Archivio Aperto di Ateneo
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Modularità e affidabilità negli azionamenti elettrici per interruttori ad alta tensione
In questo lavoro di ricerca è stato analizzato un azionamento elettrico per motori trifase a magneti permanenti, di tipo MMC, applicato come comando per gli interruttori ad alta tensione HVCB e avente un design di tipo orientato all’affidabilità (DFR – Design For Reliability).
Un azionamento elettrico tradizionale, utilizzato come base di partenza per le successive analisi, è stato studiato sotto il profilo dei componenti che lo compongono ed è stata fatta una stima di quali di essi possano essere elementi critici che ne possano inficiare la prestazione o lo stesso funzionamento per il quale è stato pensato. Sono state introdotte e descritte le camere di interruzione per HVCB e sono state raccolte informazioni sulla progettazione di tipo affidabile (DFR), dove sono stati definiti e descritti gli attuali metodi di analisi predittiva del guasto e usura dei componenti elettronici in generale.
E’ stato sviluppato e analizzato il modello di simulazione dell’azionamento elettrico tradizionale, dettagliato nel suo complesso, comprendente l’elettronica di potenza, il motore PMSM e il sistema di controllo. Il carico meccanico è stato ipotizzato e dimensionato per l’applicazione specifica prevista e alcune prove sono state eseguite su di un prototipo da laboratorio, con lo scopo di poter validare, successivamente, tramite test sperimentali eseguiti sull’interruttore HVCB al quale è stato applicato, l’azionamento e il suo modello di simulazione.
Sono stati applicati i modelli di calcolo predittivo sugli elementi critici dell’azionamento e i risultati sono serviti come base per giustificare lo sforzo nella ricerca di topologie innovative, come nel caso del nuovo convertitore modulare MMC, introdotto nel presente lavoro. Gli elementi critici, sotto il profilo dell’affidabilità, sono stati resi ridondanti e modulari, grazie alle caratteristiche del convertitore MMC e con lo scopo finale di poter aumentare la robustezza del sistema.
E’ stato sviluppato un ulteriore modello di simulazione completo del convertitore MMC, nel medesimo modo di quanto fato per l’azionamento tradizionale e ne sono stati confrontati i risultati con quelli ottenuti tramite il modello di simulazione validato sperimentalmente in precedenza. Si è quindi potuto confrontare le prestazioni dei due convertitori applicati sul medesimo carico, al fine di validare il dimensionamento fatto per i nuovi componenti del convertitore modulare e le prestazioni di quest’ultimo, nel suo complesso.
Le simulazioni di anomalie arbitrarie ai componenti del circuito di potenza del nuovo convertitore MMC, soddisfa pienamente le aspettative di affidabilità ricercata, permettendo di mantenere il sistema operativo e funzionante, anche in condizioni di guasto ad uno degli elementi interni del convertitore. L’utilizzo di un azionamento elettrico con topologia modulare, permette, inoltre, di poter sfruttare le proprie componenti in maniera continuativa, escludendone automaticamente quelle difettose dal circuito ed evitando di dover realizzare complesse strutture ridondanti per ottenere il medesimo risultato
Il rischio della fiducia. Abuso, rimedi, prospettive applicative ed attuali del negozio fiduciario
La presente indagine dottorale muove dal tentativo di delineare uno schema concettuale della fiducia, tout court intesa, adattabile alla realtà dei casi pratici, nonché alla dinamicità delle nuove e future applicazioni che possano profilarsi in tema di negozi fiduciari, valorizzando, vieppiù, il profilo rimediale riconducibile a diverse soluzioni che l'ordinamento offre per figure affini.
Si pensi, ad esempio, ad alcune impostazioni ermeneutiche, che propongono l'accostamento del negozio fiduciario alla figura del contratto simulato.
