Archivio Aperto di Ateneo
Not a member yet
5899 research outputs found
Sort by
Proposte per una riconciliazione nazionale e per risolvere la grave situazione del paese
Qoraalkani waa bayaan ay qoreen 16/06/1990 odayaal badan oo ka tirsan waxgarad soomaaliyeed, waxayna u qoreen Madaxweynaha Maxamed Siyaad, 6 bilood ka hore inta aan xukunka laga tuurin, iyagoo ka talabixinaya xaaladda khatarta ah ee markaas dalku uu ku sugnaa.Lettera di Manifesto scritta il 16/06/1990 da un gruppo di saggi somali, indirizzata al presidente Mohamed Siyad Barre, sei mesi prima di essere detronizzato, con la quale si forniscono al presidente delle proposte risolutive per la grave situazione in cui versava il paese.Letter written on 16th June, 1990 by a group of Somali elders and addressed to President Mohamed Siyad Barre six months before his overthrow. The Manifesto provides the President with some proposals to solve the arduoud situation of the country
La rilevazione della componente intangibile del capitale di funzionamento
L’elaborato presentato a conclusione del corso dottorale in economia aziendale rappresenta il frutto di una ricerca tesa ad approfondire gli aspetti relativi alla rilevazione della componente intangibile del capitale di funzionamento.
In un contesto economico nel quale i principali vantaggi competitivi vengono ricondotti in misura sempre maggiore alla gestione e valorizzazione delle risorse immateriali e delle relative informative interne ed esterne, si è voluto valutare se ed in quale modo gli sviluppi compiuti dalla ricerca in merito allo studio degli intangibili siano supportati da una parallela evoluzione degli strumenti di
rendicontazione e reportistica tradizionali.
Sempre in considerazione del variato quadro di riferimento e del ruolo di primo piano assunto dagli intangibili, si è cercato altresì di comprendere se il bilancio redatto sulla base dei vigenti principi e regole contabili venga ancora ritenuto capace di fornire una veritiera e corretta determinazione del patrimonio e del reddito d’impresa, oltre che consentire una efficace comunicazione nei confronti del
management e degli stakeholders.
E’ stata pertanto condotta una ricerca di tipo qualitativo che, dopo una sintetica analisi, (i) dei principali concetti economico/aziendali di riferimento, (ii) delle norme e prassi contabili applicabili dalle imprese italiane per la redazione del bilancio di esercizio, (iii) e delle caratteristiche del mercato nazionale, è stata focalizzata sulle risorse immateriali e sulla loro massima espressione rinvenuta, da un punto di vista aziendalistico, nel capitale intellettuale (IC).
In seguito all’approfondimento delle disposizioni dettate dai principi e dalle regole contabili vigenti in merito agli intangibles, si è proceduto a valutare la loro
rilevazione nel bilancio d’esercizio, mettendone in risalto criticità e limiti. Si è così avuto conferma del contrasto tra la dinamicità caratterizzante gli studi teorici sulle risorse immateriali e la rigidità dei relativi aspetti contabili. Sulla base delle ricerche condotte, è stato confermato che gli importanti sviluppi compiuti dalla ricerca in merito allo studio degli intangibili non risultano supportati da una parallela evoluzione della disciplina contabile e dei tradizionali strumenti di rendicontazione e reportistica: gran parte degli elementi immateriali (ad esempio, gli intangibili “strutturali” o le singole componenti classicamente ricomprese nell’IC) di norma non sono rilevabili contabilmente o, nel caso, sono spesati direttamente a conto economico senza essere riconosciuti come attività, con
importanti effetti di natura reddituale e patrimoniale.
