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    Radionuclidi emettitori beta utilizzati in radioterapia metabolica : studio della purezza radionuclidica di radiofarmaci marcati con lutezio-177

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    Negli anni più recenti, nel campo dell’oncologia in medicina nucleare, è in costante sviluppo la radioterapia metabolica mediante radiofarmaci, in conseguenza del numero sempre maggiore di radionuclidi e composti marcati disponibili sul mercato. Tale tecnica radioterapica utilizza specie ioniche o molecole organiche marcate con radionuclidi emettitori di particelle a LET medio-alto (emettitori alfa, beta, emettitori d’elettroni Auger), progettate per localizzarsi selettivamente nelle regioni interessate da tumore. Un sottoinsieme della radioterapia metabolica è la radioimmunoterapia che utilizza anticorpi monoclonali, frammenti di anticorpi, peptidi, frammenti di peptidi e proteine marcate con radionuclidi ad alta attività specifica (attività per massa di carrier isotopico). In questo lavoro, il radionuclide preso in considerazione è il Lu-177g che, grazie alle sue proprietà nucleari vantaggiose (tempo di dimezzamento=6.734 d, emissione beta 100% Energia(beta max.)=489.3 keV ed Energia(gamma)=208.4 keV), trova diverse applicazioni mediche nella terapia del dolore dovuto a metastasi ossee e nella radioimmunoterpia. Questo radionuclide viene principalmente prodotto in reattore nucleare, che consente costi contenuti e quindi un’elevata disponibilità. Il canale principale di produzione è attraverso la reazione di cattura neutronica Lu-176(n,gamma)Lu-177g,m. Il target inoltre non necessita d’elevati gradi d’arricchimento in Lu-176, poiché i valori della sezione d’urto termica e dell’integrale di risonanza epitermico sono piuttosto elevati e consentono di produrre quantità sufficientemente alte d’attività specifica. Con questo metodo di produzione, però, si ha la co-produzione dell’impurezza radioisotopica a vita lunga Lu-177m (tempo di dimezzamento=160.4 d, emissione beta 78.3%, IT 21.7%, E(beta max.)=153.0 keV e circa 50 emissioni gamma inferiori a 470 keV). Esiste anche un secondo metodo di produzione che permette la produzione di Lu-177g in forma No Carrier Added - NCA, ad alta attività specifica. Si tratta della cattura neutronica indiretta a partire da un target di itterbio: Yb-176(n, gamma)Yb-177, che decade inLu-177g. L’Istituto Europeo di Oncologia ha fornito un campione di radiofarmaco marcato con lutezio, di cui si è valutata la purezza radionuclidica. Sono state effettuate misure sia di spettrometria gamma ad alta risoluzione mediante rivelatori HPGe sia tramite spettrometria beta utilizzando due diversi tipi di scintillatori liquidi, Beckman LS5000TD e Triathler della Hidex dotato di sistema di discriminazione alfa/beta –PSA. Sia le misure di spettrometria gamma sia lo studio delle curve di decadimento hanno permesso di evidenziare la presenza dell’impurezza a via lunga di Lu-177m, che conferma quindi che il principale metodo di produzione avviene in reattore attraverso la reazione Lu-176(n,gamma)Lu-177g,m. La presenza di impurezze a vita lunga comporta problemi di tipo radioprotezionistico per quanto riguarda lo stoccaggio e lo smaltimento del materiale contaminato presso i servizi di medicina nucleare, oltre che a problemi di tipo dosimetrico per i pazienti trattat

    Determinazione della purezza radionuclidica di [153Sm]Sm-EDTP(QuadrametTM), d’impiego nella terapia palliativa del dolore da metastasi ossee