Tant'è che proprio questa tesi, elaborata dal Professore Aurelio Gentili, ricostruisce il rapporto tra le due figure contrattuali in commento in termini di “identità di situazioni”, facendo coincidere il piano rimediale con quello della natura del diritto oggetto del contratto ed arriva ad affermare che la proprietà fiduciaria sia finta e quindi simulata, sancendo l'identità anche sul piano della struttura tra le due fattispecie, oltre che in ordine all'applicazione dei rimedi propri del contratto simulato.
Il problema del rischio della fiducia, dunque, risolto in tali termini finisce poi per essere riconsiderato alla luce di un'altra particolare teoria, elaborata dalla giurista Mirzia Bianca, della fiducia c.d. “attributiva”, intesa quale trasferimento pieno del diritto al fiduciario. Essa corrisponde solo in parte al tradizionale modello della fiducia romanistica, caratterizzandosi sotto il profilo funzionale per la specifica predisposizione di rimedi a tutela del fiduciante, in modo da rendere meno evidenti i limiti posti nell'attuale sistema ordinamentale.
In particolare, in tale lavoro dottorale si è cercato di sviluppare quanto più possibile e compatibilmente alla coerenza dell'ordinamento civilistico, l'ottica rimediale della fiducia che risolverebbe il problema dell'aspetto patologico del negozio fiduciario, attraverso l'applicazione di meccanismi endogeni al sistema, ovvero già previsti e disciplinati dal codice civile e dalle leggi speciali.
In dottrina si ammette, infatti, non solo l'impiego degli articoli dettati in ordine al contratto di mandato e dello strumento previsto all'art. 2932 c.c., ma anche l'estensione dell'art. 103 della legge fallimentare e la possibile applicazione analogica delle norme sulla separazione patrimoniale, dettate in tema di società fiduciarie. Attualmente, alcuni autori risolvono, inoltre, il problema dell'alienazione infedele a terzi, ricorrendo all'art. 2645 bis c.c., anche se la giurisprudenza prevalente continua ad attestarsi su posizioni di inammissibilità riguardo detta soluzione.
Le accennate considerazioni, che non hanno valore esaustivo dei rimedi offerti dall'ordinamento contro l'abuso della fiducia ma presentano una portata solo esemplificativa, vanno, dunque, a
confermare quella tendenza che sostiene la vitalità del contratto fiduciario, anche in termini di configurabilità di un nuovo rapporto tra struttura e funzione del negozio. Riflessioni queste che si ricollegano, altresì, al contenuto precettivo di cui all’art. 2645 ter c.c., rendendo più operativa la norma sui negozi di destinazione. In particolare, la tesi che qui si va sostenendo si colloca sulla scia di una scelta interpretativa, che supera la visione strutturale ed offre una visione funzionale del negozio fiduciario, volendo guardare all'ordinamento non attraverso l'introduzione di un negozio tipico, ma prendendo in prestito la nozione di causa in concreto, in termini di causa fiduciae finale dell'intera “operazione economica”, stabilita dalle parti in funzione dell'affare. Il lemma “operazione economica”, in tale sede, si riferisce esclusivamente ad una attività ermeneutica che si pone a vantaggio dell'operatore giuridico, laddove venga sottoposta al suo vaglio una pluralità di negozi, con correlativa molteplicità di cause giustificative, che tuttavia siano funzionali ad un unico affare. In particolare, il concetto di operazione economica inciderebbe sulla individuazione della causa fiduciae, in termini di causa in concreto, attribuendo una diversa valenza al pactum fiduciae, in quanto, collegando allo stesso un vincolo di destinazione, il patto potrebbe essere soggetto a trascrizione. Si pone, allora, un collegamento funzionale fra trasferimento e fine fiduciario o tra trasferimento e destinazione patrimoniale, atteso che il fine si atteggia come dominante e sovraordinato al trasferimento stesso
Nachträglichkeit : il contributo della psicoanalisi alla definizione di una filosofia del processo
