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La sperimentazione del reddito minimo di inserimento a Napoli
Il capitolo presenta un primo bilancio della sperimentazione a Napoli di una misura integrata di sostegno al reddito di ultima istanza, chiamata reddito minimo di inserimento
Dalla Cina a Napoli
Ottenuta la possibilità di trasferirsi all’estero per
frequentare un corso di studi di ingegneria Shěn Lǐ Yuán
沈理源 si trasferisce dalla sua città natale di Hangzhou a
Napoli. Abbiamo più volte scritto che la sua prima presenza
è testimoniata a Napoli dai documenti che sono presenti
presso l’archivio storico dell’Università degli Studi di Napoli
Federico II si ricava che la sua iscrizione al corso di studi di
questo ateneo avvenga per l’anno accademico di riferimento
1910-1911 che inizia nella seconda parte dell’anno 1910
Il viaggio a Napoli nel Settecento e nell’Ottocento pre-unitario. Modelli e discontinuità
Il contributo riguarda i principali modelli mentali caratterizzanti il viaggio a Napoli di scrittori e artisti stranieri tra XVIII e XIX secol
La storia nel mito. La traduzione a Napoli de La mythologie di Antoine Banier (1754)
Nel 1754 fu pubblicata a Napoli la traduzione in lingua italiana di un testo fondamentale di mitologia classica: La mythologie et les fables expliquées par l'histoire (I-III, Paris 1738-1740) dell’abate Antoine Banier. L’opera, nel rifiuto dell’allegorismo di moda, seguì e provocò un acceso dibattito a proposito della possibilità di rintracciare la storia fattuale all’interno dei miti greci. L’attenzione sarà concentrata sulle ragioni che guidarono alla pubblicazione nella città di Napoli di un’opera che, pur discussa, avrebbe goduto per più di un secolo un’enorme fortuna negli studi antichistici e non solo
L’opera in musica a Napoli durante il primo soggiorno di Alessandro Scarlatti (1683-1702)
Publicación autorizada por el Editor con fines exclusivamente de promoción académica concursal. La autorización no permite el uso comercial, de acuerdo con las restricciones señaladas en la licencia CC.Nel corso degli ultimi venti anni del XVII secolo l’opera a Napoli ebbe caratteri singolari per la concomitanza di vari fattori, due dei quali di prim’ordine: il susseguirsi di tre viceré eccezionali dal punto di vista della protezione offerta alle arti (studiata dettagliatamente negli ultimi tempi) e la presenza del più importante compositore italiano, Alessandro Scarlatti, alla guida della Real cappella e delle opere prodotte in ambito vicereale.Depto. de MusicologíaFac. de Geografía e HistoriaInstituto del Teatro de Madrid (ITEM)TRUEpu
Solimena, gli Scarlatti e la musica a Napoli tra Sei e Settecento
Sono riesaminati tutti i quadri napoletani di Solimena con soggetti musicali alla luce dell'amicizia del grande pittore con il più importante musicista attivo a Napoli negli stessi anni, Alessandro Scarlatti (con riferimento anche a un possibile ritratto di una figlia di Scarlatti
La vita artistica a Napoli fra Ottocento e Novecento
Relazione pubblicata negli Atti del convegno organizzato presso il Dipartimento di studi comparati dell’Università di Napoli “L’Orientale” (28 nov. - 1 dic. 2001) sul tema "Letteratura e Cultura a Napoli fra Ottocento e Novecento
Introduzione. Cultura e artigianato a Napoli
L'introduzione al volume, nel presentare la ricerca condotta su cultura e artigianato a Napoli e i concetti chiave dei capitoli contenuti nel libro, si sofferma sui processi culturali e artistici che caratterizzano la città, oltre che sugli aspetti metodologici dell'indagine
La dimensione territoriale della povertà a Napoli
In questo saggio, gli autori fanno riferimento alla letteratura internazionale sugli 'effetti di concentrazione' per analizzare il tessuto produttivo, l'organizzazione sociale e l'immagine dei quartieri svantaggiati a Napoli. Non essendo disponibili dati disaggregati provenienti da indagini campionarie, si servono dei dati del Censimento della popolazione per fornire un quadro analitico dei processi di esclusione sociale a Napoli. I dati del Censimento vengono arricchiti ed integrati da informazioni acquisite da colloqui e interviste in profondità. Dall'analisi, si evince che il trasferimento delle famiglie a basso reddito verso i quartieri periferici e l'hinterland, nell'ambito del processo di ricostruzione seguito al terremoto dell'80, ha favorito la concentrazione di gruppi sociali poveri e ad alto rischio di esclusione sociale in alcune aree della città, e particolarmente nella fascia a Nord-Est. A differenza del modello rappresentato dalle 'inner cities' americane, i quartieri più svantaggiati si trovano nella periferia urbana e la segregazione sociale è soprattutto il risultato della mobilità geografica delle famiglie povere, anziché di quelle a reddito medio-alto. La situazione del mercato del lavoro è particolarmente grave in tutta la città, anche se in quartieri come Scampia essa è resa ancora più difficile dagli effetti di concentrazione
Architettura e urbanistica del boom edilizio a Napoli
Per poter tracciare un sintetico profilo sull’architettura a Napoli dall’immediato secondo dopoguerra sino all’inizio degli anni sessanta, è necessario soffermarci su alcuni significativi passaggi ed evoluzioni susseguitesi negli anni del regime.
Infatti condividiamo il pensiero di Giorgio Ciucci secondo cui «già si sono avuti, a partire dall’importante opera di Renzo De Felice, tentativi di sistematizzare l’arco di tempo del fascismo al potere in una periodizzazione articolata. In realtà, l’intreccio degli avvenimenti, dei problemi, delle scelte, rende difficile adattarsi a quelle suddivisioni, con il rischio, oltretutto, di inserire meccanicamente le specifiche vicende della città e dell’architettura nello sviluppo della vita sociale, economica o genericamente culturale.
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