68994 research outputs found
Sort by
Technological trajectories in the circular economy: Evidence from patent networks and patent portfolios
This paper investigates the dominant technological developments within the field of the Circular Economy (CE) and the potential drivers shaping these dynamics, which have received limited attention to date. To this end, we apply the main path analysis to a patent citation network to identify the key technological trajectories in CE. We then characterize these trajectories in terms of their technological, geographical, and business features, as well as the environmental policy frameworks potentially associated with them. Subsequently, through regression analysis, we examine the influence of two core attributes of the principal applicants’ patent portfolios: total patent stock—used as a proxy for technological capability—and the share of patents in specific CE subfields—used as a proxy for technological specialization. Our results indicate that a firm’s accumulated knowledge stock significantly enhances its ability to reach the CE technological frontier. Moreover, while specialization in a CE domain is positively associated with persistence at the frontier, excessive specialization appears to constrain adaptive capacity, thereby reversing this positive effect
Valutazione d'azienda, intelligenza artificiale e nuove tecnologie. Un quadro concettuale
Il contributo propone una review della letteratura sul tema della valutazione d'azienda alla luce delle nuove tecnologie, con particolare riferimento all'intelligenza artificiale, delineando trend, tematiche e prospettive di ricerc
Surface and Interface Effects on Magnetic Nano-shells
Abstract Comprendere come i fenomeni di superficie e di interfaccia influenzino il comportamento magnetico delle strutture su scala nanometrica è fondamentale per lo sviluppo di dispositivi magnetici e multifunzionali di nuova generazione. In questa tesi, cerco di chiarire il ruolo della superficie e dell’interfaccia sulle proprietà magnetiche di eterostrutture basate su Fe3O4 con morfologia controllata, incluse eterostrutture ibride Au/Fe3O4 e nanoshell cave basate su Fe3O4 (sistemi shell/shell Fe3O4/NiO e Fe3O4/MnO). Attraverso una combinazione di sintesi chimica, microscopia elettronica a trasmissione e caratterizzazione magnetica, spiego i meccanismi tramite i quali le interazioni interfacciali e il disordine degli spin superficiali governano le loro proprietà magnetiche.
La prima parte del lavoro si concentra sulla sintesi seed-mediated di eterostrutture ibride Au/Fe3O4. Particolare attenzione è dedicata all’ottimizzazione dei semi di nanoparticelle di Au in termini di dispersione dimensionale, cristallinità e stabilità colloidale, consentendo una nucleazione eterogenea controllata di Fe3O4. Variando sistematicamente i parametri sperimentali, come i rapporti tra i precursori, il volume e il tipo di solvente, sono state ottenute diverse morfologie di eterostruttura, incluse quelle di tipo dumbbell e satellite. Le misure magnetiche rivelano come la morfologia e quindi l’interfaccia delle eterostrutture ibride Au/Fe3O4 influenzino la magnetizzazione dipendente dal campo e dalla temperatura di queste particelle.
La seconda parte indaga le proprietà magnetiche di strutture cave shell/shell di Fe3O4, in particolare eterostrutture Fe3O4/NiO e Fe3O4/MnO, preparate tramite effetto Kirkendall. La presenza di superfici interne ed esterne aumenta drasticamente il disordine degli spin superficiali e l’anisotropia efficace, mentre l’accoppiamento con shell di monossidi antiferromagnetici può influenzare le loro configurazioni di spin. Questi sistemi dimostrano come la morfologia cava e l’ingegneria delle interfacce possano essere combinate per modulare le proprietà magnetiche in architetture nanometriche confinate.
Nel complesso, questa tesi evidenzia come il controllo delle interfacce e del disordine superficiale attraverso la morfologia fornisca potenti strumenti per modulare il comportamento magnetico nelle nanostrutture basate su ferriti. I risultati ottenuti contribuiscono alla comprensione fondamentale del
magnetismo su scala nanometrica e supportano la progettazione di materiali funzionali per applicazioni in numerosi campi, tra cui sensoristica, energia, biomedicina e catalisi, tra gli altri.Abstract
Understanding how surface and interface phenomena affects the magnetic behavior of nanoscale structures is critical for the development of next-generation magnetic and multifunctional devices. In this thesis, I attempt to elucidate the role of surface and interface on the magnetic properties of Fe3O4-based heterostructures with controlled morphology, including hybrid Au/Fe3O4 heterostructures and hollow Fe3O4-based nano-shells (Fe3O4/NiO and Fe3O4/MnO shell/shell systems). Through a combination of chemical synthesis, transmission electron microscopy, and magnetic characterization, I explain the mechanisms by which interfacial interactions and surface spin disorder govern their magnetic properties.