Il nostro lavoro è uno studio filosofico sulla nozione psicoanalitica di Nachträglichkeit, termine inventato da S. Freud e tradotto generalmente in italiano con “posteriorità”, “retroattività” e “azione differita”. Si tratta di un concetto che permette di ripensare a fondo lo statuto della temporalità e della causalità psichiche e di farlo coerentemente con quelli che sono gli assunti fondamentali della filosofia del processo. La nostra lettura della nozione freudiana è infatti mediata dalla riflessione di H. Bergson, W. James, A. N. Whitehead e G. Deleuze. Il tentativo è quello di ascrivere Freud a una linea di pensiero interna e minoritaria della tradizione filosofica occidentale, linea che coincide con la filosofia del processo. In questo senso, dopo una prima sezione in cui si illustra lo status quaestionis relativo alla traduzione del termine tedesco nelle diverse lingue e, a seguito di due sezioni centrali dedicate alla raccolta di materiali testuali freudiani, nella quarta e ultima sezione del lavoro è descritta, nelle sue linee essenziali, quella che proponiamo di definire come la metapsicologia del processo di Freud
The Relevance of Trade Imbalances within the European Monetary Union
The inception of the single currency was expected to make balance of payments
irrelevant among Euro area members. This is why during the first ten years of
EMU both academic and political debates disregarded the widening of trade
imbalances among its members. The eruption of the financial crisis in 2008
changed the attitude towards this issue and the persistence of trade imbalances
became source of growing concern. Owing to a substantial lack of clarity in the
debate, the aim of this research is to fill the gaps of this discussion and answer
the question whether, and eventually why, trade imbalances should matter even
in the European Monetary Union
Strongly correlated electron materials: A core level photoelectron spectroscopy investigation
This thesis work is dedicated to the investigation of electron correlation in 3d and 4d transition
metal systems by means of core level photoelectron spectroscopy (PES). Although conventional PES
is widely recognised as a standard tool for the study of the electronic structure of materials, it is
somewhat limited by its intrinsic surface sensitivity. In fact due to e ects such as symmetry breaking
and contamination the properties of surfaces of the samples are not always representative of the
properties of the bulk. While this has allowed to establish PES as one of the leading techniques in the
eld of surface science, it has also become an obstacle for applications where it is necessary to probe
the real electronic properties of the bulk of the materials, not to mention study the complicated
interplay between degrees of freedom which is at the base of electron correlation. These di culties
have however been overcome by performing PES with photon energies in the so-called hard X-ray
regime ( h! > 2 keV), which allows to probe several hundreds of angstr om of the materials from
the surface, to be compared to the few tens of angstr om of standard PES. This technique has
been dubbed hard X-ray PES (HAXPES), and its development has been made possible thanks
to the buildout of dedicated undulator based beamlines at third generation synchrotron radiation
facilities.
When applied to strongly correlated materials such as 3d transition metal oxides, HAXPES has
provided a wealth of information about bulk electron correlation, which is mainly manifested by the
identi cation of a class of low binding energy satellites which was known only in the soft X-ray spectra
of 4d transition metal elements. In the case of 3d materials, these peaks are particularly intense
and resolved in the 2p core level spectra of the transition metal element in the compound. These
features have been extensively studied on transition metal oxides and more recently on diluted
magnetic semiconductors: it has been proved that they are related to the conduction and magnetic
properties and undergo signi cant changes in intensity when crossing transition temperatures
(metal-insulator transition and/or magnetic order transition).
Since these peaks seem to be particularly sensitive to the macroscopic conditions of the materials
(temperature, conduction state, magnetic order, ...), people have started to wonder whether the
presence (or absence) of these peaks in the measured spectra could be used as a sort of spectroscopic
\ ngerprint" of metallic character in systems close to the metal-insulator transition and/or to
evaluate the quality of samples produced for device implementation. However, since it has also
been proved that these peaks are present in spectra measured with su ciently high photon energy,
which in turn means only when a certain thickness of material is probed, it is important to put
some constraints on the values of this \critical thickness" on di erent class of strongly correlated
materials.
