Archivio Aperto di Ateneo
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Good leadership
Buuggani wuxuu sharraxaad ka bixinayaa sida kor loogu qaadi karo xirfadda hoggaamiyeed iyo meelaha ay ka liitaan hoggaamiyeyaasha.Analizzando i punti deboli e i difetti comuni delle figure carismatiche, il volume spiega come migliorare l'arte della leadership.Analyzing the common weaknesses and defects of the charismatic figures, the volume explains how to improve the art of leadership
Debating Somali Identity in a British Tribunal: The Case of the BBC Somali Service
This essay presents a British court case to illustrate the arguments of two competing schools of thought about the nature of Somali political identity: one that defines Somali political conflict as traditional clanism and its opposite, which contests the conflation of political discord with genealogical
differences.Qoraalkani wuxuu ka hadlayaa arrin maxkamadeed oo ku dhacday Ingiriiska si loo muujiyo laba fikradood oo ku saabsan dabeecadda dhabta ah ee siyaasadda soomaaliyeed: fikrad waxay muujinaysaa in dhibaatada siyaasadda soomaaliyeed ay salka ku hayso qabyaaladda soo jireenka ah, midda kalena waxay aaminsantahay in aan xiriir ka dhexeynin khilaafaadka siyaasadeed iyo kala duwanaanta abtirsimaha.Questo articolo presenta un caso giudiziario britannico per illustrare le due principali scuole di pensiero sulla natura dell'identità politica somala: da una parte chi definisce il conflitto politico somalo come clanismo tradizionale e, dall'altra, chi contesta la corrispondenza tra disaccordo politico e differenze genealogiche.Document provided by Bildhaan, Digital Commons at Macalester College.Dokumentigan waxaa dadka u soo bandhigay Bildhaan, Digital Commons ee jaamacadda "Macalester College".Documento messo a disposizione da Bildhaan, Digital Commons del Macalester College.Link: http://digitalcommons.macalester.edu/bildhaan
Along the Milky Way: Marketing Camel Milk in Puntland, Somalia
By investigating the nature and the dynamics of camel milk production and commercialisation, this article explores their impacts on society as well as on local livelihoods in the Somali context.Qoraalkaani oo baaraya dabiicadda iyo waxsoosaarka caanaha geela iyo ka ganacsigooda, wuxuu u dhabbagalay sida ay arrintani saamayn uga yeelanaysa bulshada soomaaliyeed.Indagando la natura e le dinamiche della produzione di latte di cammello e relativa commercializzazione, questo articolo esplora il loro impatto sulla società e sui mezzi di sussistenza locali nel contesto somalo
A high resolution spatial population database of Somalia for disease risk mapping
The article investigates the possibility of creating a data collection system in an unstable environment like Somalia to estimate the incidence of infectious diseases in order to improve the reconstruction of the health sector.Maqaalku wuxuu baarayaa sidii lagu samayn lahaa nidaam lagu ururiyo daatooyinka meel aan xasillooneen sida Soomaaliya, si loo qiyaaso saamaynta cudurrada laysu gudbiyo, loona hagaajiyo qaybta caafimaadka.L'articolo indaga sulla possibilità di creare un sistema di raccolta dati in un contesto instabile come quello somalo per stimare l'incidenza di malattie infettive al fine di una migliore ricostruzione del settore sanitario
Caratterizzazione del modello murino transgenico sovraesprimente la spermina ossidasi (SMO)
Natural polyamine (PAs), putrescine (Put), spermidine (Spd) and spermine
(Spm) are positively charged aliphatic amines present in all tissues of almost all living organisms.
The notion that PAs are absolute required for several cell functions has led to
the study of their metabolism as a strategy for therapeutic interventions.
Recently, efforts are addressed to understand the link between PAs and brain
physiology. This interest originates from growing data indicating that PA
metabolism is affected in several neurodegenerative disorders (Alzheimer’s
disease, Huntington’s disease, Parkinson’s disease, amyotrofic lateral sclerosis)
or after neurotrama and cerebral ischemia.
Spermine oxidase (SMO) is an enzyme involved in PA catabolic pathway; it
oxidises Spm to produce Spd and two cytotoxic compounds: 3-aminopropanal
and hydrogen peroxide. The SMO gene has been found to be highly expressed
in the brain organ in physiological conditions, on the other hand its altered
expression in some human organs is often associated to pathological disorders.
Therefore, in this study I investigated whether SMO enzyme could play a role
in the pathological status such as excitotoxic condition, found to be a common mechanism in neurodegenerative disorders.
To this end, I exploited Dach: SMO mouse line which overexpresses SMO specifically in the brain cortex. Trangenic mice treated with kainic acid (KA)
were more vulnerable to this neurotoxin and showed a higher neuronal cell
death and gliosis and alteration of PA metabolism compared to syngenic
controls.
Moreover, in vitro study performed on corticostriatal slice cultures has
suggested that SMO inhibition in excitotoxic condition could be partially
neuroprotective.
These data point out that SMO enzyme can be considered as a potential and
additional therapeutic target against neurodegeneration induced by
excitotoxicity
Social capital and local development : an application of the social network analysis to the XI and XVI boroughs of Rome
This work develops a network measure of social capital based on relationships between social actors of small communities and analyzes its potentiality in the assessment of social capital. The notion of social capital is tackled in terms of social relationships and networks between the actors; instead of concentration on the traditional measures of social capital as the associative density (Putnam, Leonardi, Nanetti and Pavoncello, 1983; Putnam, Leonardi and Nanetti, 1993; Putnam,1995) and the indices of trust obtained from general surveys (WVS by Inglehart, Basáñez, Díez-Medrazo, Halman and Luijkx 2004), this approach focuses on a meso level of analysis. The methodological contribution comes from the application of the social network analysis to the social capital assessment in the field of economics; through a questionnaire submitted to a sample of associations of the third sectors operating in two different boroughs of Rome, the social networks of the two communities has been drawn and analysed. In this way, a different conception and interpretation of social capital can arise from networks, giving new information about its stock and structure
Soluzioni tecnologiche per il monitoraggio domiciliare di pazienti con patologie cardiovascolari
Il lavoro svolto trae motivazione e si inserisce all’interno di progetti di ricerca
coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità, per rispondere alle esigenze di individuare ed
implementare soluzioni tecnologiche per monitoraggio domiciliare di parametri
cardiovascolari.