La rigidità del quadro contabile di riferimento nei confronti delle risorse immateriali vede contrapporsi pareri discordanti sui dettami relativi alla rilevazione della componente intangibile del capitale di funzionamento. Detta problematica non appare di facile soluzione in quanto richiede di trovare un delicato punto di equilibrio tra:
a) il rispetto:
- delle differenze concettuali e sostanziali tra capitale di funzionamento e capitale economico;
- della natura del bilancio d’esercizio e della sua costruzione in funzione della determinazione di un reddito tendenzialmente distribuibile;
- del principio di prudenza;
- del criterio di rilevazione al costo storico e delle ragioni alla base del suo utilizzo;
- della necessità di una rappresentazione veritiera e corretta della situazione
patrimoniale e reddituale della società;
- del divieto di adottare politiche di bilancio tese a perseguire impropri accrescimenti del patrimonio d’impresa e del reddito;
b) e l’opportunità di:
- coadiuvare e rafforzare le informazioni sugli intangibili comunicabili attraverso strumenti extracontabili; infatti, la presenza nell’attivo dello Stato Patrimoniale di dati quantitativi relativi a risorse immateriali consente all’impresa di evidenziare sinteticamente ed immediatamente la diversa
composizione delle proprie attività, fornendo agli stakeholders riferimenti numerici redatti sulla base di principi contabili universalmente riconosciuti (e, quindi, confrontabili) e assoggettabili al controllo di un revisore legale dei conti, cui aggiungere, attraverso altri strumenti di rendicontazione, tutti quei
dettagli quantitativi e qualitativi non trasmessi per il tramite dei dati di bilancio;
- evitare di sottostimare a causa di un eccesso di prudenza talune categorie di beni immateriali, provocando una distorsione delle risultanze di bilancio;
- far pervenire ad una più corretta correlazione tra costi e ricavi, garantendo il
rispetto della competenza economica e la giusta determinazione del reddito di esercizio e del capitale di funzionamento.
In tale contesto, il ricorso a strumenti innovativi alternativi al bilancio potrebbe
aiutare a gestire e veicolare le informazioni relative agli intangibili, ma risulta in
ogni caso difficile immaginare che possa condurre di per sé alla risoluzione della
problematica in oggetto, restando anche il fatto che il bilancio di esercizio, sebbene
non rappresenti l’unico strumento al quale poter fare riferimento, dovrebbe comunque costituire l’elemento principe per illustrare le caratteristiche reddituali e patrimoniali d’azienda, ivi comprese (per quanto possibile) quelle legate alla sua sfera intangibile.
Nelle considerazioni conclusive, sulla base di tutti gli elementi analizzati, sono proposti degli spunti di riflessione il cui sviluppo, da effettuarsi in concerto con i soggetti direttamente interessati ad una evoluzione pratica della questione, è ritenuto significativo al fine della risoluzione della problematica esaminata
Per una teoria del godimento cinematografico : le implicazioni del concetto lacaniano di "jouissance" nello spettatore e nei film
Attraverso l’interpretazione e l’analisi di alcuni film del panorama italiano ed internazionale dagli anni Sessanta ad oggi, la mia tesi si propone di mettere in luce il funzionamento dei possibili meccanismi di godimento (jouissance) attivati e attivabili dal dispositivo cinematografico sulla base dell’insegnamento dell’ultimo Jacques Lacan.
Partendo da uno studio accurato di tale concetto nella psicoanalisi lacaniana – concetto da intendersi fondamentalmente in opposizione a quello di piacere e in conflitto permanente con quello di desiderio: due capisaldi della teoria psicoanalitica del cinema – sarà evidenziata l’insufficienza del regime scopico nella situazione di godimento cinematografico dal momento che, quando c’è jouissance, subentra il corpo, e il regime dell'eccesso di presenza viene a sostituire quello (tradizionalmente connesso al cinema e al suo significante) dell'inaccessibilità e della mancanza.
