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Precarización y Emprendedurismo. Un análisis sobre trabajo, empleo y juventud
El presente artículo se propone a partir del análisis de un suceso clave que despertó nuestro interés como investigadores sobre la concepción que se les está transmitiendo a los jóvenes acerca del mercado de trabajo actual; reflexionar desde el panorama laboral general en la ciudad de Posadas (Misiones, Argentina); sobre la manera en que ciertos sistemas de redes de mercadeo, mediante su particular forma de incorporar personas, van impulsando la precarización de los empleos, a través de la promoción e instalación en la sociedad, de ideas tergiversadas de meritocracia, emprendedurismo, futuro del trabajo o trabajo del futuro.Fil: Cossi, Carlaantonella. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Nordeste; Argentin
Proctolaelaps cossi Duges 1834
Proctolaelaps cossi (Dugès , 1834) Gamasus cossi Dugès, 1834: 19. Hypoaspis cossi.— Oudemans, 1902: 19. Eviphis cossi.— Berlese, 1904: 276. Jördensĭa (sic) cossi.— Oudemans, 1936: 214. Jördensia (sic) cossi.— Buitendijk, 1945: 297. Proctolaelaps (Proctolaelaps) cossi.— Evans, 1958 a: 198; Karg, 1985: 197; 1988 a: 446. Proctolaelaps cossi.— Samšiňák, 1960: 306; Treat, 1975: 132; Bregetova, 1977 a: 214; Faraji et al., 2007: 110; Çakmak et al., 2011: 582; Bai, 2013: 97. TYPE DEPOSITORY: not stated. TYPE LOCALITY AND HABITAT: The Netherlands, on willow caterpillar (Cossus (= Trypanus) cossus (L.)), according to Oudemans, 1936: 214) [Animalia: Cossidae]. NOTE: specimens of this species were first described by Lyonet (1829) and referred to as “Pou de la chenille du bois de saule”. A scientific name was only attributed to it by Dugès (1834: 19).Published as part of De Moraes, Gilberto J., Britto, Erika P. J., Mineiro, Jefferson L. De C. & Halliday, Bruce, 2016, Catalogue of the mite families Ascidae Voigts & Oudemans, Blattisociidae Garman and Melicharidae Hirschmann (Acari: Mesostigmata), pp. 1-299 in Zootaxa 4112 (1) on pages 208-209, DOI: 10.11646/zootaxa.4112.1.1, http://zenodo.org/record/39947
Adsorption of sulfonamide antibiotics onto high silica zeolites: from multidisciplinary model studies to applications to real waters
Owing to their environmental diffusion and persistence, sulfonamide antibiotics (sulfa drugs) are
responsible to induce high level of resistance in bacteria. The sulfonamide anionic nature makes them
highly mobile along soil profile and is responsible for their accumulation into water bodies. In order
to limit the diffusion of resistance determinants, it is of utmost importance to identify adsorbents for
this antibiotic family to be adopted for water cleanup purpose. Three high silica zeolites (Y, MOR,
ZSM-5) have been tested for their capability to extract sulfonamides from water. Kinetics, capacity
and reversibility of the adsorption have been studied along with sulfonamide arrangement into the
porosities of each zeolite [1-3].
The sulfa drugs irreversibly adsorbed onto zeolite Y at ca. 26% on average and with the process
equilibrium reached in less than 1 min [1,3]. The favorable adsorption kinetics was confirmed when
zeolite Y was applied to both fresh and sea waters although the dissolved organic matter occurring
in natural water compartments can be retained as well but with a kinetics less favorable than that
shown by sulfa drugs. The main host-guest & guest-guest interactions between zeolites and sulfa drugs
were defined by IR and SS-NMR analysis, and augmented by computational studies. H-bonds and van
der Waals type interactions between single molecules and zeolite Y or ZSM-5 were responsible for
the irreversible extraction of sulfa drugs from water [1,3]. The occurrence of intramolecular medium
strength H-bond in small sized sulfa drugs upon adsorption inside zeolite Y cage revealed the formation
of dimeric species whose amidic or imidic tautomeric form were identified [1,3]. Rietveld refinement
and IR analysis revealed that sulfa drugs incorporation into MOR caused a close vicinity of the
heterocycle ring to the side pocket oxygens [2,3]. At 65°C, MOR gave rise to a sulfachloropyridazine
reaction product with a 100% selectivity and SNAr mechanism [2]. Among the regeneration strategies
approached, the thermal treatment and solvent extraction gave the best results.