Il lavoro di tesi è stato svolto in collaborazione e presso le strutture del Reparto di
Bioingegneria Cardiovascolare del Dipartimento di Tecnologie e Salute dell’Istituto Superiore
di Sanità e presso il Biolab3 della Facoltà di Ingegneria dell’ Università RomaTre.
Il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 mostra come negli ultimi 20 anni sia cambiata
la demografia del Paese: l’aspettativa di vita infatti è cresciuta fino a raggiungere i 79.1 anni
per gli uomini e gli 84.4 anni per le donne. Si sviluppa conseguentemente anche il bisogno di
servizi socio‐sanitari, in quanto molte patologie richiedono non solo interventi sanitari per la
gestione della fase acuta, ma soprattutto servizi inerenti la vita quotidiana e la gestione della
non‐autosufficienza, che devono essere effettuati nei luoghi dove il cittadino ne ha più
bisogno. Nasce così la necessità di portare al domicilio del paziente i percorsi terapeutici,
realizzando forme di assistenza a domicilio, che evitino da un lato al paziente il disagio
dell’accesso a strutture specialistiche, dall’altro che consentano di ridurre il carico di pazienti
gestiti direttamente dalle strutture specialistiche. Infarto cardiaco e ictus sono patologie
diffuse, con una elevata incidenza e mortalità, nonché con una elevata disabilità ad esito e
con notevoli costi associati alla fase riabilitativa. Il paziente post evento cardiovascolare
acuto,
dimesso
dalla
struttura
specialistica,
deve
seguire
un
percorso
terapeutico/riabilitativo che si protrae nel tempo e coinvolge sia le strutture della medicina
di base, che l’ambiente familiare/domiciliare del paziente stesso. I più recenti dati di
letteratura evidenziano l’importanza del raggiungimento dei target terapeutici (pressione
arteriosa, frequenza cardiaca e glicemia) in tempi relativamente brevi al fine di ridurre la
probabilità di nuovi eventi acuti. La tecnologia dei dispositivi medici attuali mette a
disposizione di parte della popolazione metodi di automisura di parametri di interesse
cardiovascolare, utili a delineare un quadro complessivo dello stato di salute ed una stima
del rischio di eventi acuti. Tuttavia, molteplici fattori possono limitare la fruibilità di questi
strumenti in particolari tipologie di pazienti, che, per ragioni socio‐economiche o culturali,
non siano in grado di seguire autonomamente il percorso terapeutico e assistenziale
previsto. In questi casi si rende necessario da un lato l’aiuto di familiari o di personale
volontario e dall’altro un ulteriore sforzo tecnologico verso la semplificazione delle
procedure di misura e di invio dei dati ai centri clinici di riferimento. Da qui l’idea
d’indirizzare gli sforzi verso lo studio di soluzioni tecnologiche e metodi per telemedicina,
con particolare riguardo alla trasmissione in ambiente wireless di segnali di interesse
cardiovascolare. Il lavoro è finalizzato alla necessità di rispondere a due specifiche esigenze
cliniche: garantire una continuità terapeutica nel percorso di assistenza al paziente dimesso
dalle struttura ospedaliera dopo evento cardiovascolare o cerebrovascolare acuto (infarto,
ictus) ed identificare soggetti a rischio di aritmie cardiovascolari. Entrambe queste esigenze
cliniche hanno un impatto rilevante per il sistema sanitario, data l’elevata incidenza di eventi
cerebrovascolari e cardiovascolari (circa il 30% delle morti nei Paesi industrializzati). Le
soluzioni proposte, che dunque rappresentano la piattaforma tecnologica su cui basare
nuovi modelli di continuità assistenziale e di monitoraggio domiciliare, si basano sulla
trasmissione quotidiana, completamente automatica e wireless di parametri cardiovascolari
(pressione arteriosa e glicemia) e sulla messa a punto di algoritmi per il riconoscimento di
aritmie sulla base della irregolarità della frequenza cardiaca, con trasmissione automatica
del dato diagnostico ricavato sulla base di un tracciato di pochi minuti, effettuato in maniera
autonoma dal paziente.
Nella individuazione delle scelte progettuali e realizzative si è cercato di prendere in
considerazione tutti quei fattori che nel passato si sono dimostrati critici al fine di un reale
utilizzo di applicazioni di telemedicina. La scelta dell’utilizzo di una soluzione wireless, nel
caso specifico rappresentata dal servizio SMS (Short Message Service) della rete GSM, è
basata sulla copertura praticamente completa che tale servizio ha sul territorio nazionale e
su considerazioni di tipo tecnico/economico. I parametri misurati (pressione, glicemia ed
ECG in una forma semplificata) sono stati individuati sulla base della maturità tecnologica,
validazione clinica ed usabilità dei dispositivi di automisura per uso domiciliare
(pressurometro e misuratore di glicemia). Per il monitoraggio delle aritmie si è invece
sviluppata una soluzione basata su una semplificazione dell’attuale tecnologia degli
elettrocardiografi, sia dal punto di vista dell’usabilità (utilizzo di una sola derivazione ECG,
attraverso l’applicazione di soli 3 elettrodi, in luogo dello standard rappresentato da ECG a
12 derivazioni/10 elettrodi), che della robustezza degli algoritmi di analisi (utilizzo della sola
irregolarità del ritmo cardiaco, in luogo dell’analisi della morfologia dei complessi ECG).
Inoltre al fine di ottimizzare la tempistica del monitoraggio ECG nel paziente con FA
intermittente è stata effettuata un’analisi statistica della distribuzione degli eventi di FA in
pazienti con fibrillazione atriale parossistica, ricavati dal follow‐up di pazienti affetti da FA
impiantati con dispositivi di elettrostimolazione cardiaca permanente. Questo approccio
rappresenta certamente un elemento di novità ed originalità nel progetto di dispositivi di
telemedicina.
Nelle fasi di progettazione e realizzazione delle soluzioni tecnologiche ed algoritmiche
proposte si è quindi data molta importanza alla necessità di realizzare oggetti usabili in
ambiente domiciliare, da pazienti con limitata alfabetizzazione informatica e confidenza
tecnologica.