Ne conseguirà una parziale revisione e un generale ripensamento delle teorie psicoanalitiche classiche del cinema, accompagnata da una rilettura dei procedimenti stessi di identificazione, credenza, voyeurismo e piacere, prendendo in considerazione lo stato percettivo di uno spettatore il cui corpo non è più limitato alla sua (pur fondamentale) componente immaginaria – cioè il corpo teorizzato da Lacan nello Stadio dello specchio – ma va inteso anche nella sua dimensione organico-fisiologica (componente che Lacan, nell'elaborare il concetto di jouissance, aveva ben presente): è il corpo in carne ed ossa che ritroviamo oggi anche nella neuroestetica e negli studi sull'emozione cinematografica, oltre che in alcune forme della clinica psicogena contemporanea, che potremmo definire, a tutti gli effetti, una vera e propria "clinica del godimento".
Ad una prima parte teorica, incentrata sulle dinamiche generali del godimento nella teoria lacaniana e nel dispositivo cinematografico, seguirà una parte più analitica in cui le meccaniche della jouissance verranno analizzate in rapporto ad alcuni film particolarmente debitori alle forme e a ai luoghi principali del godimento: il corpo, con i suoi fenomeni di malfunzionamento visivo, percettivo e propriocettivo e le sue ipertrofie (in Deserto rosso di Antonioni ed Eyes Wide Shut di Kubrick), il linguaggio, veicolo, nelle arti, del "godimento della lingua" e del discorso d'amore (in Comizi d'amore di Pasolini e D'amore si vive di Agosti), il sintomo, legato alle logiche compulsive della pulsione di morte e della coazione a ripetere (in Marnie di Hitchcock e nell'Impero dei sensi di Oshima), l'angoscia, in quanto "affetto che non inganna" e sbocco estremo del godimento (ne La
grande abbuffata di Ferreri, in Breve film sull'amore di Kieslowski e nel Sorpasso di Risi), e
l'amore, nella sua disarmonia strutturale con il sesso e nel suo malinteso di fondo (in Lui di Buñuel
e ne L'amore probabilmente di Giuseppe Bertolucci)
Ricerche sul ms. Vaticano Greco 191 : scienza ed erudizione in età Paleologa
Partendo dall’indagine attorno al concetto di unitarietà del codice manoscritto miscellaneo
nel mondo greco, sono stati rianalizzati criticamente gli studi a questo proposito, da
Schiaparelli e Petrucci, fino alle più recenti proposte di Gumbert per la catalogazione del
libro miscellaneo.
Il lavoro presenta poi una analisi completa del codice Vat. Gr. 191, prendendo in esame
prima tutte le informazioni reperibili da un esame autoptico del manoscritto, organizzate
per fascicolo, poi studiando le mani degli scribi che lo hanno vergato e infine la
fascicolazione. Queste analisi hanno fornito indizi sufficienti a poter ritenere il manoscritto
unitario rispetto al suo progetto editoriale. Successivamente sono stati studiati gli
interventi dello scriba della mano R, il revisore dell’intero manoscritto. Sono state confutate
due ipotesi di identificazione e ne è stata proposta una del tutto originale, quella con
Manuel Bryennios. Questa identificazione ha trovato conferme negli studi riguardo la
tradizione testuale di alcuni dei testi contenuti nel Vat. Gr. 191. Infine le modalità di
confezione sono state messe in connessione con i concetti di milieu erudito e di circolo di
scrittura ormai comuni negli studi riguardo l’erudizione bizantina di questo periodo
Resonant Bose-Fermi Mixtures : a T-matrix and Quantum Monte Carlo Study
In this thesis we develop the theoretical study of a novel physical system, in the context
of ultracold gases. We investigate the physical behavior of a resonant Bose-Fermi mix-
ture, namely, an ultracold gas made of both bosons and fermions, with a strong attractive
interaction between these two components.
We study homogeneous density and mass imbalanced mixtures from weak- to strong-
coupling limit, comparing the results obtained with two different theoretical approaches,
a many-body diagrammatic approach (the T- matrix approximation) and Quantum Monte
Carlo method.
