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L'erudizione nell'editoria tra sogno e realtà: Scipione Lapi e la sua "colossale impresa" (1893-1923)
ITALIANO: Il contributo prende in esame la «colossale impresa» di riedizione aggiornata e ampliata dei Rerum Italicarum Scriptores (RIS) di Ludovico Antonio Muratori voluta da Scipione Lapi che, fino alla morte (1903), ne curò la stampa nel suo Stabilimento tipografico di Città di Castello. L’impresa editoriale fu possibile grazie all’appoggio tecnico-scientifico di Vittorio Fiorini, che ne diresse il progetto predisponendo il piano generale, e all’autorevole patrocinio di Giosuè Carducci. La documentazione del fondo Vittorio Fiorini (1857-1926), conservato presso l’ISIME, viene presa qui come principale riferimento per ricostruire le tappe intercorse tra l’avvio del progetto (1893) e la cessione della direzione scientifica dell’opera (1923). / ENGLISH: This paper focuses on the «colossale impresa» of updated and expanded edition of Rerum Italicarum Scriptores (RIS) by Ludovico Antonio Muratori, wanted by Scipione Lapi who, until his death (1903), edited the press in his typographical Establishment located in Città di Castello. The publishing work was possible thanks to the technical and scientific support of Vittorio Fiorini, who directed the editorial project, and the authoritative sponsorship of Giosuè Carducci. The documentation belonging to the archive Vittorio Fiorini (1857-1926), kept at the ISIME, it’s taken here as the main reference to reconstruct the settlement patterns occurred between the start of the project (1893) and the end of the scientific direction of the work (1923)
L'elaborazione dell'immagine di Costanza d'Altavilla nel Due e Trecento. Incroci di tradizioni tra cronache meridionali e centro-settentrionali, tra Dante e Boccaccio
ITALIANO: Costanza d’Altavilla ha goduto di grande fortuna nell’immaginario letterario. Dante la rese una delle protagoniste del canto III del Paradiso, veicolando alcune fantasiose dicerie: in particolare, diffuse la notizia che fu suora. Rimase a lungo nubile e generò il suo unico figlio, il futuro imperatore Federico II, quando era già quarantenne, anche se alcune fonti le accrebbero gli anni fino a 55 e oltre. È possibile che proprio da queste radici sia scaturita la voce della monacazione di Costanza, resa immortale dai versi danteschi, dai suoi commentatori più antichi e da Boccaccio. In questo articolo si indagano le vie di diffusione di tali racconti, compreso quello, assolutamente fantastico, che Costanza partorì sulla pubblica piazza: tali racconti si svilupparono soprattutto in Italia centro-settentrionale, nell’epoca dello scontro che oppose il papato e i Comuni a Federico II e a suo figlio Manfredi, e si differenziano notevolmente rispetto a quelli diffusi in Italia meridionale. / ENGLISH: The figure of Constance of Hauteville has enjoyed good fortune in the literary imaginary. She is one of the protagonists of the Paradiso (Canto III), where Dante transmits some imaginative rumours: in particular, he spread the information that she was a nun. She remained unmarried for a long time, and gave birth to her only son, the future emperor Frederick II, when she was already 40 years old, although some sources increased her years up to 55 and beyond. Proba- bly this real piece of information generated the false rumour about the monastic condition of Constance, made immortal by Dante’s verses, by his most ancient commentators and by Boccaccio. In this article, we investigate the ways of spreading these stories, including the absolutely fantastic one that Costance gave birth to her child on a public square. They circulated above all in central-northern Italy, in the age of the clash that opposed the popes and the Comuni to Frederick II and his son Manfred, and they differ significantly from the ones transmitted by the chronicles of southern Italy
A proposito di dominio naturale: echi europei nel discorso per l’incoronazione ducale di Gian Galeazzo Visconti (1395)