La realizzazione dei prodotti finiti ha richiesto una analisi delle soluzioni e dei prodotti
esistenti sul mercato al fine di determinarne l’integrabilità con le piattaforme ipotizzate; lo
sviluppo di hardware dedicato per l’integrazione della strumentazione per l’acquisizione di
pressione arteriosa, glicemia ed ECG, con i moduli di elaborazione dei segnali e trasmissione
wireless attraverso la rete GSM; la messa a punto di nuovi algoritmi per il riconoscimento di
aritmie sulla base della irregolarità della frequenza cardiaca; Lo sviluppo su microcontrollore
di firmware per il controllo dell’hardware di trasmissione e per l’implementazione degli
algoritmi di riconoscimento delle aritmie cardiache.
Ciò ha portato alla effettiva realizzazione di due soluzioni, rispettivamente dedicate
alle due problematiche cliniche descritte: continuità assistenziale post evento acuto e
monitoraggio domiciliare di aritmie cardiache, con particolare attenzione alla fibrillazione
atriale.
Le due soluzioni realizzate non potevano quindi non essere sottoposte ad una
adeguata sperimentazione clinica. Ciò è stato fatto all’interno di due protocolli sperimentali
cha hanno coinvolto complessivamente più di 80 pazienti, afferenti rispettivamente a due
centri clinici (Servizio di Fisiopatologia Clinica del Policlinico Umberto I, dott. Stefano Strano
e l’ambulatorio per lo studio della Fibrillazione Atriale dell’Ospedale S. Filippo Neri, dott.
Francesco Mele), nell’ambito dell’attività di ricerca svolta nel Reparto di Bioingegneria
Cardiovascolare del Dipartimento di Tecnologie e Salute dell’Istituto superiore di Sanità, con
fondi derivanti da due progetti di ricerca specifici (Dispositivo Medico Portatile per il
rilevamento automatico di eventi cardio‐respiratori con servizio di tele monitoraggio,
finanziato dalla Regione Lazio; Un modello di valutazione domiciliare per pazienti post
evento cardiovascolare acuto mediante telemonitoraggio di parametri cardiovascolari,
finanziato dal Ministero della Salute).
L’elaborato di tesi è organizzato in 5 capitoli.
Nel Primo Capitolo vengono introdotti gli aspetti relativi alle malattie cardiovascolari
rilevanti per comprendere le motivazioni cliniche alla base delle soluzioni tecnologiche
proposte. Viene sottolineato come le malattie cardiovascolari rappresentino, nei Paesi
occidentali, la prima causa di morte, nonché la principale causa di invalidità e si descrivono i
fattori di rischio che ne favoriscono l’insorgenza, tra i quali i più importanti sono
ipertensione arteriosa, diabete mellito e fibrillazione atriale. Questi fattori sono infatti quelli
per i quali vengono sviluppate le soluzione proposte.
Nel Secondo Capitolo si evidenzia l’importanza e l’opportunità della cura del paziente
post evento cardiovascolare acuto anche al di fuori delle strutture sanitarie, mediante lo
sviluppo di soluzioni tecnologiche di telecardiologia finalizzate all’implementazione di
modelli di continuità assistenziale. Si presenta, quindi, il progetto e la realizzazione di una
piattaforma per la trasmissione quotidiana e completamente automatica di pressione
arteriosa, frequenza cardiaca e glicemia attraverso lo standard SMS della rete GSM. I passi
fondamentali illustrano le scelte di progetto, l’individuazione dei dispositivi, l’assemblaggio
del sistema e la validazione clinica, attraverso uno studio condotto su 20 pazienti.
Il Terzo Capitolo, dopo una introduzione sulla fibrillazione atriale, esplora la possibilità
di operare il riconoscimento della stessa sulla base dell’irregolarità della frequenza cardiaca,
alla luce anche di recenti dati in letteratura. L’irregolarità dei battiti cardiaci è, nella maggior
parte dei casi, estratta dal segnale ECG, mediante riconoscimento dei complessi QRS, quindi,
in questo capitolo, si fornisce anche un’ampia e dettagliata documentazione sugli algoritmi
per il riconoscimento del complesso QRS del segnale ECG. In particolare, si focalizza
l’attenzione sull’algoritmo di Pan e Tompkins e su due indici di misura della irregolarità della
frequenza cardiaca: l’entropia delle sequenze RR (distanza tra due battiti consecutivi) ed il
coefficiente di variazione delle sequenze delle differenze prime degli intervalli RR (ΔRR). Al
fine di implementare una criterio automatico di decisione, basato sui valori di CV e EN, si
illustra un decisore basato sulla calcolo della distanza di Mahalanobis.
Il Quarto Capitolo è dedicato al progetto e la realizzazione di un dispositivo di
telemedicina per il riconoscimento della fibrillazione atriale e delle aritmie in generale,
basato sull’analisi statistica della variabilità degli intervalli RR, estratti a partire dal segnale
ECG. In particolare, si evidenzia l’implementazione degli algoritmi su microcontrollore, la
validazione sperimentale, utilizzando registrazioni di segnali ECG del database del MIT‐BIH e
l’integrazione del sistema con un circuito di front‐end per l’acquisizione del segnale ECG.
Infine, in seguito alla validazione clinica del dispositivo attraverso uno studio condotto su 61
pazienti con storia di fibrillazione atriale parossistica, si analizzano le prestazioni
dell’algoritmo in termini di specificità e sensibilità.
Nel Quinto Capitolo viene descritta l’analisi statistica della distribuzione degli eventi di
FA in pazienti con fibrillazione atriale parossistica, ricavati dal follow‐up di pazienti affetti da
FA impiantati con dispositivi di elettrostimolazione cardiaca permanente. L’analisi è
effettuata al fine di ottimizzare la tempistica del monitoraggio ECG nel paziente con FA
intermittente.
Nelle Conclusioni, vengono analizzati e discussi i risultati ottenuti.
Il problema della natura giuridica della responsabilita' civile della p.a. da lesione di interessi legittimi
ABSTRACT
Osservava Alexis de Tocqueville, con riferimento alle leggi che istituirono i Tribunali del
contenzioso amministrativo nella Francia rivoluzionaria, che esse ed il nuovo diritto che
introducevano altro non erano che una rinnovata espressione del dispotismo1, aventi l‘unica
funzione di fornire alla borghesia emergente ―nuovi manici per meglio maneggiare antiche
mannaie‖2.
