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Visualizzazione ecografica tridimensionale mediante l'uso di sonde matriciali in tecnologia cMUT
Per progettare un array di trasduttori ad ultrasuoni per applicazioni ecocardiografiche o di
ostetricia/ginecologia per visualizzazioni tridimensionali, c’è la necessità di utilizzare un array
bidimensionale con un elevato numero di elementi (circa 4000). Tale matrice non è di facile
realizzazione a causa delle migliaia di elementi da connettere tra la sonda e la macchina
ecografica. Inoltre, l’integrazione su un unico componente del trasduttore e della sua elettronica
di pilotaggio insieme all’utilizzo di geometrie irregolari dell’elemento, possono complicare
ulteriormente la progettazione.
Tuttavia, la nuova tecnologia cMUT (capacitive Micromachined Ultrasonic Transducer) sembra
aver aperto nuovi e differenti scenari per la progettazione di array lineari e bidimensionali di
trasduttori ad ultrasuoni. Essendo questi nuovi dispositivi fabbricati con la stessa tecnologia MEMS
(Micro‐Electro‐Mechanical Systems ) dei circuiti integrati al silicio, si pensa a questi trasduttori
come alternativa ai classici piezoelettrici, ad oggi scelta obbligata per questo tipo di diagnostica
medica.
A tale proposito, in questo lavoro di tesi è stato generato un software di calcolo in grado di
valutare le prestazioni di un array uni‐ e bi‐dimensionale che permetta di realizzare tutte quelle
tecniche hardware/software implementate nei moderni sistemi ecografici. Introdotto il principio
di funzionamento dell’ecografia, è stata presentata una classificazione degli array in base alla loro
geometria e ad alcune tecniche di trasmissione e ricezione normalmente utilizzate. Attraverso una
spiegazione dei microfoni a condensatore sono stati presentati i trasduttori cMUT. Per mezzo di un
circuito equivalente ed un modello a parametri concentrati, sono state spiegate le caratteristiche
di tale dispositivo ed il loro impiego nell’imaging diagnostico. Il suddetto software calcola il campo
di pressione generato dagli array, in base al principio della risposta impulsiva spaziale. Sono state
realizzate inoltre delle immagini di un phantom virtuale realizzato appositamente. Per produrre
tali immagini si è utilizzata una particolare architettura di calcolo parallela.
Dei primi test su modelli di array unidimensionali, hanno permesso di valutare le potenzialità di
tale software. Sono state implementate particolari tecniche di ricezione e trasmissione che
permettono di aumentare il frame‐rate delle immagini generate. Inoltre, si è analizzata una serie
di metodi di correzione per artefatti tipici dell’ecografia tridimensionale.
Infine, basandosi sullo studio dei brevetti di un noto sistema commerciale, si è generato un
modello di array bidimensionale dalla geometria innovativa. La matrice con più di 3000 elementi,
ha dato modo di analizzare tecniche di trasmissione e ricezione usate nella diagnostica per
immagini volumetriche. E’ stato calcolato il campo di pressione generato da tale array e sono state
prodotte delle immagini planari del phantom realizzato. In conclusione è stata presentata
un’immagine 3D
Sviluppo di un modello teorico e computazionale per l'analisi di propulsori e velivoli ad ala rotante basato su tecniche di sintesi di sistemi complessi mediante reti neurali
Il presente lavoro si inserisce in un contesto di forte interesse della comunità scientifica areonautica e navale verso
configurazioni propulsive ad alta efficienza e/o alte prestazioni.
Infatti, esigenze legate alla necessità di ridurre i consumi e contenere le emissioni nocive stanno trainando negli ultimi
anni la ricerca. Considerando il mezzo di trasporto in generale, i miglioramenti che possono essere potenzialmente
ottenuti intervenendo sull’apparato propulsivo sono tra i più promettenti.
Il modo con cui tali obiettivi possono essere perseguiti sono molteplici.
Strumenti numerici sono continuamente sviluppati come supporto alla progettazione di tali propulsori ed i modelli
teorici che sottendono tali strumenti sono sempre più complessi.
La politica di utilizzare strumenti informatici a supporto di tale attività consente di impiegare calcolatori informatici
sempre più elaborati e veloci. In virtù di ciò, l’impiego di strumenti matematici sempre più complessi permette di
incrementare l’accuratezza dei risultati con minimo o nullo aggravio in termini di risorse.
