15,728 research outputs found
Attività sismica recente in Calabria Centro-Meridionale
Una delle attività di maggiore rilevanza
in sismologia è rappresentata dall’impiego di
tecniche di monitoraggio strumentale della
microsismicità ai fini dell’individuazione e
caratterizzazione delle faglie sismicamente
attive. I dati sperimentali raccolti in questo modo, costituiti dai sismogrammi, trovano infatti diverse utilizzazioni: le onde sismiche rappresentano gli agenti più efficaci nel trasportare fino alla superficie informazioni relative alle caratteristiche fisiche ed alla geometria dei materiali attraversati durante il
proprio percorso ed agli sforzi esistenti al loro interno.
Tali attività rivestono particolare rilievo
nelle aree come la Calabria e le regioni
circostanti per motivazioni di almeno due
diversi tipi.
La Calabria, come tutta l’Italia peninsulare è ancora sede di un’intensa attività geodinamica in cui le interazioni tra
corpi geologici a contatto sono caratterizzate da sovrascorrimenti piuttosto che da scivolamenti laterali: ne consegue che, contrariamente a quanto avviene in regioni come la California, le superficie lungo le quali possono generarsi i terremoti
difficilmente intersecano la superficie esterna della Terra o, quando anche questo avviene, le loro tracce vengono rapidamente obliterate dal riaggiustamento dei materiali superficiali, relativamente plastici. Risulta quindi problematico definire le relazioni eventualmente esistenti tra le strutture superficiali rilevabili con l’osservazione diretta mediante l’impiego delle tecniche tipiche del rilevamento geologico e le strutture sismogenetiche profonde evidenziate dalle osservazioni strumentali.
D’altro canto, è noto come la storia
dell’Italia Meridionale sia ricca di eventi
sismici catastrofici: gli ultimi grandi terremoti che hanno interessato Calabria e Sicilia sono quelli del 1905 e del 1908, verificatisi quando l’arte di registrare i terremoti era ancora ai suoi albori. Mancano quindi informazioni strumentali dalle quali si possano evincere direttamente informazioni sufficientemente
attendibili sulla localizzazione delle sorgenti dotate di più elevato potenziale
sismogenetico. È opportuno a questo punto
osservare che solo negli anni a cavallo del
1980 è cominciato in Calabria, come nel resto
dell’Italia, lo sviluppo delle osservazioni
sismiche strumentali moderne, con
l’installazione di reti “regionali” e con lo
straordinario potenziamento della Rete
Sismica Centralizzata dell’Istituto Nazionale
di Geofisica e Vulcanologia.Published2T. Tettonica attivarestricte
A Socioeconomic Survey for the Recovery and Exploitation of the Terraced Vineyards of the Costa Viola (Calabria, Italy)
The new model of rural development, based on the recognition of the economic, social and environmental function of the European agriculture, mainly headed to make strategies of intervention concerning about, from one side, the competitive ability of the agricultural and agro-industrial enterprises, and, from the other, the increasing of the economic, human, environmental and historical-cultural resources. In such context the multi-functional role of agriculture becomes central and the agricultural operators have to adapt themselves to items (the territories, the rural societies, the consumers, etc.) and to different prescriptions related to demands linked up with the productivity and/or the territory (defence of the ground, of the landscape, of the cultural traditions, of the rural development, of the environment, of the quality). The present research documents the results of a territorial social-economic investigation, developed with the aim of examining the productive and environmental potentialities of the terraced winegrowing present in the territory of the "Costa Viola" in the province of Reggio Calabria (Calabria, Italy). The study starts from an analysis of the territory and individualizes a sample of wine-growing farms in order to examine, through specific social economic investigations (developed through a questionnaire), the actual conditions of the grape cultivated terraces, the status of the "representative farmer" of the vineyards and the achieved economic results. The collected data concerned some social characteristics (age, degree of education, availability and/or propensity to innovation, to introduce new technologies, etc.).agro-environmental measures, multi-functionality, landscape safeguard, Agribusiness, Q32, Q56, R51,
I movimenti verticali nell’area di Briatico: evidenze da indicatori archeologici marittimi nell’area del terremoto del 1905
Le variazioni del livello del mare lungo le
coste italiane e più in generale del mare
Mediterraneo, dipendono dalla somma di
movimenti eustatici, glacio-idro-isostatici e
tettonici. I primi sono dovuti all’alternanza di fasi climatiche fredde (glaciazioni) con fasi più calde (periodi interglaciali) che provocano rispettivamente l’accrescimento e la riduzione delle calotte polari con conseguenti variazioni del livello degli oceani.