Tuttavia, come spesso accade nella storia della legislazione – specie nella materia amministrativa -,
alcune leggi nate per ben determinati scopi, finiscono per provocare effetti diametralmente opposti
rispetto ai fini perseguiti dal legislatore: ciò avvenne senz‘altro con riferimento al sistema francese
che seppe evolversi in un sistema di giustizia amministrativa capace di fornir e ampie garanzie agli
amministrati.
Una sorte analoga ma purtroppo contraria capitò alla legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato E, che,
come è noto, abolì i Tribunali ordinari del contenzioso amministrativo, devolvendo alla
giurisdizione ordinaria… ―tutte le materie nelle quali si faccia questione di un diritto civile o
politico, comunque vi possa essere interessata la pubblica amministrazione e ancorché siano
emanati provvedimenti del potere esecutivo o dell‘autorità amministrativa‖.
Tale legge, infatti, come si è avuto modo di approfondire nel precedente capitolo, sebbene nascesse
dalla spinta tutta liberale3 di espungere dall‘ordinamento, in ossequio al principio della divisione dei
poteri, i giudici speciali, specie quelli interni all‘amministrazione 4, comportò una notevole
deminutio in punto di tutela rispetto al previgente sistema5.
Ed infatti, nell‘esercizio delle proprie competenze ―per materia‖ i Tribunali del contenzioso
conoscevano talvolta, per necessaria connessione connaturata a particolari sett ori
dell‘amministrazione, anche di atti discrezionali (di amministrazione cioè ―pura‖, secondo la
terminologia del tempo) e quindi tutelavano in tali casi interessi semplici oltre che diritti 6.
Si è dato ampiamente conto nel capitolo che precede dell‘ampi o dibattito conseguito alla legge
abolitrice del contenzioso7: ci pare, conformemente all‘opinione più accreditata dalla storiografia
1
A. de Tocqueville, Scritti politici, a cura di N. Matteucci, Torino 1969, I, 234 ss.
M.S.Giannini, Diritto amministrativo, voce della Enciclopedia del Diritto, XII, 855.
3
Già il progetto Galvagno del 2 dicembre 1850 prevedeva il passaggio al giudice ordinario di tutte le competenze del sopprimen do
giudice del contenzioso amministrativo. Sulla stessa linea il testo del Progetto Minghetti del 1862 che, all‘articolo 2 (relazione
Panattoni)17, prevedeva: ―appartengono…alla giurisdizione ordinaria tutte le questioni che fin qui erano conosciute e decise dai
Consigli e Tribunali del contenzioso amministrativo‖; cfr. Rel. 8 aprile 1862, Atti parlamentari Camera dei Deputati, Sessione 1861 1862, I Ed., 1080.
4
Si riteneva, infatti che i Tribunali del contenzioso, ove giudicassero di diritti, prevaricassero sulla naturale competenza d el giudice
ordinario, e d‘altro canto, ove giudicassero di interessi, invadessero la sfera riservata all‘amministrazione attiva; cfr. per tutti, P.S.
Mancini, Discorso 9 giugno 1864, Atti parlamentari Camera dei Deputati, I ed., Vol. dal 20 marzo al 29 giugno 1864, 51 57.
5
I Tribunali del contenzioso esistenti negli Stati italiani preunitari erano stati tutti ispirati al sistema francese introdot to nel periodo
napoleonico (e non è certo un caso che i vari sovrani assoluti restaurati trovassero comodo adottare il nuovo strumento, benché figlio
della Rivoluzione del 1789) ed il sistema piemontese – che più da vicino riguarda il nostro problema - non faceva eccezione.
Detti Tribunali si presentavano come un foro d‘eccezione (o di privilegio) qualificato dalla natura, pubb lica invece che privata, di una
delle parti e dalla normativa regolatrice del rapporto e caratterizzato dal suo inserimento nel plesso dell‘esecutivo e dalla carenza di
quelle (pur imperfette) garanzie di indipendenza di cui godeva il giudice ordinario.
In tale situazione non sorprende che essi venissero considerati espressione di dispotismo amministrativo da sopprimere come tu tti gli
altri fori speciali del passato.
6
M.Minghetti, Rel. al Progetto omonimo, Atti ult. cit., Doc. n. 46, 2^ ristampa, 79 ss.; M.Nigro, Giustizia amministrativa, Bologna,
1983, 76.
7
Da un lato i propugnatori della legge, Mancini per primo, videro in essa il successo di un principio di libertà sul dispotism o
amministrativo; dall‘altro i suoi oppositori contemporanei (Crispi, Rat tazzi e Cordova, per tutti) vi ravvisarono una operazione
regressiva, in quanto volta non a conservare intatta ma addirittura a ridurre l‘area delle garanzie del cittadino sotto le me ntite spoglie
di un apparente suo ampliamento (―sotto colore di progredir e si fa un regresso‖, tuonò Francesco Crispi in un celebre discorso alla
camera).
2
classica, che la legge del 1865, più che una retriva scelta di campo in favore dei privilegi
dell‘amministrazione, costituì una riforma liberale tradita dai suoi stessi interpreti8.
Emblematica in tal senso fu la vicenda ermeneutica della locuzione ―diritti civili e politici‖, che
come noto, fu trasposta nel nostro ordinamento sulla scorta dell‘analoga formulazione contenuta
nella costituzione belga del 1831.
Stanislao Mancini in due diverse occasioni 9, alla Camera, definì ―diritti politici‖ quelli ―che al
cittadino sono assicurati dalla costituzione di un paese libero; la libertà individuale, la libertà di
coscienza, la libertà di stampa, la libera associazione, il diritto della nazione di concorrere al voto
delle imposte‖, precisando anche come fossero comprensivi ―di tutti i rapporti giuridici che si
possono concepire in qualunque guisa esistenti fra i privati e la pubblica amministrazione‖.
