Archivio Aperto di Ateneo
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Muqaalka dhabta ah ee Muqdisho (2)
Dokumentari la xiriirta waxbarashada reer Muqdisho: khudbado ay soo jeedinayaan culumo ay dadka ku guubbabinayaan in loo soo jeesto barashada diinta si loo joojiyo dhiigga daadanayo.Documentario relativo allo stato dell'istruzione a Mogadiscio: interventi per promuovere l'educazione religiosa e laica, sull'importanza della religione per raggiungere la pace, reportage sulle scuole religiose.Documetary on the state of education in Mogadishu: actions intended to promote religious and secular education, discussion on the importance of religion to reach the peace, reportage on religious schools.Link: http://www.youtube.com/watch?v=fIjmH3mUHRk&feature=youtu.b
Ayaan daran (qiso dhab ah) 3
"Ayaandaran" waa buug ka sheekaynaayo qiso dhab ah oo ku dhacday gabar ardayad ah oo aad u ayaandarn.Il libro "Ayaandaran" (Sfortunata) racconta la vera storia di una studentessa molto sfortunata.The book "Ayaandaran" (Unlucky girl) is about the true story of an unlucky student
Il pubblico ministero come funzione di garanzia e la lotta alla criminalità organizzata : tra garantismo ed effettività
La presente tesi non ha come scopo essenziale lo studio approfondito sul Pubblico
Ministero oppure sulle organizzazioni criminali, i quali per se stessi possono costituire
l’oggetto di distinte e ingombranti monografie. Si cercherà, invece, di evidenziare, sul piano
della filosofia politica, il loro nesso con la democrazia, nelle sue dimensioni formale e
sostanziale e, di conseguenza, con i diritti fondamentali. Un primo tentativo consiste nel
portare un contributo riflessivo, sempre sull’approccio filosofico-politico, sul ruolo che deve
avere il Pubblico Ministero nelle odierne democrazie, sia sull'ambito civile sia sul terreno
penale, in modo da progettare le sue diverse possibilità rispetto alla tutela dei diritti
fondamentali (civili, politici, di libertà e sociali) e correlativamente al contrasto alle
organizzazioni criminali. Un altro scopo consiste nel cercare una migliore comprensione sul
fenomeno della criminalità organizzata e dei problemi sistematici da essa risultanti, come il
suo carattere imprenditoriale, la sua infiltrazione nella politica e nelle istituzioni e la sua
espansione a livello transnazionale. Questi connotati, tra gli altri, l’hanno fatta diventare una
delle grandi minacce ad altrettante categorie diritti fondamentali e, di conseguenza, anche alle
dimensioni formale e sostanziale della democrazia. L’ipotesi di lavoro si conclude, in base al
ripensamento del ruolo che il Pubblico Ministero deve avere nelle odierne democrazie, con la
progettazione dei possibili strumenti in materia penale ed extrapenale in modo da rendere
possibile al Parquet – non come unico, ma certamente come un importante protagonista –
un’adeguata tutela dei diritti fondamentali dei cittadini e anche un effettivo e garantistico
contrasto al fenomeno della criminalità organizzata, in entrambi i casi per salvaguardare i
preziosissimi valori della democrazia e dello Stato costituzionale di diritto
Le forme di gestione senza scopo di lucro dei servizi pubblici locali di rilevanza economica
I recenti interventi normativi che hanno profondamente mutato la disciplina dei servizi pubblici locali
di rilevanza economica hanno riportato al centro del dibattito pubblico e giuridico due questioni: la
dimensione sociale e non solo economica dei servizi e la richiesta di partecipazione, articolata in varie forme,
da parte dei cittadini/utenti. L’istanza di garanzie e tutele, nell’erogazione dei servizi pubblici, maggiori
rispetto a quelle già previste nell’ordinamento vigente in caso di gestione da parte di soggetti privati, sembra
coincidere con la volontà di rendere più «agevole» il ricorso alla gestione pubblica. Ma, al contempo, sembra
anche porre in rilievo l’opportunità di modelli gestori alternativi alle imprese che perseguono il fine di lucro.
Con il presente studio, da una parte, si intende indagare la gestione pubblica – sia diretta (gestione in
economia e azienda speciale) che quasi-diretta (in house) –, presunta «custode per eccellenza» dell’interesse
generale; dall’altra, due particolari forme organizzative di diritto privato, le cooperative e le fondazioni, che
rappresentano possibili espressioni del principio di sussidiarietà. Tutti i modelli di gestione sopra elencati
hanno un comune denominatore: l’assenza del fine di lucro soggettivo. Quest’ultimo, che comporta il divieto
di distribuzione degli utili e il conseguente obbligo di reinvestimento degli stessi nel servizio, assume un
significato diverso in relazione all’ente pubblico e al soggetto privato.
