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Fotografia S364
Appartenente a: "Serie E - Società Agricola Italo Somala S.A.I.S. - Società Saccarifera Somala S.S.S. - Opere idrauliche - Canali di Irrigazione - Costruzioni industriali e rurali"Wuxuu ka mid yahay: qaybta E - Shirkadda Beeraha ee Itaaliya-Soomaaliya - Shirkadda Sonkorta - Howl biyeed - kanaal samayn - Dhismooyin warshadeed iyo beereed.Belonging to: "Serie E - Società Agricola Italo Somala S.A.I.S. - Società Saccarifera Somala S.S.S. - Hydraulic structures - Irrigation channels - Industrial and rural construction
Encounters with patients from Somalia: experience among vocational trainees in Swedish general practice
This study describes how vocational trainees in general medical practice in Sweden experienced encounters with refugee patients from Somalia.Daraasaadkani wuxuu ka hadlayaa waaya-aragnimadii ay ka kasbadeen tababarayaal takhtareed ee Sweden oo ay daaweynaayeen dad qaxooti ah oo ka yimid Soomaaliya.Questo studio descrive l'esperienza dei tirocinanti in medicina generale in Svezia con pazienti rifugiati provenienti dalla Somalia
Nullità e diritto della concorrenza
La tesi di dottorato ha ad oggetto le relazioni tra disciplina del contratto e della concorrenza
nell’ottica e nel contesto del private enforcement della normativa antitrust comunitaria ed italiana.
Si è inteso cioè indagare se, ed in quali termini, l’attuale processo di modernizzazione del
diritto europeo della concorrenza, ed in particolare gli sforzi in atto tesi a sviluppare l’applicazione
da parte dei giudici civili della normativa antitrust, possano giovarsi di una riflessione sui rapporti
di quest’ultima con il diritto dei contratti, con particolare riguardo ai profili della invalidità e delle
restituzioni.
Nel campo del cd. private enforcement, al momento, le attenzioni della Commissione e dei
commentatori appaiono concentrate, dal punto di vista del diritto sostanziale, sulla sola tematica
delle azioni di risarcimento (extracontrattuale). Tuttavia, si ritiene che la configurazione di una
cornice normativa che consenta ed incentivi un contenzioso civile in materia di antitrust non solo
quantitativamente più rilevante, ma anche caratterizzato da un apprezzabile grado di certezza e
coerenza giuridica, richiede il chiarimento di ulteriori aspetti e profili giusprivatistici, ed anzitutto
quelli dell’invalidità e delle restituzioni contrattuali.
La tesi prende avvio richiamando i rapporti tra teoria del contratto e concorrenza, nonché
l’evoluzione delle invalidità nella disciplina civilistica del mercato: temi oggetto, negli ultimi anni,
di un vivo, colto ed amplissimo dibattito dottrinale. Il (pur breve) riferimento preliminare a tale
panorama di idee ha come scopo la definizione di un quadro teorico-generale che costituisca una
solida base concettuale per l’analisi delle specifiche tematiche affrontate nel prosieguo della ricerca
(Capitolo I – Contratto, mercato e invalidità: geografia concettuale minima).
L’indagine si sposta quindi sul momento di incontro, o di collisione, più importante, sotto il
profilo dello stretto diritto positivo, tra disciplina del contratto e normativa della concorrenza: la
nullità delle intese restrittive della concorrenza, espressamente sancita nel Trattato di Roma (e ora
nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea). Viene analizzato il regime di questa nullità,
come definito dalla giurisprudenza comunitaria (ed in parte, nazionale), nonché il suo utilizzo nel
contenzioso civile, allo scopo di metterne in luce incertezze applicative, le eterogeneità fra Stati
membri (per i profili rimessi alle discipline nazionali), le potenzialità come strumento di tutela di
situazioni giuridiche lese da condotte anticompetitive, le possibili incongruenze con gli obiettivi di
politica antitrust e con soluzioni eque nei rapporti tra i contraenti (Capitolo II – La nullità delle
intese anticoncorrenziali).