ITALIANO: Il contributo si sofferma sulla qualità e gli effetti del dominio naturale, tratteggiati da Pietro Filargo nel suo discorso per l’incoronazione di Gian Galeazzo Visconti (1395). Naturale è il dominio del principe appartenente allo stesso popolo su cui governa, che esercita un’autorità modellata su quella del padre sui figli e ama i sudditi che nutre. Tale principe provvede quindi ad abbellire la città, a tutelare gli iura civilia e via dicendo. Al di là di una rilettura della Politica aristotelica pesantemente orientata dal contesto lombardo, affiorano da questo testo elementi della circolazione di nuovi modelli politici nell’Europa di fine Trecento. / ENGLISH: The paper focuses on the properties of the natural dominion, traced by Phillarges in his speech on Gian Galeazzo Visconti’s coronation day (1395). The rule of the compatriot prince who exercises his authority such like a father over the children and loves the subjects he nurses, is natural. This prince embellishes the city, safeguards iura civilia and so on. Apart from a reinterpretation of the Aristotelian Politics heavily conditioned by the Lombard context, the speech contains more general reflections about the circulation of new political models in late fourteenth-century Europe
Dote, antefatto, augmentum dotis: costruire il patrimonio delle donne in Liguria nei secoli XII e XIII
ITALIANO: L’estrema ricchezza della documentazione genovese e ligure permette di affrontare il tema della dote, patrimonio femminile per eccellenza, a partire da una cronologia molto alta, subito a ridosso dell’abolizione della tercia che, come ben noto, innesca un processo di deterioramento dei diritti patrimoniali femminili. Il saggio prende in considerazione il nesso tradote e matrimonio, sottolineando come non vi è, almeno fino alla fine del periodo qui preso in considerazione, un modo per certificare con assoluta sicurezza la validità dell’unione matrimoniale. Segue una discussione sull’evoluzione della normativa che regola la dote, semprein bilico tra protezione ed esclusione. Molta attenzione è prestata all’informazione che ricaviamo dagli atti della prassi: dalla costituzione della dote e dalle strategie familiari e coniugali ad essa connesse, alla fluidità del fondo dotale, che può anche essere aumentato (augmentumdotis) o trasformato, alla difficoltà delle donne a riottenere le loro spettanze una volta raggiunta la vedovanza. Quello che emerge è un quadro molto complesso a testimonianza dell’estrema varietà delle situazioni e della duttilità dell’istituto della dote. / ENGLISH: The rich and varied extant Genoese and Ligurian sources enable to consider the dowry from as early as the second half of the twelfth century, immediately after the abolition of the tercia, which, as is well known, is the first step in the process of deterioration of women's property rights observable in the late medieval Italian communes. The essay considers the link between dowry and marriage, highlighting that at least until the end of the period considered here no clear way existed that could guarantee with absolute certainty the validity of a marriage. A discussion on the evolution of the law governing dowry, perfectly balanced between protection and exclusion, ensues. Much attention is devoted to the information obtained from the acts of practice: from the constitution of dowry, and the family and conjugal strategies it entailed, to the fluidity of the dotal fund, which could be increased (augmentum dotis) or transformed, to the difficulties endured by widows reclaiming their dowries. A very complex picture emerges, testifying to the extreme variety of situations and the flexibility of the dowry
L'uso politico della dote a Genova: mogli e banniti alla fine del Duecento
ITALIANO: L’articolo prende in esame sette azioni intraprese di fronte al comune di Genova da parte di altrettante mogli e dei loro rappresentanti, che nel 1297 rivendicano anzitempo le proprie doti, dal momento che i coniugi sono stati banditi dalla città in una fase di violenta conflittualità di fazione. La tutela della dote garantita dalla normativa e dal governo cittadino consente un sostanziale reintegro e una protezione di beni di cui in definitiva si giovano anchequegli stessi uomini messi al bando. / ENGLISH: The article examines seven petitions made to the Commune of Genoa by as many wives and their legal agents in 1297. The women were claiming immediate return of their dowries, since their spouses had been banished from the city during an outburst of violent factional conflict. Law and government ensured that the dotal fund was safeguarded allowing for a substantial reintegration and protection of property which ultimately benefitted the banished men themselves
Giordano da Pisa e il pubblico. Modelli e comportamenti
The production of Giordano da Pisa (1260-1310) offers an excellent example for assessing the relationship between a Dominican preacher and his lay audience. His preaching presents simultaneously all the features that make it possible to regard it as a document of how the preacher and the public may have influenced each other. This paper illustrates how the friar proposes a social model and individual behaviours in the relationship between the ideal world and reality