender, Caccia Dominioni, Gardella and Mangiarotti. Their minimalist designs incorporated local materials and traditional references to reinterpret the housing type for the economic miracle era. They balanced sober exteriors with opulent interiors, reflecting the growing affluence of Milan's bourgeoisie
Flagship Europe. Esplorazioni progettuali lungo il Danubio
Nel 2005, il corso space&designstrategies di Elsa Prochazka (Kunstuniversität Linz) avviò una ricerca multidisciplinare sul fiume Danubio, analizzandone il valore culturale, geografico ed economico. Il progetto includeva una spedizione fluviale di due mesi dalla sede universitaria alla foce sul Mar Nero, a bordo della Negrelli - una chiatta riconvertita in laboratorio mobile (flagship_europe). Con 60 partecipanti tra studenti, docenti ed equipaggio, la nave fu attrezzata con spazi modulari per workshop, incontri e lavoro collettivo, trasformandosi in piattaforma itinerante di ricerca e sperimentazione progettuale
Modellistica per l'architettura. Regole di ingaggio
La pratica del fare modelli rappresenta un terreno privilegiato per esplorare forme e processi alla base del progetto architettonico. I modelli fisici, più che semplici riproduzioni o mimetiche rappresentazioni della realtà, si rivelano dispositivi di indagine capaci di mediare tra le idee di architettura e la loro realizzazione. Per svelarne la natura multiforme, sono state definite precise regole di ingaggio, sperimentate in tre esercizi nell’ambito didattico del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. A partire dalla condivisione di prescrizioni, intenti, strumenti e spazi di lavoro, la costruzione di modelli fisici si configura come un processo che affina la sensibilità progettuale e l’attitudine critica. In questo percorso, il modello emerge come catalizzatore di immaginari architettonici inaspettati e come fondamento metodologico per il progetto di un’architettura che si pensa e si realizza con le mani
Shifting Identities. Notes on the Digital Turn / Identità mutevoli. Note sulla digital turn
I due decenni tra il 1990 e il 2010 ha visto l’emergere della cosiddetta digital turn, la svolta digitale identificata da Mario Carpo come il momento storico in cui la diffusione di massa del personal computer ha radicalmente trasformato non soltanto il modo di fare e quindi costruire architettura, ma anche il modo di concepirla, provocando uno cambiamento strutturale dei tradizionali processi di pensiero alla base del progetto architettonico.
Se ai suoi inizi questa stagione diede impulso alla serie di alterazione nel linguaggio dell’architettura attraverso l’utilizzo di forme complesse generabili digitalmente – liquide, interattive, mobili – che hanno definito l’immaginario della blob architecture ,al polo opposto si configurò come una rivoluzione interrotta dalla crisi economica degli anni Dieci del XXI secolo, che ha condotto a una maggiore consapevolezza dei limiti dello sviluppo incontrollato invitando gli architetti – evolutisi in makers – a immaginare pratiche che riportino al centro il «vincolo della fisicità» senza però rinunciare alle possibilità offerte dai nuovi strumenti. La teorizzazione di una digital materiality tenta di superare questa contraddizione, offrendo una possibile conciliazione tra l’applicazione dei più recenti processi computerizzati e la cura attenta per le qualità materiche e spaziali.
