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    Plasticità fenotipica del processo di bud set in un pedigree mappato di Populus nigra L. e caratterizzazione della fenologia in un'associazione di popolazioni europee di P. nigra

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    Dottorato di ricerca in Ecologia forestaleAmong forest trees, poplars are important components of riparian ecosystems and are now accepted by the scientific community as ideal model to study perennial plants. They offer several advantages as a model system, including rapid growth, ease of cloning, prolific sexual reproduction, small genomic size and facile transgenesis. This study has the objective to contribute to the knowledge of the genetic control of bud set (apical bud formation in the fall) in black poplar (Populus nigra). For this purpose the genetic variability and the broad-sense hereditability at individual and genotypic level, have been examined in a full-sib family (POP5) and in different european natural metapopulations of black poplar grown in a common garden experiment. In addition QTLs (Quantitative Trait Loci) analysis for the most discriminative traits of phenotypic variation in POP5 has been done using a genetic linkage map produced using 154 genotypes. The full-sib family was obtained crossing two parents selected in the germplasm collection (DISAFRI – University of Tuscia) from Italian natural populations and divergent for phenology and other adaptive traits. The full-sib family was planted in two sites in central (Viterbo 42°25’N, 12°05’E) and northern Italy (Cavallermaggiore 44°42’N, 07°40’E). The european natural populations were sampled in 4 different countries and 814 genotypes, from 14 metapopulations were planted in a common garden study in Northern Italy (Savigliano 44°36’N, 07°37’E). A randomized block design was defined for the establishment of the experimental plantations in each site. Six complete blocks were used with one replicated genotype randomly assigned to each block. The phenological study has been realized on the basis of a protocol designed to monitor six crucial phenological phases of bud set in black poplar. Data analysis have allowed to decompose the contribution of the different phases to the dynamics of bud set. Results showed that the onset of growth cessation is a quantitative trait under strong genetic control. Night length is the most important signal triggering the physiological process, but the role of other environmental factors such as temperature increase during the process. Taking advantage of two contrasting experimental sites a considerable role of GxS interactions has been found in all the different phenological phases and the low temperature seems to influence the sensitivity of some more plastic genotypes. The large number of QTLs mapped in the POP5 genetic map, each one characterized by small or modest effect, highlighted the complex nature of traits involved in the apical bud formation-maturation process.Tra le specie forestali i pioppi risultano essere un’importante componente degli ecosistemi ripariali e sono ad oggi accettati dalla comunità scientifica come modello ideale per lo studio delle piante perenni. Per tale scopo questo genere offre molti vantaggi come il rapido accrescimento, la facilità di clonazione, la semplice riproduzione gamica, un genoma di dimensioni ridotte e un’agevole produzione di organismi transgenici. L’obiettivo di questo lavoro è contribuire alla conoscenza del controllo genetico del bud set (formazione della gemma apicale autunnale) in pioppo nero (Populus nigra L.). A tale scopo sono state esaminate la variabilità genetica e l’ereditabilità in senso lato, a livello individuale e genotipico, in una famiglia full-sib di pioppo nero (POP5) e in differenti metapopolazioni europee della medesima specie cresciute nello stesso impianto sperimentale (common garden). In POP5 sono stati inoltre mappati i QTLs (Quantitative Trait Loci) limitatamente ai caratteri maggiormente discriminanti della variabilità fenotipica sulla base di una mappa genetica prodotta utilizzando 154 genotipi. La famiglia full-sib è stata ottenuta dall’incrocio di due parentali divergenti per fenologia ed altri caratteri adattativi e selezionati in una collezione di germoplasma (DISAFRI – Università della Tuscia) composta da popolazioni naturali raccolte in Italia. La famiglia full-sib è stata piantata in due siti, rispettivamente nell’Italia centrale (Viterbo 42°25’N, 12°05’E) e settentrionale (Cavallermaggiore 44°42’N, 07°40’E). Le popolazioni europee sono state raccolte in 4 differenti Paesi e 814 genotipi, provenienti da 14 metapopolazioni, sono state piantate nello stesso sito sperimentale dell’Italia settentrionale (Savigliano 44°36’N, 07°37’E). In ciascun sito è stato definito un disegno sperimentale a blocchi randomizzati. Sono stati utilizzati sei blocchi ed una replica di ciascun genotipo è stata assegnata casualmente a ciascun blocco. Lo studio fenologico è stato condotto sulla base di un protocollo realizzato allo scopo di monitorare sei specifiche fasi fenologiche caratterizzanti il bud set in pioppo nero. L’analisi dei dati ha permesso di scomporre il contributo delle differenti fasi nella dinamica del bud set. I risultati hanno mostrato che l’innesco della cessazione dell’accrescimento è un carattere quantitativo caratterizzato da un forte controllo genetico. La lunghezza della notte risulta essere il segnale più importante nell’innesco del processo fisiologico, ma il ruolo di altri fattori ambientali come la temperatura aumenta durante il processo. Grazie alla possibilità di studiare due siti sperimentali contrastanti si è potuto constatare un ruolo considerevole dell’interazione GxS in tutte le diverse fasi fenologiche e la bassa temperatura sembra influenzare la sensibilità di alcuni genotipi più plastici. L’alto numero di QTLs mappati nella mappa genetica di POP5, ciascuno caratterizzato da un basso o modesto effetto, sottolineano la complessa natura dei caratteri coinvolti nel processo di formazione-maturazione della gemma apicale

