Archivio Aperto di Ateneo
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[Fotografie della Somalia: Vecchia Mogadiscio]
Fotografie appartenenti alla collezione privata del Prof. Giulio Querini.Sawirradani waxay ka mid yihiin sawirraddii sida gaarka ah ee uu u uruuriyay Prof. Giulio Querini.Photographs from the private collection of Prof. Giulio Querini
[Ka-shaqaynta haragga II - Lavorazione della pelle II]
Odayaashu waxay ka hadlayaan farsamo-gacmeedda soomaaliyeed, oo u gaar ah kooxda loo yaqaan Midgo, gaar ahaan waxyaabaha ay ka sameeyaan haragga (kabo, agab, qalab shaqo, aqabbile iyo aqabka loo adegsado halmaalmeedka). Waxayna mararka qaarkood soo hadalqaadaan dadka wax ku daaweeya daawo soomaalida.In questa conversazione gli anziani parlano in generale degli artigiani somali, appartenenti al gruppo denominato Migdan, e in particolare dei loro manufatti di pelle (scarpe, utensili, strumenti di lavoro, suppellettili e oggetti di uso domestico). Accennano inoltre al ruolo talvolta da loro rivestito di medici tradizionali.In this conversation the elders talk about Somali artisans, belonging to the group called Migdan, and in particular about their leather products (shoes, hand tools, furnishings and household objects). In addition, they mention their role as traditional doctors.Haasaawe badan oo laga duubay siddeetameeyadii odayaal ka shaqaynaayay Akadeemiyada Cilmiga iyo Fanka iyo Suugaanta ee Muqdisho iyagoo ka hadlaya hiddaha iyo dhaqanka ee bulshada soomaaliyeed.Registrazioni audio di conversazioni intercorse tra anziani dell'Accademia delle Scienze, delle Arti e della Letteratura di Mogadiscio negli anni '80, su temi relativi alla cultura e alla società tradizionali somale.Conversations between Elders of the Academy of Science, Arts and Literature on arguments related with Somali culture, society and traditions, recorded in Mogadishu in the 80's
Lo stato somalo e la memoria storica della Somalia
Approfondimento radiofonico alla scoperta della realtà somala interamente dedicato alla relazione che esiste fra Italia e Somalia.
La nascita dello stato somalo come oggi lo conosciamo, l’influenza italiana sullo state building, il bilancio dell’esperienza dell’AFIS (Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia), la politica d’istruzione con la creazione dell’Università, la conservazione dei documenti relativi alla Somalia esistenti negli archivi italiani.Barnaamij raadiyeed oo ka hadlaya xiriirka Italia iyo Soomaaliya: dhalshada dowladda soomaaliyeed, saamaynta uu taliyaanigu ku yeeshay dhismaha dawladda, waaya-aragnimadda miisaaniyadda AFIS, siyasadda lagu yagleeley Jaamacadda, kaydinta dokumentooyinka ku saabsan Soomaaliya oo ku kaydsan kaydka talyaaniga.Radio program entirely dedicated to the relationship existing between Italy and Somalia. The birth of the Somali state as we know it, the Italian influence on state building, the experience of the Italian Trusteeship, the education policy with the creation of the University, the preservation of documents relating to Somalia existing in Italian archives.Part 1: http://www.oltreradio.it/radiosomalia/stato-somalo-memoria-storica-della-somalia-1 - Part 2: http://www.oltreradio.it/radiosomalia/stato-somalo-memoria-storica-della-somalia-
Evoluzione del paesaggio rurale nella regione mediterranea : rappresentazioni e analisi territoriali in contesti scelti. L'Agro romano e la regione periurbana dell'Attica
L’obiettivo del lavoro è quello di discutere due casi di studio rappresentativi di territori e paesaggi
differenti: le regioni urbane di Roma e di Atene.