Si passa quindi all’analisi delle sorti civilistiche dei contratti in violazione del divieto di
abuso di posizione dominante, valutando i diversi rimedi esperibili anche nel quadro della
dicotomia tra regole di validità e regole di comportamento (Capitolo III – Abuso di posizione
dominante e invalidità). La tesi si occupa poi del tema, in larga parte inesplorato, delle restituzioni derivanti da
contratti nulli per violazione della disciplina antitrust e più in genere dei possibili rimedi contro
l’arricchimento ingiusto determinato da condotte anticompetitive. Come per la nullità, l’obiettivo è
valutare gli ambiti di applicazione di tali azioni, il loro potenziale nel contenzioso civile antitrust, i
rapporti con i rimedi risarcitori, ma anche i rischi di soluzioni impraticabili o inaccettabili connesse
alla restituzioni delle prestazioni per il ripristino dello status quo (Capitolo IV – Antitrust e
restituzioni).
Infine, al tema dello sviluppo del private enforcement del diritto della concorrenza, anche
con indicazioni – de iure condendo – circa possibili diverse conformazioni del regime della nullità
e delle restituzioni in ambito antitrust, viene affiancata la prospettiva dell’armonizzazione europea
del diritto dei contratti. Infatti, molte delle specifiche tematiche sopra affrontate (ad esempio:
invalidità parziale e cd. severability di clausole negoziali, l’alternativa (o il concorso) tra rimedi
invalidanti e risarcitori, il regime della nullità a fronte di abusi di potere di mercato (e quindi di
violazione di norme imperative da cui derivano contratti per così dire solo “unilateralmente”
illeciti), l’esperibilità di pretese restitutorie in contratti illegali) paiono offrire interessanti utili
spunti di riflessione anche nell’ottica più ampia della discussione sul ruolo e l’operatività dei
rimedi contrattuali e restitutori nei rapporti di mercato. Viene insomma sostenuto un approccio che
integri le iniziative tese alla costruzione del diritto contrattuale europeo e quelle per la definizione
di quadro normativo comune sul private enforcement del diritto della concorrenza (Capitolo V –
Private enforcement del diritto della concorrenza e diritto europeo dei contratti).
La ricerca è condotta avendo principalmente riguardo al diritto italiano ed europeo, ma
costanti sono i raffronti con altri ordinamenti nazionali, ed in primis con quelli inglese, francese e
tedesco (senza dimenticare l’esperienza statunitense, che da sempre conosce un forte sviluppo del
private enforcement del diritto della concorrenza, pur senza una particolare attenzione ai profili
dell’invalidità e delle restituzioni)
Volcano deformation in different tectonic settings using InSAR and modeling
Magma movements from reservoir toward the surface are responsible for volcanic unrest. Unrest can culminate with an eruption or the volcanic system can return to quiescence if magma fails to reach the surface. However, magma movements produce effects that can be observed and measured at the surface: seismicity, ground deformation and gas emission; monitoring these geo-indicators at unresting volcanoes allow to evaluate the probability of occurrence of an eruption and which type of eruption is expected in order to define the hazard. It is also necessary to monitor these geo-indicators between unrest periods in order to define the background behavior of the volcano. Space geodesy techniques allow to monitor ground deformation. In particular InSAR technique allow to measure mm-scale surface displacements over time spans of days to years and over wide areas. Inverting these data using analytical or numerical models allow to obtain information about the deformation source. I studied ground deformation using InSAR technique and I evaluated the deformation sources parameters with analytical models at two magmatic systems located in extensional and compressional settings. The first target area is Dallol, a proto-volcano located along the Afar rift axis; here I studied deformation associated to the October 2004 dyke intrusion that highlighted the presence of magma at shallow depth below the hydrothermal field, in an area without evidence of volcanism, and provided new information about the extension mechanisms along rift segments. Furthermore, I produced ground deformation time series between 2005-2010 for an area that cover Dallol and the Erta Ale Ridge, another volcanic segment located along the Afar rift axis. This data suggest that Dallol subsided after the dyke intrusion whereas Alu Dalafilla and Erta Ale caldera uplifted. Data inversion for the subsidence at Dallol suggest the presence of a shallow deflating source. The second target area is Aso Caldera that belongs to the Japanese South West volcanic arc. I studied ground deformation between 1993-2011 using different SAR sensors. I observed small displacement associated to eruptions. In particular I inverted InSAR data for a subsidence period