    Il fiore e la biologia fiorale

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    Realizzato nell'ambito del progetto "Ricerca ed Innovazione per l'Olivicoltura Meridionale", finanziato dal MiPAAFFloral biology includes the series of processes which leads buds to evolve into flowers and fruits. Improving the knowledge on floral biology in olive is important both for scientific understanding and for practical reasons, since optimizing these applications results in better fruit yield. These processes are: induction (the conversion of vegetative to inflorescence buds), differentiations (the actual formation of flower parts in the bud), floral formation (the formation and evolution of the inflorescence and the flowers after bud brake), flowering (timing, flower types, andromonoecy), pollination, fertilization and compatibility, ovary abortion, fruit set. This papers describes all these steps and discusses the most recent knowledge on olive floral biology, including some recent theories like the “aging” theory, for which a minimum aging of the meristematic apex is necessary to allow floral induction and differentiation, and the “competition” theory, for which the greater competition for resources among flowers in cultivars with larger flower and fruit sizes, explains the greater ovary abortion and reduced fruit set in such cultivars. Finally, the very low fruit set and the apparently redundant flowering in olive is explained in evolutionary terms (mail fitness). The paper ends with concluding remark and practical suggestions for improving fruit yield, and provides answers to frequently asked questions

    TRACEABILITY OF FOUR EUROPEAN PROTECTED GEOGRAPHIC INDICATION (PGI) BEEF PRODUCTS USING SINGLE NUCLEOTIDE POLYMORPHISMS (SNP) AND BAYESIAN STATISTICS

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    The use of SNPs in combination with Bayesian statistics for the geographic traceability of cattle were evaluated using a dataset comprising 24 breeds from Italy,France,Spain, Denmark, the Netherlands,Switzerland and UK genotyped with 90 polymorphic markers. The percentage of correct assignment of the individuals to their Country of origin was 90%, with an average assignment probability of 93% and an average specificity of 92%. The higher value was observed for UK breeds (97% of correct assignment) while Swiss animals were the most difficult to allocate (77% of correct assignment). Tracing of Protected Geographic Indication (PGI) products, the approach correctly assigned 100% of Guaranteed Pure Highland Beef; 97% of “Vitellone dell’Appennino Centrale” breeds; 84% of Ternera de Navarra, and 80% of Boeuf de Chalosse. Methods to verify Products of Designated Origin (PDO) and Protected Geographic Indication (PGI) products will help to protect regional foods and promote the economic growth of marginal rural areas by encouraging the product on of high quality niche market foods

    In margine all’intervento di Laura Palmieri. Problematiche conservative nell’arte contemporanea: tecniche “non tradizionali” e test di laboratorio

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    In questa breve relazione vengono evidenziati alcuni concetti importanti legati alla conservazione dei materiali dell’arte contemporanea e viene presentata una piccola, ma significativa, sperimentazione che ha fornito all’artista un supporto al suo lavoro. In primo luogo si è voluto sottolineare che lo studio del comportamento nel tempo dei prodotti commerciali impiegati nelle tecniche artistiche e nella conservazione è molto importante e dovrebbe costituire una prassi che però a tutt’oggi non è certamente consolidata. Inoltre, accanto al controllo della stabilità dei materiali sia pittorici che per la conservazione, dovrebbe porsi l’operazione di monitoraggio nel tempo degli stessi una volta applicati, soprattutto se si tratta di tecniche e modalità sperimentali; ma anche questa operazione, sicuramente non semplice, è tutt’altro che una prassi consolidata. Pertanto ci si augura che l’esperienza condotta possa essere servita sia ai tirocinanti come esempio di metodologia di lavoro ma anche al lavoro di Laura Palmieri e alla conservazione della sua opera