The first part of the work focuses on the seed-mediated synthesis of hybrid Au/Fe3O4 heterostructures. Particular attention is given to the optimization of Au nanoparticle seeds in terms of size dispersity, crystallinity, and colloidal stability, enabling controlled heterogeneous nucleation of Fe3O4. By systematically tuning the experimental parameters, such as precursor ratios, solvent volume and type, different heterostructure morphologies were obtained, including dumbbell-like and satellite-like. Magnetic measurements reveal how the morphology and thus interface of hybrid Au/Fe3O4 heterostructures influence field-dependent and temperature-dependent of magnetization of these particles.
The second part investigates the magnetic properties of hollow Fe3O4 shell/shell, namely Fe3O4/NiO and Fe3O4/MnO heterostructures, prepared through the Kirkendall effect. The presence of inner and outer surfaces dramatically enhances surface spin disorder and effective anisotropy, while coupling with antiferromagnetic monoxide shells can affect their spin configurations. These systems demonstrate how hollow morphology and interface engineering can be combined to tailor magnetic properties in confined nanoscale architectures.
Overall, this thesis highlights how controlling interfaces and surface disorder through morphology provides powerful means to tune magnetic behavior in ferrite-based nanostructures. The insights obtained contribute to fundamental understanding of nanoscale magnetism and support the design of functional materials for applications in many fields, including sensing, energy, biomedicine and catalysis, among others
EXPLORING EXTRACELLULAR VESICLES AS A NEW APPROACH TO UNDERSTANDING FRAGILE X SYNDROME
La Sindrome dell’X Fragile (FXS) è la causa ereditaria monogenica più comune di disabilità intellettiva e rappresenta una delle principali condizioni genetiche associate al disturbo dello spettro autistico.
Nonostante i progressi nella comprensione dei meccanismi molecolari alla base della FXS, mancano ancora biomarcatori specifici in grado di monitorare la progressione della sindrome e la risposta a nuove terapie.
Negli ultimi anni, le vescicole extracellulari (EV) sono emerse come una promettente fonte di biomarcatori nei disturbi neurologici, grazie alla loro capacità di riflettere lo stato fisiopatologico delle cellule di origine attraverso il loro contenuto in proteine, lipidi e RNA.
In questo progetto abbiamo analizzato EV derivate dal plasma di un modello murino di FXS, con un duplice obiettivo: ottimizzare l’isolamento delle vescicole extracellulari e caratterizzare in modo approfondito il contenuto di proteine e miRNA alla ricerca di potenziali biomarcatori.
Come primo step, abbiamo confrontato due approcci di isolamento ampiamente utilizzati, la cromatografia ad esclusione dimensionale (SEC) e l’ultracentrifugazione seguita da gradiente di densità con iodixanolo (UC-IDG); valutando resa, purezza e arricchimento in marcatori canonici di EV, al fine di identificare una strategia ottimale per l’analisi di limitate quantità di biofluido. In seguito, le vescicole sono state isolate dal plasma di topi WT ed FXS utilizzando la metodologia risultata più efficiente e sono state sottoposte ad analisi proteomica mediante spettrometria di massa e a valutazione di miRNA tramite qRT-PCR di un pannello di miRNA specificatamente arricchiti nel plasma/siero.
Questo studio rappresenta un primo passo verso la validazione delle EV come fonte di biomarcatori affidabili per valutare l'efficacia di nuove terapie nella FXS e fornisce una base per futuri studi integrati.Fragile X Syndrome (FXS) is the most common monogenic inherited cause of intellectual disability and represents one of the main genetic conditions associated with autism spectrum disorder. Despite advances in the understanding of the molecular mechanisms underlying FXS, specific biomarkers capable of monitoring disease progression and response to new therapies are still lacking.
In recent years, extracellular vesicles (EVs) have emerged as a promising source of biomarkers in neurological disorders, due to their ability to reflect the pathophysiological state of the cells of origin through their protein, lipid and RNA cargo.