La formula ―diritti civili e politici‖, dunque, era stata intesa dal legislatore, preoccupato di
introdurre formule di nuovo conio, con un significato largo ed onnicomprensivo, analogo, come
osservò il Cammeo, a quello con il quale essa era intesa nell‘art. 24 dello statuto e negli artt. 92 e
93 della Costituzione belga10.
L‘interpretazione che si consolidò nella giurisprudenza successiva alla entrata in vigore della legge
fu tuttavia di segno opposto11.
I diritti civili e politici furono considerati, infatti, nella limitata accezione rispettiva di diritti a
prevalente contenuto patrimoniale e di diritti di partecipazione al governo della cosa pubblica, con
un‘impronta ermeneutica decisamente restrittiva. Come autorevolmente osservato, in
quell‘occasione ―fu persa un‘occasione per la creazione di una categoria di diritti pubblici soggettivi
capace di inglobare molte di quelle situazioni che saranno poi qualificate interessi legittimi‖ 12.
Ma il self-restraint della giurisprudenza non si limitò ai profili sostanziali sopra individuati,
abbracciando anche la annosa questione del riparto delle competenze fra giurisdizione e
amministrazione: ―a fronte del chiaro dettato legislativo che poneva come linea discriminatrice la
esistenza o meno di un diritto civile o politico, venne affermandosi il diverso e ben più limitato
criterio della distinzione fra attività iure gestionis e attività iure imperii. Di fronte alla prima
soltanto, l‘Autorità giudiziaria riconobbe la propria competenza, sulla scorta della considerazione
che a fronte dell‘atto autoritativo non potesse configurarsi alcun diritto‖ 13.
Detta interpretazione, peraltro, oltre a non esser l‘unica praticabile, non fu di fatto neppure praticata
nei primissimi anni successivi all‘entrata in vigor e della L.A.C. Ed infatti, almeno fino al 1876
costituiva ius receptum che ―chiunque da un provvedimento generale regolamentare dell‘autorità
amministrativa riceva danno può domandarne il risarcimento dinanzi l‘autorità
giudiziaria…L‘autorità giudiziaria investita della dimanda, riconosciuta l‘irregolarità di un
8
Si condividono pertanto le puntuali osservazioni di Ignazio Francesco Caramazza, Le nuove frontiere della giurisdizione
amministrativa (dopo la sentenza della Corte Costitu zionale 6.7.2004 n. 204), in Atti del Convegno per il trentennale dei TT.AA.RR.
– Napoli 5-6 novembre 2004.
9
Atti ult. cit., Tornata del 9 giugno 1864 e del 16 giugno 1864.
10
F. Cammeo, Commentario delle leggi sulla giustizia amministrativa , Milano, s.d., I, 430; analoga l‘opinione di G. Mantellini, I
conflitti di attribuzione, Firenze, 1871, I, 34.
11
Per un interessante raffronto con l‘esperienza belga si rinvia a Ignazio Francesco Caramazza, op. cit., e alla bibliografia i vi citata.
12
In tal senso cfr. Ignazio Francesco Caramazza, op. cit., il quale riprende l‘opinione di F. Benvenuti, Giustizia Amministrativa, in
Enciclopedia del Diritto, XIX, 600.
13
Ignazio Francesco Caramazza, op. cit., il quale osserva che ―singolarmente, una teoria nata nella vicina Francia per aumentare i
poteri del giudice ordinario e consentirgli di sindacare alcune attività amministrative senza incappare nei rigori delle sanz ioni penali
comminate dalle leggi rivoluzionarie veniva trapiantata in Italia con l‘opposto effetto – attesa la ben diversa struttura del sistema di
giustizia instaurato – di vedere limitati quei poteri in modo radicale‖; conforme l‘opinione di M.S.Giannini e A. Piras, Giurisdizione
amministrativa e giurisdizione ordinaria , in Enciclopedia del Diritto, XIX, 278.
provvedimento non deve revocarlo, ma soltanto dichiarare la responsabilità dell‘autorità
amministrativa, di fronte alla prova del danno‖14.
A detto orientamento, assai liberale, succedette tuttavia u n orientamento di segno opposto,
decisamente restrittivo.
Si sostenne, in buona sostanza, movendo dalla distinzione fra atti di imperio e atti di gestione e
della tesi della sindacabilità incidenter tantum dell‘atto di imperio solo in via di eccezione e so lo
quando lo stesso atto aggiungesse al rapporto ―politico‖ un ―rapporto accidentale e contingente di
natura civile‖, che il riconoscimento al giudice ordinario del potere di conoscere della responsabilità
civile dell‘amministrazione derivante dall‘eserciz io scorretto di atti d‘imperio avrebbe comportato
sotto le mentite spoglie della cognizione di una pretesa risarcitoria un inammissibile sindacato
dell‘esercizio del potere15.
La limitazione della cognizione del G.O., frutto di una concezione autoritaria dei rapporti tra
amministrazione e amministrati, che tuttavia – come si è detto – non apparteneva al legislatore del
1865, quanto all‘interpretazione della giurisprudenza in merito all‘insindacabilità giurisdizionale
degli atti d‘imperio, determinò l‘esige nza di apprestare uno strumento di tutela a quelle situazioni di
interesse che a seguito dell‘abolizione del sistema del contenzioso erano rimaste orfane di ogni
forma di protezione.
La riforma Crispi tentò di porre rimedio a tale situazione attribuendo, i n ossequio al principio della
divisione dei poteri, ad un organo dell‘amministrazione – la neo istituita IV Sezione del Consiglio
di Stato16 - il potere di sospendere, annullare e revocare l‘atto amministrativo 17.
A tal fine, una volta affermata la natura gi urisdizionale della IV Sezione, era necessario creare una
nuova situazione giuridica soggettiva, diversa dal diritto e per questo sottratta alla cognizione del
giudice ordinario, ma allo stesso tempo suscettibile di essere tutelata da un giudice speciale,
appositamente creato.
L‘interesse legittimo in buona sostanza nato per dare un ―fondamento sostanzialistico al criterio di
riparto fra le giurisdizioni‖18, si caratterizzò, a seguito del tradimento dello spirito originario della
riforma del 1865, per una assoluta incompatibilità con la tutela risarcitoria19.
