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Al-TEATRO: Drammaturgie didattiche per l'apprendimento dell'arabo letterario. Maqamat: scale musicali, volume 4
Con questo volume dedicato al quarto progetto per l’apprendimento della lingua araba tramite la pratica teatrale si analizzano alcuni temi legati al corpus delle canzoni della scuola Rahbani come i brani musicali e i testi poetici delle canzoni.
Dopo un’ampia esposizione della preparazione del progetto sono stati analizzati tutte le categorie poietiche in base alle loro variazioni di metro, di rima e secondo il registro linguistico (arabo letterario o dialettale); un’attenzione particolare era dedicata alla forma poetica muwashshah la cui raggio di diffusione era molto esteso geograficamente e cronologicamente.
La parte finale del volume comprende una tradizione in italiano di tutti i testi usati nello spettacolo, il copione (arabo e italiano) e le schede lessicali
The 6th International Conference & Exhibition for Higher Education a Riyadh, Arabia Saudita (15 al 18 aprile 2015).
Con delega del Rettore dell’Università di Bologna Ivano Dionigi ho rappresentato ufficialmente l’università di Bologna per la partecipare alla sesta esposizione e conferenza internazionale sull’Educazione superiore a Riyadh in Arabia saudita. All'esposizione hanno partecipato i rappresentati di 34 paesi e un totale di quasi 450 istituzioni universitarie, tra cui numerose dagli Stati Uniti, dall'Europa, dall'Australia, dalla Cina e dal Giappone. L’Italia era rappresentata da una sola istituzione, cioè l’università di Bologna. Il grande afflusso di pubblico ha dimostrato molto interesse di istituzioni accademiche e prestigiose università araba per la nostra università, in particolare per le scuole di ingegneria, medicina, lingue e economia. Nell'ultimo giorno dell’esposizione è stato organizzato un incontro con il prorettore alla cooperazione internazionale del King Saud University Per rendere operativo l’accordo quadro che è stato firmato con loro l'anno precedente
I "GIOIELLI" NEI FONDI DELLA BIBLIOTECA UNIVERSITARIA DI BOLOGNA: IL MS. 3406 DI AL-ANSARI SULLE VIRTU' DELLE PIETRE PREZIOSE
L’opera, conservata nel Fondo Marsili della Biblioteca Universitari di Bologna, è il manoscritto n. 3406 “Nuḫab al-dakā’ir fī aḥwāl al-ǧawāhir” (Selezione dei tesori in merito ai gioielli) del sec. XVI di Al Ansari. Questo volume contiene, oltre alle fotografie digitali del testo originale, una presentazione dell’opera a cura della direttrice della Biblioteca universitaria di Bologna dott.ssa Biancastella Antoninouno; uno studio sull’autore del manoscritto e la sua opera, nonché sugli studi sulle pietre preziose dei principali autori arabi, la trascrizione e la traduzione in italiano del testo originale, a cura di Ahmad Addous; una Scheda codicologica di Franco Pasti; un Glossario curato da Giulio Soravia per comprendere le parole relative alle pietre preziose, ai pesi e misure e l’indice dei nomi citati da al-Ansari. Infine, il vasto apparato bibliografico, si deve a Ahmad Addous e Giulio Soravia
Al-Teatro Drammaturgie didattiche per l'apprendimento dell'arabo letterario: Al-Fil, volume 2
Questo volume descrive e analizza il secondo anno di sperimentazione di un laboratorio teatrale per l’apprendimento della lingua araba presso l’università di Bologna, Scuola di Lingue e Letterature, campus di Forlì. L'opera, al-Fil, è una drammaturgia contemporanea di notevole valore artistico e per alcune sue caratteristiche (atto unico, opera corale, ritmo serrato, battute brevi ecc.) dimostrava particolarmente adatta a un laboratorio teatrale con finalità di didattica della lingua straniera. Lo studio affronta tutte le fasi dell'allestimento con molti attori-studenti da coordinare, costumista, musicista, comparse, aiuto-regista. Il volume, oltre all'analisi e la descrizione del progetto e del laboratorio, comprende il copione (arabo e italiano), profilo dell'autore (biografia e opere), schede lessicali e grammaticali e bozzetti dei costumi
