1,721,054 research outputs found
Robotica educativa, sviluppare cognitività, relazione e integrazione
Questo capitolo traccia un quadro teorico della robotica educativa
inquadrandola nel contesto dei cammini formativi in un’ottica di
comprensione di come si forma il pensiero; si intende dare un quadro
teorico che generi cammini e processi formativi in cui la robotica
educativa si preoccupa di analizzare e valorizzare gli stili cognitivi,
poiché la cognizione è un processo complesso che coinvolge molti
diversi aspetti della mente, un processo fondamentale che consente di imparare, crescere e sviluppare gli aspetti relazionali e con essi i processi di integrazione.
Per indagare e impostare una sistematizzazione della robotica è
importante inquadrare il concetto di mente, pensiero e intelligenza a cui fare riferimento e che la robotica educativa stessa invita a prendere in considerazione.
In particolare, avendo come riferimento la relazione e l’integrazione, con un substrato che si lega all'intercultura posta come una struttura concettuale della ricerca che possa efficacemente orientare i percorsi di costruzione del sapere, non solo fra differenti antropologie e appartenenze culturali, ma anche fra diversi linguaggi, modelli, codici e ambiti scientifici
Intelligenza artificiale, tra arte e cultura: strumento ermeneutico per l’educazione estetica in un mondo complesso
In un mondo complesso, l'IA emerge come una forza atalizzatrice in grado di plasmare e arricchire il panorama artistico e culturale e quindi di interrogare l’educazione.
Il concetto di “mondo complesso” in prospettiva educativa richiama la percezione del mondo come un sistema intricato e interconnesso, caratterizzato da una molteplicità di elementi, relazioni e dinamiche che interagiscono in modi non lineari e imprevedibili; l'educazione è chiamata a fornire agli individui gli strumenti cognitivi, emotivi e sociali necessari per comprendere e navigare efficacemente attraverso questa complessità.
Il contributo parte dall’analisi del ruolo dell'intelligenza artificiale (IA) come strumento ermeneutico, ponendo in luce come possa fungere da ponte tra l'opera d'arte e lo spettatore, facilitando una più profonda comprensione e interpretazione
La disciplina: luogo di incontro
Il capitolo affronta il tema della disciplina e del rispetto delle regole a partire dalle situazioni critiche e/o dalle buone pratiche descritte dai tirocinanti del corso di laurea in scienze dell'educazione. Nell'analizzare le situazioni critiche, è importante aiutare il futuro educatore a focalizzarsi sulla relazione tra "come si pensa" la disciplina e quali comportamenti vengono messi in atto, di conseguenza, nei confronti degli altri. Allo stesso modo, l'educatore che si rapporta con i bambini, più in generale con le persone, deve saperle aiutare a comprendere la relazione tra i propri processi cognitivi e i rapporti con gli altri. In questo modo la disciplina diventa insegnamento e luogo di incontro e comprensione reciproca
Conflitti che aiutano a crescere
Ho voluto parafrasare, ad incipit del capitolo, il noto titolo con il quale Asha Phillips ha saputo magistralmente argomentare il riconoscimento centrale attribuito alla funzione normativa svolta dagli adulti significativi nel sostenere equilibrati processi di crescita nei propri piccoli. I no che aiutano a crescere consentono ai nostri bambini di sperimentare, protetti da adulti responsabili e pazienti, la gestione della frustrazione conseguente al non poter sempre ottenere soddisfazione immediata ai propri desideri. È questo esercizio regolare nel tempo che determinerà il modo in cui ogni individuo, se accompagnato da un sistema di condotte regolari, prevedibili e coerenti da parte dei propri adulti significativi, saprà affrontare gradualmente gli insuccessi e lottare per riuscire, oppure resterà imbrigliato nella pervasiva incapacità di posizionarsi nel mondo sociale senza raggiungere le necessarie competenze e responsabilità
La bellezza nella prima infanzia come fattore di sviluppo
Il bambino che nasce immerso nel mondo, all’interno di una polifonia
di suggestioni, non solo visive, ma anche, e soprattutto, multisensoriali, coltiva fin dai primi mesi di vita una naturale disposizione alla ricerca di ciò che ritiene bello. È difficile descrivere il concetto di bellezza che il bambino sviluppa fin dalla prima infanzia.
Esso non è assimilabile ad un costrutto puramente estetico: piuttosto
ha a che fare con una scoperta di un mondo interiore, che egli plasma,
con un senso di autodeterminazione e di autoefficacia superiore a
quello che normalmente siamo abituati ad attribuirgli, proprio alla luce
di quell’esperienza di bellezza che assapora fin dai primi giorni di
vita103. Luci, colori, suoni, odori, esperienze di relazione e di prossimità:
questi sono gli input che il bambino impara a processare e che
divengono lo spartito sensoriale sul quale giunge ben presto a delineare
le note della musica di sottofondo al ritmo della quale catalogherà, nel
divenire dello sviluppo, tutte le esperienze, non solo estetiche e
sensoriali, ma anche relazionali ed emotive. La ricerca del bello,
dell’appagante, è un’azione che scandisce le tappe della crescita dei
bambini, al pari del progredire della cognizione, del linguaggio, della
motricità, dello sviluppo morale
Immaginario e percezione pensante : Per un’antropologia formativa
La nostra attenzione è rivolta al saggio di Merlau-Ponty L’occhio e lo spirito, che Calude Lefort ha considerato una meditazione “sul corpo, la visione, la pittura”47. Si tratta dell’ultima opera del filosofo, per l’argomento della quale vale la pena impiegare l’incisiva frase di Bachelard: “far partire l’interesse durevole dell’osservatore da un primo moto di stupore”48. Sarebbe proprio questo a rendere la percezione visiva qualcosa di più di una semplice raccolta di dati sensibili da mettere a disposizione dell’intelletto. Essa riveste una centralità nelle immagini costitutive del mondo, che le scienze ancor oggi tardano ad individuare. Il concetto di corpo, per l’autore, apre la porta ad una dimensione sistemica tra soggetto e mondo, dove la percezione è inserzione dell’umano nel contesto vitale. La percezione, in base alla lezione husserliana, deve svolgere una funzione incessante e, in particolare nell’arte pittorica, si fa “interrogazione interminabile”49 per ottenere la conoscenza peculiare del visibile: “la visione è presa, o si fa, nel mezzo delle cose, là dove un visibile comincia a vedere”50.
L'obiettivo è nella proposta di una antropologia formativa a partire da un approccio estetico epistemologicamente fondato
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
- …