La presenza di indicatori archeologici tra la foce del fiume Trainiti e
Briatico, area attualmente in sollevamento,
permette di stimare le variazioni relative tra terra e mare avvenute negli ultimi 2000 anni lungo questo tratto di costa della Calabria tirrenica. Le informazioni desunte dai dati archeologici sono state anche confrontate con osservazioni geomorfologiche. La quota dei marker archeologici è stata misurata e corretta per il livello del mare al momento delle misure.
La interpretazione degli impianti ha fornito dati originali sui movimenti relativi tra terra e mare per tettonica e glacio-idro-isostasia.Published301-3213.2. Tettonica attivaope
I movimenti verticali nell’area di Briatico: evidenze da indicatori archeologici marittimi nell’area del terremoto del 1905
Le variazioni del livello del mare lungo le
coste italiane e più in generale del mare
Mediterraneo, dipendono dalla somma di
movimenti eustatici, glacio-idro-isostatici e
tettonici. I primi sono dovuti all’alternanza di fasi climatiche fredde (glaciazioni) con fasi più calde (periodi interglaciali) che provocano rispettivamente l’accrescimento e la riduzione delle calotte polari con conseguenti variazioni del livello degli oceani.
La presenza di indicatori archeologici tra la foce del fiume Trainiti e
Briatico, area attualmente in sollevamento,
permette di stimare le variazioni relative tra terra e mare avvenute negli ultimi 2000 anni lungo questo tratto di costa della Calabria tirrenica. Le informazioni desunte dai dati archeologici sono state anche confrontate con osservazioni geomorfologiche. La quota dei marker archeologici è stata misurata e corretta per il livello del mare al momento delle misure.
La interpretazione degli impianti ha fornito dati originali sui movimenti relativi tra terra e mare per tettonica e glacio-idro-isostasia.Published301-3213.2. Tettonica attivaope
Il limes della Calabria bizantina: tracce, percorsi e vie
The case-study focusses on Byzantine fortifications along the limes that cross the region of Calabria. The theme is related to Goal 11: "Making cities and human settlements inclusive, secure, lasting and sustainable" and specifically to Goal 11.4: "Strengthen commitments to protect and safeguard the world’s cultural and natural heritage", set out in the 2030 Strategy Agenda. The methodological process is defined, therefore, upon improving protection measures with the use of special equipment with archaeological and architectural purposes for the relief of walled cities and fortresses in hazardous areas.The historical heritage helps to return the identity of peoples. The application of research areas extend both into the fields of archeology and that of architecture. The overall goal is to provide a picture of the state of study and research into the Byzantine system in Calabria. A fundamental role in defining the Byzantine architectural character in Calabria has since 1970 through "Byzantine studies Meetings", with the formulation of the first archaeological map. Il limes della Calabria bizantina: tracce, percorsi e vieIl contributo si occuperà come caso studio delle vie bizantine in Calabria, rintracciabili e ancora riconoscibili lungo il limes che attraversa la Regione Calabria.Il tema è riconducibile al Goal 11: "Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili" e nello specifico al Goal 11.4: "Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo", presenti nella Strategia Agenda 2030.Il contributo mostra il risultato delle campagne effettuate sui siti e sulle architetture bizantine nell’area di studio. Il processo metodologico definito è volto a migliorare gli interventi di salvaguardia, di osservazione e di analisi con finalità archeologica ed architettonica per il rilievo di città murate, architetture (sacre e civili), fortezze.Il patrimonio storico contribuisce a restituire le identità dei popoli. Gli ambiti di applicazione della ricerca si estendono al campo dell’architettura e dell’archeologia. Il fine che ci proponiamo è quello di fornire un quadro dello stato degli studi e della ricerca sul sistema bizantino in Calabria.Un ruolo fondamentale nella definizione dei caratteri architettonici bizantini nell’area Calabrese si ha dal 1970 con gli “Incontri di studi bizantini” e la formulazione della prima carta archeologica della Calabria.Il contributo si occuperà come caso studio delle vie bizantine in Calabria, rintracciabili e ancora riconoscibili lungo il limes che attraversa la Regione Calabria.Il tema è riconducibile al Goal 11: "Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili" e nello specifico al Goal 11.4: "Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo", presenti nella Strategia Agenda 2030.Il contributo mostra il risultato delle campagne effettuate sui siti e sulle architetture bizantine nell’area di studio. Il processo metodologico definito è volto a migliorare gli interventi di salvaguardia, di osservazione e di analisi con finalità archeologica ed architettonica per il rilievo di città murate, architetture (sacre e civili), fortezze.Il patrimonio storico contribuisce a restituire le identità dei popoli. Gli ambiti di applicazione della ricerca si estendono al campo dell’architettura e dell’archeologia. Il fine che ci proponiamo è quello di fornire un quadro