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Operazioni con parti correlate di gruppo
Con l’espressione “operazioni con parti correlate” si fa riferimento alle
operazioni poste in essere da un’impresa con controparti ad essa “correlate” che,
in ragione della posizione ricoperta (ad esempio di socio di controllo, di manager
ecc..), sono potenzialmente in grado di influenzare le decisioni dell’impresa
stessa.
L’art. 2391-bis, inserito nel codice civile dalla riforma organica delle società
di capitali, ha introdotto nel nostro ordinamento la disciplina sulle operazioni con
parti correlate, da una parte attribuendo agli amministratori delle società per
azioni che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio il dovere di adottare
regole endosocietarie “che assicur[i]no la trasparenza e la correttezza sostanziale
e procedurale” di tali operazioni, e al collegio sindacale il dovere di vigilare
sull’osservanza delle regole adottate; dall’altra demandando alla Consob la
definizione di principi generali cui le società dovranno attenersi nella definizione
delle procedure interne.
Nel primo capitolo si è inteso, dunque, analizzare il fenomeno delle
operazioni con parti correlate e i rischi che le stesse presentano, cercando altresì di
individuare la ratio sottesa alla disciplina che è stata adottata dal legislatore nel
2004 e completata dalla Consob attraverso l’adozione nel 2010 delle regole
attuative della disposizione codicistica.
Si è partiti dalla constatazione che, in definitiva, la disciplina in materia di
operazioni con parti correlate attiene al più ampio tema del conflitto di interessi
nella società per azioni e che le operazioni in questione assumono particolare
importanza nel mercato finanziario italiano, caratterizzato dalla presenza di fattori
che incentivano il compimento delle stesse e aumentano il rischio che possano
generarsi situazioni di conflitto in danno degli azionisti di minoranza. Si è dunque
provveduto ad una dettagliata analisi delle regole dettate dalla Consob e del
relativo impatto sull’impianto di governance della società per azioni quotata e, in
particolare, del ruolo fondamentale assunto in questa sede dagli amministratori
indipendenti.
Un ulteriore dato da cui è scaturita l’individuazione del campo di indagine
della ricerca è un dato prettamente empirico: le operazioni con parti correlate si
configurano essenzialmente come un fenomeno di gruppo. E’ la stessa definizione
di parti correlate e il perimetro di soggetti ivi delineato - costituito in gran parte
dai controllanti dell’emittente, dai soggetti controllati e da quelli sottoposti a
comune controllo - che rende evidente come il fenomeno delle operazioni in
esame si esplichi in larga parte nell’ambito dei gruppi societari.
Il secondo capitolo è stato pertanto dedicato all’analisi di tale fenomeno, al
fine di individuare i possibili rischi delle operazioni infragruppo e, soprattutto, di
quelle operazioni in cui l’emittente quotato risulti “eterodiretto” dal soggetto
controllante, ai sensi degli artt. 2497 e ss. del codice civile. Nelle operazioni con
parti correlate poste in essere in virtù delle direttive della capogruppo emerge con
chiarezza la dialettica tra due interessi: l’interesse della società quotata sottoposta
a direzione e coordinamento di altra società (e, dunque, l’interesse dei suoi
azionisti che in essa hanno investito) e l’interesse del gruppo nel suo complesso. I
due interessi possono essere in contrapposizione tra loro e porre una serie di
interrogativi pratici. In presenza di una specifica direttiva del soggetto controllante
a porre in essere un’operazione con una parte correlata, gli amministratori della
società quotata si troveranno infatti a dover decidere se porre in essere
quell’operazione, dovendone valutare tutti gli aspetti e soprattutto dovendo
valutare se quell’operazione è nell’interesse della società che essi amministrano.
Al contempo, gli amministratori della società quotata hanno il dovere di eseguire
le direttive impartite dalla capogruppo, dovendosi comunque indagare se si tratti
di un dovere giuridico, ovvero un mero fatto. La questione fondamentale attiene
alla ricerca di un possibile punto di equilibrio tra il doveroso perseguimento
dell’interesse sociale della società quotata, in quanto entità giuridica
singolarmente considerata, e le aspettative del soggetto che esercita
legittimamente attività di direzione e coordinamento sulla stessa. Il rischio è
infatti che, nell’ambito del legittimo esercizio della direzione unitaria, si annidino
comportamenti opportunistici ed espropriativi dell’azionista di controllo in danno
della società quotata controllata.