La prospettiva di studio adottata mira a sottolineare la distinzione - e ad evitare l’innegabile
confusione, spesso presente negli studi geografici - tra il territorio, di natura fisica, risultato della
territorialità, cioè delle relazioni tra natura e lavoro umano, e il paesaggio, di natura metafisica,
frutto del pensiero. Quest’ultimo viene pertanto qui inteso esclusivamente come immagine del
territorio (Raffestin, 2005). La “mise en paysage” del territorio consiste, pertanto, nella
trasformazione del territorio in paesaggio (Raffestin, 2005).
In questa prospettiva, che interpreta il paesaggio come immagine del territorio prodotta a partire da
un territorio dato, assume un valore propedeutico l’analisi del territorio stesso e delle sue
dinamiche. Ciò ha portato a modulare il percorso di ricerca in due parti.
Nella prima parte, l’analisi condotta sui recenti processi di territorializzazione nelle regioni urbane
di Roma e di Atene, vale a dire la ricostruzione delle dinamiche evolutive dei due sistemi
metropolitani, rappresentative di forme di passaggio dalla città nucleare alla città estesa divergenti
nell'Europa meridionale, ha consentito di descrivere l’espansione delle due città nel territorio rurale.
Tale espansione è risultata essere scandita da un consumo massiccio di suolo, finalizzato a generare
rendita urbana e dalla perdita di identità dei luoghi. Ciò non di meno, quella stessa espansione può
essere produttrice di rinnovamento e di una nuova competitività delle campagne, come emerge
dall’analisi delle immagini territoriali elaborate dalla pianificazione urbana.
La seconda parte del lavoro è stata dedicata alle immagini dei territori rurali romani e ateniesi
costruite dalla pianificazione territoriale. I paesaggi degli architetti e degli urbanisti prefigurano
infatti territori diversi da quelli esistenti. Tali immagini, pur nelle innegabili differenze tra Atene e
Roma –- mirano a favorire la mobilità e l’interazione sociale, nonché a garantire l’accessibilità ad
un’offerta differenziata di servizi, ma soprattutto mirano a rafforzare la competitività dell’intera
metropoli a scala globale. Tuttavia, in questo processo, tali paesaggi sembrano prefigurare un uso
strumentale dei territori rurali e non sembrano condurre verso una valorizzazione durevole delle
campagne urbanizzate.Ci si è infine chiesti con Dematteis se sia lecito sostenere il principio “secondo cui la conoscenza
degli esperti fornisce il criterio necessario e sufficiente per guidare l’evoluzione futura di un
territorio e delle sue forme (Dematteis, 1989, p.454).
In altri termini, costruire un piano lasciandosi guidare dall’ansia di oggettivazione e da conoscenze
obiettivamente determinate significa escludere le relazioni che legano la gente ai luoghi, insomma
le rappresentazioni elaborate dalle società locali e i valori da queste attribuite al proprio territorio.
Alla ricerca di “un senso comune del paesaggio” che si forma nel rapporto coevolutivo con un
ambiente, per cui il divenire imprevedibile di tale rapporto darà continuamente origine a significati
nuovi, che sfuggono ad un codice prestabilito, sono stati presentate alcune delle immagini del
territorio delle campagne urbane di Roma e di Atene elaborate dalle società locali e i valori ad esse
associati
The bilateral disputes between museums and states of origin for the recovery of cultural objects : artistics creations and indigenous heritage
The removal and return of cultural objects represents a vast phenomenon, and its international
dimension experienced several changes over time. Given the historical and cultural
developments, cultural heritage law evolved as a specialized branch. Currently, some limits still prevent the actual effectiveness of the two main international tools in force to ensure the
restitution implementation of cultural objects, the 1970 UNESCO and 1995 UNIDROIT
Conventions. As conventional means, they are binding only for States Parties.
This research employs qualitative research methods to specifically focus on the international process of recovery of cultural objects originally removed from their States of origin and in
possession of museums.