By using many-body diagrammatic methods we first obtain the finite-temperature phase
diagram and the thermodynamic properties of the system. We observe the presence of
a quantum phase transition from the condensed (superfluid) to the normal (molecular)
phase. Developing the zero-temperature limit of the same Green’s function formalism we
study the effect of density and mass imbalances for the Bose-Fermi mixture. For a van-
ishingly small boson density we derive the asymptotic expressions for the critical coupling
in the limits of small and large mass ratios. These expressions are relevant also for the
polaron-molecule transition in a strongly-imbalanced Fermi mixture, thus bridging two
quite distinct physical systems. The analysis of the momentum distribution functions at
sufficiently large density imbalances shows an interesting effect in the bosonic momentum
distribution, due to the simultaneous presence of composite fermions and unpaired bosons.
By using the corresponding retarded propagators we calculate the spectral weight func-
tions and the dispersions of the bosons and of the fermions. We obtain a wide collection
of single-particle intensity plots, for several values of the density and mass imbalances,
which could be compared in the near future with experimental data, obtained e.g. with
radio-frequency spectroscopy.
We use for the first time the Quantum Monte Carlo method with Fixed-Node approxima-
tion to investigate resonant Bose-Fermi mixture, from weak to the strong boson-fermion
attraction. Two different nodal surfaces are used as trial wave functions in the two
regimes. We obtain the equation of state of a density imbalanced mixture and we observe
the presence of the quantum phase transition through the crossing of the energies, cal-
culated with their respective trial wave functions. By fitting the Quantum Monte Carlo
data, we can write the expressions for the energy in the superfluid and in the normal
phase. A phase diagram in the coupling and boson-fermion concentration variables is
then derived and the occurrence of phase separation is discussed. We compare Quantum
Monte Carlo results to T-matrix calculations, finding an interesting agreement between
the two results for the bosonic momentum distribution
I missionari cattolici italiani nell'Etiopia occupata (1936-1943)
La ricerca ha inteso analizzare in un primo quadro d’insieme, la vicenda dei missionari cattolici italiani nell’Impero d’Etiopia, nel breve e complesso periodo dell’occupazione e colonizzazione italiana del 1936- 1941, protrattasi per molti di loro per due anni, fino all’ espulsione o invio nei campi di prigionia britannici, insieme ad altri prigionieri italiani, avvenuti nel 1943 . Il suddetto tentativo, per quanto ambizioso, non ha preteso tuttavia chiarire e sciogliere tutti i punti problematici e ancora oscuri del tema in oggetto.
Piuttosto, la sua precipua connotazione potrebbe essere quella di aver cercato di tenere costantemente presente le problematiche vissute dai missionari italiani nel loro approcciarsi alla realtà della nuova colonia italiana, più che scandagliare ulteriormente il punto di vista prettamente politico diplomatico del conflitto italo-etiopico, già per molti versi avviato negli ultimi anni. In questa prospettiva dunque, è stato possibile portare alla luce molti aspetti della vita reale di questi missionari, al di là dei linguaggi tipici della comunicazione del regime politico che operò l’occupazione dell’Etiopia, e pure al di là degli stessi linguaggi propagandistici usati dai mezzi di informazione ecclesiastici di allora.
Il quadro d’insieme è risultato così alquanto articolato e ricco di vicissitudini che possono offrire un contributo ulteriore al raggiungimento di una visione più completa e reale di quella che fu la presenza degli italiani nell’Impero etiopico. Tale risultato è stato possibile sostanzialmente grazie ad un’ampia indagine storiografica su fonti archivistiche inedite
Experimental microwave properties of innovative superconductors
This thesis summarizes a three-year experimental study. The work is focused on
the investigation of the high frequency electrical transport properties of complex
superconducting systems.
The experimental part included the development, setup and testing of new
experimental systems, the improvement of the performance of the existing setups.
First, a new dielectric resonator (DR), which operates on the TE011 mode at 8.2 GHz
was designed and put into operation. Second, the existing system, based on a sapphire
DR excited on the TE011 at the frequency 48 Hz was upgraded for transmission
measurements. Third, the design of a rectangular DR for the study of anisotropic
properties was investigated and a prototype was tested at low temperature.
