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Die Interpretation des vorsokratikers Parmenides bei Plotin: Die Begründung der Identität von Sein und Denken
Die Aufsatz untersucht die Auslegung des Vorsokratikers Parmenides bei Plotin. Durch diese Untersuchung wird es gezeigt, welche sich die Natur des intelligibilen Seins bei Plotin ergibt
Riflessioni su alcune ricorrenze del termine exaíphnes in Platone
The adverb exaíphnes means fundamentally «on a sudden», «suddenly», «instantaneously». In Plato’s works it appears in some recurrences in particular contexts where the nature and form of knowledge are under discussion more or less expressly. This word has a particular function and meaning in Cratylus and in the myth of the cave in book VII of Plato’s Republic : in these texts it seems to allude to the groundlessness and impossibility of a sudden ecstatic and over-rational form of authentic knowledge. In fact, the real knowledge requires according to Plato a gradual and systematic way of inquiring and reflection, i.e. the dialectic method. The platonic philosophy rests on it, because only this kind of knowledge can lógon didónai (i.e. give reason) about itself: it is able to account for its own nature and validity
Recensione a: Dominic J. O’Meara: Platonopolis. Platonic Political Philosophy in Late Antiquity. Oxford: Clarendon Press, 2003
Il divino tra unità e molteplicità. Saggio sulla Teologia Platonica di Proclo
La Teologia Platonica di Proclo – scolarca della Scuola platonica di Atene nel V sec. d.C. – si può considerare la summa complessiva della filosofia tardo-neoplatonica e l’ultima opera sistematica della metafisica e della teologia pagane. Il suo fascino principale risiede nell’ambizioso progetto del suo autore: creare una sintesi armonica ed unitaria fra il Platonismo e la tradizione religioso‐teologica antica. Questa monumentale opera, già in sé assai affascinante dal punto di vista storico, religioso e culturale, si rivela estremamente suggestiva e stimolante anche per la riflessione di carattere metafisico e teoretico. In essa viene esaminata a fondo la nozione stessa di “Origine”, in base alla quale la metafisica neoplatonica è rielaborata da Proclo nella direzione di una articolata ed universale sinossi teologica. È proprio alla luce di tale sinossi che l’imponente edificio concettuale della Teologia Platonica sembra talvolta scricchiolare sotto il peso di alcune difficoltà teoretiche connesse alla natura labirintica e per certi versi aporetica dell’intero sistema metafisico-teologico procliano. Ma sono proprio tali aspetti a rendere il capolavoro procliano così suggestivo ed affascinante, anche in rapporto alla riflessione moderna e contemporanea sulla natura del Principio e sul problematico passaggio dall’Uno ai Molti. La Teologia Platonica rappresenta indubbiamente un tassello fondamentale nella storia della riflessione metafisica e teologica dell’Occidente
Parmenide e i neoplatonici. Dall'Essere all'Uno e al di là dell'Uno
Il confronto-scontro critico con le implicazioni concettuali e teoretiche della ontologia parmenidea, basate su un inflessibile rigore logico, ha determinato lo sviluppo storico della filosofia occidentale. Ciò appare evidente a partire dalla discussione di tale dottrina da parte di Platone ed anche alla luce della sua radicale reinterpretazione nell’ambito della tradizione neoplatonica. Tale reinterpretazione, per molti versi problematica per gli stessi autori neoplatonici che la propongono, consente di far luce su alcuni aspetti intrinsecamente problematici ed aporetici della prospettiva teoretica neoplatonica. Il metodo di riflessione e la logica ferrea di Parmenide fanno emergere le difficoltà insite nel tentativo di rendere ragione, in senso metafisico e fondativo, del molteplice, del divenire e della differenza. Proprio in considerazione della fondamentale portata, ormai universalmente riconosciuta da tutti gli studiosi, della Wirkungsgeschichte del Neoplatonismo, è possibile comprendere in quale misura ed in che modo l’ontologia parmenidea abbia, anche in maniera non diretta, influenzato e, per molti versi, determinato la natura stessa della riflessione ontologica e metafisica dell’Occidente
Recensione a: Dominic J. O’Meara: Platonopolis. Platonic Political Philosophy in Late Antiquity. Oxford: Clarendon Press, 2003
Die Interpretation des vorsokratikers Parmenides bei Plotin: Die Begründung der Identität von Sein und Denken
Die Aufsatz untersucht die Auslegung des Vorsokratikers Parmenides bei Plotin. Durch diese Untersuchung wird es gezeigt, welche sich die Natur des intelligibilen Seins bei Plotin ergibt
Parmenide e i neoplatonici. Dall'Essere all'Uno e al di là dell'Uno
Il confronto-scontro critico con le implicazioni concettuali e teoretiche della ontologia parmenidea, basate su un inflessibile rigore logico, ha determinato lo sviluppo storico della filosofia occidentale. Ciò appare evidente a partire dalla discussione di tale dottrina da parte di Platone ed anche alla luce della sua radicale reinterpretazione nell’ambito della tradizione neoplatonica. Tale reinterpretazione, per molti versi problematica per gli stessi autori neoplatonici che la propongono, consente di far luce su alcuni aspetti intrinsecamente problematici ed aporetici della prospettiva teoretica neoplatonica. Il metodo di riflessione e la logica ferrea di Parmenide fanno emergere le difficoltà insite nel tentativo di rendere ragione, in senso metafisico e fondativo, del molteplice, del divenire e della differenza. Proprio in considerazione della fondamentale portata, ormai universalmente riconosciuta da tutti gli studiosi, della Wirkungsgeschichte del Neoplatonismo, è possibile comprendere in quale misura ed in che modo l’ontologia parmenidea abbia, anche in maniera non diretta, influenzato e, per molti versi, determinato la natura stessa della riflessione ontologica e metafisica dell’Occidente
Recensione a: Giannis Stamatellos: Plotinus and the Presocratics. A Philosophical Study of Presocratic Influences in Plotinus’ Enneads. New York: SUNY Press 2007
Riflessioni su alcune ricorrenze del termine exaíphnes in Platone
The adverb exaíphnes means fundamentally «on a sudden», «suddenly», «instantaneously». In Plato’s works it appears in some recurrences in particular contexts where the nature and form of knowledge are under discussion more or less expressly. This word has a particular function and meaning in Cratylus and in the myth of the cave in book VII of Plato’s Republic : in these texts it seems to allude to the groundlessness and impossibility of a sudden ecstatic and over-rational form of authentic knowledge. In fact, the real knowledge requires according to Plato a gradual and systematic way of inquiring and reflection, i.e. the dialectic method. The platonic philosophy rests on it, because only this kind of knowledge can lógon didónai (i.e. give reason) about itself: it is able to account for its own nature and validity
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