1,721,063 research outputs found

    La formazione del case manager

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    Competenze e formazione del case manager. Gli ambiti di responsabilità del case manager. Profilo del candidato case manager. Formazione del case manager all'estero. Formazione del case manager in Italia. Struttura e obiettivi formativi del corso. Valutazione delle competenze acquisite. Come mantenere le abilità conseguite. Case management e specializzazione clinico. Sviluppi futuri

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Factors associated with nursing students' academic success or failure: A retrospective Italian multicenter study

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    With the increasing standardization of nursing education in Europe under the Bologna Process Declaration (1999), there is a growing interest in defining a common concept of academic success and/or failure, measuring associated factors and comparing differences and similarities between different countries. While there is literature available on these issues from other countries, the phenomenon has not been studied in Italy. The aim of this study was to define the factors associated with academic success or failure in an Italian cohort of nursing students on a bachelor's degree course. A retrospective multicenter study design was adopted. All students enrolling in the academic year 2004–05 on two different bachelor's courses in the north of Italy were interviewed. Only 81 of the 117 students considered (69.2%) concluded their course in three years. Multivariate analysis identified two factors determining academic success/failure: good results in the entry examination for the bachelor's degree in nursing sciences were associated with academic success (OR 4.217, IC95% 1.501–11.84), while family commitments, e.g. caring for children or elderly people were associated with academic failure (OR 0.120, IC95% 0.03–0.471). Academic failure has a strong impact on students, their families, the teaching faculties and the community, and its prevention is a challenge in the countries with a shortage of nurses

    Studio quali-quantitativo sugli esiti sensibili all'infermieristica in area critica

