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DE “TERRA DA MACUMBA” À “CIDADE DE DEUS”: AS LUTAS DE CLASSIFICAÇÃO, O CONFLITO DOS ESTEREÓTIPOS E A POLISSEMIA DAS REPRESENTAÇÕES ACERCA DA CIDADE DE CODÓ-MA (1930- 2000)
Questo lavoro ha consistito nell’analizzare come si sia formulato un archivio di immagini ed enunciati, ovvero “verità”, che hanno dato visibilità e dicibilità alla città di Codó-MA, a partire dalla polisemia delle rappresentazioni, quali: “terra della macumba”, “città di Dio”. La ricerca si è basata su diverse fonti, il che ha richiesto una metodologia diversificata per contemplare ciascun materiale utilizzato, siano essi scritti o orali. In tal modo, questa produzione accademica è il frutto di analisi di fonti orali e processi penali, attraverso l’analisi del discorso; della costruzione di una cartografia dei luoghi di culto della città, tramite la loro mappatura, con l’obiettivo di mostrare la spazializzazione delle chiese cattoliche, evangeliche e dei terreiros di matrice africana; e dello studio e dell’indagine su dispositivi giuridici, come i Codici di Condotta, Penale, Sanitario, al fine di comprendere come si siano creati conflitti e lotte di classificazione attorno a soggetti e pratiche. Inoltre, attraverso un’indagine di lunga durata, si è discusso di come i meccanismi discorsivi utilizzati dai media stampati e audiovisivi, così come dai documenti d’archivio, abbiano fatto sì che la città di Codó-MA fosse conosciuta a livello nazionale grazie alla polisemia delle rappresentazioni, ovvero uno studio sui dispositivi che hanno trasformato una piccola città dell’interno dello stato del Maranhão nella “capitale della magia nera”, “terra dei grandi stregoni”; così come siano stati capaci di alimentare stigmi, ad esempio, sulle pratiche di cura e sui soggetti legati alle religioni di matrice africana. Pertanto, attraverso un’approccio archeogenealogico e il paradigma indiziario, la ricerca si è concentrata su dialoghi interdisciplinari, facendo di questo lavoro uno studio denso sugli stereotipi e le rappresentazioni, sull’intreccio tra gli aspetti materiali e simbolici di una città brasilian
CURA, FEITIÇARIA E MAGIA EM CODÓ-MA: UM CASO DE POLÍCIA, SCIENCIA E IMPRENSA
Questo articolo è il risultato della mia tesi di dottorato, incentrata sull’analisi dei processi di costruzione degli stereotipi e delle rappresentazioni riguardanti la città di Codó, nello stato del Maranhão, in Brasile. La ricerca si è basata sull’analisi critica di diverse fonti storiche, in particolare di procedimenti penali degli anni ’40 del Novecento che facevano riferimento a disposizioni legali risalenti al XIX secolo.
I risultati rivelano che il repertorio immaginifico e discorsivo costruito attorno a Codó – in particolare la sua associazione con le religioni di origine africana – è il frutto di un lungo processo di stereotipizzazione dei soggetti e delle pratiche culturali. Nel XIX secolo, istituzioni come la scienza, la stampa e le forze dell’ordine hanno svolto un ruolo centrale nella produzione di meccanismi ideologici e sociali di distinzione e persecuzione, rivolti soprattutto contro la pratica della “guarigione”.
Per analizzare tali meccanismi, l’articolo esamina un procedimento penale relativo al reato di officio di curandeiro (guaritore popolare), nonché articoli di giornale che trattano la figura del pagé (guaritore spirituale indigeno o afro-brasiliano). Questi materiali vengono analizzati nel contesto più ampio del campo discorsivo prodotto dall’Accademia, dal sistema giudiziario e dalla stampa, che ha contribuito alla formulazione di stereotipi tanto sulle pratiche tradizionali quanto sulla città stessa
A FORMAÇÃO INICIAL DE PROFESSORES EM UMA PERSPECTIVA INTERCULTURAL A PARTIR DE UMA PESQUISA COMPARADA ENTRE O BRASIL E A ITÁLIA
Para além das cotas: política de inclusão e diversidade e reflexões sobre a atuação do NAPNE e NEABI no IFPI
Il libro si propone, a partire dall’analisi delle politiche pubbliche di educazione inclusiva attuate presso l’Istituto Federale di Educazione, Scienza e Tecnologia del Piauí, di identificare quali siano le pratiche pedagogiche di inclusione scolastica. L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di indagare come sia stata formulata e come venga attuata la Politica di Diversità e Inclusione dell’IFPI nei suoi campus. Tale politica prevede misure mediate dal Nucleo di Assistenza alle Persone con Necessità Specifiche (NAPNE) e dal Nucleo di Studi e Ricerche Afro-Brasiliani e Indigeni (NEABI).