Senza alcuna pretesa di esaustività, consapevoli che ciascuna delle suddette soluzioni gestionali
meriterebbe un lavoro esclusivamente dedicato, nella ricerca si tenterà di individuare i tratti giuridicamente
caratterizzanti le singole forme, pubbliche e private, anche in relazione ai differenti interessi che esse
rispettivamente si prefiggono di perseguire o valorizzare.
Il modello dell’amministrazione diretta, in virtù delle finalità di interesse generale intrinseche alla sua
natura, dovrebbe assicurare soprattutto uniformità e garanzie nella gestione. Quand’anche si estrinsechi
attraverso strutture dal carattere imprenditoriale, quali le aziende speciali o le società in house, seppur con
diverse gradazioni, presenta, tuttavia, i limiti di una gestione essenzialmente amministrativistica. Risente,
inoltre, della perdurante commistione di ruoli che si determina in capo all’ente locale. A causa dei vincoli di
finanza pubblica, dispone, infine, di una limitata capacità finanziaria, che incide innanzitutto sulla qualità del
servizio erogato.
La forma cooperativa, invece, si caratterizza principalmente per il coinvolgimento, con varie modalità
e a diverso titolo, dei cittadini e degli utenti nella produzione e nel controllo dei servizi nonché per
l’attenzione verso la qualità. Proprio il particolare meccanismo di governance, tuttavia, può incidere
negativamente sulla tempestività del processo decisionale.
La fondazione, infine, si distingue per il forte vincolo che lega il patrimonio alla realizzazione di uno
scopo di utilità sociale e per la capacità di favorire, anche mediante la costituzione di partenariati, sia
l’incontro tra diversi stakeholders sia l’aggregazione di capitali. Le principali criticità risiedono, invece, nella
«rigidità» dell’istituto – quantomeno nella variante definita dallo schema codicistico – e nella difficoltà di
reperire un management qualificato per lo svolgimento delle attività.
Data l’impossibilità di individuare una soluzione ottimale valida in qualsiasi contesto, le forme di
gestione senza scopo di lucro esaminate sembrano poter ricoprire un diverso ruolo nella gestione dei servizi
pubblici locali. Tale ruolo dovrebbe essere riconducibile alla dimensione della doverosità, nel caso dei
modelli pubblicistici. Le cooperative e le fondazioni, invece, sembrano poter rappresentare, in determinati
casi, una soluzione differente e alternativa sia rispetto alla gestione pubblica, di cui tali modelli, in parte, ne
condividono le finalità, sia rispetto ai privati che perseguono il fine di lucro, di cui ne seguono le logiche
improntate all’efficienza e all’economicità
Analysis of the Global Radioxenon Background with Atmospheric Transport Modelling for Nuclear Explosion Monitoring
Radioxenon plays an important role in the monitoring of nuclear explosions, particularly
in the detection of nuclear tests. Due to its inert character as a noble gas it is a likely
candidate to escape from the cavity of an underground nuclear explosions. In any
case, once in the atmosphere it is subject to prevailing winds and can be transported
over vast distances, while the dispersion in the atmosphere leads to a dilution of the
concentration. Beta-gamma coincidence and high-resolution gamma techniques allow to
detect concentration as small as 1 mBq=m3 and below. A worldwide monitoring system is
currently under construction by the Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization
and already over 80% operational.
However, besides nuclear explosions also other sources of radioxenon exist. Nuclear
ssion processes involving heavy nuclei produce a certain yield of radioxenon isotopes. The
strongest atmospheric emitters are nuclear power plants and medical isotope production
facilities. Atmospheric Transport Modelling (ATM) has the potential to support the
analysis of radioxenon detections. It is a relatively new tool that has come available in
recent years due to improvements in computation power and data storage capabilities.
The Lagrangian particle dispersion model Flexpart can simulate the sensitivity between
sources and receptors on a global scale.
The importance of ATM in radioxenon monitoring of nuclear explosions has increased
since the existence and strength of background sources are known. The role of ATM in
monitoring of nuclear explosions against this radioxenon background are examined in
this work. The results can be divided in three parts.
