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    Codice di diritto internazionale umanitario

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    Il Codice raccoglie, in lingua italiana, i testi normativi più significativi vigenti e applicabili alle diverse tipologie di conflitto armato, sia relativamente alla regolamentazione della violenza bellica, sia alla protezione delle vittime, sia infine alla repressione penale internazionale delle violazioni. Il Codice contiene prevalentemente le convenzioni multilaterali, della maggioranza delle quali l'Italia è parte contraente, insieme con atti delle Nazioni Unite. Il Codice ha una prima parte (a cura di G. Venturini) dedicata alla condotta delle ostilità e alla protezione delle persone e dei beni. Nella seconda parte (ancora a cura di G. Venturini) sono state inserite le regole relative ai mezzi di guerra. La terza parte del Codice (a cura di E. Greppi) richiama le principali norme italiane, che hanno recepito in forma sistematica alcuni ambiti del diritto dei conflitti armati, utilizzando il metodo della riformulazione. L'ultima parte (anch’essa a cura di E. Greppi) è dedicata alla repressione delle più gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. I testi sono corredati da sintetiche note esplicative. Ciascuno degli strumenti normativi è corredato dai dati essenziali circa la validità dell'atto e la sfera soggettiva degli Stati contraenti. La seconda edizione del Codice è aggiornata e comprende un ampio indice analitico

    Calibrachoa longistyla Stehmann & Greppi 2011, sp. nov.

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    Calibrachoa longistyla Stehmann & Greppi, sp. nov. (Fig. 2 A–H, 3 D–E) Calibrachoa sui generis, sed stigmate satis superanti ab antheris staminum majorum bene differt. Type:— ARGENTINA. Corrientes: Santo Tomé, camino a Azara, 29 o 39.73’ S, 56 oO 9&dot;93 W ̕ September 2OO3̕ J . Greppi & T. Kamogawa 1007 (holotype BAB). Shrub to 0.3 m tall, decumbent with ascending secondary branches; stems cylindrical, woody at base, grayish brown, irregularly striate, sparsely pubescent, ochraceous, pubescent with simple uniseriate 3–7(–9)-celled glandular trichomes 0.1–0.4 mm long; internodes 2–8 mm long; brachyblasts lacking or small, up to 3.2–4.0 mm long. Leaves sessile or subsessile, the blades 8–15 × 6–8 mm, elliptic, the apex acute, the base obtuse or rounded, the margin slightly thickened, ciliate, symmetrical, plane, pubescent on both sides, the midrib sunken adaxially and prominent abaxially, lacking a ligneous callus at the base. Inflorescence of sympodial units, each composed of a single flower associated with 2 opposite leaf-like bracts; pedicels 3.0– 9.5 mm long, pubescent; calyx 8–13 mm long, olive-green to yellowish-brown, puberulent externally and internally, 10- nerved, the nerves thickened, cleft to below the middle, the lobes 4–8 mm long, unequal, linear-lanceolate, the apex acute; corolla narrow-funnelform, the tube 14–18 mm long, cylindrical at the base, 8–10 mm long, increasing in diameter toward the apex, externally yellow with marked purple venation, internally yellow, minutely pubescent outside, glabrous inside, the limb white, ca. 15 mm diam., shallowly to halfway lobed, the lobes with purple midrib, 5–6 mm long, obtuse or truncated, the apex abruptly short-acute; stamens 5, included, with 3 distinct lengths; filaments with the free portion 3 mm, 3.5 mm, and 5 mm long, the adnate portion about 3 mm long, glabrous; anthers yellow, ca. 0.8 mm long, not connivent; nectariferous disk 2- lobed; ovary ovoid; style ca. 9–10 mm long, the apex curved; stigma dilated, slightly exserted above anthers of the longest stamens. Capsule 7 mm long, 4–5 mm diam., ellipsoidal; fruiting pedicels 9–16 mm long, deflexed; seeds 1.1–1.3 mm long, ellipsoidal to reniform. Etymology:— The specific epithet refers to the style length, longer than the stamens, an uncommon character in the genus. Distribution:— Few collections are known from near the Department of Santo Tomé, Corrientes, Argentina, inhabiting humid grasslands. Calibrachoa longistyla is easily recognized by its white flowers with a curved style apex and stigma exserted above anthers of the longest stamens. All other species with longer styles, such as C. caesia, C. irgangiana, and C. sendtneriana (R.E.Fr.) Stehmann & Semir (1997: 419), have purple, pink or orange-red corollas. Following the IUCN classification, C. longistyla should be included in the Criticallly Endangered (CR) category, because it is known only from a single locality that is not included in a protected area. The criteria applied were the geographic range with extent of occurrence <100 km, and area of occupancy restricted to one locality, with a continuing decline of quality of habitat (B1, B2a, biii). Additional specimens examined (paratypes): — ARGENTINA. Corrientes: Santo Tomé, Ruta 14, 14 Km NE de Santo Tomé, Cuay Chico, banãdos, 3 September 2004, A . Schinini & M. Demateis 36548 (CTES 402577); localidad Santo Tomé, 28º33.81´S, 56º 03´W, 94 m, 12 October 2009, J . Greppi 1070 (BAB); localidad Santo Tomé, acceso a Santo Tomé, Ruta Nac. 14 y las vias del ferrocarril, al costado de las vias, 28º 33´S, 56º 04´W, 83 m, 12 October 2009, J . Greppi 1071 (BAB).Published as part of Stehmann, João Renato & Greppi, Julián Alejandro, 2011, Two new species of Calibrachoa (Solanaceae) from subtropical South America, pp. 31-38 in Phytotaxa 25 on pages 34-37, DOI: 10.11646/phytotaxa.25.1.4, http://zenodo.org/record/491851