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between 1996-1998 caused by a deflation of a deep magmatic source just after the last phreato-magmatic eruption. Finally I compared results on the magmatic sources at Dallol and Aso with those of volcanic systems located along divergent plate boundary and intra-arc volcanoes to verify if there are similarities between volcanoes that belong to the same tectonic setting
Il progetto performativo : riconoscerlo e interpretarlo
Il lavoro si snoda attorno alla definizione di ‘Progetto Performativo’ (PP), nozione
applicabile ad una classe emergente di progetti di trasformazione urbana, ritenuta
emblematica e significativa, ma anche controversa, della pratica progettuale
contemporanea. Sono progetti che prevedono un coinvolgimento emotivo e
attivo dell’abitante attraverso dispositivi eterogenei che operano in ambiti diversi:
dalla creazione di eventi e azioni, all’allestimento di spazi ludici e interattivi, di
architetture relazionali, predisposte all’appropriazione, un insieme di elementi
eterogenei tenuti insieme da un’accattivante narrazione dell’apertura del progetto
a nuove possibilità e interpretazioni da parte dei fruitori. Dal rilevare la ricorrenza
e l’insistenza dell’invito/comando ‘Perform!’ nelle pratiche progettuali più diverse,
la tesi approda a dichiarare l’esistenza di una ‘poetica del PP’, individuandola come
la più rappresentativa del ‘fare città’ della nostra epoca, e questo non tanto per la
sua diffusione, quanto per il suo carattere implicito. Pertanto la prima parte del
lavoro è dedicata a rispondere alla domanda: Come riconoscere il PP? Da qui
emergerà il legame del PP con il desiderio e la necessità di assumere, nei suoi
riguardi, una postura critica. I PP sono infatti progetti caratterizzati dall'elevato
grado di indeterminazione ma allo stesso tempo da un minuzioso controllo, un
tipo di controllo che tuttavia non si presenta in forme 'repressive', ma eccessive e
seducenti, che piuttosto che limitare i gradi di libertà, promuove e predispone
l'insorgere di nuove possibilità. Non sono perciò progetti assimilabili allo scenario
inquietante di un soggetto ‘eterodiretto’, ma a quello accattivante, di un soggetto
libero di scegliere e di agire tra un'ampia gamma di possibilità. Tuttavia, proprio
nel predisporre le condizioni affinché possiamo liberamente desiderare, i PP ci
dicono come farlo, tracciano cioè il campo del nostro desiderio. Si tratta allora di
delineare le condizioni per rin-tracciare la struttura del campo del PP, assumendo
una postura critica. La seconda parte si articola perciò attorno alla domanda:
‘Come interpretare (criticamente) il PP?’ Il PP viene allora osservato sotto la chiave
interpretativa di immaginario contemporaneo, inteso in una prospettiva lacaniana,
così come sviluppata da alcuni autori contemporanei (Žižek, Carmagnola,
Senaldi). L’istanza critica, supportata dal contributo teorico di tali autori, viene
infine messa alla prova nell’analisi concreta di due Progetti Performativi ritenuti di
particolare interesse: La High Line di New York e La Friche la Belle de Mai di
Marsiglia. Tali progetti non solo individuano altrettante ‘famiglie’ di progetti
performativi, ma la loro indagine costituisce un’occasione per provare a ‘navigare’
nelle contraddizioni che li definiscono, per tentare di sprofondare nel loro
immaginario, mantenendo una postura critica
Il racconto mitico in forma di profezia nell'epica e nella tragedia greca : da Omero a Licofrone
La presente tesi dottorale prende in esame il procedimento narrativo del ‘racconto in forma di profezia’ nella tradizione poetica greca, da Omero sino all’inizio dell’età ellenistica, con specifica attenzione ai due generi letterari dell’epica e la tragedia.
Nell’introduzione generale si tratteggia la differenza tra la semplice profezia e il ‘racconto profetico’, cioè quel tipo di vaticinio espanso e sviluppato che forma una narrazione di argomento mitico (o più raramente storico) e si illustrano i criteri e la terminologia della trattazione.
Una prima parte della tesi prende in esame il racconto profetico nell’epica arcaica. (1) Nel primo capitolo si analizzano i principali passi dei poemi omerici in cui il racconto mitico è esposto in forma di profezia. L’analisi dei testi, dei commenti antichi e della bibliografia moderna, soprattutto di quella orientata a una prospettiva oralista, porta a formulare alcune ipotesi su tale forma narrativa, che prevalentemente in una recitazione orale doveva svolgere una funzione di ‘table of contents’, utile a guidare la memoria dell’aedo e a orientare l’orizzonte di attesa del pubblico. I poemi omerici offrono tuttavia solo pochi esempi di tale σχῆμα (come lo definiscono talvolta gli scoli antichi). (2) Pertanto nel secondo capitolo è svolta un’indagine sulle testimonianze dell’epopea perduta -in particolare sono selezionati come campione i poemi del Ciclo troiano- per tentare di ricostruire una serie di episodi profetici e di capire in quali e in quanti casi sia legittimo ipotizzare la presenza di una ‘narrazione in forma di profezia’. Benché basati su ricostruzioni ipotetiche, i risultati di tale ricerca lasciano supporre che tale procedimento narrativo fosse impiegato con maggiore frequenza di quanto non si potrebbe immaginare.