dello stato degli studi e della ricerca sul sistema bizantino in Calabria.Un ruolo fondamentale nella definizione dei caratteri architettonici bizantini nell’area Calabrese si ha dal 1970 con gli “Incontri di studi bizantini” e la formulazione della prima carta archeologica della Calabria. The Limes of Byzantine Calabria: Evidences, Routes, WaysThe case-study focusses on Byzantine fortifications along the limes that cross the region of Calabria. The theme is related to Goal 11: "Making cities and human settlements inclusive, secure, lasting and sustainable" and specifically to Goal 11.4: "Strengthen commitments to protect and safeguard the world’s cultural and natural heritage", set out in the 2030 Strategy Agenda. The methodological process is defined, therefore, upon improving protection measures with the use of special equipment with archaeological and architectural purposes for the relief of walled cities and fortresses in hazardous areas.The historical heritage helps to return the identity of peoples. The application of research areas extend both into the fields of archeology and that of architecture. The overall goal is to provide a picture of the state of study and research into the Byzantine system in Calabria. A fundamental role in defining the Byzantine architectural character in Calabria has since 1970 through "Byzantine studies Meetings", with the formulation of the first archaeological map
Il quadro sismotettonico del grande terremoto del 1905
La storia della Calabria è una storia lunga – molto più lunga di quanto qualunque essere umano possa
immaginare, aggiungeremmo noi geologi – di grandi e piccoli terremoti. Catastrofi improvvise e catastrofi
parzialmente annunciate, terremoti improvvisi e isolati e sequenze interminabili che sembravano non voler
lasciare in piedi nulla di questa regione.
Lo spaventoso livello di sismicità della Calabria, di cui qualunque calabrese è testimone almeno
indiretto, è oggi quantomeno ben accertato da ricerche sempre più specialistiche e dettagliate. Due degli
elementi fondamentali per descrivere la sismicità calabrese consistono nello studio dei terremoti del passato e
nello studio della geologia e tettonica di questa regione, riconosciuta da sempre come uno dei luoghi
maggiormente attivi di tutto il Mediterraneo. Questi elementi confluiscono in modelli di pericolosità sismica
(Gruppo di Lavoro MPS, 2004; fig. 1), che puntualmente fotografano una propensione di questa terra a dare
terremoti più forti e più frequenti di quanto non avvenga in qualunque altra zona della penisola.
Questa relazione tenta di tratteggiare sinteticamente questa forte propensione alla sismicità,
muovendosi tra le caratteristiche geologiche della Calabria e la sua poco invidiabile storia sismica. La
relazione si avvale di risultati di ricerche recenti e recentissime, condotte sia presso l’Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia (INGV), sia dalla comunità sismologica nazionale che fa riferimento alle
università. La relazione privilegia ampiamente il materiale iconografico basato su tali ricerche. Per ulteriori
approfondimenti si raccomandano i lettori di consultare il sito Internet dell’INGV (www.ingv.it), che nelle
sue pagine interne offre numerosissime informazioni di facile accessibilità e comprensione.Published181-206ope
Luoghi, permanenze e tradizioni iconografiche nella Calabria Greca
In 1820 Karl Witte discovered a "Greek" speaking population in southern Ionian Calabria. It is a restricted cultural enclave where, still today, linguistic residues of the ancient Grecanico remain. The essay is a summary of research aimed at the analysis and enhancement of the material and immaterial heritage of this area, searching residual traces of the Greek-Byzantine tradition in Calabria: cultural and anthropological matrices; recurring features in buildings and in landscape; craft traditions. The study refers to the 2030 Agenda Strategy, Goal 11.4 (strengthen efforts to protect and safeguard the world’s cultural and natural heritage). It is developed through surveys, drawings, analysis and reflections, aimed at deepening the following topics:Urban squares and collective spaces: places of permanence and sharing of cultural and anthropological heritage.Artifice and nature: virtuous and sustainable integration between spontaneous architecture and landscape.Textile craftsmanship and wood carving: the tangible memory of an ancient Greek-Byzantine iconographic tradition.The research highlighted, in the more internal areas, a widespread quality of the buildings. It is a poor and spontaneous architecture, but built in harmony with the landscape. However, we can find the most identity characteristics in artisanal productions: objects of "ethnic design" created on recurrent models in which popular spontaneity intertwines with the unconscious memory of Byzantine iconographic traditions.Among the analysed villages, Roghudi Vecchio – now abandoned – could be a pilot project for the enhancement of the territory and the Grecanica traditions. Luoghi, permanenze e tradizioni iconografiche nella Calabria GrecaNel 1820 Karl Witte scopre una popolazione di lingua “greca” nella Calabria meridionale ionica. È una ristretta enclave culturale in cui, ancora oggi, permangono residui linguistici dell’antico "Grecanico". Il saggio è sintesi di una ricerca volta all’analisi e alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale di tale area, alla ricerca di tracce residue della tradizione greco-bizantina in Calabria: matrici culturali e antropologiche; caratteri ricorrenti nel costruito e nel paesaggio; tradizioni artigianali. Lo studio fa riferimento alla Strategia Agenda 2030, goal 11.4 (rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo), e si sviluppa attraverso rilievi, disegni, analisi e riflessioni, volti ad approfondire i seguenti temi:Piazze urbane e spazi collettivi: i luoghi della permanenza e della condivisione del patrimonio culturale e antropologico.Artificio e natura: integrazione virtuosa e sostenibile tra architettura spontanea e paesaggio.Artigianato tessile e intaglio del legno: la memoria tangibile di un’antica tradizione iconografica greco-bizantina.La ricerca ha evidenziato, nelle aree più interne, una diffusa qualità del costruito. È un’architettura povera e spontanea ma realizzata in armonia con il paesaggio. I caratteri maggiormente identitari si riscontrano, però, nelle produzioni artigianali: oggetti di “design etnico” realizzati su modelli ricorrenti in cui la spontaneità popolare s’intreccia con l’inconsapevole memoria di tradizioni iconografiche bizantine.Tra i borghi analizzati, Roghudi Vecchio – oggi abbandonato – potrebbe rappresentare un progetto pilota per la valorizzazione del territorio e delle tradizioni grecaniche.Nel 1820 Karl Witte scopre una popolazione di lingua “greca” nella Calabria meridionale ionica. È una ristretta enclave culturale in cui, ancora oggi, permangono residui linguistici dell’antico "Grecanico". Il saggio è sintesi di una ricerca volta all’analisi e alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale di tale area, alla ricerca di tracce residue della tradizione greco-bizantina in Calabria: matrici culturali e antropologiche; caratteri ricorrenti nel costruito e nel paesaggio; tradizioni artigianali. Lo studio fa riferimento alla Strategia Agenda 2030, Goal 11.4 (rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo), e si sviluppa attraverso rilievi, disegni, analisi e riflessioni, volti ad approfondire i seguenti temi:Piazze urbane e spazi collettivi: i luoghi della permanenza e della condivisione del patrimonio culturale e antropologico.Artificio e natura: integrazione virtuosa e sostenibile tra architettura spontanea e paesaggio.Artigianato tessile e intaglio del legno: la memoria tangibile di un’antica tradizione iconografica greco-bizantina.La ricerca ha evidenziato, nelle aree più interne, una diffusa qualità del costruito. È un’architettura povera e spontanea ma realizzata in armonia con il paesaggio. I caratteri maggiormente identitari si riscontrano, però, nelle produzioni artigianali: oggetti di “design etnico” realizzati su modelli ricorrenti in cui la spontaneità popolare s’intreccia con l’inconsapevole memoria di tradizioni iconografiche bizantine.Tra i borghi analizzati, Roghudi Vecchio – oggi abbandonato – potrebbe rappresentare un progetto pilota per la valorizzazione del territorio e delle tradizioni grecaniche. Places, Permanences and Iconographic Traditions in the Greek CalabriaIn 1820 Karl Witte discovered a "Greek" speaking population in southern Ionian Calabria. It is a restricted cultural enclave where, still today, linguistic residues of the ancient Grecanico remain. The essay is a summary of research aimed at the analysis and enhancement of the material and immaterial heritage of this area, searching residual traces of the Greek-Byzantine tradition in Calabria: cultural and anthropological matrices; recurring features in buildings and in landscape; craft traditions. The study refers to the 2030 Agenda Strategy, Goal 11.4 (strengthen efforts to protect and safeguard the world’s cultural and natural heritage). It is developed through surveys, drawings, analysis and reflections, aimed at deepening the following topics:Urban squares and collective spaces: places of permanence and sharing of cultural and anthropological heritage.Artifice and nature: virtuous and sustainable integration between spontaneous architecture and landscape.Textile craftsmanship and wood carving: the tangible memory of an ancient Greek-Byzantine iconographic tradition.The research highlighted, in the more internal areas, a widespread quality of the buildings. It is a poor and spontaneous architecture, but built in harmony with the landscape. However, we can find the most identity characteristics in artisanal productions: objects of "ethnic design" created on recurrent models in which popular spontaneity intertwines with the unconscious memory of Byzantine iconographic traditions.Among the analysed villages, Roghudi Vecchio – now abandoned – could be a pilot project for the enhancement of the territory and the Grecanica traditions
Il quadro sismotettonico del grande terremoto del 1905
La storia della Calabria è una storia lunga – molto più lunga di quanto qualunque essere umano possa
immaginare, aggiungeremmo noi geologi – di grandi e piccoli terremoti. Catastrofi improvvise e catastrofi
parzialmente annunciate, terremoti improvvisi e isolati e sequenze interminabili che sembravano non voler
lasciare in piedi nulla di questa regione.