Discutendo tre esempi costruiti – i padiglioni gemelli Saltwater e Freshwater di ONL e NOX, il Yokohama Passenger Terminal di FOA, e le sperimentazioni di Gramazio Kohler – si individueranno alcuni dei momenti principali dell’allontanamento e del progressivo riavvicinamento tra digitale e materiale, le loro possibili modalità d’ibridazione
To Graft or Not to Graft? An Urgent Call for Architectural Actions / Pfropfen oder nicht pfropfen? Ein dringender Aufruf zum architektonischen Handeln
Jeanne Gang’s The Art of Architectural Grafting (Park Books, 2024) redefines sustainable design through the lens of grafting—a horticultural metaphor for merging old and new structures into symbiotic relationships. Challenging demolition-centric practices, Gang advocates for adaptive reuse as a critical climate action, emphasizing the untapped environmental value of existing buildings
L'architettura dei cambiamenti di stato. Leggere e interpretare il progetto del movimento in architettura
I rapidi cambiamenti dei tempi che viviamo richiedono di porre l’attenzione su aspetti che spesso non vengono affrontati nella pratica quotidiana del progetto. I luoghi che abitiamo – il nostro ambiente costruito, disegnato dalla sequenza definita e progettata di spazi concatenati che configurano la totalità della nostra esperienza situata nel mondo – fissi e statici nelle loro stratificazioni, devono costantemente confrontarsi con la loro adattabilità, trasformazione e modificazione verso fenomeni in mutamento che ne informano qualità e caratteri. Tali accezioni – intese come la capacità dell’architettura di potersi adattare a sollecitazioni che intervengono sulla sua struttura fisica in una serie di interazioni diverse e mutevoli nel corso del tempo – implicano un cambiamento di stato, ovvero la condizione di mutevolezza di un sistema architettonico, di uno spazio o di un’atmosfera, da uno stato iniziale ad un altro, attraverso la trasformazione della sua costituzione materiale. La trasformazione implica movimento: il campo di applicazione di tale fenomeno è definito dall'architettura cinetica.
La domanda di ricerca si inserisce in quest’ambito, indagando possibili azioni e procedimenti compositivi alla base dei sistemi cinetici in grado di modificare la propria configurazione geometrica e spaziale sulla base di sollecitazioni esterne. Quali sono e come si sviluppano i processi geometrico-compositivi alla base delle architetture cinetico-responsive? Si intende approfondire gli aspetti legati alla cinetica del movimento, descrivendone e classificandone strategie progettuali e modalità d’insediamento in una serie di esempi costruiti per poterne così comprendere ragioni e motivazioni che hanno informato la loro generazione spaziale, proponendo una possibile metodologia di lettura e comprensione di tale fenomeno. Attraverso la costruzione di una nuova tassonomia si individueranno le caratteristiche generative di un campione di opere emblematiche, discretizzandone invarianti e differenze sulla base di criteri selezionati che rivelino una loro possibile traduzione in strategie compositive. Coniugando geometrie generative, tecnologie costruttive e specifiche proprietà dei materiali con l'aspirazione per il movimento, si analizzerà come le architetture cinetico-responsive riescano a generare cambiamenti di stato e al tempo stesso rispondere a stimoli esterni, producendo effetti spaziali di volta in volta diversi che impattano sull'esperienza dell'architettura da parte dell'uomo, rappresentando una tra le varie strade percorribili da perseguire per il progetto di architettura contemporaneo.
La ricerca è strutturata in tre parti principali: Posizioni, Strumenti, Progetto. La prima parte della ricerca, Posizioni, riguarderà una fase di orientamento e ricognizione che individui l'ambito entro cui circoscrivere la ricerca, attraverso l’approfondimento di alcuni precisi orientamenti teorici e con particolare riferimento a esperienze progettuali e di ricerca recenti. La seconda parte, riguarderà l’approfondimento di alcune specifiche metodologie operative e procedimenti utili alla costruzione di una nuova tassonomia cinetica. La terza parte, riguarderà il passaggio tra proposizioni teoriche e strumenti operativi, la sistematizzazione una serie di posizioni teoriche e riflessioni operative riguardanti l’evoluzione del rapporto tra i diversi nuovi strumenti entrati in campo per l’architettura e la prassi consolidata, mettendo in luce l’attuale dibattito sulla digital materiality come possibile strategia per una modalità d'approccio al progetto. L'obiettivo della ricerca è quindi rintracciabile nella costruzione di una metodologia di lettura e interpretazione del progetto della cinetica attraverso la sua essenziale vocazione nel provocare cambiamenti di stato; una qualità, che, intersecando diversi campi, ritorna al punto in cui ha origine la necessità della trasformazione architettonica: poter progettare, costruire e abitare architettura che si adatti ad esigenze in evoluzione, accogliendo le sue nuove possibilità e appropriandocene
Anaciclosi. Sguardi sulla città antica di Napoli
Recensione del volume "Anaciclosi. Sguardi sulla città antica di Napoli
- …