In this project, we analyzed EVs derived from the plasma of a mouse model of FXS with a dual aim: to optimize extracellular vesicle isolation and to perform an in-depth characterization of their protein and miRNA content in search of potential biomarkers. As a first step, we compared two widely used isolation approaches, size-exclusion chromatography (SEC) and ultracentrifugation followed by iodixanol density gradient (UC-IDG), evaluating yield, purity and enrichment in canonical EV markers, to identify an optimal strategy for analysis of limited biofluid volumes. The vesicles obtained using the selected methodology were isolated from FXS and WT mice plasma and subsequently subjected to proteomic analysis by mass spectrometry and to miRNAs characterization by qRT-PCR of a panel of plasma/serum enriched miRNA.
This study represents a first step towards the validation of EVs as a source of reliable biomarkers to assess the efficacy of new therapies in FXS and provides a basis for future integrated studies
Fashion Law e nuove sfide giuridiche: diritto d'autore, sostenibilità e risoluzione delle controversie
La tesi sottolinea il valore multidimensionale dell’industria della moda, che non si limita ad essere un settore economico trainante a livello globale, ma assume anche un ruolo sociale e culturale. La moda è presentata come un linguaggio sociale, capace di rappresentare e anticipare i mutamenti collettivi. Da qui l’esigenza di uno studio giuridico specifico, che ha portato alla nascita del Fashion Law: una disciplina interdisciplinare che coinvolge diritto civile, commerciale, industriale, penale, del lavoro e delle nuove tecnologie. Il cuore della disciplina è rappresentato dalla tutela della creatività, che nel tempo ha faticato ad essere riconosciuta nelle creazioni di moda per la loro natura ciclica ed effimera. Tuttavia, la giurisprudenza e il legislatore hanno progressivamente esteso le tutele, riconoscendo che anche le creazioni stilistiche possono costituire opere dell’ingegno ai sensi della legge sul diritto d’autore (L. 633/1941). Il lavoro si articola in tre capitoli: il primo sul rapporto tra moda e diritto d’autore, il secondo sulle nuove sfide legate alla sostenibilità e il terzo sulla risoluzione delle controversie, anche in prospettiva arbitrale e transnazionale.The thesis emphasizes the multidimensional value of the fashion industry, which is not limited to being a driving global economic sector, but also assumes a social and cultural role. Fashion is presented as a social language, capable of representing and anticipating collective change. Hence the need for a specific legal study, which led to the birth of Fashion Law: an interdisciplinary discipline encompassing civil, commercial, industrial, criminal, labor, and new technology law. At the core of the discipline is the protection of creativity, which over time has struggled to be recognized in fashion creations due to their cyclical and ephemeral nature. However, case law and legislators have progressively extended protections, recognizing that stylistic creations can also constitute intellectual works under the copyright law (Law 633/1941). The work is divided into three chapters: the first on the relationship between fashion and copyright, the second on new challenges related to sustainability, and the third on dispute resolution, including from an arbitration and transnational perspective
Ecology and population connectivity of lamnid sharks in the Mediterranean Sea
I grandi squali pelagici sono tra i vertebrati più minacciati a livello globale, e il Mar Mediterraneo rappresenta un contesto particolarmente critico, caratterizzato da forti pressioni di pesca, scarsità di dati e gestione inefficace. Sebbene lamnidi come lo squalo mako (Isurus oxyrinchus) e lo squalo bianco (Carcharodon carcharias) svolgano un ruolo essenziale come predatori apicali, nel Mediterraneo le loro dinamiche spaziali, la struttura di popolazione e le interazioni trofiche restano in gran parte sconosciute, con importanti implicazioni per la conservazione.
Questa tesi mira a colmare queste lacune integrando dati opportunistici, modelli spaziali, genomica, analisi isotopiche e approcci innovativi di campo, con l’obiettivo di migliorare la comprensione della distribuzione, della connettività e del ruolo ecologico dei grandi squali pelagici nel bacino. Il lavoro affronta tre temi principali: (i) la mancanza di informazioni affidabili sulla distribuzione e sulle tendenze spazio-temporali dello squalo mako, (ii) l’incertezza sulla connettività tra Mediterraneo e Atlantico orientale, e (iii) la quasi totale assenza di dati sulle interazioni trofiche tra i lamnidi mediterranei.
Il primo capitolo mira ad utilizzare dati opportunistici per modellarli tramite un approccio bayesiano, e produrre trend spazio-temporali in mediterraneo per il mako, corrette per lo sforzo di osservazione.
Il secondo capitolo applica un approccio ddRADseq per valutare struttura genetica, diversità e flusso genico del mako tra Mediterraneo e Atlantico, contribuendo a chiarire se la popolazione mediterranea debba essere considerata una unità gestionale distinta.