Si è inteso pertanto, sempre nel secondo capitolo, analizzare il fenomeno
dei gruppi quotati, cui la disciplina sulle parti correlate si applica, e le disposizioni
del Regolamento Consob dedicate alle operazioni con parti correlate “di gruppo”,
per individuare in dette regole anche la loro forte valenza organizzativa
nell’ambito dei gruppi societari.
Partendo dalla constatazione della interferenza, nella medesima fattispecie,
dei due insiemi normativi in esame, quello in tema di parti correlate e quello in
tema di gruppi, nel terzo capitolo si è inteso infine rispondere all’esigenza di
coordinamento delle disposizioni in esame. Tale analisi è stata ritenuta utile a
fornire un adeguato canone interpretativo per la valutazione degli amministratori,
in particolare degli amministratori indipendenti, quando si trovino di fronte ad
un’operazione con parti correlate “di gruppo”. Ai consiglieri indipendenti è infatti
affidato il compito, non sempre agevole, di esprimere un parere sulla correttezza
sostanziale e procedurale dell’operazione, nonché sulla convenienza delle relative
condizioni.
Ai fini che ci si è riproposti, occorre partire dal dato attinente alla
prospettiva “ideologica” delle discipline che nelle fattispecie in esame si
intersecano. Mentre la disciplina in materia di operazioni con parti correlate
sembrerebbe dare rilievo al concetto di “interesse sociale”, con un approccio per
così dire “atomistico” che focalizza l’attenzione sulla società monade
singolarmente considerata, la disciplina in materia di gruppi sembra dare rilievo
invece all’”interesse di gruppo” o, per meglio dire, ad una politica di gruppo,
secondo un approccio “molecolare” che vede la società come autonomo centro di
interessi innestato in un contesto, giuridicamente rilevante, di un insieme di
società tra loro connesse e legate da un unico fine imprenditoriale. Le due
discipline appaiono in contrasto sia dal punto di vista che abbiamo definito
“ideologico”, sia sotto il profilo degli effetti pratici derivanti dai due approcci
sopra descritti: mentre la disciplina sui gruppi presuppone infatti che l’attività
della società controllata possa essere orientata ad un interesse tecnicamente
“altro” rispetto all’interesse sociale, per preoccuparsi poi di evitare che questo
perseguimento di interessi esterni si risolva in un concreto pregiudizio per i soci e
per i creditori con la teoria dei vantaggi compensativi, le regole dettate dalla
Consob in materia di parti correlate mirano a garantire che la società, pur se
eterodiretta, persegua l’interesse della stessa come entità giuridica singolarmente
considerata e che, anzi, l’interesse estraneo non si insinui nel processo decisionale
e non influenzi la decisione degli amministratori.
Al termine della nostra analisi, si è giunti ad individuare il possibile
coordinamento in concreto tra i due ambiti normativi, operando un raffronto e
analizzando i punti di contatto esistenti, per poi delineare il contenuto della
valutazione che gli amministratori indipendenti sono chiamati a svolgere in
presenza di un’operazione con parti correlate influenzata dalla direzione unitaria
Corpi disciplinati, corpi (dis)obbedienti: letteratura, potere e giustizia secondo Clarice Lispector
A partire dallo studio e dall’approfondimento della tematica sociale nelle opere di
Clarice Lispector, il presente lavoro mira ad analizzare il nesso tra letteratura, potere e
giustizia delineato dalla sua produzione, enfatizzando il carattere impegnato che essa ha
assunto soprattutto tra gli anni 60 e 70, epoca della dittatura militare in Brasile.
Tale lettura delle opere clariciane sarà realizzata basandosi sulle riflessioni del
filosofo francese Michel Foucault, in particolare, sulla concezione di bio-potere.
L’immagine del corpo come bersaglio di una specifica tecnologia di potere centrata
sulla vita costituirà, infatti, un quadro di riferimento per l’analisi della corporeità nei
testi della scrittrice brasiliana.