Two classes of complex superconducting structures were then studied:
ferromagnetic/superconductor/ferromagnetic (S/F/S) Nb/Pd0.81Ni0.19/Nb multilayers,
driven by the interest in the phenomena occurring due to the interaction of
ferromagnetism and superconductivity, and YBa2Cu3O7-x (YBCO) samples with
nanosize BaZrO3 (BZO) columnar pinning centers because of the interest in the
potential applications.
The investigation of Nb/PdNi/Nb and bulk Nb film samples with different PdNi
layer thickness in the temperature range T=2.4-15 K and magnetic field range H=0-
3 T was performed by combining wideband (2-20 GHz) and resonant (8 GHz)
measurements. The temperature dependencies of the surface resistivity and of the
London penetration depth were measured, and the role of structural disorder was
assessed by EXAFS spectroscopy. The evolution of the field dependence of the finite
resistivity due to the free flow of magnetic flux lines was studied and compared with
present theories. A previously unreported field dependence was detected and
characterized for various ferromagnetic layer thickness. It was, finally, determined
that for the samples with larger ferromagnetic layer, a reduction of the superfluid
density induces a reduction in magnetic fields lines pinning and points to a reduction
of the superfluid.
YBCO/BZO samples in the temperature range T=60-120 K in magnetic field up to
0.8T were studied using resonator technique at 48 GHz. Samples prepared using
different growing techniques (Pulsed laser deposition method, PLD, and Metalorganic
decomposition method, MOD, were studied). The effect of the BZO
concentration on flux pinning in YBCO samples was studied. The study of the field
orientation revealed the flux pinning, important for the reduction of the losses was
due to a dynamic (“flux caging”) effect.
In summary, it was shown that microwave technique is the effective tool for the
study of the microscopic properties of the various superconducting systems, which
are important as for the application as for understanding of the nature of the
superconductivity
Sistema di misura in fibra ottica per la valutazione delle prestazioni di ventilatori polmonari neonatali
Il ventilatore polmonare è un dispositivo di supporto per la vita dei pazienti
che si sostituisce, in tutto o in parte, alle funzioni meccaniche del sistema
respiratorio, incapace di assolvere da solo al proprio compito per motivi di natura
patologica o per effetto di anestesia generale praticata per consentire l’esecuzione di
un intervento chirurgico.
Dagli anni ‘80, grazie all’impiego del microprocessore, i ventilatori
polmonari sono diventati molto più sofisticati e complessi, consentendo, oltre al
miglioramento delle condizioni di sicurezza per il paziente e per l’operatore medico
e paramedico, sia l’incremento delle loro capacità e prestazioni terapeutiche, sia la
possibilità di perseguire ulteriormente l’avanzamento tecnologico, tutt’ora in corso
di sviluppo come dimostrato dalle numerose e recenti ricerche scientifiche presenti
in letteratura.
Nonostante tale progresso ed i significativi miglioramenti tecnologici, i
metodi utilizzati nelle procedure di collaudo e di verifica funzionale dei ventilatori
polmonari sono considerati inadeguati: gli attuali standard normativi più comuni,
infatti, sono per lo più diretti ai costruttori e non all’utente finale (tecnico o
componente del Servizio di Ingegneria Clinica) che non sempre ha a disposizione la
strumentazione necessaria per effettuare le misurazioni. Inoltre, i considerati
standard nell’ambito della valutazione funzionale delle prestazioni dei ventilatori
polmonari rimandano alle raccomandazioni dei costruttori. D’altra parte, alcune
metodologie di collaudo proposte da alcuni costruttori sono considerate inadeguate
perché si riferiscono a prove effettuate senza simulare la presenza del paziente
collegato al ventilatore e/o in condizioni non particolarmente rappresentative di un
ammalato con patologie all’apparato respiratorio.