Il terzo capitolo analizza la nicchia trofica di mako e squalo bianco nel plateau tunisino attraverso isotopi stabili, fornendo la prima comparazione delle loro strategie alimentari nel Mediterraneo.
Il quarto capitolo mette in evidenza come gli approcci innovativi possano superare le difficoltà logistiche e la rarità degli incontri con gli squali pelagici.
Nel complesso, la tesi offre nuove basi scientifiche per la conservazione dei grandi squali pelagici nel Mediterraneo.Large pelagic sharks are among the most threatened vertebrates worldwide, and the Mediterranean Sea represents a particularly concerning case, where fishing pressures, data paucity, and weak management all merge together in the same area. Despite their ecological importance as apex predators, the status, distribution, and ecological role of large lamnid sharks such as the shortfin mako (Isurus oxyrinchus) and the white shark (Carcharodon carcharias) remain poorly understood in this basin, hampering the development of effective conservation strategies.
This PhD thesis aims to clarify the spatial dynamics, connectivity, and trophic roles of large pelagic sharks in the Mediterranean, with emphasis on shortfin mako and white sharks. By combining opportunistic data, statistical models, genomic analyses, trophic approaches, and innovative field methods, it tackles three main gaps: (i) uncertainty in spatiotemporal trends of shortfin mako occurrence, (ii) connectivity between Mediterranean and Eastern Atlantic populations, and (iii) poorly known trophic interactions between co-occurring lamnids.
In the first chapter we obtained reliable abundance trends of shortfin makos in the Mediterranean by using opportunistic data and modelling them throgh a Bayesian spatial modelling framework (INLA). In the second chapter we used ddRADseq approach to investigate population structure, gene flow, and genetic diversity. This chapter contributes to clarifying whether Mediterranean makos should be managed as an independent unit or as part of a wider Atlantic stock.
The third chapter focuses on the ecological role of lamnid sharks in the Mediterranean, a topic for which empirical data are scarce, providing a first comparative trophic evaluation of juvenile white and mako sharks, clarifying whether they compete for similar resources or partition niches.
Finally, the fourth chapter highlights methodological innovations in the study of elusive pelagic sharks, drawing on the experience of the “White Shark Chase” project. Taken together, the chapters of this thesis aim to provide a more comprehensive understanding of the status, connectivity, and ecological role of large pelagic sharks in the Mediterranean Sea. By addressing fundamental gaps in distribution, genetics, and trophic ecology, and by testing innovative methodologies, this work contributes new insights and practical tools for the conservation of species that are regionally Critically Endangered and globally declining
Inflammatory potential of the diet and self-rated quality of life in Italian adults
Background: Dietary quality is widely acknowledged as a key factor in maintaining good health. Recommendations that promote plant-based eating patterns are largely grounded in evidence showing that dietary choices can modulate the immune function. In line with such a hypothesis, diet may be considered as a potential driver of persistent low-grade inflammation. Quality of life (QoL), on the other hand, serves as a broad indicator that encompasses both physical and psychological wellbeing. Aim: The purpose of this cross-sectional study was to examine the relationship between the inflammatory potential of the diet and QoL in a population sample of Italian adults. Design: A total of 1,936 participants completed a 110-item food frequency questionnaire to assess eating habits. The inflammatory potential of their diet was calculated using the dietary inflammatory score (DIS). Quality of life was measured with the Manchester Short Appraisal (MANSA). Results: Higher DIS values, reflecting a more pro-inflammatory diet, were linked to reduced likelihood of reporting high QoL (OR = 0.56; 95% CI: 0.40–0.78). Several specific domains of QoL, including general life satisfaction, social relationships, personal safety, satisfaction with cohabitation, physical health, and mental health, also showed significant associations with DIS. Conclusion: The findings suggest an association between the inflammatory potential of the diet and QoL
La responsabilità civile delle imprese per le violazioni di diritti umani. Profili di diritto internazionale pubblico e privato.
