4,617 research outputs found

    Sviluppo di metodi di prova a fatica per la riproduzione dei carichi di esercizio su telai motociclistici

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    A seguito di una campagna di acquisizione di dati su strada con uno scooter di piccola cilindrata, i segnali sono stati elaborati e trasformati per realizzare i segnali di comando di due pistoni idraulici per eseguire delle prove a fatica su un banco. Dai segnali sono state calcolate le curve di fatica virtuali del telaio, e realizzato il Peak-Valley. Infine le prove a fatica, definendo così un profilo di carico che riproducesse le sollecitazioni su strada, da applicate ad un telaio prototip

    Il fenomeno della resistenza a fatica

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    Si stima che circa l'80% dei cedimenti dei componenti meccanica è imputabile a fenomeni di fatica; per questo motivo è fondamentale conoscere il comportamento dei materiali quando sollecitati da carichi variabilinel tempo e sapere dimensionare correttamente gli organi meccanici in base alla loro geometria ed alle condizioni di carico previste. In quetso capitolo, dopo una breve introduzione generale sulla fatica, viene descritto l'approccio classico seguito dalla progettazione e nel dimensionamento dei componenti meccanici, basato sullo sforzo e sulla dfeiniizone della resistenza a fatica in base alla curva ampiezza di sforzo-numero di cicli di carico

    Cic1p/Nsa3p is required for synthesis and nuclear export of 60S ribosomal subunits

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    Cic1p/Nsa3p was previously reported to be associated with the 26S proteasome and required for the degradation of specific substrates, but was also shown to be associated with early pre-60S particles and to be localized to the nucleolus. Here we report that Cic1p/Nsa3p is required for the synthesis of 60S ribosome subunits. A temperature-sensitive lethal cic1-2 point mutation inhibits synthesis of the mature 5.8S and 25S rRNAs. Release of the pre-60S particles from the nucleolus to the nucleoplasm was also inhibited as judged by the nuclear accumulation of an Rpl11b-GFP reporter construct. We suggest that Cic1p/Nsa3p associates early with nascent preribosomal particles and is required for correct processing and nuclear release of large ribosomal subunit precursors.</p

    Studio dell'attrezzatura per l'esecuzione di prove sperimentali su elementi soggetti a fatica e a carichi dinamici

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    Progettazione di una struttura di contrasto che con l'ausilio di un attuatore oleodinamico servirà a compiere prove a fatica su elementi strutturali. Studio di vari Metodi di Analisi (Tensioni Nominali, Tensioni di Picco e Hot-Spot) per il dimensionamento a fatica del portale di contrasto. Progettazione preliminare di un portale per prove dinamicheope

    La fatica nei compositi a matrice metallica

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    Nei materiali compositi a matrice metallica (MMC – dall’acronimo inglese metal matrix composites) il fenomeno della fatica è progressivo e si manifesta con la formazione di difetti, in genere alla superficie del provino, che col susseguirsi dei cicli di carico e scarico tendono a propagarsi fino ad interessare tutto il materiale. Normalmente, in condizioni di fatica ad alto numero di cicli, il comportamento di un MMC è migliore di quello della corrispondente lega monolitica poiché il rinforzo ceramico funge da ostacolo alla propagazione delle cricche, ritardandone l’avanzamento. In condizioni di fatica a basso numero di cicli, si possono registrare casi in cui i compositi sono invece penalizzati rispetto alle leghe monolitiche per via del prematuro danneggiamento del rinforzo. In entrambe le condizioni si constata l’importanza fondamentale della omogeneità della struttura e la necessità di controllo durante la sintesi e le lavorazioni del materiale per evitare difettosità che costituiscono poi un facile innesco per le cricche di fatica in esercizio. Va infine considerato che, se da un lato il rinforzo particellare può generalmente ritardare la propagazione delle cricche, per contro, la struttura disomogenea su scala microstrutturale non permette di ottenere condizioni di finitura superficiale ottimali per cui la nucleazione delle cricche che può risultare a volte anticipata. Fra le varie tecniche utilizzate per ovviare a questo aspetto viene descritto a titolo di esempio un metodo basato su rivestimenti sottili di Ti realizzati mediante deposizione per sputtering con lo scopo di ottenere una minore rugosità superficiale

    Approccio energetico per la sintesi del comportamento a fatica di un polipropilene riciclato e caricato

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    Studio del comportamento a fatica di un polipropilene con metodo energeticoope

    Controllo laterale del veicolo in condizioni di fatica passiva del conducente. Esperimenti al simulatore di guida

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    In questa tesi, dopo un’attenta ricerca nella letteratura relativa al fenomeno della fatica alla guida di veicoli stradali, sono stati analizzati gli effetti della fatica passiva mediante esperimenti condotti con l’ausilio di un simulatore di guida. Complessivamente 66 soggetti sono stati invitati a guidare in un ambiente autostradale monotono per circa 50 minuti. Come variabili di osservazione sono state utilizzate la SDLP, la SDSE e ECG.Tutti i risultati hanno confermato fatica passiva.ope

    Studio statico e stima della vita a fatica dell'albero di alternatori industriali

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    openimplementazione script matlab sulla base di conoscenze teoriche acquisite durante il corso di costruzione di macchine per la realizzazione di uno studio statico e della stima della vita a fatica del componente 'albero' di alternatori industriali elettric

    EFFETTO DELLA MICROSTRUTTURA SUL COMPORTAMENTO A FATICA DELLE LEGHE DI ALLUMINIO DA FONDERIA

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    L’utilizzo di getti in lega di alluminio per applicazioni strutturalmente significative sta divenendo sempre più rilevante, in particolare nel settore automotive. Tra le caratteristiche di importanza decisiva per tale tipologia di impieghi, vi è certamente il comportamento a fatica. In questa memoria, una volta definite le principali leghe di alluminio di interesse per la fonderia, vengono passati in rassegna gli aspetti microstrutturali e difettologici che contraddistinguono i getti prodotti con tali leghe. Il ruolo che microstruttura e difetti giocano nel controllare il comportamento a fatica dei getti in lega di alluminio viene quindi descritto con riferimento a differenti tipologie di materiali e di processi produttivi
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