1,721,017 research outputs found
Le Antiche ruine di Capri (1835). Un'incompiuta di Francesco Alvino e Bernardo Quaranta
L'articolo presenta un'opera incompiuta - Le antiche ruine di Capri, 1835 - con illustrazioni di Francesco Alvino e commento di Bernardo Quaranta. Particolarmente l'articolo si sofferma sul contributo di Quaranta, che può considerarsi la prima opera scientifica e sistematica su Capri antica
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
Errico Alvino e il restauro dei monumenti
Il volume analizza, in una prospettiva inedita, la concezione del restauro dei monumenti di Errico Alvino, una delle figure più significative nell’ambito della cultura architettonica italiana ed europea della seconda metà del XIX secolo.
Libero professionista, tecnico municipale, docente di architettura e membro di organi locali e centrali di tutela, Errico Alvino svolse un ruolo di primissimo piano nell’ambiente culturale e professionale napoletano e italiano, in un momento storico particolare, coincidente per la realtà partenopea con la fine del regno borbonico e la nascita del nuovo stato unitario.
L’attiva partecipazione a vicende di portata nazionale, quali i concorsi per il completamento in stile della facciata di S. Maria del Fiore a Firenze e i primi congressi di ingegneri e architetti italiani, consentirono all’‘architetto-restauratore’ napoletano un immediato inserimento nel vivo del dibattito europeo e il diretto confronto con le idee di importanti personalità del campo, quali Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc, Gottfried Semper, Karl Hasenauer, Pietro Selvatico Estense, Camillo Boito, Alessandro Antonelli, per citarne alcuni.
Furono proprio tali avvenimenti a condizionare, in modo significativo, tutta l’attività di Alvino e, in particolare, l'espletamento di alcuni importanti incarichi di progetti di restauro per edifici di grande valore monumentale, quali quelli relativi alla realizzazione della facciata della cattedrale della città partenopea, alla ricostruzione del prospetto del duomo di Amalfi e a quell’interessante e poco noto lavoro di trasformazione dell’ex convento seicentesco di San Giovanni Battista delle Monache a Napoli in Accademia di Belle Arti.
La ricca produzione alviniana fornisce un ampio repertorio di opere che risultava ancora non indagato in modo sistematico. Nonostante il grande rilievo del personaggio, infatti, la conoscenza della sua attività relativa ai campi dell'architettura, dell'urbanistica e del restauro, era affidata, a parte poche eccezioni, alla monografia di Giuseppe Bruno e Renato De Fusco, con la quale fu avviato, negli anni' 60 del Novecento, quel processo di revisione critica della figura di Alvino, nel tentativo di colmare una lacuna attribuibile alla storiografia della prima metà e oltre dello stesso secolo, notoriamente avversa all'intera cultura architettonica ottocentesca.
In tal senso, il saggio appena citato, nonostante l'indubbio valore pioneristico nell’ambito di una storiografia più strettamente architettonica, meritava una revisione e un ampliamento.
Nell’ottica di tale rivalutazione va però aggiunto che era, in particolare, la produzione legata al restauro a necessitare di un più significativo aggiornamento critico, essendo stata, nel testo del ‘62, sottovalutata e insufficientemente analizzata, certamente a causa dei noti motivi connessi alla rapida evoluzione, nel corso del XX secolo, dello stesso concetto di ‘restauro’ e all'affermarsi dei principi della moderna cultura della conservazione.
E' proprio per tali presupposti che l'opera dell'architetto napoletano risultava non esaurientemente indagata, anche nell'ambito della storiografia del restauro, che pure ne aveva riconosciuto il ruolo, nel più ampio capitolo delle sperimentazioni del restauro stilistico in Italia.
Da qui la necessità di un'analisi puntuale della produzione di Errico Alvino, inquadrata nell’ambito della comprensione complessiva della personalità ottocentesca, al fine di restituirla alla sua reale dimensione.
In questa prospettiva, il volume fornisce, attraverso la revisione critica della figura e dell'opera dell'architetto-restauratore napoletano e mediante il contributo di nuove acquisizioni documentarie, un necessario approfondimento degli aspetti metodologici di alcuni emblematici casi di restauro, chiarendone, al contempo, il ruolo svolto in rapporto alla cultura del tempo.