Sebbene questi strumenti siano sempre più accessibili, le tecniche standard sviluppate precedentemente in assenza di
strumenti informatici di supporto sono tuttora impiegate in molti campi, sotto particolari condizioni.
Nel settore navale, in particolare, l’adozione di tecniche rappresentative dello stato dell’arte in campo sperimentale e
numerico può però essere disponibile solo per una limitata platea di industrie, le quali possono permettersi preventivi
di spesa pressoché illimitati in virtù di un sicuro ritorno economico in un limitato tempo. D’altra parte, le piccole
medie imprese armatoriali adottano per la progettazione degli apparati propulsivi tecniche standard ed, in alcuni casi,
obsolete.
Tali tecniche si basano su diagrammi sperimentali e su relazioni empiriche per il calcolo delle prestazioni del propulsore
in esame.
In conseguenza di ciò anche la capacità di investigazione della soluzione è limitata nella scelta del numero delle variabili
di progetto: parametri globali caratterizzano le diverse configurazioni studiate, così come l’analisi viene condotta su
grandezze globali e non direttamente relazionabili con fenomeni fisici locali.
Nasce quindi l’esigenza di sviluppare uno strumento automatizzato e sufficientemente veloce ed accurato per la progettazione
preliminare dell’elica di un propulsore o per ridisegnare la stessa nel caso di un’imbarcazione esistente. In
questo contesto, il presente lavoro è volto a sviluppare tecniche per la progettazione di forma di propulsori destinati al
campo areonautico/navale basati su configurazioni ad ala rotante.
Nello specifico, l’obiettivo primario quello di realizzare uno strumento completamente automatizzato per la progettazione
ottimizzata di forma di propulsori areonautici e navali, basato su modelli teorico/numerici veloci, robusti, ma
anche sufficientemente accurati.
La tecnica di design considerata nel presente lavoro definisce la configurazione ottimale propulsiva mediante una
successione di fasi dedicate alla determinazione, rispettivamente, di parametri geometrico/operativi globali e locali
del propulsore. Sebbene qui sia usata in singolo step, la tecnica, a rigore, viene risolta in modo iterativo. La ricerca della soluzione avviene mediante esplorazione della superficie di risposta del sistema, ovvero del luogo dei punti
delle grandezze di interesse al variare dei parametri di progetto; le grandezze qui prese in esame sono le prestazioni
del propulsore, la cui configurazione è univocamente definita dal valore assunto dalle variabili geometrico/operative
globali e locali suddette.
La separazione, in fasi distinte e successive per la determinazione di parametri globali e locali, permette di ridurre il
numero di configurazioni per le quali calcolare le prestazioni con cui costruire la superficie di risposta del sistema.
Inoltre, la ricerca della soluzione avviene esplorando detta superficie di risposta in modo veloce mediante l’uso di
un apposito modello surrogato a quello per lo studio del sistema fisico, nell’intorno di una configurazione presa a
riferimento.
In particolare, il modello teorico che sottende lo strumento per l’analisi idrodinamica del propulsore si basa su una
metodologia agli elementi di contorno, valida per lo studio del flusso intorno a corpi portanti rototraslanti ed estesa
allo studio di propulsori in configurazione multicorpo (eliche in mantello, controrotanti, eliche in presenza di timone,
eliche in tunnel). La tecnica di progettazione è di tipo ottimizzata, a partire da una configurazione base, intorno alla
quale viene costruita la serie sistematica di propulsori. Il solutore aero/idrodinamico viene quindi applicato per la
predizione delle prestazioni esercitate dalle eliche di detta serie sistematica; il luogo dei punti delle prestazioni in
funzione dei parametri caratteristici della configurazione presa in esame forma la superficie di risposta del sistema.
Per la sintesi della superficie di risposta del sistema è stata sviluppata una rete neurale di tipo feed-forward, addestrata
mediante una tecnica di tipo back-propagation, mentre l’ottimizzazione è stata performata mediante l’utilizzo di un
modello basato su algoritmi genetici e sulla ricerca della soluzione secondo una tecnica parametrica.
Una schematica rappresentazione delle fasi descritte si trova in fig. 1.
I singoli modelli teorico-numerici che compongono lo strumento di design vengono verificati e validati singolarmente.
Diversi test-case a complessità variabile sono utlizzati come esercizi di design per la validazione della tecnica di design.