14
Cassazione romana del 13 marzo 1876, riportata dal Caramazza, op. cit., in Foro it. 1876, I, 842, espressione di una
giurisprudenza pacifica anche per le Corti di Milano, Torino, Firenze, Napoli (cfr. commento sempre in Foro It., 1876, I, 842 ). La
fattispecie concreta esaminata dalla Corte riguardava il caso del ―pristinaio, che abbia ricevuto qualche pregiudizio da un
provvedimento del Comune, con cui venne fissata una tariffa obbligatoria del prezzo di vendita delle farine e del pane. L‘aut orità
giudiziaria investita della dimanda, riconosciuta l‘irregolarità di un provvedimento non deve revocarlo, ma soltanto dichiara re la
responsabilità dell‘autorità amministrativa, di fronte alla prova del danno. Fra i danni che i pristinai, nella specie s opraddetta,
possono dimandare, si comprendono quelli derivanti dal pagamento per pretese contravvenzioni, o dalle limitazioni apportate a lla
loro industria, o da altre circostanze‖.
15
Nella relazione dell‘Avvocato Generale Erariale per l‘anno 1882, 6. 25, può leggersi: ―Tanto fa chiedere la condanna del Sindaco
quale Ufficiale di Governo a rilasciare il certificato di buoni costumi, quanto il chiedere la condanna del Sindaco a soddisf are al
danno lamentato dall‘attore per negatogli certificato‖. In merito alla tesi della responsabilità storica dell‘Avvocatura Erariale in
ordine alla nascita del dogma dell‘irrisarcibilità degli interessi legittimi cfr. ancora le interessanti osservazioni di Igna zio Francesco
Caramazza, op. cit.
16
Osservava Vittorio Scialoja, Come il Consiglio di Stato divenne organo giurisdizionale, in Riv. Dir. Pubb ., 1931, 417: ―il nuovo
istituto non è un tribunale giudiziario speciale o eccezionale, ma rimane nella sfera del potere esecutivo, da cui prende la materia e le
persone che lo devono mettere in atto. E‘ lo stesso potere esecutivo ordinato in modo da tutelare maggiormente gli interessi dei
cittadini. Perciò, a differenza dell‘antico contenzioso amministrativo, esclude ogni confusione di poteri costituzionali… è s oltanto un
corpo deliberante che il potere esecutivo forma con elementi scelti nel suo seno, come a sindacare dei suoi atti, e per mantenere la sua
azione nei limiti della legalità e della giustizia‖.
17
Tuttavia, come si è già avuto modo di vedere nel capitolo precedente, ―la forza delle cose non tardò a prevalere sull‘involucro
formale costituito dal legislatore, tant‘è che la natura giurisdizionale della nuova magistratura fu pressoché immediatamente
riconosciuta dalla giurisprudenza‖; in tal senso Ignazio Francesco Caramaz za, op. cit., che riporta la massima di Cassazione di Roma,
Sez. Un., 21 marzo 1893, n. 17761 a tenore della quale: ―la IV Sezione del Consiglio di Stato è stata investita dalle leggi 3 1 marzo
1889 e 1° maggio 1890 di una vera e propria giurisdizione, la q uale ha pure il carattere speciale di fronte a quelle generiche assegnate
all‘autorità giudiziaria, donde l‘ammissibilità del ricorso per incompetenza o eccesso di potere anche contro le decisioni de lla IV
Sezione‖.
Tale incompatibilità, in difetto di una precisa individuazione della natura giuridica dell‘interesse
legittimo, ne diventò col tempo la principale caratteristica, tanto da indurre, ancora in tempi recent i,
autorevolissima dottrina ad affermare: ―se è risarcibile non è interesse legittimo‖ 20.
Il dogma dell‘irrisarcibilità dell‘interesse legittimo restò tale per più di un secolo.
Esso iniziò a vacillare sotto la spinta di fattori concomitanti:
1) l‘avvento di una nuova lettura precettiva della disposizione di cui all‘art. 2043 c.c., che si
andava emancipando dal cordone ombelicale con il diritto soggettivo (sul punto si rinvia
all‘ampia disamina contenuta nel cap. 2 del presente lavoro);
2) il superamento delle teorie formali e processuali in merito alla natura dell‘interesse
legittimo, che verso la fine del secolo XX assume, sotto la spinta della più illuminata
dottrina, una connotazione sostanziale;
3) le spinte del diritto comunitario volte a garantire il principio di effettività della tutela
giurisdizionale nell‘ipotesi di violazione della disciplina comunitaria in materia di appalti.
*****
Con la sentenza n. 500 del 1999 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione ruppero il muro di
sbarramento, per ammettere la risarcibilità del danno cagionato dalla lesione di interessi legittimi
pretensivi (la risarcibilità di quelli oppositivi, mascherati da diritti, era riconosciuta da lungo
tempo).
La sentenza prende esplicitamente posizione in merito alla questione della natur a dell‘interesse
legittimo, aderendo alle tesi sostanzialistiche propugnate nella migliore dottrina dal Nigro e prima
ancora dal Giannini (le diverse tesi in ordine alla natura dell‘interesse legittimo sono diffusamente
esaminate nel cap. 1 del presente lavoro).
Ad avviso delle Sezioni Unite, dunque l‘interesse legittimo, quale situazione giuridica avente natura
sostanziale, può trovare piena tutela anche sul versante risarcitorio grazie alla nuova lettura
precettiva della clausola generale di cui all‘art. 2043 c.c.
La sentenza tuttavia, lungi dal chiudere l‘annoso dibattito , ha aperto nuove ed inedite questioni,
derivanti in buona sostanza, dall‘esigenza di individuare una rete di contenimento alla
proliferazione delle domande risarcitorie nei confronti de lla pubblica amministrazione.
Le Sezioni Unite a ben vedere avevano fissato alcuni paletti.
In primo luogo la sentenza n. 500/99 aveva negato la coincidenza tra illegittimità del
provvedimento ed illiceità del comportamento della pubblica Amministrazione 21.
18
V. Caianiello, Relazione di sintesi al 43° Convegno di Studi di scienza dell’Amministrazione , Giuffré, Milano, 1998, 322.