Le peripezie di Giabir
Le peripezie di Giabir
è un riduzione teatrale in atto unico della drammaturgia Le peripezie della testa del Mamluk Giabir, del drammaturgo siriano Sa'd Allah Wannus, tradotto e pubblicato nella collana Studi Interdisciplinari su Traduzione, Lingue e Cultura del Dit (Addous-Nanni 2014). Spettacolo di teatro politicizzante - secondo la poetica e la ricerca drammaturgica dell'autore, che rillegge la storia araba in chiave politica - centrato sulla critica alla figura dell'intellettuale asservito al potere, per vantaggi personali e al di là di considerazioni di tipo nazionale, etico o morale. L'episodio storico di riferimento è la distruzione e il saccheggio di Bagdad nel 1258 da parte dei mongoli con la presunta complicità del famoso storico e intellettuale Ibn khaldun. Lo spettacolo, realizzato in lingua araba e italiana, è andato in scena il 10 Maggio 2018 presso il Teatro Diego Fabbri di Forlì nell'ambito della 26° edizione della Rassegna Teatrale dell’Associazione Studentesca Universitaria SSenzaLiMITi, Università di Bologna, campus di Forlì
L'apprendimento dell'arabo attraverso l'esperienza teatrale
Questo studio descrive e analizza i primi tre anni di sperimentazione di un laboratorio teatrale per l’apprendimento della lingua e della cultura araba presso l’università di Bologna, Scuola di Interpreti e Traduttori, campus di Forlì. Il laboratorio di teatro arabo nasce nell’ambito di un’esperienza più che ventennale di impiego dell’attività teatrale per il consolidamento della lingua straniera in questa scuola. Attivo dal 2012, il progetto offre agli studenti l’opportunità, attraverso la creazione di uno spettacolo bilingue arabo-italiano, di approfondire lo studio della lingua e di arricchirlo con un approccio alla relativa cultura e letteratura. La divulgazione, sia presso gli studenti che presso il pubblico, della cultura araba letteraria è infatti un obiettivo importante di questa attività. Il metodo di lavoro è di tipo laboratoriale e comunitario. La scelta di un teatro corale agevola sia l’apprendimento che lo studio cooperativo e nell’azione scenica lo studio della lingua passa da un livello teorico a uno maggiormente pratico e pragmatico: la fluidità viene rinforzata, così come la velocità di risposta e ciò che viene definito “aver la battuta pronta”. L’indiscusso vantaggio dell’approccio teatrale è dovuto infatti al suo potere immaginativo e alla partecipazione emozionale di un evento in atto.This study aims to describe and analyse a three-term experimental theatre workshop on the learning of Arabic at the University of Bologna, School of Translation and Interpreting in Forlì.
The theatre workshop in Arabic comes from twenty-two years of experience of theatrical activity in the consolidation of foreign languages at the School. Now active since 2012, the project offers students an opportunity, through the creation of a bilingual Arabic-Italian theatre presentation, to further their linguistic studies, while also enriching them with in-depth examination of the relative culture and literature. An important objective is therefore to accompany language studies with teaching and informing both students and the general public about literary themes.
The working method is that of a workshop and of community theatre. The choice of literary texts and choral theatre helps both acquisition and cooperative study, a fundamental element in the approach to such a complex language. Thus the study of the language passes from an intellectual, theoretical level to a more practical, pragmatic one. Fluency is thus strengthened, as well as the speed of response and what is commonly referred to as “having a ready answer”.