    Indicatori sull’indipendenza (in apparenza) del revisore contabile: il caso della prestazione di servizi non di revisione

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    In the European framework set up by the Directive 2006/43/CE and adopted in Italy with the Legislative Decree (D. Lgs.) No. 39/2010, the issue of auditor independence is confirmed among the key topics for the credibility of the statutory auditing function and, as a consequence, for the reliability of financial statements. Starting from the distinction between auditor independence in fact and in appearance, this paper analyses the regulatory policy aiming at increasing the disclosure on the auditor-client relationship. Disclosure about this relationship can contribute to the knowledge of potential conflict of interest that in turn can impair auditor independence. In this context,a specific relationship has been empirically investigated: the provision of non audit services to the audit client by the incumbent auditor. Our analysis shows that the mandatory disclosure of fees for audit and non-audit services as initially required in 2007 by the Italian regulation significantly reduced the ratio of non-audit fees to total fees from 2007 to 2008 for Italian firms. It appears that the regulation did make a significant impact by reducing the non-audit services provided by incumbent auditors.Nel quadro europeo delineato dalla Direttiva 2006/43/CE adottata in Italia con il D. Lgs. n. 39/2010, il tema dell’indipendenza del revisore legale dei conti si conferma come pietra miliare per la credibilità della funzione di revisione contabile e, di conseguenza, per il contributo all’attendibilità dell’informativa di bilancio rivolta al pubblico. Partendo dalla distinzione tra indipendenza di fatto e in apparenza, la presente ricerca si focalizza sulla politica regolamentare tendente ad aumentare la trasparenza nei bilanci aziendali con riferimento ai rapporti tra azienda e revisore contabile. La lettura di tali relazioni può contribuire nella conoscenza di potenziali conflitti di interesse che possono compromettere l’indipendenza del revisore. Una particolare relazione osservata nella presente indagine è la prestazione di servizi aggiuntivi da parte del revisore incaricato della revisione legale dei conti. L’analisi dimostra che l’obbligo di pubblicare i compensi per servizi di revisione e non di revisione ha avuto un impatto significativo sulle società italiane quotate con più alta capitalizzazione: l’indice dei servizi non di revisione è diminuito significativamente dal 2007 al 2008. Di conseguenza, la pubblicazione di informazioni relative alla relazione tra revisore e azienda controllata può svolgere un ruolo nel limitare situazioni che possono compromettere l’indipendenza (in apparenza) del revisore

    Validation of DNA-barcoding as an efficient tools of species resolution in italian conifers