Un’applicazione finale basata sulla progettazione, su base dati numerica, di un propulsore destinato ad equipaggiare
un’imbarcazione di media stazza è considerata. Per essa vengono considerate investigate due tipologie di propulsore:
ad elica isolata convenzionale e ad elica intubata.
Infatti, le eliche intubate sono una delle tipologie propulsive più utilizzate in campo navale e la loro applicazione `e
in continua espansione per le loro caratteristiche che le rendono soluzioni appetibili in vari campi; a titolo di esempio
esse vengono utilizzate in configurazione di manovratori azimuthali (azimuth thrusters), di pompe a getto (pumpjets),
oltre che di turbine ad asse orizzontale per lo sfruttamento dell’energia propria delle correnti marine (tidal turbines) ed
eoliche (aerogeneratori).
I risultati nelle varie configurazioni vengono confrontate rispetto al propulsore di riferimento.
Nell’ambito della riprogettazione di sistemi propulsivi di imbarcazioni esistenti i margini di guadagno nominali sono,
dai dati in letteratura disponibili, mediamente dell’ordine del 3-5%; per l’ottenimento di tale obiettivo gioca un ruolofondamentale non solo l’incremento delle prestazioni avendo fissando il punto di lavoro a quello del propulsore originale,
ma anche la ridefinizione del punto di lavoro stesso. Non è infrequente trovare la situazione di un propulsore
che sia sovra o sottodimensionato rispetto ad una qualche grandezza (tipicamente il passo): in tal modo le condizioni
nominali di design non vengono rispettate durante l’esercizio reale del sistema.
In tale lavoro viene quindi considerato il propulsore accoppiato ad una carena e ad un motore primo.
Da un lato il motore mostra una curva di coppia disponibile al variare del regime di rotazione che deve necessariamente
supplire alla coppia resistente offerta dall’elica; dall’altro, la carena non solo offre una resistenza variabile in funzione
della velocità di avanzamento che deve essere uguagliata alla spinta offerta dal propulsore, ma è artefice anche della
disuniformità di flusso incidente al propulsore stesso, in virtù dello strato limite rilasciato dalle sue pareti.
In particolare, tale disuniformità del flusso incidente, interagisce con la rotazione dell’elica causando fluttuazioni nel
campo di velocità e di pressione. Fenomeni quali quello della cavitazione e delle vibrazioni sono favoriti in tali
condizioni: erosione e rumore sono diretta conseguenza.
Se da un lato è auspicabile una progettazione del propulsore che tenga in considerazione l’accoppiamento propulsore-carena
mediante un modello fedele alla realtà, dall’altro, lo studio in tale condizioni risulta essere oneroso computazionalmente.
Nel presente lavoro, si considerano gli effetti della scia rilasciata dalla carena sottoforma di un parametro concentrato
che indica sinteticamente il difetto di velocità incidente al propulsore rispetto alla velocità di avanzamento dell’imbarcazione.
Si rimanda a sviluppi futuri l’implementazione di tecniche per portare in conto l’interazione propulsore-scia
non uniforme limitando l’onere computazionale che tale scelta comporta.
Il lavoro è articolato prevedendo una descrizione della tecnica di design sviluppata che si compone in due fasi distinte succcessive, rappresentate dal design di base e dal design di finitura (cap.2).
Successivamente, la metodologia proposta e sviluppata per la sintesi di sistemi complessi viene presentata (cap.3),
corredata di fasi di verifica e validazione dei risultati del modello di rete neurale considerato in questo ambito.
Il modello teorico-numerico alla base del solutore aero/idrodinamico viene presentato ed esteso allo studio del flusso
intorno a configurazioni del tipo rotori intubati (cap.4); nel corso del capitolo vengono mostrati i risultati della fase di
validazione dello stesso modello.
Lo strumento utile per il design automatizzato di propulsori ad ala rotante basato su detta metodologia viene applicato
per dimostrarne la validità (cap.5) su differenti casi test documentati a complessità crescente. La parte finale del
capitolo in esame è dedicata alla applicazione finale dello strumento sviluppato ed alla discussione dei diversi risultati
ottenuti
Experimental investigation of the near-field pressure fluctuations of a compressible round jet
The aircraft noise is one of the main problems that affect the diffusion of the air transport near the downtown. For this reason in the past 50 years even more studies were performed for the comprehension and reduction of the noise generation phenomena. The jet noise has well-known characteristics; many acoustic models exist and well predict the jet far-field noise but actually not all the noise causes are known. Some theories assign the noise production to the large scale structures, other to the fine scales, to the pressure fluctuations or to the turbulent interactions; the main topic of the aeroacoustics research is the identification of the main phenomena that produce noise.