This thesis work addresses such an issue: by exploiting the broad photon energy range (800 eV
h! 6000 eV) available at the I09 beamline of the Diamond synchrotron radiation facility (Didcot,
United Kingdom), we have been able to study the photon energy dependence of a low binding energy
peak in the photoemission spectrum of Mn 2p on Ga1 xMnxAs and La1 xSrxMnO3 samples. In
both systems a well resolved and intense extra-peak can be observed in the Mn 2p core level
spectrum measured at the highest available photon energy. We are able to demonstrate that the
extra-peak contribution to the total amplitude of the Mn 2p spectrum decreases monotonically when
the energy of the probing photons is reduced. This behaviour has been interpreted by assuming
the existence of a layer of material close to the surface where the screening channel associated to
the extra-peak is suppressed with respect to the bulk. This slab in which the extra-peak is absent
attenuates the signal coming from the \substrate": by considering a simple exponential attenuation
of the intensity of the satellite, an estimation of the thickness of this layer can be obtained. This
type of analysis has revealed that in manganites the attenuating layer is signi cantly thicker with
respect to Ga1 xMnxAs.
A similar experiment has been carried out also on Ru 3d spectrum of rutile RuO2, a 4d transition
metal oxide. In this case the low binding energy feature is the main feature of the spectrum
already at photon energies in the soft X-ray regime, although our measurements show clearly that
the relative intensity with respect to the rest of the lineshape evolves as a function of the photon
energy.
Finally, we present what is to our knowledge the rst example of infrared pump-hard X-ray probe
experiment on the extra-peak of the Mn 2p3=2 spectrum from La1 xSrxMnO3, performed at the
BL19LXU beamline of the SPring-8 light source (Hyougo, Japan). The measurements show a clear
reduction of the contribution of the extra-peak to the total area of the spectrum on the time scale of
several hundreds of ps. Such experiment can rekindle the interest towards time-resolved HAXPES,
which could bene t of the unique characteristics of the light produced at X-ray free electron lasers
(XFELs), both in terms of photon
ux (HAXPES experiments are particularly photon \hungry")
and pulse duration (as small as few tens of fs) to extract dynamical information at the time scales
typical of electronic processes. In order to perform such experiments at XFEL facilities, a new
class of electron spectrometers will be needed to be designed and built, instruments capable of
detecting in a pulse-by-pulse fashion, high intensity photoelectron beams with good time (< 1 ns)
and energy ( 100 meV at several keV kinetic energies) resolution. In this thesis, we have addressed
this issue by studying through electron trajectory simulations the behaviour of two di erent types
of time-of-
ight (TOF) electron spectrometers suitable for time-resolved HAXPES at the European
X-ray Free Electron Laser (EXFEL), a fourth generation synchrotron radiation light source which
is currently under construction at Hamburg, Germany. A cylindrical lens with six separately biased
electrodes and a spherical re
ector based on tow concentric hemispheres and ten guard rings have
been simulated with the SIMION R
software. Our results showed that the cylindrical lens can
o er a wider angular acceptance with respect to the spherical mirror, while the latter can suppress
undesired energies more e ciently and displays resolving power one order of magnitude larger than
the former
Design of metamaterial-inspired electrically small active radiating elements
In this thesis, we present a detailed description of the work and the results achieved
on the research for the study of innovative active electromagnetic components and
radiating microwave components metamaterial-inspired, which can be easily integrated
in practically realizable systems for industrial application.
First, we analyze the use of non-Foster active circuits to obtain a widening of the
operating bandwidth of devices based on metamaterials (MTMs); in particular we present
study and realization of a demonstrator NIC (Negative Impedance Converter) compact,
high integration and low cost, made of printed circuit with discrete components in SMD
(Surface Mount Technology). The non-Foster circuit is designed by using only real
components and the stability of the entire system is properly evaluated.
Then we explore the possibility to generate an electromagnetic field with a non-zero
orbital angular momentum (OAM) using a single patch antenna. In particular, we report
an analytical study of a circular patch antenna in order to show that a circular polarized
TMnm mode generates an OAM of order n-1. Then, we design an elliptical patch antenna
that radiates a circular polarized electromagnetic field with OAM of the first order.
