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“Variabile socio-ambientale e performance d’impresa. Profili di misurazione e di comunicazione”,
Il trattamento di fine rapporto nei principi contabili internazionali alla luce della riforma previdenziale
La ricerca si propone di analizzare i risvolti applicativi connessi con l’impiego dello IAS 19, in materia di benefici ai dipendenti – con particolare riferimento al TFR – a seguito delle recenti novità poste dalla riforma previdenziale nazionale. Quest’ultima, segnatamente, ha determinato un significativo cambiamento circa l’inquadramento dell’istituto all’interno della categoria dei post employee benefits contemplati dallo IAS 19: ciò in quanto per le imprese alle quali trova applicazione la citata riforma, il TFR non sarebbe più annoverabile nella categoria dei piani a benefici definiti, bensì in quella dei piani a contributi definiti. Conseguentemente, una simile evoluzione si traduce sia un mutato procedimento di computo attraverso cui quantificare la passività, sia in una diversa natura riconosciuta a tale ultima voce.
L’intento della ricerca pertanto è quello di cogliere l’impatto economico-finanziario che un simile cambiamento determina sulle due grandezze di reddito e patrimoni
La rendicontazione di un trust da parte di una trust company: possibili alternative al consolidamernto sintetico
Il presente articolo intende offrire una disamina delle pricipali criticità relative alla rendicontazione di un trust da parte della trust compant, attraverso il c.d. consolidamento sintetico. Il trust è un istituto di origine anglosassone in virtù del quale un soggetto disponente (settlor) trasferisce la proprietà di determinati beni ad un fiduciario (trustee) e questi, a sua volta, assume l’obbligo di amministrarli nell’interesse di un terzo beneficiario (beneficiary), cui vanno nominalmente assegnati i proventi matutati nel corso della gestione, nonché, in un momento successivo, la titolarità dei beni medesimi. La gestione di un complesso di beni in trust può costituire l’attività caratteristica di un’azienda: qualora quest’ultima (che, sotto il profilo soggettivo, rappresenta il trustee) assuma la veste giuridica di società di capitali, allora prende più correttamente la denominazione di trust company. Gli assets in trust concorrono alla formazione di un compendio autonomo a tutti gli effetti e, pertanto, le vicende gestionali ad esso afferenti risultano estranee a quello specifico della trust company. L’impermeabilità che caratterizza tale aggregato e la necessità di soddisfare le attese conoscitive dei diversi stakeholders coinvolti, primi fra tutti i beneficiari, si traducono nell’esigenza di individuare un adeguato modello di rendicontazione contabile che dia contezza, in maniera sistematica, della consistenza quali-quantitativa del trust medesimo. A livello regolamentare non esiste ancora una norma o un principio nazionale di riferimento che disciplini la contabilità dei trust tenuta, nel caso di specie, da un trustee professionale istituito nella forma di società di capitali.Nel silenzio normativo, e in assenza di un principio ad hoc, la pratica ha tentato di prendere spunto dalla regolamentazione prevista per similari istituti di gemmazione patrimoniale ed ha offerto alcune possibili soluzioni: fra queste, particolare attenzione suscita quella che propende per il c.d. consolidamento sintetico
LA RENDICONTAZIONE DEL TRUST DA PARTE DI UNA TRUST COMPANY: ALCUNE RIFLESSIONI SUL “CONSOLIDAMENTO SINTETICO”
The Biggest Change in Accounting Rules Ever: Proposed Global Standard on Accounting for Leases
TAVOLA ROTONDA SUL NUOVO PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE SUL LEASING LICENZIATO DAL FAS
Relazione tra struttura proprietaria e composizione del collegio sindacale:profili di governance ed evidenza empirica·
Rethinking corporate governance for joint-management and Companies totally controlled by Local authorities in the Italian public transport sector: some empirical findings
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