An experimental study of the pressure field generated by a subsonic, single stream, round jet is presented. This work is focalized on the near-field characterization; in fact the near-field is not well described as the far-field but studying the near-field is important to obtain information on the noise sources. Near-field measurements are affected by some pressure
fluctuations that, measuring with a microphone, seems sound; these fluctuations are usually defined as pseudo-sound. The pseudo-sound was defined in the past as undistinguishable by the sound and it hides the similarities between near-field and far-field jet noise characteristics.
The main aim of this work is the understanding of the near-field noise properties separating the sound from the pseudo-sound contribution for a compressible round jet. The filtering algorithm proposed is based on wavelets and it is a novel approach in aero-acoustics studies. The wavelet filtering capture the intermittent events of a signal, these events are, in the pressure fluctuations, related to the coherent structures convected by the fluid. This approach gives also the capability of splitting the pressure signal in two components and to correlate them with velocity information to locate phenomena that contribute to the sound generation.
In this work a nozzle is designed to generate a standard compressible jet with the capability to work between Mach 0.3 and Mach 1. The nozzle is installed in a semi-anechoic chamber and experimental studies were performed for qualifying the flow characteristics and the far-field noise. Near-field pressure fluctuations are studied using two synchronized microphones and the signals are filtered using the wavelet approach. The sound and pseudo-sound are studied to compare the near-field and the far-field jet characteristics. Hot-wire measurements are performed in synch with sound measurements to locate the jet zones where the maximum noise production is located. Acoustic hot-wire perturbations are evaluated as negligible and the velocity-noise correlations give interesting results.
The analysis shows that there are common characteristics between near and far-field noise. The sound in the near-field has clear directivity that depends on the wave-lengths magnitude. The shape of the sound spectra has also strong directional dependence and has similarities with the far-field; pseudo-sound instead has no directional dependence of the spectra that only depend on the distance from the jet. Both sound and pseudo-sound source zones are identified and match with previous works
Le reti sociali dei migranti del Bangladesh a Roma : associazionismo, solidarietà ed economie transnazionali
Questa ricerca tenta di offrire un contributo di terreno alla conoscenza delle reti sociali e delle
condizioni di vita dei migranti del Bangladesh a Roma, coniugando un approccio di tipo
etnoantropologico alla riflessione sul servizio sociale e più in generale sul welfare mix.
L’indagine muove da una lettura olistica dell’intervento sociale, ovvero dal presupposto della
non segmentabilità delle sue problematiche, che nascono in stretta assonanza con un preciso
ambiente socio-culturale la cui comprensione costituisce una conditio sine qua non
dell’elaborazione delle politiche sociali come più in generale della governance sui territori.
A tal fine si cerca di mettere al servizio del welfare un uso intensivo dell’osservazione
partecipante e di tecniche d’inchiesta qualitative su di un campo multisituato, che comprende
sia la città di Roma che il Bangladesh, in ossequio alla condizione di spiccata transnazionalità
vissuta dai migranti. Si procede così all’analisi della struttura della collettività bangladese,
della sua relazione con la popolazione autoctona, del suo rapporto con i servizi e della sua
capacità di dare vita a forme di autoaiuto attraverso la normale interazione sociale e le
espressioni associative, con una specifica attenzione per il community liaison, il community
care e in generale per le possibili applicazioni del concetto di sussidiarietà orizzontale sulla
collettività residente a Roma.
I risultati mostrano come l’emigrazione, che interessa in linea di massima i ceti intermedi
della società bangladese, contribuisca a creare fenomeni di polarizzazione economica e
sociale, acuendo in molti casi le sperequazioni che le preesistono e creando un sostanziale
peggioramento della qualità della vita per una parte della collettività. Un processo che porta
all’emersione di un’élite economica e politica, che in molti casi tiene anche in mano le redini
del terzo settore, e la cui azione fa della “collettività bangladese” e della sua proverbiale
solidarietà interna poco più di un mito. Anche il rapporto con i servizi si dimostra difficile e la
capacità del sistema del welfare mix di intercettare i bisogni dei migranti appare fortemente
impedita innanzitutto dall’apparato legislativo.
