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Tearn aselov: la traduzione del genitivo assoluto greco nel testo armeno di Basilio di Cesarea
Traduzione italiana di un articolo in lingua armena di G. Uluhogian dedicato alla resa del genitivo assoluto greco nelle antiche traduzioni armene delle opere di Basilio di Cesarea
In memoriam Gabriella Uluhogian (1934-2016). Presentazione della raccolta di suoi studi "Collectanea armeniaca", a cura di Rosa Bianca Finazzi e Anna Sirinian, Biblioteca Ambrosiana-Bulzoni Editore, Milano-Roma 2016
L'articolo ripercorre l'attività scientifica di Gabriella Uluhogian (1934-2016), armenista di fama internazionale e docente per oltre trent'anni di Lingua e letteratura armena presso l'Università di Bologna, attraverso la raccolta di suoi studi "Collectanea armeniaca", uscita postuma alla fine del 2016 a cura di R.B. Finazzi e A. Sirinian. Gli articoli che compongono il volume vengono ricondotti ai principali temi di ricerca affrontati dalla studiosa nel corso delle sue ricerche, ripartiti secondo quattro aree: antiche traduzioni armene dal greco; manoscritti ed epigrafi; cultura e identità armena; storia degli Armeni in Italia. Alcuni cenni alle caratteristiche generali della fisionomia non solo scientifica dell'Autrice, al suo magistero e allo stile dei suoi scritti sono anche offerti. Alla fine del contributo è riportato l'indice del volume
I colofoni dei manoscritti armeni copiati a Roma (secc. XIII-XIV in.): traduzione italiana con note di commento
Il contributo offre la versione italiana integrale dei colofoni dei manoscritti armeni copiati o, in due casi, portati a Roma tra il XIII e l'inizio del XIV secolo, finora citati negli studi solo per brevissimi estratti. Ciascuna traduzione è preceduta da una breve introduzione e corredata di note di commento. Sono tradotte anche le frequenti sottoscrizioni secondarie, o colofoni «minori», di mano dello stesso copista o di altri artigiani che hanno collaborato alla confezione del libro. Di un colofone, pubblicato nei repertori solo in parte (ms. Nuova Giulfa [Isfahan], Biblioteca del Monastero del SS. Salvatore, 30, anno 1262), è riprodotto in Appendice il testo integrale. La ricchezza di contenuti del "genere letterario" dei colofoni armeni fa sì che questi documenti trasmettano notizie spesso uniche per ricostruire la storia della presenza degli Armeni a Roma
Introduzione
Breve introduzione al volume contenente gli Atti del colloquio internazionale "Colofoni armeni a confronto", svoltosi a Bologna nei giorni 12 e 13 ottobre 2012
Interazioni armeno-latine nelle epigrafi e nei manoscritti armeni prodotti a Roma nei secoli XIII‑XIV
Le testimonianze scritte (epigrafi e manoscritti) lasciate dagli Armeni residenti o di passaggio a Roma tra il Duecento e l’inizio del Trecento documentano fenomeni di interazione linguistica e culturale con il mondo latino. Ci si soffermerà in modo particolare su esempi di compresenza della scrittura armena e latina e sulla trascrizione in caratteri armeni di vocaboli o di interi passi scritturistici in lingua latina, accennando anche ad alcuni influssi che la produzione artistica locale ha esercitato sulla decorazione di questi manoscritti. Considerazioni generali verranno parallelamente svolte sul ruolo di Roma come luogo privilegiato dell’incontro tra gli Armeni e il mondo latino medievale, favorito dalla presenza di un ospizio sorto nei primi decenni del XIII secolo presso la basilica di San Pietro e destinato all’accoglienza dei pellegrini. Insieme a questi ultimi, si deve pensare che nell’ospizio soggiornassero anche diplomatici inviati dai re e dai catholicos armeni in visita al papa: i secoli XIII e XIV, che si collegano all’esistenza, sulla sponda orientale del Mediterraneo, del Regno armeno di Cilicia, segnano infatti uno dei momenti più intensi delle tormentate relazioni ecclesiali e politiche armeno-latine.Armenian-Latin interactions in the Armenian inscriptions and manuscripts produced in Rome in the XIIIth-XIVth centuries. Inscriptions and manuscripts left by the Armenians who resided in or were passing through Rome between the 1200s and the early 1300s exhibit traces of linguistic and cultural interaction with the Latin world. We shall focus specifically on examples of the coexistence of Armenian and Latin writing and the transcription in Armenian characters