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    I mielomi, i melanomi e i tumori primari alla mammella, alla prostata, alla tiroide, alla vescica, al polmone e al rene possono evolvere in metastasi scheletriche molto dolorose a causa del processo infiltrativo della neoplasia nella struttura ossea. Sebbene la disseminazione di tali metastasi non lasci spazio ad alcuna terapia che porti a guarigione, i progressi in campo oncologico hanno consentito di allungare l’aspettativa di vita dei pazienti da qualche mese fino a qualche anno. Pertanto hanno sempre più acquisito importanza le terapie palliative che hanno lo scopo di migliorarne la qualità di vita. Gli approcci tradizionali sono rappresentati da trattamento farmacologico con ormoni, chemioterapici, antiinfiammatori non steroidei e oppiacei, dalla radioterapia con fasci X, gamma ed elettroni esterni (Emi-Body o Whole-Body) e dall’impiego di radionuclidi naturalmente affini per l’osso come il 32P e lo 89Sr. Dal momento che i farmaci tradizionali presentano numerosi effetti collaterali (nausea, alopecia, ecc.) e la radioterapia esterna può interessare anche i tessuti sani, è stato notevole l’interesse verso la terapia con radionuclidi. Tuttavia sia il 32P sia lo 89S hanno lunga emivita, sono mielotossici e non hanno emissione gamma utile per l’imaging. Un radiofarmaco che si è imposto in questi ultimi anni è il [153Sm]Sm-EDTMP, dove il lantanide con un’emivita di 46,27 ore e un’emissione gamma a 103,18 keV è coniugato per la scarsa affinita ossea ad un sale bisfosfonato. Il presente studio ha voluto valutare la purezza radionuclidica del radiofarmaco con tecniche di spettrometria gamma con HPGe e spettrometria beta mediante scintillazione liquida. I controlli di qualità con radiocromatografia su carta Wathman e miscela eluente acqua:metanolo:ammoniaca(25%) 4:2:0,2 hanno fornito informazioni sull’inclusione di tali impurezze nel sale bisfosfonato. Sono stati identificati 152Eu, 154Eu, 155Eu, 156Eu e 153Gd, prodotti in fase di irraggiamento dal target di 152Sm puro o per contaminazione di quest’ultimo con Eu e Gd naturali. Spettri beta eseguiti in succesione sulla porzione di striscia cromatografica in cui migra il sale bisfosfonato ha consentito di verificare che tali impurezze in virtù della loro affinità chimica al Sm si legano al sale bisfosfonato. Ciò ha indotto a pensare che esse subiscano lo stesso destino metabolico del radiofarmaco per cui sono stati eseguiti a tempi sufficientemente lunghi spettri beta di campioni di urina di pazienti sottoposti alla radioterapia metabolica. Le analisi hanno confermato la presenza di tali impurezze anche nell’escreto analogamente al 153Sm. I risultati ottenuti hanno consentito di individuare la presenza di impurezze, alcune a vita lunga, nella preparazione radiofarmaceutica che costituiscono un problema dosimetrico dal punto di vista dello smaltimento dei rifiuti (boccettino, siringhe, aghi) nei reparti di medicina nucleare. Ma soprattutto è rilevante il fatto che esse si possano fissare allo scheletro rappresentando una vera e propria sorgente di radiazioni soprattutto per quei pazienti che si sottopongono a trattamenti ripetuti. Resta da indagare se l’arresto della progressione metastatica osservata in alcuni soggetti sia dovuta alla continua emissione di tale radiazione di fondo

    Analisi cromatografica di radiofarmaco marcato con beta emettitore (186g-Re) utilizzato per la terapia palliativa del dolore da metastasi ossee e sua biodistribuzione