Per quanto infatti questi fenomeni si nutrano di tendenze endogene alla collettività essi sono
notevolmente favoriti dalle condizioni sociali, economiche e legali dell’inserimento dei
migranti a Roma e dal loro rapporto con la società civile, che al momento attuale sembra
essere ancora ad un grado di sviluppo embrionale, come dimostra la mancata inclusione delle
associazioni ‘virtuose’ all’interno del sistema del welfare mix.
Lo scarso accesso ai percorsi di cittadinanza come più in generale alle risorse economiche e
sociali del paese di immigrazione sembra così contribuire in maniera significativa ad istituire
una separazione fra i bangladesi e gli italiani che permette ai citati processi di polarizzazione
di agire liberamente con ricadute estremamente negative sull’esistenza di migliaia di persone
Theoretical and experimental investigation of single spike regime with the SPARC free-electron laser
Free-electron lasers are based on the coherent emission of synchrotron ra-
diation of relativistic electrons within an undulator or wiggler. The reso-
nant radiation wavelength depends on the electron beam energy and can
be tuned over the entire spectrum from micrometer to X-ray radiation.
The basic regimes of operation are the FEL ampli er (SEED FEL) and
the Self Ampli ed Spontaneous Emission (SASE)-FEL. The SEED-FEL
regime is characterized by the ampli cation of a coherent seeding pulse
in a single pass through a su ciently long undulator. The Self Ampli ed
Spontaneous Emission (SASE)-FEL, on the other hand, uses the broadband
signal of the spontaneous emission to start the FEL ampli cation. A FEL
pulse generated by SEED scheme is a full coherent pulse while the SASE is
a quasi-coherent pulse. The lack in the coherence properties of SASE-FEL
is in the longitudinal time structure where the pulse is composed by many
regions (spikes) that are independently one from each others. To obtain a
full coherent laser pulse a seed pulse is needed or, in SASE mode, it can
be done with very short electron bunches, i.e. a bunch length as long as
the region of the beam that radiates coherently due to the FEL interaction.
The regime is called the Single Spike regime. The pulses generated are fully
coherent, moreover given that the laser pulse length is comparable to the
electron beam length, its duration can reach femtosecond scale. This PhD
thesis regards the theoretical and experimental analysis of the single spike
regime at SPARC(Sorgente Pulsata Autoampli cata di Radiazione Coer-
ente) at Frascati, Italy. For SPARC FEL lasing in the visible range, the
single spike bunch length is in the order of hundreds of fs. The generation
of high brightness ultra-short electron beam is achieved at SPARC with the
so called Velocity Bunching (VB) technique. The compression mechanism
introduces a linear chirp in the electron bunch energy and the compression
ratio must be chosen accurately in order to have the maximum brilliance.
The resulting bunch is longer than the single spike length yet, but it has a
peaked current shape combined with a strong linear chirp along the beam.
The short energy chirped electron beams are injected into a tapered undu-
lator to compensate the chirp. This scheme allows to select the brightest
region of the bunch to operate in the single spike regime. A theoretical
investigation on the Single Spike regime at SPARC is presented in the the-
sis, where, imposing the single spike condition on beam length, a scaling
law of the charge vs. the length of the beam is introduced in order to
obtain the single spike pulse. The superradiant properties of the pulse by
means of three-dimensional simulation are also investigated. All the FEL
simulations are done with GENESIS and PERSEO code. The theory and
simulation results are then checked against the Single Spike SASE pulses
obtained experimentally at SPARC. In addition SEED regimes with seed
pulse length lower than the electron bunch length are investigated for the
superradiance evolution of the seed spike injected at the tail of the electron
beam and slipping towards the head. The harmonics in the FEL pulses are
ultra-short pulses in the UV range with sub-muJ energy. The experimental
results are the spectrum and the energy content of the pulses and they are
in a good agreement with the simulations and theory
Erosione di litotipi carbonatici ad opera di organismi endolitici in condizioni subaeree : aspetti ecologici e problematiche di biodeterioramento
Coinvolgimento del metabolismo delle poliamine nel differenziamento dello xilema e nelle risposte agli stress