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    Il termine “Outcome” significa “Esito”. L’esito applicato alla pratica clinica può essere inteso con diverse prospettive, differenti dall’impatto e dal significato che gli viene attribuito nei diversi contesti di ricerca. I nursing sensitive outcome sono gli esiti sensibili all’infermieristica che Donabedian, già nel 1985 definisce come variabile tra condizione del paziente, della famiglia e del caregiver, comportamenti e percezioni che sono corrispondenti, in relazione agli interventi infermieristici. La condizione del paziente che viene semplicemente valutata e che non segue un intervento infermieristico non si può considerare un outcome sensibile all’infermieristica. Quando si discute di esiti, il primo sguardo è verso la classificazione elaborata dall’università dell’Iowa a partire dal 1993, il Nursing Outcome Classification, un elenco di oltre 350 esiti, descritti minuziosamente e ritenuti sensibili alle cure infermieristiche. Anche il database nazionale degli indicatori di qualità dell’assistenza infermieristica istituito dall’Associazione Americana degli infermieri nel 1998 rappresenta un altro sistema di classificazione degli esiti. L’adozione di entrambi però comporta alcuni problemi di carattere metodologico che hanno fatto si che negli ultimi anni l’enfasi sulle classificazioni venisse meno rendendo la prospettiva attuale più complessa e incerta. Alcuni autori ritengono che gli esiti debbano essere ricondotti ad eventi avversi, adottando misure di esito “negative”come la mortalità e le infezioni, mentre altri ipotizzano esiti “positivi” associati al ruolo degli infermieri come la capacità di autocura e la compliance del paziente. L’analisi della letteratura ha presentato numerosi studi basati sulla misurazione degli esiti sensibili all’infermieristica. Di questi la maggior parte riguarda esiti universali, sia avversi che basati sul ruolo degli infermieri. Molti meno studi sono stati ritrovati riguardo gli esiti sensibili all’infermieristica in area critica, dove si concentra invece la nostra ricerca. Gli esiti basati su eventi avversi più indagati sono stati la mortalità, le complicanze, gli errori di somministrazione della terapia farmacologica, le lesioni da pressione, le cadute, le infezioni, le riammissioni, le Vap; mentre gli esiti associati al ruolo degli infermieri maggiormente studiati sono la durata della degenza, la soddisfazione del paziente e dei famigliari nei confronti dell’assistenza infermieristica, le conoscenze del paziente, il controllo del dolore, la compliance del paziente e della famiglia, il ripristino del ciclo sonno-veglia. Alla luce di quanto emerso dalla letteratura gli obiettivi di questa indagine erano quelli di: ü Identificare degli esiti sensibili alle cure infermieristiche in terapia intensiva e i fattori che li possono influenzare; ü Confrontare gli esiti identificati con quelli provenienti dalla letteratura ü Ricercare il consenso sugli esiti identificati per determinare l’efficacia dell’assistenza infermieristica svolta; E’ stata adottata una metodologia di studio quali-quantitativa attraverso l’utilizzo di focus group e di un questionario con la finalità di definire un set di esiti sensibili alle cure infermieristiche condiviso ed espresso in un linguaggio omogeneo, riferibile alle terapie intensive. I soggetti inclusi nello studio e che hanno partecipato ai focus group sono stati 22 infermieri provenienti da 6 Aziende Ospedaliere differenti. I soggetti a cui è stato somministrato il questionario sono stati invece tutti gli infermieri di tutte le terapie intensive di 5 Aziende Ospedaliere previa autorizzazione da parte dei Direttori Generali e dei Servizi infermieristici. Nel primo caso è stato fatto un campionamento per snow-ball e i focus group si sono svolti fino a saturazione, nel secondo un campionamento di convenienza. I soggetti hanno tutti acconsentito volontariamente a partecipare allo studio, dopo aver garantito loro l’anonimato. In entrambi i casi è stato fatto un pre-testing. Per avere dati confrontabili tra loro si è deciso di escludere dal campionamento gli infermieri in servizio presso le Unità Operative di Terapia Intensiva Coronarica e di Pronto Soccorso, in quanto, pur essendo considerate Unità Operative afferenti all’Area Critica, si rivolgono ad un’utenza con caratteristiche e problematiche differenti rispetto al paziente tipo ricoverato in Terapia Intensiva. Ogni focus-group ha visto coinvolti 4-5 infermieri esperti di terapia intensiva, con un minimo di tre ed un massimo di 10 anni di esperienza nel settore specifico. I dati emersi da questa prima indagine sono molto interessanti: ü In primis il mancato riconoscimento della mortalità come esito infermieristico, pur essendo in letteratura uno degli esiti infermieristici, sia universale che specifico per l’area critica, tra i più studiati e i più riconosciuti. ü Un altro riguarda l’elenco di esiti fornito dagli intervistati, nonostante vengano considerati più importanti gli esiti associati al ruolo degli infermieri, ne sono stati identificati meno rispetto a quelli basati su eventi avversi e con una completa corrispondenza con quelli ritrovati in letteratura. ü Per quelli basati su eventi avversi invece sono emersi, oltre a tutti quelli già citati dalla letteratura anche il delirio, il