The indisputable advantage of the theatrical approach is actually due to its imaginative power, from emotional participation in the event taking place
Al-TEATRO: Drammaturgie didattiche per l'apprendimento dell'arabo letterario. Messer Torello e il Saladino, volume 3
lo studio analizza il terzo progetto di pratica teatrale per l'apprendimento dell'arabo presso la scuola interpreti e traduttori di Forlì, università di Bologna. In questo volume, dopo qualche cenno sul contesto in cui si realizza l'esperienza e sui progetti che hanno preceduto, si procede con l'esposizione del progetto Messer Torello e il Saldino, le sue specifiche caratteristiche, l'analisi dell'itinerario teatrale, l'approfondimento culturale e letterario dei testi scelti (novella nona, giornata decima del Decameron di Giovanni Bocaccio, una maqamah "prosa rimata" di al-Hamdhani, il raccontastorie e la falconeria). L'a parte finale del volume contiene il copione teatrale (arabo e italiano) e tutte le schede lessicali
Uno sguardo sui sedici metri poetici di Al-Khalil
This study aims to describe and analyse the metrical rules of versification referring to the system elaborated by al-Ḫalīl Bin Aḥmad, who was examined all the poetic compositions available to him going back to the Omayyade and Preislamic eras, designing a normative metrical system based on ten feet. This system remained practically intact until the beginning of the 20th century. For more than a thousand years, classical Arabic poetry was forced to follow the rules elaborated by the grammarian of Basra. Time after time critics confirmed the criteria distinguishing discourse in verse from discourse in prose or rhyming prose: in other words, his rules defining what is – and what is not – poetic discourse continued to be stressed. Like any act of linguistic expression, a line of poetry exists in time: real time when read aloud or silently, psychological or virtual time in the mind of the poet. Observing a traditional Arabic poem, one immediately notices that a line is divided into two segments of the same length that highlight the final rhyme, which is the same for the entire poem. The point of relevance is the symmetry among parts of the poem. If meaning is one of the pillars of poetry, then symmetry is achieved through the accurate interpretation, evaluation, or comparison symmetry among parts of the poem. Throughout this article, the author has analyzed the sixteen meter of classical Arabic poetry and their variations based on the system elaborated by al-Ḫalī
Traduzione araba: dalle antiche radici alle sfide moderne
Fin dall’antichità, la traduzione ha rappresentato un’attività essenziale per la mediazione tra popoli e per la diffusione del sapere a livello locale e internazionale. Nello specifico, questo elaborato si focalizzerà sulla traduzione araba, il cui sviluppo nel corso della storia si è rivelato estremamente altalenante, attraversando fasi di grande prosperità, come l’epoca d’oro islamica durante la dinastia Abbaside, ma anche di profonda negligenza, corrispondenti perlopiù al periodo colonialista. Successivamente a una prima analisi del contesto storico e sociopolitico, verranno analizzati due aspetti pratici legati alla traduzione, ovvero l’aspetto linguistico delle varietà dialettali arabe e l’aspetto culturale dell’influenza della religione islamica sulla lingua: queste due caratteristiche rappresentano tutt’oggi delle difficoltà che frenano lo sviluppo della traduzione araba, non permettendo a quest’ultima di occupare una posizione di rilievo nel mondo. In relazione all’aspetto religioso, è presente un capitolo dedicato alla traduzione del Corano: nonostante alcuni studiosi musulmani non condividano la scelta di tradurre tale libro sacro, l’elaborato illustrerà le motivazioni per le quali è invece necessario disporre di sue versioni tradotte e presenterà i principali traduttori italiani con i loro relativi approcci. L’obiettivo di questo elaborato è di fornire una panoramica completa della traduzione araba, evidenziando aspetti teorici e pratici, passati e presenti
L'EGIRA DEL CUORE Il sufismo nella poesia di Goethe
Lo scopo di questo elaborato è quello di analizzare il rapporto tra la tradizione islamica, con un particolare focus sul misticismo sufi, e la letteratura occidentale attraverso un esempio concreto della consistente influenza della poetica orientale sull’opera "Il Divano occidentale orientale" di Goethe. Partendo da una ricerca approfondita sulle origini, la storia, i grandi maestri e la mistica del sufismo, la tesi prende in esame il rapporto di Goethe con la cultura islamica e la significativa presenza di quest’ultima nella raccolta del Divano. A questo proposito, ho deciso di dedicare un capitolo a una delle figure che hanno maggiormente ispirato l’autore tedesco, il poeta persiano Ḥâfeẓ; approfondendo la vita di quest’ultimo e i temi trattati nella sua poesia, ho trovato interessanti affinità sia stilistiche che contenutistiche tra le opere dei due autori. In questa tesi, dunque, ho cercato di fornire una chiave di lettura sufi di alcuni estratti dei componimenti di Goethe alla luce di quanto appreso dalle fonti consultate, consapevole del fatto che non si tratti di una ricerca esaustiva, quanto piuttosto di un umile tentativo di illustrare le principali elaborazioni della dottrina sufi, con un’attenzione particolare al rapporto di Goethe con la tradizione islamica e alla concretizzazione di quest’ultima nella sua opera
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