Lispector non scriveva in maniera esplicita contro l’autoritarismo, ma rivendicava la
propria libertà collocando le sue opere al di fuori dei canoni letterari esistenti.
Nella presente analisi si prenderanno in considerazione, dunque, le rappresentazioni
del corpo e la scrittura corporale allo scopo di dimostrare come esse diventino ‒
nell’universo letterario di Clarice Lispector ‒ simboli di sovversione dell’ordine e di
disobbedienza alla disciplina
Transistor MOS a barriera Schottky in silicio policristallino
L’elettronica integrata è stata, fin dai suoi albori, caratterizzata da un’evoluzione tecnologica estremamente rapida che ha permesso la diffusione capillare dei dispositivi elettronici ad altissima scala di integrazione. Nell’ultimo decennio, tuttavia, molti sforzi tecnologici e di innovazione sono stati rivolti anche ad ambiti in cui non sono richiesti elevati livelli di integrazione ma dove, al contrario, è preferibile ottenere dispositivi polifunzionali, estremamente leggeri e con consumi particolarmente ridotti. È proprio in questa ottica di sviluppo di dispositivi “more than Moore” che si inserisce lo studio dei transistor a film sottile che possano essere realizzati con processi a bassa temperatura e compatibili con substrati flessibili. Nel corso di questa tesi sarà spiegata l’importanza dei transistor TFT e sarà messa in luce la necessità di individuare nuove tecnologie volte alla semplificazione del processo fabbricativo dei transistor ed al miglioramento delle loro prestazioni. La soluzione qui proposta consiste nell’utilizzare transistor le cui giunzioni di source e drain siano rimpiazzate da barriere metallo-semiconduttore realizzate direttamente sulla superficie del film di silicio che costituisce il body del transistor. Nel seguito del testo, si provvederà a fornire un’accurata descrizione del principio di funzionamento dei transistor a barriera Schottky e saranno approfonditamente analizzati gli aspetti tecnologici del loro processo fabbricativo. Si mostreranno, inoltre, i risultati della caratterizzazione di tre diverse tipologie di transistor mostrando la possibilità di ottenere dispositivi a canale n ed a canale p con prestazioni paragonabili a quelle attualmente riportate in letteratura per analoghi transistor a film sottile
Il magnifico corteo sulle macerie: José Tolentino Mendonça e Pier Paolo Pasolini: due poetiche sulle orme di San Paolo
La presente tesi ha come primo obiettivo analizzare la produzione letteraria di José Tolentino Mendonça, in cui la cultura italiana, in generale, e la lezione di Pier Paolo Pasolini, in particolare, hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione di una originalissima esperienza lirica, portoghese ed europea, oggi pienamente riconosciuta. La sensibilità pasoliniana del poeta portoghese gode, però, nella mediazione universalista di Paolo di Tarso, figura decisiva per entrambi gli autori e presente più volte in diversi momenti delle loro opere. Il “folgorato di Damasco” emerge come il portatore di un annuncio fondamentale per l’etica e per l’estetica di ambedue: quello di non conformarsi alla mentalità del mondo in cui vivono (Rom 12, 2), frantumando convenzioni («scandalo») e valorizzando ciò che il pensiero dominante ha disprezzato come follia o debolezza («vaso d’argilla»). Da questo senso di missione e di vita in lotta, in cui risalta, a ogni momento, la tensione del binomio Dio-Uomo / Uomo-Dio, si definisce un terzo denominatore comune in queste tre biografie: il tormento creativo. Il lavoro è corredato da un capitolo che integra storicamente l’operare di José Tolentino di Mendonça nell’ambito della diffusione della figura, dell’ideologia e dell’opera di Per Paolo Pasolini in Portogallo
Temporal and spatio-temporal modes for circular and circular-linear data
Circular data arise naturally in many scientific fields, for example oceanography (wave directions),
meteorology (wind directions), biology (animal movement).
Due to the circular domain, to the sensitivity of descriptive and inferential results to the starting point and
orientation on the circle, analysis of circular data is challenging.