disorientamento, il calo ponderale, le rigidità articolari, gli edemi posturali, congiuntiviti, sinusiti, stomatiti, stipsi e diarrea. L’indagine finale si è svolta avvalendosi di un questionario a risposta multipla comprensivo di domande aperte e chiuse con lo scopo di ricercare il consenso sugli esiti ritrovati in letteratura ed emersi nei focus group. Il tasso di risposta è stato del 69% così distribuito: 96 questionari provenienti dagli infermieri in servizio presso le Terapie Intensive Generali, 37 provenienti dalle Terapie Intensive Cardiochirurgiche e 24 dalle Terapie Intensive Neurochirurgiche, per un totale di 157 questionari. Dall’analisi dei dati emerge che 108 su 157 infermieri intervistati ha più di cinque anni di esperienza lavorativa . Questo dato risulta invece equamente distribuito se lo andiamo ad osservare tra chi ha più o meno di cinque anni di esperienza lavorativa in terapia intensiva. Per alcuni esiti come le infezioni, gli errori di somministrazione della terapia, le lesioni da pressione e gli incidenti (cadute ed estubazioni accidentali) si è raggiunto oltre l’85% di consenso. Per quanto riguarda la mortalità invece è opportuno notare come, ancora una volta, gli infermieri l’abbiano considerata un esito poco o per niente sensibile alle cure infermieristiche insieme alle riammissioni, il delirio, il disorientamento, le trombosi venose profonde e il calo ponderale. Il dato diventa ancora più interessante se confrontato con l’anzianità di servizio dei rispondenti. Infatti la mortalità è considerata molto sensibile o sensibile all’infermieristica dalla maggior parte degli infermieri con meno di 5 anni di esperienza lavorativa in terapia intensiva e viceversa, per gli infermieri più anziani è considerata poco o per niente sensibile. Il trend opposto si verifica per gli altri esiti considerati in generale poco o per niente sensibili all’infermieristica: le riammissioni, il delirio, il disorientamento, le trombosi venose profonde e il calo ponderale sono appunto considerate più sensibili dagli infermieri più anziani. Un altro dato interessante da valutare riguarda gli esiti non presenti in elenco e considerati dai rispondenti come sensibili o parzialmente sensibili alle cure infermieristiche. Infatti, pur non essendoci stato un alto tasso di risposta (29 su 157), sono emersi altri 7 esiti che nonostante non compaiano nemmeno in letteratura, sarebbero meritevoli di ulteriori studi. Tra questi, in particolare: la sicurezza nel trasporto interno del paziente verso servizi diagnostici e sale operatorie, la trasmissione per contatto di infezioni meticillino resistenti, il ritorno all’alimentazione per via orale e la gestione di apparecchiature elettromedicali. Anche questa ricerca purtroppo non è indenne dall’avere alcuni limiti. Molti dei limiti legati ai focus group sono da imputarsi all’inesperienza del ricercatore nell’utilizzo di questa metodologia per la raccolta dati. Infatti da parte del conduttore dei focus group si è riscontrata una grande difficoltà nel rimanere neutrale ed esterno alla conversazione e questo è stato anche un grosso limite, in quanto ha impedito, per evitare intromissioni, di rilanciare contenuti interessati e di tenere viva la conversazione su determinati argomenti di maggior rilievo. Anche la decisione di coinvolgere un basso numero di persone per ogni focus group è stata dettata dalla mancanza di esperienza del ricercatore e dalla preoccupazione di non riuscire a gestire una più ampia e accesa discussione. Per quanto riguarda la parte di studio effettuata attraverso il questionario, uno dei principali limiti è determinato dal campionamento effettuato, che includendo un numero esiguo di soggetti, è da considerarsi non rappresentativo. Pertanto i risultati emersi da tale indagine e le conclusioni potranno solo in parte estendersi ad un campione più ampio o diverso. Dallo sviluppo di questa indagine sono emersi molti dati interessanti, che hanno dimostrato che, nonostante l’argomento poco conosciuto, in realtà il dibattito sugli esiti infermieristici è molto acceso; le interviste svolte infatti, oltre ad aver confermato quanto già presente in letteratura, hanno fatto emergere molti elementi nuovi e originali meritevoli sicuramente di attenzione. I risultati ottenuti hanno permesso di raggiungere, nonostante alcune limitazione metodologiche, gli obiettivi iniziali anche se la lista di esiti sensibili all’infermieristica scaturita da questo studio non può certo dirsi esaustiva. In conclusione, la via per dimostrare l’effettiva influenza dell’attività infermieristica sugli esiti del paziente è ancora lunga e questo studio serve a tracciare una strada per delle successive ricerche in questo ambito in quanto alcuni aspetti andrebbero ulteriormente approfonditi ed ampliati. Infatti sono stati indagati solo esiti generali e non specifici per patologia o per fasce di età dei pazienti così come mancano dati oggettivi per stabilire quali elementi realmente influiscono sull’andamento degli esiti. Inoltre i dati emersi, per ultimo suggeriscono che i problemi dei pazienti spesso sono complessi, multidimensionali, e richiamano con crescente insistenza approcci multidisciplinari e multiprofessionali. Bisognerebbe forse iniziare a pensare anche agli esiti dei sistemi sanitari oltre che a quelli specifici dell’infermieristica