Amine oxidases (AOs) include the copper-containing amine oxidases (CuAOs) and the FAD-dependent amine oxidases (PAOs). AOs oxidize polyamines (PAs) to aldehydes, producing the removed amine moiety and hydrogen peroxide (H2O2). CuAOs and PAOs contribute to important physiological processes not only through the regulation of cellular PA levels, but do so also through their reaction products. Notably, H2O2 is a product common to all AO-catalyzed reactions. H2O2 derived from PA catabolism is involved in important processes, such as plant growth and development as well as biotic and abiotic stress responses. In the present work, the involvement of polyamine metabolism in xylem differentiation and defence responses, such as wound healing, has been studied. For this purpose different plant species have been analysed, i.e. Zea mays for its agronomical importance and the well characterized apoplastic PAO (ZmPAO) present in this plant, Nicotiana tabacum and Arabidopsis thaliana for the easiness of transformation and the availability of specific mutants. In detail I took advantage of the availability of transgenic tobacco plants over-expressing ZmPAO in the apoplast (S-ZmPAO plants) or downregulating endogenous PAO (A-ZmPAO plants) or S-adenosyl-Lmethionine decarboxylase, enzyme involved in PA biosynthesis (RNAiSAMDC plants), Arabidopsis insertional mutant plants for a gene encoding for an apoplastic CuAO (Atcuao1 plants), as well as transgenic tobacco and Arabidopsis plants expressing a fungal polygalacturonase (PG plants). In maize primary root ZmPAO is mainly expressed in early metaxylem (EMX), late metaxylem (LMX), xylem parenchyma and sloughed root cap cells. In the present work it was demonstrated that the treatment of maize seedlings with the PAO substrate spermidine (Spd) induced the deposition of cell wall phenolics in vascular tissues and xylem parenchyma of primary root, likely associated to early maturation of the cell wall. Importantly, this effect correlated with a high production of H2O2 in the same tissues upon Spd treatment. Consistently, in presence of exogenous Spd, immature LMX and EMX cells appeared closer to the apical meristem than in Spd-untreated plants. The early differentiation of xylem cells associated with enhanced H2O2 production in Spd-treated roots suggests the hypothesis that vascular tissue differentiation could be mediated by the PAO-driven Spd oxidation. Further evidence in support of this hypothesis came from the analysis of SZmPAO tobacco plants. In these plants PAO over-expression in the cell wall resulted in early differentiation of root tracheary elements and cell death of sloughed root cap cells and rhizodermis of the subapical region, as well as enhanced in vivo H2O2 production in xylem tissues. Unexpectedly, vascular differentiation in A-ZmPAO tobacco plants occurred in a similar fashion as compared to wild type (WT) plants. Remarkably, downregulation of SAMDC in tobacco promoted xylem cell differentiation and induced PCD in root cap cells similarly to ZmPAO over-expression in the cell wall, suggesting that xylem differentiation and PCD induction are governed by a complex regulatory system in which intracellular PAs and apoplastic PA-derived H2O2 are likely integrated in coordinated signaling pathways. In Arabidopsis a gene encoding for an apoplastic CuAO, expressed in root vascular tissue at early developmental stage was already identified (AtCuAO1 gene). In this work it was demonstrated that AtCuAO1 expression was induced by methyl jasmonate (MeJA) treatment but not wounding. Interestingly, MeJA is a plant hormone involved in defence responses and xylem development. In normal physiological conditions, Atcuao1 mutant plants did not show defective phenotype in comparison to WT plants. MeJA treatment resulted in early xylem differentiation in Arabidopsis WT seedlings, without affecting xylem differentiation in Atcuao1 mutant seedlings. Consistently, the analysis of polyamine levels showed that putrescine (Put) level was selectively impaired upon MeJA supply in WT roots but it did not change in mutant roots. The reversion effect exerted by the H2O2 scavenger DMTU on MeJA-induced xylem differentiation in WT roots along with the histochemically revealed production of H2O2 at the site of differentiating xylem upon MeJA treatment in WT roots, provided evidence for the specific involvement of the AtCuAO1-produced H2O2 in root xylem differentiation. Furthermore, treatment with Put, AtCuAO1 substrate, induced early xylem differentiation in WT but not in Atcuao1 roots, effect reversible by DMTU treatment, suggesting an indirect effect of Put mediated by H2O2. Since the existence of signal crosstalk between MeJA and abscissic acid (ABA) has been suggested to occur during drought conditions, the effect of ABA treatment on the xylem differentiation of WT and Atcuao1 plants was analyzed. However, unlike MeJA, ABA equally affected WT and