Una seconda parte della tesi tratta invece la ripresa e rifunzionalizzazione del racconto profetico nella tragedia del V secolo. (3) Un capitolo è dedicato a Eschilo, che di tale modalità narrativa fa ampio uso, con svariate modalità, ma soprattutto per colmare le lacune interne alla trilogia legata. (4) Un altro capitolo affronta invece il racconto profetico in Sofocle e in Euripide (soprattutto in quest’ultimo, dacché Sofocle non sembra ricorrervi mai se non come componente del deus ex machina). Due trattazioni specifiche sono dedicate per l’appunto a due moduli profetico-narrativi probabilmente canonizzati dallo stesso Euripide: (4.2) la profezia finale, solitamente recitata dal deus ex machina -occasionalmente ripresa anche da Sofocle- e (4.3) la profezia in prologo, presente in quei prologhi espositivi euripidei in cui a parlare è una divinità. Si prendono poi in esame (4.4 e 4.5) altri impieghi della modalità narrativa profetica nella tragedia euripidea, quali ad esempio le profezie di Cassandra nelle Troiane (356-43). L’analisi mette in luce un rapporto di continuità con l’epica nell’impiego di tale modulo narrativo, ma anche una sua rifunzionalizzazione da parte dei tragici.
Una terza parte esamina infine la ripresa del racconto profetico nella poesia ellenistica, soprattutto in quei testi che si pongono in più diretto rapporto di continuità con il materiale epico e tragico esaminato nelle due sezioni precedenti. (5) Un capitolo è dedicato al racconto profetico nell’epica di Apollonio Rodio (Arg. I 1315-25; II 311- 425). (6) Un altro a quella particolare forma epico-tragica che è l’Alessandra di Licofrone, in cui la modalità narrativa profetica è estesa alla totalità dell’opera. Un’appendice a questa terza parte prende infine in esame un frammento (3 Powell) dell’Apollo di Alessandro Etolo. Sebbene infatti, formalmente, tale testo si classifichi come elegia e non come epica, occorre tenere presente da un lato che questi due generi nella Kreuzung der Gattungen ellenistica vengono a costituirsi come sostanzialmente affini e dall’altro che il presente frammento costituisce l’unico altro caso attestato nella letteratura greca in cui la narrazione sembri interamente svolta in forma di profezia e in quanto tale offre un termine di confronto imprescindibile per il poemetto di Licofrone. L’analisi mette in luce delle novità nell’impiego della narrazione profetica da parte dei poeti ellenistici, quali l’interesse spesso dedicato alle modalità espressive del vaticinio o l’impiego di predizioni di carattere eziologico e di argomento storico (e non più solo mitico),
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un dato, quest’ultimo, che sarà ereditato dai poeti latini. Al tempo stesso si accentua anche una funzione metaletteraria della profezia, volta a legittimare il dettato del poeta-filologo.
Il confronto tra i differenti testi, posti in relazione tra loro in una prospettiva finora inedita, mette in luce l’esistenza di una forma narrativa profetica che non è mai stata canonizzata come genere a sé stante ma che risulta ricorrente nell’epica e nella tragedia greca. Inoltre le riprese intertestuali tra diverse narrazioni profetiche di differenti epoche lasciano intuire che i poeti avessero una certa consapevolezza dell’identità di tale modulo, pur non formalmente codificato. Si può concludere con relativa certezza che quando Virgilio compose le sue ampie profezie narrative sulla storia di Roma, non fece altro che reimpiegare un procedimento narrativo già ampiamente noto alla poesia greca
[Poster 22]
Shaqaalaha adduunkow midooba - 1da maajo 1977._-_Proletariat of the World Unite - May 1 1977._-_Lavoratori del mondo unitevi – Primo maggio 1977
[Poster 21]
XHKS wuxuu ummadda soomaaliyeed ugu horseedayaa nolol aayaatiin wacan leh!!!._-_Il Partito Socialista Rivoluzionario Somalo guida il popolo somalo verso una vita futura migliore._-_The Socialist Revolutionary Somali Party leads the Somali people to a better future