Quel che ne emerge è la figura di un restauratore che, al di là del suo specifico contributo in linea con il restauro stilistico, si segnala con un proprio originale apporto rintracciabile nella particolare sensibilità alla permanenza del ‘dato storico’ nelle operazioni di restauro, assumendo, in tal modo, un ruolo determinante nei confronti di quel processo che ha condotto alla definizione dell’attuale disciplina del restauro architettonico
koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist
We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
Errico Alvino e il restauro dei monumenti
Il volume analizza, in una prospettiva inedita, la concezione del restauro dei monumenti di Errico Alvino, una delle figure più significative nell’ambito della cultura architettonica italiana ed europea della seconda metà del XIX secolo.
Libero professionista, tecnico municipale, docente di architettura e membro di organi locali e centrali di tutela, Errico Alvino svolse un ruolo di primissimo piano nell’ambiente culturale e professionale napoletano e italiano, in un momento storico particolare, coincidente per la realtà partenopea con la fine del regno borbonico e la nascita del nuovo stato unitario.
L’attiva partecipazione a vicende di portata nazionale, quali i concorsi per il completamento in stile della facciata di S. Maria del Fiore a Firenze e i primi congressi di ingegneri e architetti italiani, consentirono all’‘architetto-restauratore’ napoletano un immediato inserimento nel vivo del dibattito europeo e il diretto confronto con le idee di importanti personalità del campo, quali Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc, Gottfried Semper, Karl Hasenauer, Pietro Selvatico Estense, Camillo Boito, Alessandro Antonelli, per citarne alcuni.
Furono proprio tali avvenimenti a condizionare, in modo significativo, tutta l’attività di Alvino e, in particolare, l'espletamento di alcuni importanti incarichi di progetti di restauro per edifici di grande valore monumentale, quali quelli relativi alla realizzazione della facciata della cattedrale della città partenopea, alla ricostruzione del prospetto del duomo di Amalfi e a quell’interessante e poco noto lavoro di trasformazione dell’ex convento seicentesco di San Giovanni Battista delle Monache a Napoli in Accademia di Belle Arti.
La ricca produzione alviniana fornisce un ampio repertorio di opere che risultava ancora non indagato in modo sistematico. Nonostante il grande rilievo del personaggio, infatti, la conoscenza della sua attività relativa ai campi dell'architettura, dell'urbanistica e del restauro, era affidata, a parte poche eccezioni, alla monografia di Giuseppe Bruno e Renato De Fusco, con la quale fu avviato, negli anni' 60 del Novecento, quel processo di revisione critica della figura di Alvino, nel tentativo di colmare una lacuna attribuibile alla storiografia della prima metà e oltre dello stesso secolo, notoriamente avversa all'intera cultura architettonica ottocentesca.
In tal senso, il saggio appena citato, nonostante l'indubbio valore pioneristico nell’ambito di una storiografia più strettamente architettonica, meritava una revisione e un ampliamento.
Nell’ottica di tale rivalutazione va però aggiunto che era, in particolare, la produzione legata al restauro a necessitare di un più significativo aggiornamento critico, essendo stata, nel testo del ‘62, sottovalutata e insufficientemente analizzata, certamente a causa dei noti motivi connessi alla rapida evoluzione, nel corso del XX secolo, dello stesso concetto di ‘restauro’ e all'affermarsi dei principi della moderna cultura della conservazione.
E' proprio per tali presupposti che l'opera dell'architetto napoletano risultava non esaurientemente indagata, anche nell'ambito della storiografia del restauro, che pure ne aveva riconosciuto il ruolo, nel più ampio capitolo delle sperimentazioni del restauro stilistico in Italia.
Da qui la necessità di un'analisi puntuale della produzione di Errico Alvino, inquadrata nell’ambito della comprensione complessiva della personalità ottocentesca, al fine di restituirla alla sua reale dimensione.
In questa prospettiva, il volume fornisce, attraverso la revisione critica della figura e dell'opera dell'architetto-restauratore napoletano e mediante il contributo di nuove acquisizioni documentarie, un necessario approfondimento degli aspetti metodologici di alcuni emblematici casi di restauro, chiarendone, al contempo, il ruolo svolto in rapporto alla cultura del tempo.
Quel che ne emerge è la figura di un restauratore che, al di là del suo specifico contributo in linea con il restauro stilistico, si segnala con un proprio originale apporto rintracciabile nella particolare sensibilità alla permanenza del ‘dato storico’ nelle operazioni di restauro, assumendo, in tal modo, un ruolo determinante nei confronti di quel processo che ha condotto alla definizione dell’attuale disciplina del restauro architettonico
- …