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    Dottorato di ricerca in Scienze e tecnologie per la gestione forestale e ambientaleIl DNA barcoding è una metodica molecolare sviluppata per l'identificazione di identità biologiche, con la quale è possibile ottenere un nuovo tipo di catalogazione e definizione degli organismi viventi attraverso l'analisi di variabilità di una piccola sequenza nucleotidica, estrapolata dal genoma. Il barcoding si propone come un’estensione della tassonomia classica consentendo di caratterizzare una specie vivente utilizzando come sistema di riferimento oggettivo, la molecola del DNA. Gli alberi, componenti centrali degli ecosistemi forestali, costituiscono parte integrante della diversità estetica e culturale di ogni paesaggio. Le conifere rappresentano più del 39% della copertura forestale mondiale e hanno sia una grande importanza ecologica, in quanto componenti dominanti di numerosi biomi terrestri, che economica per la lavorazione del legno e la produzione di carta. L’applicazione della tecnica del DNA-barcoding alle conifere attualmente ha ottenuto scarsi risultati a causa della difficoltà legata all’individuazione della giusta combinazione di marcatori barcode. In questo lavoro, quattro diverse candidate regioni barcode (trnh-psba, rbcL, rpoc1, matK) sono state testate per valutarne l’efficacia nel discriminare le specie di conifere italiane, nella prospettiva di un’indagine più ampia sulla biodiversità forestale. L'obiettivo è stato quello di “catalogare” sotto forma di sequenze di DNA specie-specifiche la diversità biologica consentendo, anche a chi non opera nel settore, l’identificazione sicura degli esemplari campionati. Un’accurata ricerca bibliografica ha consentito di individuare e campionare 62 individui appartenenti a 25 specie di conifere, presenti sul territorio italiano. Il successo di discriminazione dei taxa è stato verificato mediante tre differenti approcci: quello delle distanze genetiche inter- intraspecifiche, quello di similarità e l’approccio filogentico, con il quale è stato possibile anche calcolare la percentuale di monofilia delle specie. La coppia rbcL+trnH-psbA ha evidenziato un successo di discriminazione pari al 100%, candidandosi come combinazione barcode ideale in termini sia di efficacia che di universalità. In particolare dai risultati è emerso che frequenti sono per le conifere situazioni di barcoding gaps consistenti, di monofilia statisticamente ben supportata e di diversità intraspecifica conforme ai patterns regionali. In conclusione, il database ottenuto fornirà un importante strumento identificativo e conoscitivo per le specie di Conifere italiane siano esse native, naturalizzate o ornamentali. Le informazioni genetiche raccolte saranno utili non solo ad approfondire studi sulla biodiversità forestale e sulla filogenesi dell’ordine Pinales, ma anche a fornire indicazioni concrete per interventi di gestione forestale sostenibile.DNA barcoding is a technique for characterizing species of organisms using a short DNA sequence from a standard and agreed-upon position in the genome. It differs from molecular phylogeny in that the main goal is not to determine classification but to identify an unknown sample in terms of a known classification. Forests play a crucial role in self-sustaining of natural ecosystems and human environment at both local and regional scales. Conifers constitute over 39% of the world’s forests and are highly exposed to threats and exploited at high frequency. They have an urgent need to be identified through DNA barcodes, but received little attention up to date. Currently, conifer DNA barcoding is greatly impeded by low rates of successful species identification and a lack of consensus on the selection of markers. We examined whether four marker regions (trnh-psba, rbcL, rpoc1, matK) matched conifer species taxonomy in a practical biodiversity survey of Italian forested land. Our objective was to provide a test of future in situ applications of DNA barcodes by evaluating the efficacy of species discrimination under the criteria of uniformity of methods and natural co-occurrence of the species. Twenty-five conifer species (62 individuals) were included in a floristic study based on regional sampling. Methods based on genetic distances, similarities and phylogeny were used to assess identification of taxa and species monophyly. We obtained 100% total discrimination success, with rbcL+trnH-psbA as the suggested two-locus barcode in terms of efficiency and universality. Consistent barcoding gaps, supported monophyly and regional patterns of diversity were evidenced in most cases. It’s possible to conclude that the time is ready for the application in practice of barcoding campaigns at national levels: the conifers national database recovered can be efficiently used to compile biodiversity surveys in local floras and can be easily repeated even by non-taxonomist specialists, for identification of native, naturalized or ornamental species. The dataset of conifers DNA sequences achieved, may have relevant outcomes for future studies and applications in forest ecosystems, such as in the advancement of community ecology studies and local biodiversity surveys

    Convenzione europea dei diritti delluomo e diritto comunitario

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    Giovanna Rabitti, italianista: una esperienza di ricerca troppo breve

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    Si ricostruisce la personalità intellettuale, e senza trascurare il profilo umano, di Giovanna Rabitti (Piacenza 1956- Firenze 2008), Ricercatrice e docente universitaria, allieva di Lanfranco Caretti, prematuramente scomparsa. Un sommario riesame della produzione scientifica della studiosa, principalmente ma non esclusivamente centrata sulla poesia lirica e altri generi del sec. XVI, la individua come figura rappresentativa della costante affidabilità di un metodo di studi filologico-critici, tra ecdotica, variantistica e interpretazione, elaborato nel medio e tardo Novecento; tale metodo può oggi valere anche come mezzo di contrasto alla banalizzazione degli studi letterari e alla elementarietà della comunicazione verbale. Si fanno inoltre considerazioni sulle attuali gravi difficoltà nell’accesso alla carriera universitaria e nella pratica dell’alta cultura di stampo umanistico

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