In the First Part, the study moves from introducing the theoretical international legal framework, illustrating the historical development of the cultural heritage law. As second step, the examination proceeds to analyze the actual provisions in force for the restitution of cultural objects, considering also the stakeholders involved.
Later on, a brief review of the taxonomy adopted in the UNESCO Conventions related to
cultural heritage protection and on the distinction among “restitution”, “return” and
“repatriation” was necessary to select a functional terminology in the research. On this basis, this research adopts “recovery” as general term to address the process under analysis, considering the three terms aforesaid as sub-categories, which identify different historical and
social contexts in the recovery frame.
The Second Part represents the core analysis, developed on the basis of the interviews released by the legal advisers of the U.S. museums, information provided by the curators of the Italian museums involved.
Chapter Four analyze ADR application to Art-Law disputes, considering the actors involved, the main relevant institutional experiences, and the solutions applicable to the international recovery of cultural objects. Given this pattern, Chapter Five considers four cases of bilateral
disputes, chosen for some specific elements: all cases regard recovery requests of cultural objects; Italy is always involved as a party to the dispute; the disputes oppose a State of origin and a museum.
In the first three cases, Italy claims works of art in possession of U.S. Museums. The first two cases exemplify ADR advantages: the restitution occurred through bilateral agreements of cultural cooperation. The third case aims to illustrate the negative impact of traditional dispute resolution means. Finally, the fourth case overturns the previous dispute pattern: the
Italian position changes from claimant to required State, while the requested object are no longer works of art, but human remains. This implies a further quantum jump in the research framework: evaluating cultural objects specificity to work on the most suitable solution. The
partition between artistic creations and Indigenous Heritage intentionally adopted in the title of the research aims to make of it the most relevant “so what” question in the study.
The Third Part sums up the conclusions on the issues taken into account all along the
research. Starting from evidences gathered through the case studies, two main conclusions are outlined. First of all, even a limited number of examples shows the high level of complexity of the cultural objects recovery issue, because of the manifold range of possible situations.
Contextualizing this element in the international arena, characterized by high fragmentation and the lack of coercive means, determine the necessity of case-by-case solutions.
Secondly, given the limited effectiveness or applicability of Conventions in force, the need of balancing them through ethical principles and soft law tools clearly emerges. Thus, after the completion of the study, addressing the problem from an evolutionary trend
profile, the aforesaid elements appear potentially able to determine lead new customary rules developments; eventually able to overcome the limits of the Conventions currently in force
Experimental study of the phase behaviour of limited valence particles in DNA nano-aggregate systems
In the last years, we have witnessed to the unprecedented development of structural
DNA nanotechnology, an innovative field of science based on the remarkable ability of
DNA to hybridize in a highly specific and thermo-reversible fashion. Indeed, after the
pioneering work of N. Seeman in 1982, there has been a progressive shift from the classical
vision of DNA as a gene-encoding molecule of primary importance from biological
perspectives to a much more innovative point of view, regarding DNA as a building
block of considerable nanotechnological relevance. In particular, recent progress in
DNA synthesis and manipulation have made it possible to produce a large variety of
DNA-based materials, including hydrogels, 2D and 3D crystals as well as more complex
mesoscopic and macroscopic structures of various forms and functionalities.
In the present thesis, following the lines set by structural DNA nanotechnology, we
introduce a new twist: DNA nanoconstructs, i.e. nano-sized supramolecules entirely
made of DNA, as man-designed particles to experimentally investigate unconventional
phase behaviours conceived so far only in charta and in silico. In our view, DNA can be
seen as a powerful tool to explore statistical physics because it enables to produce, via
self-assembly, bulk quantities of identical particles with controlled mutual interactions.
