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Nel “regno delle pecore”. Cuoi lane e formaggi nella Sardegna medievale
L’economia agro-pastorale, che caratterizza le attività produttive della Sardegna tardomedievale, è storiograficamente rimarcata come l’esito del drenaggio esasperato delle risorse dell’isola e degli scarsi investimenti. L’analisi delle iniziative dispiegate dalla Corona nel regno rivela una precisa attenzione al settore, con politiche di valorizzazione e di incentivazione avviate fin dal primo Trecento, quando a fianco al grano, al sale e all’argento, la triade dei cuoi, delle lane e dei formaggi è oggetto di specifici provvedimenti e incentivazioni che tendono a rafforzare la produzione e le correnti commerciali. Gli interventi catalano-aragonesi incontreranno il limite nelle congiunture economiche, demografiche e militari trecentesche. Con la pacificazione e la ripresa quattrocentesca, la crescita dell’allevamento e il rafforzamento delle capacità produttive collegate alle risorse del mondo pastorale, disegnano un processo di specializzazione che segna la fortuna economica delle regioni dell’isola a maggiore vocazione allevatizia. Piuttosto che il cupo esito del drenaggio esasperato, il ripiegamento sul mondo pastorale appare un settore di investimenti per la feudalità, per i ceti urbani e per la stessa Corona, che alimenta le entrate fiscali e rafforza il peso del regno nei circuiti commerciali del Mediterraneo catalano-aragonese
Thyroid hormone (T3) and TRbeta agonist GC-1 inhibit/reverse nonalcoholic fatty liver in rats
FASEB J. 2008 Aug;22(8):2981-9. Epub 2008 Apr 23.
Thyroid hormone (T3) and TRbeta agonist GC-1 inhibit/reverse nonalcoholic fatty liver in rats.
Perra A, Simbula G, Simbula M, Pibiri M, Kowalik MA, Sulas P, Cocco MT, Ledda-Columbano GM, Columbano A.
SourceDepartment of Toxicology, Oncology and Molecular Pathology Unit, University of Cagliari, Cagliari, Italy.
Abstract
Nonalcoholic fatty liver disease is the most common noninfectious liver disease in clinical practice, and there is an increasing need for new therapeutic approaches for the treatment of this liver disease. Here, we examined the effect of the thyroid hormone triiodothyronine (T3) and the agonist of the thyroid hormone receptor beta isoform (TRbeta), GC-1, on fatty liver and steatohepatitis induced in rodents by a choline-methionine deficient (CMD) diet. Male Fischer 344 rats fed a CMD diet for 1 wk developed a marked fatty liver and mild hepatitis. Concurrent administration of T3 resulted in a complete prevention of the fatty change associated with increased fatty acid mitochondrial and peroxisomal beta-oxidation. To investigate whether T3 could also reverse fully established fatty liver, rats were fed a CMD diet for 10 wk and then cofed T3 for 1 wk. Coadministration of T3 resulted in a complete regression of liver steatosis associated with a decrease of lipid peroxidation, cyclooxygenase-2 expression, and activation of phospho-STAT3 and phospho-SAPK/JNK. Finally, additional experiments showed that GC-1, which has no significant side effects on heart rate, prevented and reverted CMD-induced fat accumulation, and ameliorated steatohepatitis. These results indicate that TR agonists have the potential to inhibit or reverse hepatic steatosis induced by a nutritional model.