Pertanto, al fine di ridurre i succitati inconvenienti, nel presente lavoro è
stato realizzato e caratterizzato un sistema di misura innovativo per la verifica
prestazionale di ventilatori polmonari neonatali per terapia intensiva nell’ambito
delle correnti attività di un Servizio di Ingegneria Clinica (SIC); tale sistema è
basato sul monitoraggio dei principali parametri della ventilazione polmonare
(flusso, volume, pressione, temperatura ed umidità relativa della miscela gassosa
erogata dal ventilatore polmonare al paziente). La catena di misura del dispositivo proposto è stata completata con dei
trasduttori il cui principio di funzionamento è basato principalmente su metodi
ottici e non su metodi elettrici e/o elettromagnetici, impiegati nella maggior parte
dei dispositivi di uso corrente: i sensori in fibra ottica, grazie alle loro proprietà di
isolamento elettrico e di immunità alle interferenze elettromagnetiche consentono
rispettivamente di ridurre gli accorgimenti tecnici che il costruttore deve mettere in
atto al fine di garantire la sicurezza elettrica per il paziente e gli operatori, e di
effettuare le misurazioni anche all’interno dei locali in cui si compiono gli esami di
risonanza magnetica e nei locali in cui viene praticata l’elettrochirurgia mediante
l’impiego dell’elettrobisturi.
In particolare il sistema proposto per la valutazione delle prestazioni di
ventilatori polmonari è stato completato con due sensori in fibra ottica per la misura
del flusso, del volume e della pressione, realizzati allo scopo e caratterizzati da un
principio di funzionamento innovativo, e da due dispositivi commerciali (un
termistore ed un igrometro) impiegati per la misura della temperatura ed umidità
relativa.
Il sensore di flusso proposto è costituito da una fibra ottica disposta
trasversalmente in un condotto, con una estremità incastrata e con l’altra estremità
libera. La fibra ottica viene deflessa per azione del flusso presente all’interno del
condotto: lo spostamento dell’estremità libera della fibra ottica emettitrice viene
misurato mediante l’impiego di un array lineare di fotodiodi, posizionato di fronte
all’estremità libera della fibra ottica emettitrice al fine di misurare il profilo di
intensità all’uscita della fibra stessa.
Contrariamente ai sensori basati sulla modulazione dell’intensità affetti dagli
errori dovuti alle fluttuazioni dell’intensità indipendenti dalla grandezza fisica che
si vuole misurare, il principio di funzionamento proposto è caratterizzato dal fatto
che l’informazione sensoriale è contenuta all’interno della distribuzione di intensità
luminosa e della posizione in cui si misura il suo valore massimo, che non dipende
né dal livello totale di luce né dalle variazioni di intensità luminosa indipendenti dal
misurando. Di conseguenza, se l’intensità varia durante un flusso costante, il valore
massimo del profilo di intensità cambia, ma la posizione del fotodiodo dell’array maggiormente illuminato rimane praticamente invariata, confermando
l’indipendenza del flusso misurato dalle variazioni di intensità luminosa.
Dopo aver ricavato la curva di graduazione del sensore di flusso in fibra
ottica ed aver progettato e realizzato la catena di misura, sono state effettuate delle
prove sperimentali per la determinazione delle caratteristiche metrologiche del
sistema di misura, che è stato successivamente impiegato preliminarmente in prove
spirometriche dinamiche, condotte in ambiente strutturato, rilevando che i dati
forniti da tale sensore sono in accordo con quelli ottenuti da un sensore di flusso di
riferimento. Le caratteristiche metrologiche ottenute evidenziano come il sensore di
flusso proposto consente di misurare flussi tra -18 l/min e +18 l/min, ossia i valori
di portata volumetrica normalmente incontrati nella ventilazione polmonare
neonatale e con pazienti di massa fino a 10 kg.
In seguito, al fine di valutare le prestazioni del sensore di flusso in fibra
ottica nell’ambito delle applicazioni di ventilazione polmonare neonatale, sono state
effettuate delle prove sperimentali in ambiente clinico non strutturato impiegando
dei ventilatori polmonari neonatali e la strumentazione tipicamente utilizzata nelle
unità di terapia intensiva neonatali. I risultati delle prove sperimentali in cui il
sensore di flusso in fibra ottica è stato sottoposto alle tipiche forme d’onda di
portata volumetrica che si verificano durante l’impiego di un ventilatore polmonare
neonatale, hanno evidenziato che quest’ultimo fornisce delle misure in accordo con
quelle del sensore di riferimento.