As a proof of concept, we focused on the phase behaviour of limited-valence particles
(i.e. colloidal particles with small coordination numbers), a topic which has recently
received a considerable interest, but which has so far been confined to theoretical and numerical
investigations. Such investigations have shown that a solution of these particles
should exhibit phase coexistence, the colloidal counterpart of the gas-liquid coexistence
in simple liquids. The location of the unstable region in the temperature-concentration
plane is predicted to be affected by the valence f, i.e. by the number of bonds that
each particle can form. Specifically, the reduction of valence should lower both the critical
temperature and the critical concentration, thus shrinking the coexistence region.
However, despite such findings, the lack of a methodology for creating bulk quantities of
particles with controlled valence has until now hindered the experimental investigation
of the systematic dependence of the coexistence region on the valence.
Therefore, we exploited the selectivity of DNA binding to realize soft particles as well as
to control the inter-particle interactions. Specifically, in collaboration with the research
group of Prof. T. Bellini (Department of Medical Biotechnology and Translational
Medicine, University of Milan) we realized star-shaped DNA structures (nanostars)
having three or four double-helical arms, each one ending with a sticky single-strand
overhang designed on purpose to provide controllable and reversible interactions between
individual structures. Therefore, in our view, such nanostars can be considered
as limited-valence particles, whose valence is determined by the number of the arms.
In the present thesis, we specifically addressed the f = 3 case, investigating the collective
behaviour of trivalent DNA nanostars in a wide range of temperatures and
densities. As expected, we found that solutions of such particles undergo phase separation.
From a comparitive analysis with the results on f = 4 nanostar solutions, we
discovered that, according to the expectations, the critical parameters crucially depend
on the valence, causing a significant shrinking of the coexistence region as the valence is reduced. Moreover, we also characterized the critical dynamics of the system, finding
a surprising anomalous behaviour. Indeed, upon approaching the critical point from
high temperature, the scattered light intensity diverges with a power-law, whereas the
field autocorrelation function shows a plateau followed by a slow relaxation process.
Interstingly, the slow relaxation time exhibits an Arrhenius behaviour with no signs
of criticality, demonstrating a novel scenario where the critical slowing down of the
concentration fluctuations is enslaved to the large lifetime of the sticky bonds.
Besides offering the chance of realizing bulk quantities of particles with low valence,
our approach also provides a strong control over their mutual interactions, since the
cohesion between sticky terminals can be easily tuned by changing the temperature of
the system. Hence, the possibility of regulating the valence of the particles together
with the chance of finely tuning their interactions in a reversible fashion provided the
opportunity of investigating novel scenarios, such as equilibrium gelation processes.
Specifically, once determined the phase diagram for f = 3 nanostars, and thus located
the region of instability at low temperatures, we systematically investigated the
dynamics of equilibrium gels and its dependence on the ionic strength of the medium.
On approaching the gel state from high temperatures, we found that the intensity
scattered by the solutions of f = 3 nanostars initially grows on cooling and it later
saturates on a temperature-indipendent value, consistently with the expectations for
equilibrium gels. Indeed, at sufficiently low temperatures, where the system reaches its
fully bonded configuration, all nanostars are part of the same spanning infinite cluster
and the topology of the network does not evolve anymore. Moreover, we found that,
on gradually adding salt, the lifetime of the sticky bonds between nanostars decreases,
progressively anticipating the decay of the density correlation functions. Thus, our
results show that it is possible to tune the bond lifetime (and hence the dynamic
behaviour of the system) by simply varying the ionic strength of the medium
Le figure divine della Terra, della Grande Madre e di Cybele nell'epica e nella lirica greca arcaica
Gaia, Rhea, Demetra, Madre degli dèi e Grande Madre sono figure divine sulle quali
esistono innumerevoli studi, nell'ambito dei quali sono state assunte le posizioni più disparate in
relazione non solo alle caratteristiche delle figure divine citate, ma anche in relazione ai rapporti di
tipo mitologico, cultuale e cronologico tra di esse; soprattutto, ci si è chiesto quando sarebbe
avvenuta la fusione tra tali divinità o se essa non sia originaria.