Third, we propose a new class of horn antennas with integrated MTM-inspired filtering
modules. In particular, we present some horn antennas that, depending on the used
resonant inclusion, show a band-pass or band-stop filtering and polarization transformer
behavior.
Afterward, we present some radiating elements based on the use of MTM-inspired
resonant inclusions. As an example, we propose a compact antenna for Wi-Fi application
consisting of two orthogonal parasitic meandered monopoles and a driven bow-tie.
Finally, we show that properly designed mantle cloaks, consisting of patterned metallic
sheets placed around cylindrical monopoles, allow tightly packing the same antennas
together in a highly dense telecommunication platform. Our experimental demonstration
is applied to the relevant example of two cylindrical monopole radiators operating for 3G
and 4G mobile communications
Intervento al Colloquio Internazionale di Trieste "La cooperazione universitaria. Bilancio e prospettive delle esperienze. Europa-Paesi in via di sviluppo"
Intervento della Prof.ssa Tedeschini Lalli al Colloquio Internazionale dal titolo "La cooperazione universitaria. Bilancio e prospettive delle esperienze. Europa-Paesi in via di sviluppo", tenutosi a Trieste nel 1985.Prof. Tedeschini Lalli kaalinta ay ka qaadatay shirka Caalamiga ee halkudheggiisi ahaa " iskaashiga jaamacadeed. Qiimaynta iyo rajada waaya-aragnimo. Horumarka dalalka Yurub", oo lagu qabtay Trieste sannadka 1985.Prof. Tedeschini Lalli contribution at the International Meeting "University cooperation. Evaluation and prospects of the experience. Europe-Developing countries", held in Trieste in 1985
Ipotesi di collaborazione tra l'Università Nazionale Somala e l'Università di Roma: lettera della Prof.ssa Tedeschini Lalli
Lettera a firma della Prof.ssa Tedeschini Lalli in cui si avanza un'ipotesi di collaborazione tra l'Università Nazionale Somala e l'Università di Roma, La Sapienza.Waraaq ay qortay Prof. Tedeschini Lalli halkaasoo ay ku soo jeedisay fikrad ah in la sameeto iskaashi u dhexeeya Jaamacadda Ummadda Soomaaliyeed iyo Università di Roma, La Sapienza.Letter written by Prof. Tedeschini Lalli in which she proposes an hypothesis of collaboration between the Somali National University and the University of Rome, La Sapienza
Somalia Italiana Mogadiscio – Panorama
Image taken from the website "Mogadishu: Images from the past" (https://mogadishuimages.wordpress.com/) and included in the Somali Archive with the permission of the owner of the collection, Mr. Davies.Sawir laga soo qaatay mareegta "Mogadishu: Images from the past" (https://mogadishuimages.wordpress.com/), waxaana lagu biiriyay Kaydka af Soomaaliga, kaddib markii oggolaasho laga helay qofka diyaariyay oo ah Rick Davies.Immagine tratta dal sito "Mogadishu: Images from the past" (https://mogadishuimages.wordpress.com/) e inclusa nell'Archivio Somalia con il consenso del curatore della collezione Rick Davies
Mercato di Mogadiscio
Image taken from the website "Mogadishu: Images from the past" (https://mogadishuimages.wordpress.com/) and included in the Somali Archive with the permission of the owner of the collection, Mr. Davies.Sawir laga soo qaatay mareegta "Mogadishu: Images from the past" (https://mogadishuimages.wordpress.com/), waxaana lagu biiriyay Kaydka Soomaaliya, kaddib markii oggolaasho laga helay qofka diyaariyay oo ah Rick Davies.Immagine tratta dal sito "Mogadishu: Images from the past" (https://mogadishuimages.wordpress.com/) e inclusa nell'Archivio Somalia con il consenso del curatore della collezione Rick Davies