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    Belluno, Sondrio e Verbano Cusio Ossola: problematiche comuni e ipotesi di soluzione per le tre province alpine interamente montane

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    Con questo lavoro si cerca innanzi tutto di verificare se la presunta omogeneità esistente fra i territori delle province alpine di Belluno, Sondrio e Verbania che risulterebbe anche da alcune note, quanto autorevoli indagini sul livello della qualità della vita, risulta effettivamente confermata o meno. Inoltre, s’intende accertare se, oltre ai fattori che influenzano positivamente le condizioni socio-economiche di vita sperimentate dalle comunità localmente residenti, ne possano essere individuati altri – meno positivi – per i quali va accertato se costituiscano o meno una caratteristica comune alle tre province. Infine, nel caso in cui – come si presume – si rinvengano fattori tendenti a condizionare la competitività di queste porzioni di territorio, fino a produrvi situazioni di vera e propria marginalità dal processo di sviluppo, quelli vengono adeguatamente considerati, cercando di individuarvi valide soluzioni fra le esperienze positivamente registrate in altre realtà alpine con analoghe problematiche. This paper attempts firstly to ascertain whether the alleged homogeneity exists between the territories of the Alpine provinces of Belluno, Sondrio and Verbania that is also known by some as authoritative surveys on the level of quality of life, it is indeed confirmed, or not confirmed. Furthermore, means to verify whether, in addition to the factors that influence positively the socio-economic conditions of life experienced by local community residents, it can be identified others – less positive – for which is examined whether they are or not a feature common in the three provinces. Finally, if - as expected - you come across factors tend to affect the competitiveness of these portions of land, to produce its real situations of marginalization from the process of development, those are properly considered, trying to find valid solutions among successful reality in other mountain with similar issues

    Stima di un indicatore di pressione ambientale: un'applicazione ai comuni della Campania

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    Working Paper, Dipatimento di Scienze Economiche e Statistiche, Università degli Studi di Salern

    Turismo e Competitività territoriale. Un contributo geografico-economico

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    Gli atti del Convegno AISRE sono pubblicati su CD e consultabili all'indirizzo www.inter-net.it/aisre/minisito/CD201

    Processi di pianificazione e norme tributarie: il conflitto sulla edificabilità dei suoli e la stima delle basi imponibili

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    L'analisi delle più recenti leggi urbanistiche regionali, delle norme e delle sentenze in materia tributaria ha evidenziato una contraddizione in merito all'attributo dell'edificabilità delle aree. I piani urbanistici di nuova generazione prevedono la separazione tra piano strategico e piano operativo e i primi possono attribuire alle aree una destinazione di futura possibile edificabilità priva di carattere conformativo. L'amministrazione tributaria, tuttavia, considera tali aree edificabili ai fini dell'imposizione fiscale (IMU in particolare) anche se l'iter di conformazione della capacità edificatoria non è ancora concluso. Sulla base delle leggi vigenti, i proprietari di tali aree pertanto sono tenuti a pagare per anni imposte per un terreno edificabile senza disporre di alcun potenziale edificatorio. Appare evidente la contraddittorietà tra gli strumenti urbanistici e le norme in materia fiscale. Una equa tassazione dei beni immobili è fondamentale per tutelare sia i soggetti pubblici che privati: lo studio si propone pertanto di individuare un modello che consenta di formalizzare il meccanismo dinamico di consolidamento del valore dei suoli in funzione dei diversi passaggi in merito alla conformazione della capacità edificatoria. L'obiettivo è quello di definire un modello flessibile suscettibile di ampia generalità e che possa dunque essere impiegato in contesti normativi diversi e permetta alle amministrazioni di gestire un sistema di tassazione delle aree edificabili più equo. La ricerca si sviluppa attraverso lo studio della letteratura scientifica a carattere interdisciplinare, delle fonti legislative e giuridiche e attraverso l'analisi di diversi casi di studio che riguardano l'applicazione delle imposte locali in diversi comuni del Paese. Le elaborazioni svolte hanno quindi portato alla predisposizione di un modello di regressione che considera come variabile dipendente il logaritmo naturale dei prezzi unitari e come variabili indipendenti la localizzazione delle aree stesse e il loro relativo iter amministrativo. Il modello predisposto è dunque di estrema semplicità. Il valore di mercato dei terreni edificabili è espresso in funzione di due variabili: la posizione e l'avanzamento del processo amministrativo di conformazione della proprietà. Lo sviluppo del modello ha consentito di individuare lo scarto di valore tra terreni edificabili caratterizzati da diversi livelli della procedura amministrativa. Gli scarti di valore confermano come il mercato fondiario abbia recepito le indicazioni del legislatore regionale, abbia appreso e valutato i livelli di incertezza legati al nuovo quadro normativo, ai tempi e all'aleatorietà dei nuovi strumenti urbanistici e abbia segmentato il valore, di conseguenza, dei beni a utilità indiretta in funzione del procedimento giuridico amministrativo

    Benessere e sostenibilità nelle aree di crisi: il caso Taranto

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    Il lavoro si propone di approfondire le potenzialità di utilizzo delle misure del Benessere equo e sostenibile dei territori -Bes dei Territori (ad es. Taralli et al., 2015) per lo studio, l’analisi e il monitoraggio delle aree di crisi. A tal fine, dopo una breve introduzione sui principali modelli di misurazione esistenti oltre che sulle opportunità della misurazione del benessere a livello locale (Lowe et al., 2015; Cracolici et al., 2018; Verma e Raghubanshi, 2018), si discute il caso dell’area di Taranto, da diversi anni affetta da una grave crisi di tipo ambientale, sanitario, socio-economico e politico-istituzionale (Sito di InteresseNazionale in base alla legge 426/1998 e Area di Crisi Industriale Complessa in base alla legge 171/2012), e, facendo leva sulle metodologiedell’Indice Corretto di Scarto Medio e dell’Adjusted Mazziotta-Pareto Index, si utilizzano le misure del Bes dei territori per condurreuna analisi di contesto del territorio. Simili analisi sono condotte anche sulle province di Livorno, Terni, Venezia e Parma.Dalle analisi condotte emerge che,sebbene il Bes dei Territorisia capace di evidenziare alcune criticità delle aree esaminate, non sempreessoappare in grado di cogliere tutte le peculiarità delle aree di crisi. Spesso, pure in presenza di crisi conclamata, dal confronto con il dato regionale non emergono,infatti, le attese condizioni di spiccata criticità né a livello di indicatori né a livello di domini.Il lavoro siconclude con una breve discussione sulle possibili motivazioni alla base dei risultati ottenuti e su alcune proposte su cui focalizzare la ricerca futur
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