PMID:18434432[PubMed - indexed for MEDLINE
La flotta amalfitana nel Trecento dall'osservatorio di Cagliari
La presenza della comunità amalfitana negli scali del Mediterraneo Occidentale in età tardo medioevale manca di riscontri che vadano oltre episodiche testimonianze. La documentazione fiscale cagliaritana consente di documentare le attività di numerosi mercanti, armatori e uomini d’affari della Costiera che nell’arco cronologico compreso tra il 1350 e il 1375 concentrano i loro interessi sulla piazza sarda, collegando attività creditizie e commerciali. Le fonti doganali restituiscono la consistenza delle operazioni finanziarie, la struttura della flotta, le merci oggetto di scambio e l’articolazione delle rotte. La marineria amalfitana si rivela parte attiva del sistema commerciale campano: disimpegna trasporti a corto e medio raggio di beni di largo consumo; è in grado di coprire segmenti non trascurabili dei traffici e supporta il movimento di merci per conto di operatori toscani e catalani. I dati emersi documentano il ruolo della comunità mercantile nella capitale e i forti interessi nei traffici commerciali, per quanto all’interno di un bacino ristretto di cui le grandi isole del Mediterraneo occidentale costituiscono il limite. Più in generale, i nuovi dati ridimensionano la dipendenza del regno angioino dalla marineria straniera e sottolineano le potenzialità del sistema armatoriale e mercantile campano
Processi di integrazione delle città nel Regno: il comune di Sassari nel Trecento
Il saggio affronta il complesso rapporto tra le realtà urbane della Sardegna e la monarchia tra XIV e XV secolo. L’avvento del regno per le città dell’isola segna l’introduzione del modello di governo municipale, esteso ai centri urbani con marcate differenze dettate dalle modalità di inserimento nella compagine catalano-aragonese. Nel caso di Sassari si trattò di un processo tormentato, segnato dalla difficoltà di dialogo della tradizione normativa comunale con il nuovo impianto istituzionale. Seguendo gli sviluppi politici e sociali della città sono delineate le forme di controllo giuridico-istituzionale dispiegate dalla Corona per inquadrare la città nel regno e le sperimentazioni dei ceti dirigenti locali per la definizione del proprio ruolo. Lo stretto nesso tra feudalità e città, inscindibile dalla struttura sociale ed economica cittadina, nel corso del XV secolo orienta l’ancoraggio delle oligarchie sassaresi al territorio e all’acquisizione delle leve che assicurano la piena partecipazione alle scelte politiche e all’amministrazione delle risorse locali. L’esempio di Sassari contribuisce a ricollocare le città dell’isola tra gli attori dei processi di costruzione del regno e costituisce un tassello che amplia i percorsi di integrazione nel complesso sistema politico della monarchia catalano-aragonese
Il regno di Napoli nel Mediterraneo del Trecento
La storiografia ha tradizionalmente attribuito un ruolo marginale alle attività degli operatori commerciali campani nel sistema degli scambi del tardo medioevo, tanto da far ipotizzare una debolezza strutturale della flotta e la dipendenza dei trasporti dalla marineria straniera. Gli studi, condizionati dalle fonti utilizzate, si erano focalizzati sull’organizzazione del grande commercio, il livello più alto della circolazione mercantile, imperniato sullo scalo di Napoli e sugli uomini d’affari delle città italiane, segnatamente toscani. In ombra rimaneva il ruolo dei mercanti e degli armatori campani le cui attività, per un cinquantennio sono ricostruibili attraverso le fonti fiscali cagliaritane. Da una prospettiva eccentrica, l’osservatorio sardo intercetta le intense attività dei campani nell’area tirrenica e apporta nuovi dati che ricompongono le reti di relazioni, i profili economici e i settori di investimento dei gruppi protagonisti di queste intense attività. Il quadro restituisce le funzioni disimpegnate dai diversi scali del regno, in relazione a Napoli e nel Mezzogiorno, oltre che la consistenza e la struttura della flotta. Emerge la fitta rete di rotte che innerva e alimenta le arterie del commercio a lunga distanza e costituisce il circuito intermedio su cui viaggia la domanda di quei beni di massa destinati ai consumi dei ceti medi, allargati dopo la crisi trecentesca, di cui i campani nel Tirreno disimpegnano una larga quota della commercializzazione, oltre che della distribuzione per conto degli operatori del Mezzogiorno e di numerosi toscani e di altra nazionalità impegnati su questi itinerari a medio raggio
Gli Statuti doganali di Castelgenovese (1435)
Gli Statuti doganali di Castelgenovese costituiscono una fonte di rilievo per lo studio dell’economia e della società dei centri urbani signorili della Sardegna. Ritenuto falso dalla fine dell’Ottocento, il testo è stato ignorato dalla storiografia per oltre un secolo. Lo studio, con l’edizione del testo in appendice, analizza:
1) il contesto economico, politico e sociale in cui i Doria emanarono lo statuto;
2) l’integrazione del diritto e delle istituzioni locali con quelle signorili
3) l’organizzazione del commercio, il rapporto con il territorio e le direttrici marittime degli scambi della cittadina.
Il documento, analizzato sotto nuove prospettive, contribuisce alle riflessioni sull’evoluzione della società cittadina sarda e sulle dinamiche di integrazione dei ceti locali nelle istituzioni di matrice comunaleThe Statutes of Castelgenovese customs are a major source for the study of economy and society of stately towns of Sardinia. Considered false by the end of the nineteenth century, the text has been ignored by historiography for over a century. The study, with the edition of the text in the appendix, it analyzes:
1) the economic, political and social environment in which the Doria enacted the statute;
2) the integration of law and local institutions with the stately
3) the trade organization, the relationship with the land and the lines of sea trade of the town.
The document analyzed from new perspectives, contributes to reflections on the evolution of the society in Sardinian towns and on the dynamics of integration of local classes in institutions of communal matrix
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