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    Il più comume dolore di origine metastatica è rappresentato dal dolore osseo, laddove lo scheletro è il principale organo affetto da metastasi derivate da mieloma e carcinoma alla mammella, alla prostata, al polmone, alla tiroide e al rene. Tali metastasi, che si possono classificare in osteoblastiche, osteolitiche o miste a seconda della natura, compromettono pertanto in maniera grave la qualità di vita del paziente. Il suo dolore è tradizionalmente trattato con terapia farmacologica (ormoni e chemioterapici somministrati per il tumore primario, antiinfiammatori non steroidei, oppiacei) e con fasci esterni di radiazioni ionizzanti. Tuttavia dal momento che i farmaci citati ad un certo punto diventano inutili o con eccessivi effetti collaterali e la radioterapia con fasci esterni rischia di compromettere anche tessuti sani e si rivela inefficace con le micrometastasi, rivestono un’importante attualità la palliazione con bisfosfonati o con la radioterapia metabolica con radionuclidi beta-emettitori coniugati con molecole aventi uno spiccato tropismo osseo. In particolare il 186gRe è chelato da gruppi bisfosfonato che si legano alla matrice inorganica dell’osso e può esercitare la sua azione sulle terminazioni nervose periferiche; la concomitante emissione gamma consente anche un imaging diagnostico. Il presente studio ha avuto come obbiettivo l’elaborazione di un modello biocinetico applicando la tecnica radiocromatografica dei controlli di qualità sul radiofarmaco, eluito su supporto di carta Wahtman 1CHR con acetone, a campioni di siero prelevato ad intervalli prestabiliti. In questo modo è stata determinata la percentuale di complesso legato che, moltiplicata per l’attività della corrispondente provetta di siero, ha consentito di monitorare nel sangue l’attività del radiofarmaco indissociato che è il responsabile dell’attività terapeutica. Le curve dell’attività in funzione del tempo dei prelievi possono essere interpretate da un’equazione triesponenziale che individua tre differenti compartimenti. Mentre il primo compartimento rappresenta la distribuzione del radiofarmaco nel torrente circolatorio, per gli altri si profilano due ipotesi. Il secondo compartimento potrebbe corrispondere alla fissazione della molecola al target e il terzo alla sua reimmissione in circolo per rimaneggiamento osseo. Oppure, dal momento che le metastasi ossee sono zone più riccamente vascolarizzate del circostante tessuto sano, il secondo compartimento potrebbe rappresentare l’uptake più immediato al tessuto malato, mentre il legame all’osso sano avverrebbe successivamente. Il renio tende facilmente ossidarsi ed è probabile che si dissoci dalla matrice ossea in questa forma, quindi non più coordinato al complesso chelante, mentre l’attività riportarta in curva è relativa alla percentuale del radiofarmaco indissociato. Pertanto è più probabile che il secondo e il terzo compartimento rappresentino l’uptake al tessuto malato e sano. Ciò potrebbe fornire utili indicazioni sulla distribuzione dell’attività e sull’elaborazione di una più corretta dosimetria al paziente

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Risultati sperimentali nella produzione mediante fasci alfa di astato-211/polonio-211g

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    Il radionuclide 211At/211gPo, prodotto in ciclotrone irraggiando con particelle alfa bersagli di bismuto naturale, è un emettitore alfa (LET-infinito di ca. 130 eV.nm-1, t1/2 = 7.214 h) idoneo per radioterapia metabolica ma di difficile visualizzazione a causa di emissioni gamma poco abbondanti. Numerosi irraggiamenti sono stati eseguiti, presso il Ciclotrone del JRC-Ispra, utilizzando particelle alfa di energia tale da produrre anche piccole quantità dell’emettitore gamma 210At (t1/2 = 8.1 h) che può così fungere da spike interno; impostando opportunamente le condizioni di irraggiamento si sono ottenute elevate attività di 211At associate a quantità desiderate di 210At. Sui campioni irraggiati è stata messa a punto una separazione radiochimica umida (presso il laboratorio LASA di Segrate) rivelatasi efficace per produrre 211(210)At/211gPo di elevata attività specifica; tutti i campioni prodotti sono stati sottoposti a misure di spettrometria alfa, gamma, X e scintillazione liquida con PSA

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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