Parte della critica afferma che l'equivalenza tra tali dee era stata stabilita nella tarda
antichità; l'assimilazione tra le componenti di tale costellazione divina risulta infatti particolarmente
significativa negli autori neoplatonici.
Se è vero che la speculazione filosofico-religiosa afferma l'identità tra queste figure divine
soprattutto in età tarda, è tuttavia anche vero che l'assimilazione tra di esse compare già in età
precedente.
Partendo dagli studi di Bachofen (sebbene in modo non coerente con le intenzioni
dell'autore), della Harrison e di Dieterich, diversi studiosi, muovendosi in svariati campi, hanno
affermato l'esistenza di un culto universale di una dea Madre, che avrebbe assunto connotati diversi
nelle diverse civiltà; in Grecia tale divinità si sarebbe configurata principalmente come Gaia, della
quale Demetra e altre divinità sarebbero degli sviluppi successivi personalistici, delle ipostasi; la
figura della Grande Madre, sviluppatasi in Asia Minore, sarebbe giunta in Grecia in un secondo
momento, e sarebbe stata assimilata con facilità proprio sulla base di un'originaria credenza
comune.Nel campo della filologia, partendo da testimonianze antiche, numerosissimi studi si sono
soffermati su una o alcune tra queste divinità, prendendo dunque in esame solo una selezione delle
fonti che le riguardano, e dunque solo una parte delle intersezioni tra di esse.
Quella che è mancata finora, è proprio una raccolta sistematica delle fonti da usare come
base per acquisire una panoramica il più possibile ampia e dettagliata sulle relazioni tra le figure
divine in esame.
Il presente studio raccoglie in un repertorio sistematico e commentato le attestazioni relative
a Gaia, Rhea, Demetra, Μεγάλη Μήτηρ / Μήτηρ τῶν θεῶν e Cybele presenti nell'epica e nella lirica
greca arcaica (Esiodo, Iliade e Odissea, Inni Omerici, Ciclo Epico e poesia epica di età arcaica,
poesia lirica); da tale raccolta sono emersi dati che finora, in studi di settore dal respiro molto ampio
o, per converso, estremamente settoriali, non erano stati evidenziati o collegati o adeguatamente
analizzati.
Si auspica che un lavoro analogo possa essere realizzato anche in relazione agli altri generi
letterari qui non esaminati, e alle altre fonti di età arcaica (archeologiche, iconografiche, epigrafiche
ecc.), peraltro occasionalmente citate nel presente studio, nonché in relazione alle fonti delle epoche
successive.
La ricerca presenta inoltre, per i capitoli relativi a Esiodo e ai due poemi omerici, un
tentativo di studio sistematico del lessico relativo alla 'terra', che si presta a diverse riflessioni anche
in relazione al tema principale della ricerca
Roberto Bracco giornalista
La presente ricerca si propone di analizzare la figura di Roberto Bracco
giornalista. Non esistendo a oggi alcuno studio su tale argomento, il mio lavoro è
iniziato con l’individuazione dei giornali, napoletani e non, a cui lo scrittore
collaborò ed è andato avanti attraverso la consultazione di documenti autografi
editi e inediti, considerando in particolare quelli del Fondo Bracco-Del Vecchio e
dell’Archivio di Neera (le lettere inedite di questo archivio, data la loro importanza,
sono state pubblicate in appendice). Attraverso l’organizzazione di questo
materiale ho delineato una cornice entro cui collocare la figura di Bracco giornalista
in tutta la sua complessità, e alla luce di ciò ho individuato alcuni snodi teorici
sviluppati poi in questa tesi.