We propose models for temporal and spatio-temporal circular and circular-linear data. We show that under
a Bayesian framework, the complex nature of circular data and the difficulties in a joint modelling of
circular-linear variables can be easily overcome. Two main research frameworks are touched. The first
deals with the build of spatio-temporal models for circular variables, while the second address topics in the
joint temporal classification of circular-linear variables. In all the models proposed, exploiting data
augmentation techniques, we are able to propose efficient, and easy to implement, Markov chain Monte
Carlo algorithm
L’area archeologica del Sepolcro degli Scipioni a Roma : l’evoluzione degli insediamenti tra antichità e medioevo
Il Sepolcro degli Scipioni, noto fin dall’antichità, costituisce uno dei luoghi più illustri della Roma
antica. L’ipogeo, chiuso al pubblico dal 1992, è finalmente di nuovo visibile, dal 15 dicembre 2011.
La sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha intrapreso infatti una serie di lavori di restauro
che hanno seguito più o meno l’assetto dell’area voluto da A.M.Colini nel 1929.
L’area archeologica si configura in realtà come un vero e proprio palinsesto di epoche storiche. Il
sito, situato prima fuori Porta Capena e successivamente incluso all’interno della cinta aurelianea,
fu infatti interessato da molteplici interventi di diversa natura. Nell’area archeologica vengono
realizzate progressivamente numerose altre strutture a carattere funerario, come due sepolcri in
grandi blocchi di tufo di epoca repubblicana, alcuni recinti funerari in opera mista e reticolata, due
colombari della prima età imperiale, un sepolcro a tempietto e un edificio funerario con
un’appendice ipogea di modeste dimensioni annessa, ma anche quattro edifici presumibilmente di
tipo residenziale, dei quali uno della metà del III secolo d.C. oblitera in parte il Sepolcro degli
Scipioni, e infine alcune strutture relative ad uno sfruttamento di tipo produttivo e/o artigianale
dell’area.
Tutti questi complessi edilizi, fatta eccezione in parte per l’edificio di età imperale costruito al di
sopra dell’ipogeo e genericamente definito “insula”, sono sempre state oscurate dalla notorietà del
sepolcro stesso e per questo, prima di questo lavoro, mai studiate approfonditamente.
La presente ricerca invece ha voluto proprio affrontare l’analisi storico-archeologica di questi
differenti complessi edilizi, condotta attraverso l’analisi tipologica delle tecniche edilizie, l’esame
della stratigrafia delle cortine murarie e lo studio funzionale degli edifici, che ha permesso di
ricostruire l’evoluzione delle modalità insediative del sito in un arco cronologico molto ampio che
va dall’età medio repubblicana all’età medievale
La tartaruga marina comune, Caretta caretta, nel Mediterraneo centrale ed occidentale: habitat use, stock composition and sex ratios
The loggerhead turtle (Caretta caretta) is the most common and best-studied sea turtle species in the Mediterranean Sea. Thanks to more than two decades of conservation efforts, population trends are now stable or even increasing which allowed the downgrading of the Mediterranean sub-population from “endangered” to “least concern” in the 2015 Red List Assessment of the IUCN. However, these results are mostly due to the effective protection of Mediterranean nesting grounds. The lack of basic knowledge on sea turtle biology and the human-turtle-environment interactions still limits our ability to accurately assess the conservations status of the species and design effective management strategies and conservation responses to the anthropogenic threats. This reflects the logistic challenges of studying sea turtles in the open ocean due to their solitary nature, migratory behaviour and longevity.
This PhD thesis aimed at advancing basic biological knowledge on the loggerhead turtle by answering four sub-objectives.
First, I determined the density of the loggerhead turtle humerus and examined the relationship between bone density and turtle size with the aim to contribute to a better understanding of bone density patterns and the possible functional relation to the diving behaviour and foraging strategy adopted during the different phases of the species’ life cycle. The study showed that the loggerhead turtle possess denser bones than the pelagic leatherback turtle but bone ballastin is not as extreme as in some slow swimming, shallow diving marine tetrapods. Bone density increases significantly with turtle size, which appears to be functionally correlated to the ontogenetic changes in the marine aquatic habits of the species. Further research is necessary to understand if the relation between bone density and turtle size highlighted by this study may offer an alternative to the enumeration of lines of arrested growth in skeletochronological studies to infer turtle age, as found in some cetacean species.