La crescente incidenza delle attività d’impresa su scala globale ha reso sempre più urgente affrontare il tema della responsabilità civile delle società per le violazioni dei diritti umani connesse alle loro operazioni, alle loro filiere e alle relazioni commerciali con terzi. La tesi analizza in modo integrato i profili di diritto internazionale pubblico e di diritto internazionale privato rilevanti ai fini dell’accertamento e dell’applicazione di tale responsabilità. The growing impact of corporate activities on a global scale has made it increasingly urgent to address the issue of civil liability of companies for human rights violations connected to their operations, supply chains, and business relationships with third parties. The thesis offers an integrated analysis of the public and private international law aspects that are relevant to establishing and enforcing such liability
Exploring the Photoprotective Potential of Natural Compounds: Insights into UV-induced Oxidative Stress Modulation
La radiazione ultravioletta, in particolare gli UVA (315–400 nm), rappresenta uno dei principali fattori responsabili dell’invecchiamento cutaneo attraverso l’induzione di stress ossidativo, infiammazione e danno strutturale ai componenti dermici. Un’efficace fotoprotezione richiede un’interazione coordinata tra le difese antiossidanti endogene e strategie esogene, che includono formulazioni topiche ed interventi nutrizionali, volte a preservare l’omeostasi cellulare in condizioni di esposizione ai raggi UV. Questo lavoro esplora approcci complementari volti a contrastare il danno ossidativo indotto dai raggi UVA nei confronti della pelle. Composti naturali e sintetici dotati di capacità schermanti nei confronti dei raggi UV, sono stati valutati per il loro potenziale fotoprotettivo, con particolare attenzione a derivati tiolici di ispirazione marina (strutturalmente correlati agli ovotioli) ed estratti botanici come l’honeybush. Il ruolo del metabolismo a un carbonio nella fotoprotezione cutanea è stato inoltre esaminato attraverso la valutazione del 5-metiltetraidrofolato (5-MTHF) come strategia sistemica di supporto. Considerata la sensibilità dei folati alla radiazione UV e il loro coinvolgimento centrale nella biosintesi dei nucleotidi e nei processi di metilazione, il mantenimento di un’adeguata disponibilità di folati può rappresentare un fattore chiave per sostenere la capacità di riparazione cellulare e l’equilibrio redox in seguito all’esposizione ai raggi UV. Inoltre, l’enzima antiossidante endogeno paraoxonasi-2 (PON2) è stato studiato per caratterizzare meglio i meccanismi intrinseci di adattamento redox e le vie di risposta allo stress attivate in seguito all’esposizione a UVA. Parallelamente, è stato esplorato lo sviluppo e la caratterizzazione di formulazioni cosmetiche arricchite con estratti botanici acquosi, incorporati in emulsioni olio-in-acqua, al fine di valutarne il loro contributo all’attività antiossidante, alla stabilità della formulazione e alle potenziali proprietà di protezione dall’UV. Nel complesso, questa ricerca fornisce una prospettiva multidimensionale sulla fotoprotezione cutanea, integrando composti naturali con capacità schermante, supporto metabolico sistemico e formulazioni antiossidanti topiche, evidenziando la possibilità dell’utilizzo di strategie sinergiche topiche e nutrizionali per contrastare il danno indotto da UVA e promuovere la salute della pelle.Ultraviolet radiation, particularly UVA (315–400 nm), is a major contributor to skin photoaging through the induction of oxidative stress, inflammation, and structural damage to dermal components. Effective photoprotection requires a coordinated interplay between endogenous antioxidant defenses and exogenous strategies, including topical formulations and nutritional interventions, aimed at preserving cellular homeostasis under UV exposure. This work explores complementary approaches to enhance skin protection against UVA-induced oxidative damage. Natural and synthetic UV-shielding compounds were investigated for their photoprotective potential, with particular attention to marine-inspired thiol derivatives structurally related to ovothiols and botanical extracts such as honeybush. The role of one-carbon metabolism in skin photoprotection was also examined through the evaluation of 5-methyltetrahydrofolate (5-MTHF) as a systemic supportive strategy. Given the sensitivity of folates to UV radiation and their central involvement in nucleotide biosynthesis and methylation processes, maintaining adequate folate availability may represent a key factor in sustaining cellular repair capacity and redox balance following UV exposure. Additionally, the endogenous antioxidant enzyme paraoxonase-2 (PON2) was investigated as a potential indicator of UVA-induced oxidative stress and cellular adaptive responses, to better characterize cellular redox adaptation and stress-response pathways in skin cells. Building on the studies of UV-shielding compounds and systemic photoprotection, this thesis also explored the development and characterization of cosmetic formulations enriched with aqueous botanical extracts. Plant-derived infusions incorporated into oil-in-water emulsions were characterized to assess their contribution to antioxidant activity, formulation stability, and potential UV-filtering properties. Overall, this thesis analyzed a multidimensional perspective on skin photoprotection, integrating UV-shielding natural compounds, systemic folate metabolism, and topical antioxidant formulations, highlighting the potential of synergistic topical and nutritional strategies to counteract UVA-induced damage and promote skin health