    Codice di diritto internazionale umanitario

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    Il Codice ha una prima parte (a cura di G. Venturini) dedicata alla condotta delle ostilità e alla protezione delle persone e dei beni. Esso raccoglie, in forma unitaria, il diritto dell’Aja e quello di Ginevra, superando una dicotomia tradizionale che (dopo l’adozione della Convenzione dell’Aja del 1954 sulla protezione dei beni culturali e dei Protocolli aggiuntivi alle Convenzioni di Ginevra, nel 1977) appare non più adeguata né rappresentativa di una realtà normativa ormai unitaria e ispirata a princìpi, caratteri e preoccupazioni comuni. Nella seconda parte (ancora a cura di G. Venturini) sono state inserite le regole relative ai mezzi di guerra. Si tratta di un ambito che ha conosciuto una stagione ricca di elaborazioni normative, sia con riguardo alle armi convenzionali sia con riferimento a particolari categorie di strumenti di offesa che sono avvertiti come portatori di conseguenze incompatibili con gli standard umanitari. La terza parte del Codice (a cura di E. Greppi) contiene le principali norme italiane, che hanno recepito in forma sistematica alcuni ambiti del diritto dei conflitti armati, utilizzando il metodo della riformulazione. L’ultima parte (anch’essa a cura di E. Greppi) è dedicata alla re-pressione delle più gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. Il patrimonio normativo scaturito dai processi dei Tribunali militari internazionali di Norimberga e di Tokyo ha oggi una signifi-cativa evoluzione nell’istituzione dei Tribunali penali internazionali ad hoc per la ex-Iugoslavia e per il Ruanda e, soprattutto, nella costituzione della Corte penale internazionale secondo le previsioni dello Statuto di Roma, punto di arrivo di un processo di elaborazione normativa nella quale l’Italia ha svolto un ruolo di primo piano. I testi sono presentati in italiano, con una traduzione il più possibile attenta alla fedeltà ai testi adottati nelle lingue uffi-ciali. Nei casi in cui è utile alla corretta comprensione della portata della norma, sono richiamate in nota le differenze tra le versioni originali inglese e francese. Le riserve e dichiarazioni considerate rilevanti per una corretta percezione della effettiva applicabilità delle norme convenzionali sono presentate in forma sintetica e riepilogativa, in corrispondenza con le disposizioni alle quali si riferiscono. La terza edizione del Codice è stata arricchita con ulteriori testi normativi. Nella seconda parte è stata inserita la recente Convenzione sulle munizioni a grappolo, che segna una nuova, importante fase della messa al bando di armi inumane. Nell’ultima parte sono invece state inclusi la Convenzione delle Nazioni Unite sull’imprescrittibilità dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità e l’Accordo fra le Nazioni Unite e il Governo di Cambogia sullo statuto delle (finalmente operative) Camere straordinarie per la Cambogia