First, the general radioxenon background was analysed. The background for all 39
IMS noble gas stations was simulated for the course of one year and the time series
of each station follows a certain distribution. The simulated data are compared with
experimental data for stations with available data. Regionally dominant emitters of
radioxenon and the impact of the availability of known, time resolved source term -
opposed to a yearly average - on the ATM prediction capability is validated. Also, using
the Fukushima nuclear accident as an example it is demonstrated that it is possible to
reconstruct a source term of known location. The problem of reconstruction is reduced
to solving an overdetermined set of linear equations.
Secondly, possible roles of ATM in the automatic categorisation are suggested. ATM
can be used to train categorisation schemes that inherently do not apply ATM. On the
other hand ATM itself can be incorporated in such a scheme.
Third, the network coverage of the IMS noble gas component is de ned in order
to quantify its capability to detect nuclear explosions worldwide. Di erent emission
and background scenarios are used to determine the ratio of detected and undetected
hypothetical events, and recommendations to improve this value are given
La parola al visitatore del museo : un’analisi dei libri dei commenti
Uno dei modi utilizzati dal visitatore di musei e mostre per comunicare è il libro dei
commenti, dai francesi definito livre d’or. Generalmente posto al termine del percorso di
visita, esso contiene i commenti scritti a mano dai visitatori, le impressioni personali, le
considerazioni espresse volontariamente e liberamente, senza essere sorvegliati, i
consigli per il miglioramento dell’offerta museale. Finora il suo studio è stato poco
affrontato e limitato all’analisi dei suoi contenuti. Nel presente lavoro di tesi si è cercato
di approfondire quest’approccio: oggetto di analisi sono stati i commenti lasciati dai
visitatori italiani dopo la visita a 12 musei appartenenti al Sistema Musei Civici di Roma
nel 2008. I 6857 commenti sono stati sottoposti ad analisi mista del contenuto per
attribuirli alle categorie sulla base del loro contenuto. Il corpus analizzato è stato anche
classificato in una griglia appositamente predisposta al fine di tentare di rilevare le
competenze linguistiche del pubblico che scrive, tenendo conto che non si tratta di un
campione rappresentativo della popolazione
Rivestimenti in aln via ms-pvd su vari substrati : produzione e caratterizzazione
Nel presente lavoro si affronta l’argomento delle tecniche di deposizione fisica da fase
vapore (PVD) per la realizzazione di film sottili nano strutturati su differenti substrati.
L’attività di ricerca condotta ha affrontato l’argomento dei film sottili sia dal punto di vista
della loro produzione, mediante l’allestimento e utilizzo di reattori di deposizione, che dal
punto di vista della loro caratterizzazione meccanica, morfologica e compositiva.
Il lavoro di Tesi può essere raggruppato pertanto in tre macro argomenti:
Il primo riguarda lo studio e l’approfondimento delle tecniche di caratterizzazione
meccanica e funzionale dei film sottili, con particolare attenzione alle misure di adesione
mediante la tecnica dello scratch test. Su tale argomento si è effettuata una campagna
sperimentale volta, tra l’altro, a sviluppare dei modelli descrittivi per la corretta
interpretazione delle prove di adesione. In questa fase si sono anche apprese le tecniche
di microscopia elettronica per la caratterizzazione di film sottili.
Il secondo riguarda lo sviluppo l’allestimento di un impianto atto alla produzione di film
sottili mediante tecnologia MS‐PVD e dimensionamento delle opportune modifiche
impiantistiche.
Il terzo riguarda l’analisi dei meccanismi di crescita di film sottili in Nitruro di Alluminio per
la corretta comprensione delle correlazioni tra parametri di processo, proprietà
meccaniche e prestazioni funzionali di un film sottile.
La scelta di sviluppare e implementare le conoscenze riguardo ai film di Nitruro di
Alluminio è stata dettata da una relativa “gap of knowledge” sull’ottimizzazione delle
proprietà meccaniche di questi film in funzione dei parametri di processo. In particolare i
film di nitruro di alluminio presentano alcune peculiarità, come proprietà di
semiconduzione elettrica, proprietà di piezoelettricità, isolamento elettrico abbinato a
elevata conduzione termica, etc., che hanno fatto si che in passato venissero molto
studiate le proprietà funzionali di tali film, trascurando tuttavia quelle che sono
propriamente definite come le proprietà meccaniche (durezza, modulo elastico, adesione
al substrato, stati di stress residuo, etc.).