Sulla questione ci sia consentito di rinviare a S. Giacchetti, La risarcibilità degli interessi legittimi e Don Ferrante , in Cons. di
Stato, 1997, II, 1471, nonché alle penetranti osservazioni di Ignazio Francesco Caramazza, op. cit., ad avviso del quale potrebbe ben
dirsi che ―il diritto vivente formatosi nel quarto di secolo successivo al 1865 fu il tradimento di una riforma; che la istit uzione della
IV Sezione fu la razionalizzazione di quel tradimento; che la trasformazione della IV Sezione da organo amministrativo in organo
giurisdizionale fu il tradimento di quella razionalizzazione; infine, che la creazione dell‘interesse legittimo come situazio ne
soggettiva sostanziale ancipite fra diritto ed interesse, secondo la nota prospettazione del Ranelletti, fu l‘ulteriore razionalizzazione di
quel secondo tradimento. Infatti l‘interesse legittimo, nato come espediente esegetico per superare le aporie del sistema di giustizia
creato dalle leggi del 1865 e del 1889 (o piuttosto della loro interpretazione) fu teorizzato come situazione giuridica sogge ttiva
sostanziale unitaria sulla scorta del seguente sillogisma: se alla IV Sezione doveva riconoscersi natura giurisdizionale e s e l‘interesse
davanti ad essa fatto valere poteva essere protetto denunciando uno qualunque dei tre vizi di incompetenza, violazione di leg ge ed
eccesso di potere, occorreva allora riconoscere che la riforma del 1889 aveva attribuito natura giuridica a situazioni diverse al tempo
stesso dal diritto civile e politico e dall‘interesse semplice, materiale, economico‖.
20
A. Romano, Sulla pretesa risarcibilità degli interessi legittimi: se sono risarcibili sono diritti soggettivi, in Dir. Amm. 1 /1998, 1.
23
21
Cfr. in dottrina, Caranta, Margini di apprezzamento e responsabilità della pubblica amministrazione , in Falcon (a cura di),
La tutela dell’interesse al provvedimento (Atti del Convegno di Trento, 9-10 novembre 2000), Trento, 2001, 290 ss.
19
In particolare la Corte di Cassazione ha escluso che l‘illegittimità dell‘atto sia sufficiente ad
integrare la fattispecie di responsabilità, potendo ― pervenirsi a risarcimento soltanto se l’attività
illegittima della pubblica amministrazione abbia deter minato la lesione dell’interesse al bene della
vita al quale l’interesse legittimo, secondo il concreto atteggiarsi del suo contenuto effettivamente
si collega, e che risulta meritevole di protezione alla stregua dell’ordinamento. In altri termini, la
lesione dell’interesse legittimo è condizione necessaria, ma non sufficiente, per accedere alla tutela
risarcitoria ex art. 2043 c.c., poiché occorre altresì che risulti leso, per effetto dell’attività
illegittima (e colpevole) della pubblica Amministrazione, l’interesse al bene della vita al quale
l’interesse legittimo si correla e che il detto interesse risulti meritevole di tutela alla luce
dell’ordinamento positivo‖.
In pratica ―l’interesse legittimo in realtà si sdoppia, o piuttosto genera una nuova figura , nel senso
che accanto al tradizionale interesse legittimo collegato al potere amministrativo mediante il nesso
di legalità, che si suppone continui ad essere tutelabile con l’azione di annullamento davanti al
Giudice amministrativo, appare una nuova situazione tutelabile con l’azione di risarcimento‖.
Secondo l‘impostazione della sentenza 500/99, dunque, il danno ingiusto è costituito dalla lesione
―non dell’interesse legittimo, ma dell’interesse sostanziale ad esso correlato e l’interesse legittimo
finisce col rivelarsi una forma di tutela (di tipo ripristinatorio) dell’interesse al bene della vita,
concorrente con la tutela aquiliana (di tipo compensativo) ‖22.
Lo sdoppiamento tra interesse legittimo e correlato interesse al bene della vita, probabilmente
retaggio di un argomentare giuridico che neppure nell‘atto di ripudiare il dogma è riuscito ad
emanciparsi delle proprie ―forme a priori‖, è stato oggetto di vivaci critiche in dottrina.
Ed infatti il descritto sdoppiamento rivela la riluttanza di fondo della Suprema Corte nell‘ammettere
la risarcibilità ex se dell‘interesse legittimo, quale posizione sostanziale meritevole di protezione 23.
22
La Suprema Corte pare in tal modo aderire alla tesi di E. Casetta, voce Responsabilità della Pubblica Amministrazione , in
Dig. pubbl., vol. XIII, Torino, 1997, 219, ad avviso del quale il risarcimento degli interessi legittimi è un falso problema, poiché la
tutela dell‘interesse legittimo, inscindibilme
Democrazia sostanziale e analisi economica del diritto
Il presente lavoro ha ad oggetto lo studio dei vincoli imposti all’analisi econômica del diritto,
promossa dalla scuola di Chicago, dal paradigma del Stato di Diritto garantista. Tale paradigma è
stato costruito partendo da una diversa concezione di democrazia con la quale , superando una
comprensione meramente formale, si è giunti a teorizzare un modello sostanziale. Si è inteso, in
questa prospettiva, individuare un modello giuridico costituzionale capace di evidenziare la non
correttezza delle argomentazioni elaborate per fondare la subordinazione del diritto all’economia
neoclassica soggettivista marginalista
Per una sociologia della mobilità : forme di turismo nella societa' globalizzata : turismo e questioni di genere
La crisi delle identità nazionali, istituzionali e religiose, la mancanza di riferimenti stabili e
duraturi, il prevalere dei fenomeni di globalizzazione, il disincanto nella certezza del progresso, la
precarietà nel mondo del lavoro e il disfacimento dei ruoli familiari tradizionali, costituiscono i
processi rilevanti che hanno determinato la comparsa della realtà postmoderna. In essa, un ruolo
fondamentale è ricoperto dai flussi, dai network e dalle mobilità che caratterizzano l’esperire sociale
ed individuale proprio della postmodernità.
Gli attuali assetti si presentano destabilizzanti per l’individuo postmoderno, il quale si
ritrova bloccato nella contingenza delle sue azioni, dal momento che viene a mancare quel progetto
comune che in passato regolava le sue strutture sociali di riferimento. In questo scenario, egli
esercita, per svago, lavoro o necessità, pratiche di mobilità continue.