of words or entire scriptural passages in Latin. Notice will be taken in passing of some of the ways in which the local artistic production influenced the decoration of these manuscripts. General reflections will also be enunciated as regards Rome’s role as the privileged place of encounter between Armenians and the medieval Latin world, thanks to the presence of a hospice that arose in the first decades of the thirteenth century in the vicinity of the basilica of St. Peter in the Vatican so as to take in pilgrims. Armenian diplomats sent by the king and by the catholicos to visit the pope must have been present in the hospice as well, since the thirteenth and fourteenth centuries mark one of the more intense moments of the troubled ecclesiastical and political relations between Armenians and Latins
Il manoscritto della Biblioteca dei Padri Mechitaristi di San Lazzaro 1922 / 1680
Il contributo è dedicato al ms. 1922 / 1680 della Biblioteca dei Padri Mechitaristi all'isola di San Lazzaro (Venezia), in occasione del suo recente restauro. Si tratta di un codice frammentario del XV-XVI secolo, composto di soli cinque fogli splendidamente miniati, contenenti la raccolta agiografica nota come "Vite dei Padri del Deserto" (in armeno "Varkʻ Harancʻ"). Viene ripercorsa la storia del codice e vengono commentate le sue miniature alla luce degli stretti rapporti che le legano ai rispettivi testi. Infine è tracciato un parallelo con il ms. 285 conservato nella Biblioteca del Monastero di San Giacomo a Gerusalemme, dell'anno 1430, che secondo gli studi più recenti ha funto da modello per il codice veneziano
Il "Vangelo armeno" (ms. 3290) della Biblioteca Universitaria di Bologna: uno sguardo al manoscritto e alla sua storia
Il volume, che accompagna la riproduzione facsimilare del “Vangelo armeno” (ms. 3290) della Biblioteca Universitaria di Bologna,
si compone di tre parti: la prima vuole introdurre il
lettore all’antica arte armena della scrittura e della
confezione di libri manoscritti, che costituisce una
delle maggiori espressioni della cultura di questo
popolo; la seconda presenta il Vangelo e la sua storia,
descrivendone le caratteristiche materiali e artistiche;
la terza illustra la sequenza delle numerose miniature
che compongono il ricco apparato decorativo del
manoscritto: sia quelle a piena pagina, come il ciclo
iniziale del racconto della vita di Cristo, sia le numerose
miniature marginali, ora figurate, in riferimento agli
episodi narrati nel testo, ora con motivi vegetali,
ornitomorfici e architettonico-simbolici. Di ogni
elemento di questo apparato decorativo marginale, che
assolve alla funzione di segnalare le varie suddivisioni
del testo, viene elencato il soggetto nonché il rinvio
alla corrispondente pericope evangelica
Towards a Structural Analysis of Armenian Colophons
After presenting in schematic format the structural elements that are typical of an Armenian colophon, this article seeks to perform a simple operation: verify their actual presence in three colophons that date to 1266, 1269, and 1432. These colophons were chosen as samples not only because they differ from one another in terms of date, place, context, and personality of the scribe, but also because they represent three different examples of the variegated literary genre of Armenian colophons (the colophon of the copyist-scholar, the colophon focussing on the type of book, and the colophon ‘with external influences’). The positive outcome of this study on the one hand confirms the uniformity that fundamentally unites the Armenian subscriptions, and on the other hand it highlights the adaptability of the scheme to the variability of the contents transmitted by these compositions
Lezionario armeno (Čašocʿ)
La scheda riguarda il ms. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Arch. Cap. S. Pietro B 77, un Lezionario armeno dell'anno 1221, proveniente dall'ospizio armeno nei pressi di S. Pietro (ora non più esistente)
Studi offerti a S.E. Boghos Levon Zekiyan. Introduzione
Il contributo ripercorre in breve l'attività didattica e scientifica svolta da S. E. Levon Boghos Zekiyan presso il Pontificio Istituto Orientale e introduce ai contributi raccolti in suo onore in OCP 89/2 (2023), in occasione del 35° anniversario dall'inizio del suo insegnamento
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