References
[1] I. Braschi, G. Paul, G. Gatti, M. Cossi, L. Marchese. RSC Advances, 3, 7427 (2013).
[2] A. Martucci, M.A. Cremonini, S. Blasioli, L. Gigli, G. Gatti, L. Marchese, I. Braschi. Micropor.
Mesopor. Mat. 170, 274 (2013).
[3] S. Blasioli, A. Martucci, G. Paul, L. Gigli, M. Cossi, C.T Johnston, L. Marchese. J. Coll. Interface.
Sci., 419, 148 (2014)
La teoria di Luhmann e l'ambiente di Bielefeld
Il saggio collega la storia della facoltà di sociologia di Bielefeld (connessa all’Università di Münster, situata presso Dortmund - Land della Renania Settentrionale-Vestfalia) con l’evoluzione del pensiero del sociologo funzionalista Niklas Luhmann. Già dall’immediato dopoguerra, il Centro di ricerca sociale dell’Università di Münster si era dimostrato, la più potente istituzione di ricerca sociale empirica della Repubblica Federale Tedesca, Il 5 giugno del 1969 è stato il giorno ufficiale di inaugurazione dell’Università. Nella nuova istituzione la Facoltà di sociologia ha assunto ben presto una posizione speciale nel contesto generale dei centri accademici poiché è stata la prima facoltà di sociologia della RFT. Luhmann, di fatto, era stato già nominato, nel 1968, professore ordinario di sociologia presso l’Università di Bielefeld (che sarebbe di lì a poco sorta) e questo ha fatto di lui non solo il primo professore in sociologia della nuova istituzione, ma lo ha reso anche un promotore, caposcuola per la costituzione di una direzione socio-concettuale nuova, in cu instradare la teoria sociale. Bielefeld, com’è noto, non ha vissuto la stagione della contestazione, com’è avvenuto per il centro di Münster. La posizione geo-politica in cui è sorta non comprendeva rilevanti centri di organizzazione della protesta giovanile. Sicchè, Luhmann, in un ambiente così intellettualmente ricco, flessibile, stimolante – refrattario ai paradigmi massimalisti o critico/ideologici – trova le motivazioni e i necessari spazi di sperimentazione interdisciplinare di cui necessitava per proporre idee innovative, concetti esplorativi, inusitati schemi teorici, estranei a quelli egemonici nelle istituzioni di lingua tedesca del decennio 1960. Si può così facilmente comprendere perché nella piccola Bielefeld, formalmente estranea ai grandi ‘affreschi’ culturalisti, liberisti o marxisti che fossero, Luhmann necessitasse proprio di quella sede. Un luogo, cioè, esente da conflitti meta-narrativi, nonché avversatori delle narrazioni sistemiche. Dove fosse agevole riconoscere al binomio ‘società’ e ‘teoria sociale’ l’importanza strutturale che entrambi campi di indagine meritavano. A Bielefeld, nel suo caratteristico isolamento (o auto-riferimento, se si preferisce) creativo, c’è tutto il tempo, vi sono tutte le risorse umane-progettuali e bibliografiche per poter ri-creare la sociologia. Il presente lavoro ha cercato di mostrare che Bielefeld ha svolto una funzione favorevole alla costituzione ed alla valorizzazione della sistemica luhmanniana più matura. Ha così offerto la possibilità di argomentare e sviluppare una teoria in controtendenza rispetto a quelle classiche e diversa anche dai funzionalismi che l’hanno preceduta. In un Ateneo collegato al mondo scientifico internazionale, ma, allo stesso tempo, del tutto privo di interessi per trattare concetti neo-idealisti; antropocentrici o noumenici, Luhmann riesce a portare la sua teoria ad assunti e proposte di sintesi sempre più ardite. A Bielefeld, e solo a Bielefeld – almeno nelle sue intenzioni – si sarebbe potuto porre le basi per un’autentica sociologia del mutamento e per una teoria sociologica che osserva senza distorsioni filantropiche (né utilitaristiche) il mutamento sociale, optando per modalità a sua volta mutevoli, in questo caso sistemiche. Secondo il presente lavoro ciò è effettivamente avvenuto
Quantum calculation of molecular energies and energy gradients in solution by a conductor solvent model
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