Atcuao1 roots, inducing early xylem differentiation to the same extent in both WT and mutant plants. The possible involvement of AO in wound healing and xylem differentiation was also studied in transgenic tobacco plants expressing a fungal polygalacturonase (PG tobacco plants) that show enhanced defence responses, associated with accumulation of reactive oxygen species and constitutive expression of several defence genes. Present results obtained with PG tobacco plants suggest that H2O2 derived from PA catabolism may behave as a mediator in the signalling pathway triggered by oligogalacturonides (OG), compounds derived from partial degradation of the cell wall component homogalacturonan by fungal polygalacturonases. In particular, higher CuAO activity and lower polyamine levels, particularly Put, were found in shoot tissues of PG tobacco plants. In accord with the enhanced defence response peculiar of PG plants, wound responses appeared to be improved in transgenic plants as well, which exhibited an intensification of autofluorescence upon wounding not only in wound surface, as observed in WT plants, but also in epidermis and cortical parenchyma. Using a pharmacological approach, the involvement of CuAO enzyme activity in the distinctive behaviour shown by PG plants upon wounding, characterized by the spreading of defence signals also in wound adjacent tissues, has been suggested. In agreement with the stronger CuAO activity revealed by DAB staining in xylem cells of PG plants in comparison to xylem tissues of WT plants, early xylem differentiation was observed in PG tobacco roots. This phenotype could be reasonably ascribed to a higher level of CuAO activity in PG plants as compared to WT plants because of the lower level of Put detected in root of PG plants in comparison to WT root as well as the reversion effect of the CuAO inhibitor 2-bromoethylamine on xylem differentiation and H2O2 accumulation level in roots of PG plants. Analogously to tobacco PG plants, roots of Arabidopsis PG plants displayed Put depletion (Dr. Sandip A. Ghuge, Dept. of Biology, University “Roma Tre”, personal communication) and early xylem differentiation associated to enhanced in situ apoplastic H2O2 production. Overall, the lack of a defective phenotype showed by both transgenic tobacco plants down-regulating endogenous PAO and untreated Arabidopsis Atcuao1 plants apparently contrasts with the hypothesis that PA catabolism represents a key element in xylem differentiation during development under normal physiological conditions. However, this incongruity could be explained bearing in mind that the observed early xylem differentiation associable to AO activity was exclusively revealed in plants undergone to stress-like conditions linked to enhanced extracellular H2O2 production and/or imbalanced PA/H2O2 ratio, obtained by both pharmacological and genetic approaches able to alter PA levels. Hence, we can hypothesize that H2O2 derived from PA catabolism has a role in inducing xylem differentiation under stress conditions, such as those simulated by increased PA oxidation in the cell wall, while further investigations are needed to establish its role under normal physiological conditions
Ciil-qabe
Kaddib marki, 1da luuliyo 2010, gabyaaga lagu casumay xaflada lagu xusayay maalinta gobannimada soomaaliyeed, ayuu aad ula yaabay damaashaadka halkaas ka dhacayay, waayo wuxuu filayay in uu arko dad tiiraanaysan oo 20 sano qarannimo ka maqnayd. Markaas ayuu tiriyay gabay isagoo matilaya codka calanka soomaaliyeed oo ciil qaba. Wuxuuna ka sheekeynayaa, isagoo ciishoon ayaa wuxuu xusuusinayaa dadaalka loo soo maray gobannimadaas iyo xaaladda markaas lagu suganyahay, ma mid lagu farxa baa?.Durante i festeggiamenti per l'anniversario dell’indipendenza somala (il 1 luglio del 2010), il poeta rimane molto stupito nel vedere le persone festeggiare. Si sarebbe aspettato, infatti, un'atmosfera completamente diversa, dal momento che in Somalia non esiste né stato né sovranità da più di 20 anni. In questa circostanza, recita allora questa poesia, tentando di parlare nella "lingua" della bandiera somala dimenticata, ricordando la lotta per l’indipendenza e la situazione attuale dei somali.During the celebration of the anniversary of the Somali Indipendence (2010, 1st July), the poet is surprised at seeing people celebrating. He expected a completely different atmosphere, given that in Somalia both state and sovereignty have been lacking for more than 20 years. In this occasion, he recites this poem, attempting to to speak in the 'tongue' of the uncared for flag, recalling the fight for the indipendence and the current situation of Somalis.https://www.youtube.com/watch?v=yV3iHcG9Ixc&feature=youtu.be&list=PLD81BC11BD32B1E6