Nella moderna ottica di sviluppo di nuovi materiali si sta osservando la tendenza a
progettare materiali in grado di fornire prestazioni complesse e che presentino
contemporaneamente una combinazione di proprietà meccaniche, ottiche , elettriche e
generalmente funzionali. Questi materiali sono recentemente definiti come “smart
materials”.
Alla luce di questa tendenza e con l’impegno di ampliare alcune conoscenze specifiche, il
presente lavoro di tesi ha avuto lo scopo di fornire un contributo scientifico per la
comprensione dei meccanismi alla base delle correlazioni tra parametri di processo e
prestazioni meccaniche e funzionali dei film in AlN, prodotti mediante tecniche MS‐PVD
Modelling the hydrologic behavior of the upper Tiber river basin under climate change scenarios
Quantification of the various components of hydrological processes in a
watershed remains a challenging topic as the hydrological system is altered by
internal and external drivers. This study investigates hydrological behavior of
the Upper Tiber River Basin (UTRB) in central Italy under climate change
scenarios. It addresses the response of the watershed by evaluating the relative
changes in magnitudes of various hydrological processes using downscaled
climate data in a watershed model. The observed data from regional concerned
offices of the basin and the readily available global and regional climate model
data were collected for analysis.
First, the reliability of the precipitation and temperature data through two
statistical downscaling methods are evaluated. The Statistical Downscaling
Model (SDSM) and the Long Ashton Research Station Weather Generator
(LARSWG) are used to downscale the HadCM3 GCM predictions of the A2 and
B2 scenarios for the Chiascio sub-basin in the UTRB. The results show that the
downscaling methods used have different performance to reproduce the
precipitation patter but they agree on both minimum and maximum temperature.
However it is difficult to choose which method is of downscaling as both have
their own limitations and associated uncertainties
Second, a physically-based watershed simulation model called Soil Water
Assessment Tool (SWAT) is used to understand the hydrologic behavior of the
basin. The model is successfully calibrated for the period of 1963-1970 and
validated for the period of 1971-1978 using observed weather and flow data. A
total of eighteen hydrologic parameters are evaluated and the model showed
high relative sensitivity to groundwater flow driven parameters than the surface flow driven parameters. The objective function for model evaluation statistics
showed coefficient of determination (R2) from 0.68 to 0.81 and Nash Sutcliffe
Efficiency (ENS) between 0.51 and 0.8 for the validation period. Based on the
calibrated parameters the model is proved to be capable of predicting impact of
climate changes in water resources planning and management.
Third, the calibrated watershed model is used to evaluate the response of the
basin under different climate change scenarios. Bias correction to three regional
climate model (RCM) from the PRUDENCE including RegCM, RCAO, and
PROMES outputs are applied. The current (1961-1990) and future (2071-2100)
time periods were considered for the analysis. The result indicated that there will
be significant decrease in the hydrologic components and water yields of the
basin which resembles some previous findings in the basin. The result of the
present study is different from the others in that most of them used indices based
on observation. However, future work on the uncertainty issues related to
projected climate variables is highly recommended. Despite some common
limitations, this study is relevant to assist the development of climate change
adaptation in the study
Swarming algorithms for multi-robot systems
A large effort has been devoted by the scientific community to the field of
multi-robot systems. The main reason relies on the fact that they exhibit
better fault-tolerance, flexibility and performance than a single robot unit.
In this thesis, novel contributions to this field are given. Novel decentralized
swarming algorithms integrated with obstacle avoidance techniques where
the interaction is assumed to be limited by a range of view are presented.
Furthermore, to better comply with the hardware/software limitations of
mobile robotic platforms, the actuators of the robots are assumed to be
saturated.
Due to technological advances in the field of electronic devices, the robots
are able to share data in a fast and reliable manner among themselves. This
capability is used within this thesis to carry out a distributed estimation
of system wide quantities to adjust the interactions of each individual with
its neighbors. In particular, the average consensus problem over digraphs
is addressed and a distributed strategy to solve it is presented. Moreover,
a finite time condition to check if the communication digraph is strongly
connected or it is not is detailed. It can be verified in a distributed fashion
by the robots and can be employed to avoid useless steps in the estimation
process reviewed within this work.
A theoretical characterization of the properties of the presented approaches
is provided. Moreover, experiments in real scenarios using a team
of low-cost mobile robots SAETTA (built in our laboratory) to demonstrate
the effectiveness of the proposed algorithms have been carried out. Finally, a
relative distance and a relative localization system are introduced to provide
the indispensable input for the swarming algorithms