Sono queste le sfide che la società contemporanea rivolge alla disciplina sociologica:
interpretare la realtà così delineatasi e formulare teorizzazioni che meglio aiutino a comprenderla e
ad investigarla.
Il presente lavoro nasce dalla convinzione che la sociologia riveste un ruolo primario
nell’ambito della comprensione e della decodifica della realtà, quale quella delineatasi.
Il mio contributo si sviluppa in cinque capitoli: nel primo analizzo i caratteri della società
postmoderna, prendendo avvio dallo studio dell’età moderna, della quale approfondisco i caratteri
sociali e societari. L’epoca moderna, costituitasi all’interno delle società nazionali, si presentava
con i caratteri prevalenti di certezza, sicurezza e rigidità e con l’aspirazione di fondare un unico
senso del mondo, partendo da principi metafisici, ideologici o religiosi che si inserivano in una
concezione meramente olistica della storia e della politica.
I caratteri della modernità ne costituivano i limiti, a partire dai quali i tratti distintivi della
postmodernità hanno preso forma.
La mia ricerca prosegue nell’analizzare la difficoltà dell’individuo postmoderno che,
vivendo in una realtà multiforme che non riesce né a decifrare né a cogliere pienamente, si protegge
dalla precarietà sociale, giungendo anche a forme di chiusura in se stesso. All’interno dello scenario
globalizzato, se i riferimenti, ormai volubili, moltiplicano i piani di referenza individuali, nel
contempo rendono gli attori protagonisti di esperienze frammentarie ed estremamente soggettive,
cosicché il reciproco contatto con l’altro spesso è puramente occasionale.
Tutto il sociale rischia di frantumarsi in cellule monadi, tanto che il concetto di comunità,
arricchendosi di ambivalenze, ritorna in auge, nell’epoca attuale, quale forma di aggregazione
sociale ‘perduta’ ed auspicabile per riunire sotto l’aura di una coscienza collettiva i membri di una
società ormai disgregata.
La temporalità dell’epoca postmoderna è caratterizzata dalla molteplicità delle esperienze e
dalla diversità dei modi di accedere al reale: non vi sono più ritmi collettivi valevoli per tutti, che
creavano ed erano creati dall’uniformità, con la funzione di elemento costitutivo e fondante della
società. Le forme temporali attuali, al contrario, sono costituite da una forte duttilità, resa possibile
grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi media.
In questo scenario assumono un’importanza rilevante i new ed gli old media, poiché non si
configurano solo come veicoli di immagini, sensazioni ed emozioni, ma diventano produttori, essi
stessi, di significati importanti. Pertanto, la caratteristica della fissità, propria dell’epoca moderna,
nell’età postmoderna ha spostato il suo asse verso il continuo divenire, in forme di organizzazione
della vita quotidiana, oggi differenti.
Nel secondo capitolo identifico queste forme di organizzazioni nelle mobilità
contemporanee. Esse costituiscono i principali fattori e prodotti dell’assetto attuale, poiché le
pratiche sociali postmoderne sono profondamente inserite nei flussi, che rappresentano la logica
stessa del loro funzionamento.
Il fenomeno sociale dominante delle mobilità possiede una valenza polisemica, giacché esso
si riferisce a movimenti di oggetti, di persone e di informazioni profondamente diversi tra loro, su
base individuale e collettiva: i viaggi fisici di persone per ragioni di lavoro, di tempo libero o legate
alla vita familiare; il movimento di oggetti fisici; il viaggio fantasioso dell’altrove attraverso le
immagini; gli spostamenti virtuali su Internet; i viaggi comunicativi attraverso il telefono, le e-mail,
etc…. Nella rete ininterrotta di connessioni le automobili, i telefoni fissi e mobili e gli aeroporti
costituiscono le nuove fissità all’interno delle incessanti mobilità.
Per completare il panorama dello studio delle mobilità attuali ho proceduto analizzando i
simboli delle mobilità contemporanee, le città metropolitane e gli aeroporti, ovvero i luoghi-sintesi
del sistema delle mobilità.
Alla luce dei cambiamenti apportati dalle nuove categorie sociali e societarie, le strutture
sociali tradizionalmente oggetto di studio del discorso sociologico appaiano sensibilmente mutate.
Nella sociologia la risposta alle domande di riconfigurazione della disciplina va ricercata nel new
mobilities paradigm, il ‘nuovo paradigma delle mobilità’, formulato da John Urry con la
collaborazione di Mimi Sheller.
In questo nuovo scenario sociale, la figura del turista contemporaneo assume un ruolo
rilevante, in quanto indicato da molti Autori quale metafora dell’attuale nomadismo.
Per tale ragione nel terzo capitolo analizzo i principali studi realizzati dalla sociologia del
turismo, in quanto lo studio delle modalità di fruizione della vacanza è fondamentale per la
comprensione di importanti elementi della società d’origine del turista.
Chiedendomi quali altri significati possa assumere oggi il turismo, ho osservato come esso
sia considerato una forma di consumo individuale. Di conseguenza, nella società postmoderna esso
si presenta segmentato, flessibile e su misura. Infatti, non è più l’individuo che si modella alle
pratiche turistiche standardizzate, come avveniva in passato, ma è il turismo che viene modellato
secondo i desideri dell’individuo.
Nel quarto capitolo conduco uno studio sulla semiotica del marketing turistico, ritenendo di
notevole interesse lo studio delle motivazioni sociali ed individuali che portano un individuo a
scegliere una precisa tipologia di turismo, nella vasta gamma a sua disposizione. Gli operatori del
settore, infatti, confezionano le proposte turistiche in base alle tendenze dominanti, alle distinzioni
generazionali, a quelle di classe, di sesso e di gusto presenti nei potenziali visitatori.
Infine, ho dedicato l’ultimo capitolo alle intersezioni tra il fenomeno turistico e la
dimensione di genere. Analizzato l’aspetto innovativo introdotto dall’utilizzo di questa categoria
analitica, passo ad esaminarne le relazioni con gli organismi statali e sovrastatali soffermandomi, in
particolare, sulla concezione del turismo come strumento di empowerment femminile, sul ruolo
della donna nel marketing turistico e sulle differenze di genere nel turismo sessuale