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Picture in a frame. Gli allievi di Cesare Lazzarini e la ricerca della libertà di espressione lungo i bordi
L'articolo esplora il contributo artistico e pedagogico di Cesare Lazzarini, evidenziando il ruolo fondamentale della cornice come elemento didattico e creativo. Attraverso un'analisi delle opere esposte nella mostra diffusa del 2019 e dei lavori dei suoi studenti, si indaga come Lazzarini abbia saputo trasformare l'insegnamento dell'educazione artistica in un'esperienza estetica ed etica. La cornice, concepita non solo come limite fisico ma come stimolo alla libertà creativa, permette agli studenti di esprimere emozioni e idee, superando il disagio del foglio bianco. Il metodo pedagogico di Lazzarini, basato su un dialogo culturale tra pari, unisce dimensione artistica e scolastica, rendendo l'arte veicolo di riflessione personale e crescita morale. L'articolo mette in luce come questa filosofia educativa abbia avuto un impatto duraturo sugli studenti e sulla comunità, sottolineando la rilevanza di un approccio integrato tra arte ed educazione
Un caso di esegesi burlesca nella Roma dei Barberini. Il Comento sopra i versi di Cecco Antonio
Autografie dell'età minore. Lettere di tre dinastie italiane tra Quattrocento e Cinquecento
Nel volume, frutto del lavoro congiunto di tre autori - Monica Ferrari, Isabella Lazzarini, Federico Piseri - , vengono analizzate, da diverse prospettive, le lettere autografe dei membri più giovani (maschi e femmine) delle tre dinastie italiane degli Este, dei Gonzaga e degli Sforza, accomunate da lessici politici e da vincoli di sangue, in un periodo cruciale - la seconda metà del XV secolo e gli esordi del XVI - per la ridefinizione dei modelli che presiedono alla formazione dei principi e alle forme della comunicazione politica. I tre autori cofirmano l'introduzione, Isabella Lazzarini firma il secondo capitolo, Federico Piseri il terzo, Monica Ferrari il quarto e il quinto. Il dossier iconografico è a cura di Federico Piseri
Activated carbons for applications in catalysis: the point of view of a physical-chemist
This paper is a concise review on the principal physical–chemical techniques available to investigate the structural and surface properties of activated carbons (ACs) for catalytic applications. The same AC has been characterized by an incredible amount of techniques: Solid state-nuclear magnetic resonance, X-ray powder diffraction and Raman spectroscopy for structural characterization, X-ray photoelectron spectroscopy, inelastic neutron scattering and FT-IR spectroscopy for surface analysis, instead. The main goal is to discuss the advantages and disadvantages of all the techniques and to propose a multi-technique approach that should help in avoiding misinterpretations, as often found in the specialized literature
Social Mobility in Medieval Italy (1100-1500)
This volume aims to investigate the complex theme of social mobility
in medieval Italy both by comparing Italian research to contemporary
international studies in various European contexts, and by analysing a
broad range of themes and specific case studies. Medieval social mobility
as a European phenomenon, in fact, still awaits a systematic analysis, and
has seldom been investigated iuxta propria principia in social, political and
economic history.
The essays in the book deal with a number of crucial problems: how is social
mobility investigated in European and Mediterranean contexts? How did
classic mobility channels such as the Church, officialdom, trade, the law,
the lordship or diplomacy contribute to shaping the many variables at play
in late medieval societies, and to changing – and challenging – inequality?
How did movements and changes in social spaces become visible, and
what were their markers? What were the dynamics at the heart of the
processes of social mobility in the many territorial contexts of the Italian
peninsula?
Contributors: Frederik Buylaert, Sandro Carocci, Simone M. Collavini,
Maria Elena Cortese, Bianca de Divitiis, Massimo Della Misericordia,
Christopher Dyer, Serena Ferente, Andrea Gamberini, Sam Geens,
David Igual Luis, Isabella Lazzarini, Jean-Claude Maire Vigueur, François
Menant, Giuliano Milani, Pierre Monnet, Giuseppe Petralia, Alma Poloni,
Olivetta Schena, Francesco Senatore, Alessandro Silvestri, Lorenzo Tanzini,
Pierluigi Terenzi, Sergio Tognetti
Una lettura dei Piani del verde in Italia: alla ricerca di visioni motivanti, tra biodiversità e transizione climatica
Lazzarini Renato
Renato Lazzarini partecipò da giovane alle discussioni sul modernismo, venendo anche in contatto con E. Buonaiuti e con il gruppo di studiosi attorno a lui. Già i primi volumi teoretici, come il Saggio di una filosofia della salvezza del 1926 e Il male nel pensiero moderno: le due vie della liberazione del 1936, mostrano la centralità in Lazzarini del tema del male e della liberazione da esso, in una impostazione dominata, dunque, dalle questioni soteriologiche ed escatologiche. La sua teoria dell’intenzionalità, sviluppata nel confronto con la fenomenologia e con il personalismo cristiano, sottolinea il carattere relazionale dell’esperienza umana, in un senso sia conoscitivo, sia etico, sia conclusivamente religioso.
Parole chiave: Renato Lazzarini, problema del male, soteriologia, escatologia, intenzionalità
Renato Lazzarini participated as a young man in discussions on modernism, encountering E. Buonaiuti and the group of scholars around him. Even the early theoretical volumes, such as the Essay on a Philosophy of Salvation (1926) and The Evil in Modern Thought: The Two Ways of Liberation (1936), show the centrality of the theme of evil and liberation from it in Lazzarini’s work, in an approach dominated, therefore, by soteriological and eschatological issue. His theory of intentionality, developed in dialogue with phenomenology and Christian personalism, emphasizes the relational core of human experience, in a cognitive, ethical, and ultimately religious sense.
Keywords: Renato Lazzarini, question of evil, soteriology, eschatology, intentionalit
I sistemi di adduzione delle acque della Fontana della Pigna a Rimini
The roman water supply system of Fontana della Pigna in Rimini has been for centuries the only water supply to serve the city. The short duct (about 900m long) has been restored several times, and we know from 19th century archive documents that it contains pieces of limestone, brick, metal and wood. In 1870 an octagonal shrine was built to protect the source; subject to restoration in the 90s, it is now in the middle of a busy road junction
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