Dalla sistemazione cronologica degli articoli raccolti è emerso fin da subito, e
con chiarezza, come sia possibile dividere la carriera giornalistica di Bracco in due
periodi, che ho distinto tra una prima fase, che va dal 1879 al 1888, durante la quale
si ha un Bracco reporter, novelliere e poeta; e una seconda compresa tra il 1888 e il
1903, in cui lo scrittore, divenuto un affermato critico in grado di trattare argomenti
teatrali, letterari e musicali, fu impegnato nel dibattito intellettuale a lui
contemporaneo.
L’obiettivo di questa ricerca è dimostrate come la sua professione di
giornalista sia stata il terreno fecondo da cui ha avuto inizio la carriera di scrittore.
Si può cogliere una linea ideale che lega il Bracco giornalista al Bracco letterato, e,
portando il discorso alle estreme conseguenze, si può affermare che se lo scrittore
non fosse diventato giornalista, non avrebbe iniziato, neppure, la carriera di
drammaturgo
Les droits de la défense devant la Cour pénale internationale
Nell’ambito del processo penale, talune garanzie devono essere riconosciute all’accusato, conformemente agli standard internazionali sui diritti dell’uomo contenuti segnatamente nell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, nell’articolo 8 della Convenzione americana sui diritti dell’uomo e nell’articolo 14 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici. La giustizia penale internazionale non è esente da tale prescrizione, che è ugualmente valida per gli individui accusati dei crimini più efferati contro il genere umano, quali i crimini di competenza della Corte penale internazionale.
Il 1998, anno della firma a Roma dello Statuto della Corte penale internazionale, ha segnato una tappa fondamentale nell’affermazione di valori propri alla comunità degli Stati firmatari, i quali hanno confermato in diritto internazionale il principio della responsabilità penale individuale, senza tuttavia trascurare le garanzie della difesa il cui rispetto è essenziale per una sanzione giusta.
La protezione dei diritti dell’accusato nel sistema della giustizia penale internazionale risiede dunque sia nell’istituzione di una giurisdizione competente, indipendente ed imparziale che nel processo di codificazione del diritto internazionale penale, il quale ha introdotto non soltanto i principi fondamentali alla base del processo penale internazionale, ma ugualmente un sistema più preciso e dettagliato di garanzie procedurali. Lo Statuto di Roma simbolizza tale codificazione
Modellistica non-lineare autoconsistente di transistori ad effetto di campo per applicazioni ad alta frequenza
Il lavoro di ricerca oggetto della tesi che si presenta riguarda lo sviluppo di un modello empirico non-lineare di transistori ad effetto di campo per applicazioni in alta frequenza e della verifica dell’implementazione dello stesso in ambiente di simulazione commerciale. La derivazione del modello si basa su una recente interpretazione, chiamata “Current Division”, sulla base della quale si interpretano i fenomeni ed il comportamento della capacità non-lineare associata all’elettrodo di controllo del dispositivo.
Il modello che si propone è stato formulato introducendo una nuova espressione analitica della non-linearità della carica di Gate attraverso cui si intende risolvere il cronico problema della auto-consistenza del modello basato su una rappresentazione a circuito equivalente. Il modello della carica di Gate si presenta in forma analitica come una funzione dipendente da due tensioni di controllo. La tecnica mediante la quale si ottiene il modello della carica a partire dalla conoscenza delle capacità non-lineari si basa su un approccio matematico rigoroso e allo stesso tempo generale che fa uso del metodo degli integrali indefiniti. Il modello proposto e i rispettivi parametri è riconducibile ai principi fisici che governano il funzionamento del dispositivo e grazie a questa caratteristica, l’estrazione del modello risulta diretta e veloce.
Sulla base della nuova formulazione è stato implementato il modello in ambiente CAD per simulazioni di circuiti in alta frequenza seguendo due diversi approcci, uno dei quali si basa sul linguaggio Verilog-A. Il modello utilizza una sola sorgente di carica a vantaggio della robustezza ed accuratezza dei risultati. Attraverso il confronto con i dati sperimentali il modello è stato verificato e validato