Il diritto all’istruzione è un diritto fondamentale dell’essere umano, sancito dalla legislazione del nostro Paese. La scuola, nella sua funzione educativa, può agire sia come strumento di riproduzione e mantenimento delle disuguaglianze sociali, sia come agente di trasformazione della società. L’educazione, in quanto diritto di tutti, può promuovere cambiamenti e favorire trasformazioni, specialmente per i gruppi considerati vulnerabili, che spesso si trovano ai margini del sistema educativo.
Inoltre, in quanto istituzione collettiva, la scuola ha una responsabilità educativa verso tutti i suoi membri. In questo senso, la presente ricerca si giustifica sia dal punto di vista sociale che accademico, come uno strumento di riflessione sui diritti delle minoranze e sul ruolo svolto dalla scuola: se essa favorisca l’emancipazione degli individui o, al contrario, mantenga i privilegi e l’invisibilità dei gruppi più oppressi.
In un primo momento si propone una rilettura del concetto di inclusione scolastica e si discute della diversità presente nel contesto scolastico. Successivamente, si presenta una breve contestualizzazione politico-educativa del tema, in cui vengono illustrati i fondamenti storici, giuridici e politici dell’educazione inclusiva. Infine, dopo aver presentato il contesto in cui si sviluppa tale Politica di Diversità e Inclusione, si analizza il modo in cui la scuola e i suoi professionisti affrontano le questioni pedagogiche dal punto di vista dell’educazione inclusiv
sj-pdf-2-smo-10.1177_20503121231160953 – Supplemental material for Effects of transcranial direct current stimulation (tDCS) in “Kiss nightclub fire” patients with post-traumatic stress disorder (PTSD): A phase II clinical trial
Supplemental material, sj-pdf-2-smo-10.1177_20503121231160953 for Effects of transcranial direct current stimulation (tDCS) in “Kiss nightclub fire” patients with post-traumatic stress disorder (PTSD): A phase II clinical trial by Kathy Aleixo dos Santos Marcolin, Ângelo Batista Miralha da Cunha, Beatriz Capparros Yoneyama and Tiango Aguiar Ribeiro in SAGE Open Medicine</p
sj-pdf-1-smo-10.1177_20503121231160953 – Supplemental material for Effects of transcranial direct current stimulation (tDCS) in “Kiss nightclub fire” patients with post-traumatic stress disorder (PTSD): A phase II clinical trial
Supplemental material, sj-pdf-1-smo-10.1177_20503121231160953 for Effects of transcranial direct current stimulation (tDCS) in “Kiss nightclub fire” patients with post-traumatic stress disorder (PTSD): A phase II clinical trial by Kathy Aleixo dos Santos Marcolin, Ângelo Batista Miralha da Cunha, Beatriz Capparros Yoneyama and Tiango Aguiar Ribeiro in SAGE Open Medicine</p
sj-docx-1-smo-10.1177_20503121231161193 – Supplemental material for Strategy to increase vaccination coverage in diabetic patients at a public tertiary university hospital: A randomized controlled trial
Supplemental material, sj-docx-1-smo-10.1177_20503121231161193 for Strategy to increase vaccination coverage in diabetic patients at a public tertiary university hospital: A randomized controlled trial by Giulia Limana Guerra, Fabio Lopes Pedro, Mateus Dornelles Severo, Giorgia Limana Guerra and Tiango Aguiar Ribeiro in SAGE Open Medicine</p
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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