Then, I determined juvenile and adult sex ratios of the foraging aggregation in the south Tyrrhenian Sea and how they relate with the highly female skewed hatchling sex ratios produced at Mediterranean nesting beaches. The study showed that a female biased sex ratio is maintained in Mediterranean juveniles although less pronounced than in hatchlings. The proportion of females decreases further in the adult portion of the foraging aggregation although sampling bias problems associated with adult breeding migrations and homing behaviour may have affected the result. For this reason, I suggested that juvenile sex ratios may offer a more viable estimate of the
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population’s functional sex ratio provided that long time series, large sample sizes and the most rigorous criteria for sex identification are used. This study contributed to improve significantly our understanding of the dynamics of loggerhead turtle sex ratios in the Mediterranean Sea and identify the south Tyrrhenian foraging ground as a possible index area to detect biologically significant sex ratio shifts in the Mediterranean sub-population thanks to the availability of long time series.
A third research line aimed to determine the connections among rookeries and foraging grounds and the parameters that shape them. The loggerhead turtle is a highly migratory species that use widely separated and ecologically disparate habitats throughout its life. Individuals from reproductively independent Management Units (MU) usually mix in foraging habitats. The capacity to link these turtles back to their rookery of origin is crucial for our ability to manage the species effectively. I investigated the demographic composition of the juvenile and adult cohorts foraging in the south Tyrrhenian Sea and on the African continental shelf off south Tunisia. Juveniles of Atlantic origin were found to be significantly less abundant in the latter and differences in the relative contribution of Mediterranean MUs to the juvenile aggregations foraging at these two locations were also detected. Surface currents and hatchling imprinting on possible suitable neritic habitats during the early oceanic developmental stage were suggested as important factors shaping the composition of juvenile aggregations in the Mediterranean Sea. The study evidenced also weak but significant differentiation between juvenile and adult cohorts on the African continental shelf, with the latter showing a much stronger connectivity with the nearby Libyan MU which may be explained by the strong homing behaviour of adult turtles. Overall, this study demonstrates how anthropogenic threats in the Tyrrhenian Sea and on the African continental shelf differentially affect the Mediterranean and Atlantic sub-populations and provides information that is essential for developing effective management plans of the species.
Finally, I investigated how climate warming is affecting loggerhead turtle nesting in the western Mediterranean and what is the likely future scenario. Climate warming is a major challenge to Earth’ biota that forces species to adapt in situ or move to a different location in order to follow shifts in their thermal niche. Many different marine taxa have already shifted their distributions to endure changes in ambient temperature. In particular, marine ectotherms, such as the loggerhead turtle, are expected to colonise northern habitats as they become suitable for colonists due to the ongoing climate warming. This study showed that recently, the species has begun to nest
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steadily beyond the northern edge of the species’ range in the Mediterranean basin. This range expansion was associated with a significant warming of spring and summer sea surface temperature (SST) that offers a wider thermal window suitable for nesting. Moreover, the analysis of incubation and nest parameters indicated that environmental conditions have improved lately supporting the predictions of good habitat suitability for nesting in this area under a climate warming scenario. However, post-hatchlings departing from this location experience low winter SST that may affect their survival and thus hamper the stabilization of the site by self-recruitment. The different dynamics of winter and spring SST responses to climate change may result in a conundrum where the number of exploratory females and hatching success will increase with climate warming but the stabilization of this northern nesting site will still be hampered by high mortality rates of post-hatchlings due to the persistence of low winter temperatures. This study highlighted the importance of quantifying and understanding the interplay between dispersal and environmental changes at all life stages for predicting loggerhead turtle range expansion with climate warming.
Overall this PhD thesis contributed to improve our understanding of loggerhead turtle biology and provided information that are important for the future development of effective conservation and management strategies of the species in the Mediterranean Sea
Prosodic Features of Bravanese, a Swahili Dialect
An essay about Bravanese language, a dialect of Swahili spoken in the coastal town of Brava, Somalia.Buuggani wuxuu ka hadlayaa afka reer Baraawe oo ah lahjad Sawaaxiliyeed.Un saggio sul bravanese, un dialetto della lingua swahili parlato nella città costiera di Brava, in Somalia