Il sensore di pressione differenziale in fibra ottica proposto è basato su un
principio di funzionamento simile a quello impiegato con il sensore di flusso in
fibra ottica e prevede anch’esso l’impiego di un array di fotodiodi. Il sensore è
costituito da un’asta di trasmissione con l’estremità inferiore posizionata al centro
di una capsula e l’estremità superiore connessa ad una fibra ottica emettitrice
alimentata da un LED: il movimento lineare della capsula, dovuto alla pressione
differenziale, mediante l’asta di trasmissione agente sulla fibra ottica disposta nella
configurazione di cantilever, determina lo spostamento dell’estremità libera della
fibra stessa che viene misurato mediante un array di fotodiodi posizionato di fronte
all’estremità emettitrice della fibra ottica stesso. Dopo aver realizzato la catena di misura, sono state effettuate delle prove
sperimentali per la determinazione delle caratteristiche metrologiche del sistema di
misura, che è stato successivamente impiegato preliminarmente in prove
spirometriche dinamiche, condotte in ambiente strutturato, rilevando che i dati
forniti da tale sensore sono in accordo con quelli ottenuti da un sensore di pressione
differenziale di riferimento. Le caratteristiche metrologiche ottenute evidenziano
come il sensore di pressione differenziale proposto consente di misurare pressioni
differenziali tra -15 cmH2O e +15 cmH2O, ossia i valori normalmente incontrati
nella ventilazione polmonare neonatale.
Successivamente, al fine di valutare le prestazioni del sensore di pressione
differenziale in fibra ottica sottoposto alle tipiche forme d’onda di pressione che si
verificano durante l’impiego di un ventilatore polmonare neonatale, sono state
effettuate delle prove sperimentali in ambiente clinico non strutturato impiegando
dei ventilatori polmonari neonatali e la strumentazione tipicamente utilizzata nelle
unità di terapia intensiva neonatali. I risultati delle suddette prove sperimentali
hanno evidenziato che il sensore di pressione differenziale in fibra ottica fornisce
delle misure in accordo con quelle del sensore di pressione differenziale di
riferimento.
Dopo aver ottenuto i suddetti risultati, dai quali è possibile constatare che i
sensori in fibra ottica proposti possiedono caratteristiche metrologiche tali da
renderli particolarmente adatti per le applicazioni di ventilazione polmonare
neonatale, è stato implementato lo schema del sistema di misura in fibra ottica per
la valutazione delle prestazioni dei ventilatori polmonari neonatali: tale sistema è
stato impiegato in ulteriori prove sperimentali verificando che i parametri impostati
sul ventilatore polmonare fossero in accordo con i risultati forniti dai sensori (di
flusso e di pressione) del succitato sistema in fibra ottica.
Infine, il suddetto sistema per condurre la valutazione delle prestazioni dei
ventilatori polmonari neonatali è stato completato impiegando sensori commerciali
per la misura della temperatura e dell’umidità relativa della miscela gassosa erogata
dal ventilatore: pertanto il sistema integrato discusso è stato impiegato in ulteriori prove sperimentali verificando la funzionalità del sistema costituito da un
ventilatore polmonare neonatale e di un umidificatore connesso ad esso.
Gli sviluppi futuri del presente lavoro potranno essere indirizzati al
miglioramento delle caratteristiche metrologiche dei sensori di flusso e di pressione
differenziale in fibra ottica proposti, allo sviluppo di sensori in fibra ottica
innovativi per la misura di temperatura e di umidità relativa e all’implementazione
di una procedura ad hoc per condurre, mediante il sistema di misura proposto, la
valutazione delle prestazioni di ventilatori polmonari neonatali