    Measures of cost containment, impact of the economical crisis and the effects perceived in nursing daily practice: an Italian cross over study

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    In this national crossover study, researchers explored the effects perceived in daily practice by Italian nurses of economic crisis intensity and cost-containment interventions. Key implications for nurse leaders and other stakeholders are discussed

    Gli esiti dell’Assistenza Infermieristica in Terapia Intensiva: protocollo di ricerca di una scoping review = Nursing Sensitive Outcomes in the Intensive Care Unit: a scoping review protocol

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    Introduzione: spinti dall’attuale bisogno di costruire organizzazioni sanitarie sempre più affidabili e orientate ai bisogni dei pazienti, numerosi sforzi sono stati messi in atto per quantificare e qualificare il contributo degli infermieri in termini di Esiti Sensibili alle cure Infermieristiche (ESI) in area critica. Sebbene molti studi siano stati condotti in Terapia Intensiva (TI), gli ESI da considerare nella progettazione di nuove ricerche sono limitati e non ben definiti. In questo lavoro, abbiamo delineato un protocollo di ricerca per la conduzione di una scoping review, con l’obiettivo di mappare le caratteristiche degli studi condotti finora sugli ESI in TI, e di formulare ipotesi di ricerca futura. Metodi e analisi: questa scoping review seguirà il metodo illustrato dal Joanna Briggs Institute e contenuto nel PRISMA Statement per scoping reviews. La ricerca della letteratura sarà condotta attraverso i seguenti database: Cochrane Database of Systematic Reviews, CINAHL, Joanna Briggs Library, MEDLINE/PubMed, Scopus, Web of Science; in aggiunta, saranno consultate anche fonti di letteratura grigia. Saranno incluse pubblicazioni: (a) con oggetto di studio gli ESI su popolazione adulta di pazienti critici ricoverati in TI, (b) in lingua inglese, (c) senza limiti temporali. Due tra gli autori valuteranno, in maniera indipendente, titoli, abstract e full-text per individuare i lavori da includere. In seguito, un file di estrazione dati sarà utilizzato per raccogliere le informazioni necessarie dagli studi selezionati. I risultati saranno riportati in forma narrativa e con il supporto di tabelle, fornendo una panoramica della letteratura esistente. Diffusione dei risultati: la scoping review riporterà lo stato dell’arte della ricerca sugli ESI in TI. Questo lavoro costituisce il primo punto di un’agenda di ricerca volta a studiare e sviluppare gli ESI sul paziente critico in TI per monitorare sia la qualità delle cure ricevute, che la qualità di vita del paziente. I risultati di questo lavoro saranno diffusi attraverso incontri professionali e conferenze, nonché pubblicati in riviste scientifiche.ABSTRACT Introduction: driven by the current need of achieving high-reliability and patient-focused organization, several efforts have been enacted to date with the purpose of identifying and qualifying nurses’ contribution to Nursing Sensitive Outcomes (NSOs) in critical care. Although many studies have been conducted in Intensive Care Unit (ICU), the set of NSOs that should be considered while designing studies in the field are limited and have not been well defined to date. In this paper, we outline a scoping review protocol to map the characteristics of the studies on NSOs in ICU to inform future research in the field. Methods and analysis: this scoping review will follow the Joanna Briggs Institute’s framework and the Preferred Reporting Items for Systematic reviews and Meta-Analyses - Scoping Reviews (PRISMA-ScR) statement. A search will be conducted through the Cochrane Database of Systematic Reviews, CINAHL, Joanna Briggs Library, MEDLINE/PubMed, Scopus, Web of Science, as well as grey literature sources. We will include all studies (a) focused on NSOs in adult critically ill patients admitted and cared for in an ICU and (b) published in English language, (c) with no limit on publication time frame. Two researchers will independently screen titles, abstracts and full-text for inclusion. Then, a pre-defined data extraction tool will be used to extract information from selected studies. Results will be presented in tabular and narrative form, providing a complete overview of the existing literature. Results dissemination: the scoping review will summarize the state of research by providing an overview of NSOs studied among patients cared for in ICU settings. This study constitutes the first step in a research agenda aimed at deepening and developing a set of NSOs reliable on critically ill patients and useful to proxy monitoring both the quality of care in hospital and the health-related quality of life of critically ill patients. The results of this study will be disseminated through professional meetings and conference presentations, as well as published in biomedical journals. Key words: intensive care unit, nursing care, nursing outcomes, nursing sensitive outcomes, scoping review

    Implementation strategies of measurement instruments, and their validity as adopted in Italian Nursing Hospital Practice: an Italian cross sectional study.

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    PURPOSE. The purpose of this study was to describe the implementation strategies of measurement instruments and their validity as adopted in Italian hospital nursing practice.METHOD. A descriptive, regionally based study was adopted in 2008. Eight public hospitals were included. After collecting the available instruments used by nurses and/or patients in the measurement of patients' problems or perceptions of those problems (actual and/or potential), the researchers conducted two structured interviews per ward: the first with the chief nurse, the second with a clinical nurse. The interviews focused on each measurement instrument collected, on the implementation strategies adopted for the instruments, and on the perceived usefulness and appropriateness of each instrument.FINDINGS. Overall, 70 wards were included; 18 (25.7%) of the wards did not use any instrument. In the remaining 52 wards, 156 instruments were collected (from 1 to 10 per ward) evaluating 55 different actual or potential patient problems. Of the instruments adopted, 70.9% were not formally validated. Hospital administration primarily determined which instruments were to be used (67, 42.9%), and introduction to staff was mainly supported by continuing education courses (92, 59%). The level of appropriateness and usefulness of the instruments, as perceived by the clinical nurses and chief nurses, was high (>8 on a scale of 0–10, where 0 = not at all appropriate/useful and 10 = very appropriate/useful).CONCLUSION. Despite the increasing demands for reliable nursing data as a basis for measuring nursing effects on nursing outcomes and safety, a number of wards used no measurement instruments at all; within wards that used measurement tools, many instruments had not been validated.IMPLICATIONS. The introduction of nonvalidated instruments in Italian hospitals needs to be restricted because of the short- and long-term negative effects these nonvalidated instruments may have. A national consensus on approved and validated instruments for nursing assessment should be made available in the wards as a priorit
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