    Forze idrauliche del Naviglio Grande seconda tratta planimetria

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    G. B. Conti, L. Greppi, S. Sioli Legnani; Società italiana per condotte d'acqua Roma-MilanoNordost-orientier

    Palazzo Greppi, contrada Sant'Antonio, Milano

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    Il contributo esplora le vicende edilizie del rilevante palazzo Greppi sito in contrada Sant'Antonio a Milano e approfondisce, sulla base dei disegni inediti conservati nel Fondo Canonica presso l'Archivio del Moderno di Mendrisio, la riforma neoclassica condotta da Lugi Canonica nel primo Ottocento

    Infiltration process and groundwater table raising in a paddy field area

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    The water coming from the soil surface after the saturation of the soil stratum over the groundwater table at field saturation raises the groundwater level. The soil structure and the soil texture characterize the infiltration process. The resultant of the gravitational force and the capillary forces gives the energy to the water molecules to push the air entrapped out of the pores, reaching a full saturation of the soil and raising then up the phreatic level. There is a complex interac-tion between the agent forces on the water and the air resistant forces in the soil micro-pores. In paddy fields irrigation a groundwater level stable condition is reached when there is equilibrium between the capil-lary forces. A stable soil stratum with pressured air is always present in the soil over the phreatic level. From the collected data it seams that the soil stratum thick-ness from the soil surface to the groundwater table is proportional to the modulus of the capillary force. In a stable surface ponding depth, during the groundwater table rising, the level growing velocity may be assumed proportional to a medium hydraulic conductibility of the soil stratum. When the phreatic level is approaching the saturated soil surface, the rising rate gradually changes until it gets to a point of equilibrium where the groundwater table is stationary at stable surface condi-tions. In this condition, by changing the surface water depth the phreatic level changes with it

    Memorie dai margini della metropoli. Un progetto partecipativo di valorizzazione del patrimonio culturale delle periferie urbane rivolto alle scuole

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    Scuola Attiva Risorse (ScAR) is a research project of Milan Polytechnic that offers new interpretations of suburban landscapes through a participatory process with schools, fostering innovative strategies for the development of cultural heritage. The text presents a summary of the project and describes a digital structure developed for scholastic activities, combining traditional methodologies and advanced technologies

    The Sant’Elia kindergarten in Como: structural behaviour and the issue of durability

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    Giuseppe Terragni’s Sant’Elia Kindergarten offers a good opportunity to examine in greater depth the disputed issue of modern buildings’ “impermanence”. This paper aims to plot the salient phases in the complicated process of the building’s construction and to outline the material history of the kindergarten. The reinforced concrete structure of the kindergarten is completed by non-load-bearing walls which define the volumes and interior spaces; however, since construction some of these walls have shown signs of cracking due to land subsidence. These manifestations of structural instability continued over time, making various programs of interventions necessary: demolition and reconstruction of different parts and the repair of the construction framework. The paper will describe the extent and importance of these interventions, suggesting how, though they have apparently not altered the building’s form, they have resulted in major changes to its material components
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