Lo spaventoso livello di sismicità della Calabria, di cui qualunque calabrese è testimone almeno
indiretto, è oggi quantomeno ben accertato da ricerche sempre più specialistiche e dettagliate. Due degli
elementi fondamentali per descrivere la sismicità calabrese consistono nello studio dei terremoti del passato e
nello studio della geologia e tettonica di questa regione, riconosciuta da sempre come uno dei luoghi
maggiormente attivi di tutto il Mediterraneo. Questi elementi confluiscono in modelli di pericolosità sismica
(Gruppo di Lavoro MPS, 2004; fig. 1), che puntualmente fotografano una propensione di questa terra a dare
terremoti più forti e più frequenti di quanto non avvenga in qualunque altra zona della penisola.
Questa relazione tenta di tratteggiare sinteticamente questa forte propensione alla sismicità,
muovendosi tra le caratteristiche geologiche della Calabria e la sua poco invidiabile storia sismica. La
relazione si avvale di risultati di ricerche recenti e recentissime, condotte sia presso l’Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia (INGV), sia dalla comunità sismologica nazionale che fa riferimento alle
università. La relazione privilegia ampiamente il materiale iconografico basato su tali ricerche. Per ulteriori
approfondimenti si raccomandano i lettori di consultare il sito Internet dell’INGV (www.ingv.it), che nelle
sue pagine interne offre numerosissime informazioni di facile accessibilità e comprensione.Published181-206ope
Su un inedito disegno per il pulpito della cattedrale di Cosenza di Andrea Maggiore, Niccolò Ciolli e Antonio Grasso
This contribution analyzes a completely unknown 16th century drawing. In the document, the author identifies a lost project for a pulpit in the Cathedral of Cosenza, draw up by Andrea Maggiore, Niccolò Ciolli and Antonio Grasso. The reconstruction of the drawing’s origin is possible thanks to some valuable indications on the document itself. The discovery allows us to re-analyze the personality of Andrea Maggiore, and his first known work, in the context of the Calabrian renaissance.Andrea Maggiore is especially important for the introduction of coloured marble altars in the region. His works are framed in the general phenomenon of the introduction of a new architectural language in southern Italy with an important reference to the role of his clients: a powerful and sometimes foreign cultural élite.Il contributo analizza un disegno del tutto inedito che l'autore ha potuto identificare nel progetto finora ritenuto perduto per il pulpito della cattedrale di Cosenza e attribuire ai toscani Andrea Maggiore, Niccolò Ciolli e Antonio Grasso. L’attribuzione è stata possibile grazie ad alcune preziose indicazioni contenute nel documento che hanno consentito di ricostruirne il preciso ambito di provenienza.Si è così potuta così restituire con completezza la vicenda della prima importante commessa di Andrea Maggiore a Cosenza ampliando la conoscenza della figura dell’autore stesso, già individuato come personaggio cardine del periodo della controriforma calabrese con particolare riferimento all’uso di marmi mischi che sarà così importante a partire dal XVII sec. Il pulpito e l’opera di Andrea Maggiore sono quindi stati inquadrati nel contesto dei rapporti con le committenze e di introduzione dei nuovi linguaggi nel sud Italia e in Calabria
Ricerche archeologiche nel castello di Amendolea a Condofuri (Reggio Calabria). Testimonianze della civiltà materiale
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