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Selezione e circolazione dei giudici ai malefici nel dominio visconteo fra Tre e Quattrocento
ITALIANO: Questo contributo è dedicato alla ricostruzione dei meccanismi di reclutamento e alle carriere dei giudici ai malefici all’interno del dominio visconteo fra Tre e Quattrocento. La comparazione fra i dati provenienti da diversi contesti cittadini consente di formulare importanti riflessioni relative alle provenienze e ai profili di questi ufficiali minori. / ENGLISH: This paper investigates the channel of recruitment and the careers of the criminal judges in the State of Milan between the 14th and the 15th century. The comparison between different city-cases allow
us to formulate important remarks on these petty officials, with particular regard to their social and cultural profile and provenance
«Per viam inquisicionis». Note sul processo criminale a Milano in un’età di transizione
The judgments issued in the second half of 1385 reveal how in Milan in the late XIV century the podestà proceeds ex officio per viam inquisitions for all crimes, with the sole exception, provided for in the statute, consisted of adultery. The podestà starts the investigation by considering the reputation (fama) and the so called clamosa insinuatio. Frequently, the elders (antiani) of the parishes intervene in the proceeding by reporting minor or major violations in fulfillment of a specific statutory duty. The
accused is summoned after the podestà has drawn up an accurate titulus collecting all the factual elements and the evidence. Thereupon the trial can follow two different paths, depending on whether the accused appears in court or not: in the former case the interrogation of the accused plays a central role and it is by no means excluded that the defendant may be exonerated; in the latter, by contrast, the accused is banished and, if the violation of the judge’s order persists, he is declared in default and then
convicted. It must be noted that the podestà and the giudice del maleficio (judge in criminal) strictly abide by the statutory provisions in matters of procedural documents, evidence gathering, setting deadlines for defense, and so on
Toscana bilingue (1260 ca.–1430 ca.). Per una storia sociale del tradurre medievale
The contributions gathered in this volume discuss the complex topic of translating in medieval Italy from an interdisciplinary perspective, combining the philological approach with a detailed social and cultural analysis. The authors discuss, among other topics, translations of ‘classical’ and particularly so-called ‘modern’ texts, the distribution of knowledge and languages, and the social history of translating
Le Meditationes vitae Christi in volgare secondo il codice Paris, BnF, it. 115. Edizione, commentario e riproduzione del corredo iconografico
Le Meditationes vitae Christi costituiscono uno dei testi di più grande successo del tardo Medioevo e occupano una posizione di assoluto rilievo nella ridefinizione della religiosità e della sfera devozionale della loro epoca. Scritte in Toscana all’inizio del XIV secolo, le Meditationes sono tramandate da una ricca tradizione manoscritta plurilingue, precisamente latina e volgare, alla quale va sommata la presenza di stampe antiche. Paragonabile per intensità al successo dell’opera è il dibattito che permane circa la veste linguistica originale del testo. Nonostante si possa ormai indicare in quella latina la versione primigenia, il manoscritto segnato Paris, BNF, it. 115 tramanda un testo in volgare che riveste notevolissima importanza sia sul piano filologico che su quello figurativo. Il codice parigino, infatti, oltre a essere uno dei testimoni più antichi dell’opera, tramanda la prima traduzione italiana, ascrivibile all’area pisana, ed è impreziosito da uno splendido apparato iconografico. Il presente volume fornisce, in una prospettiva internazionale e multidisciplinare, la prima edizione critica del testo, la riproduzione di tutte le miniature, nonché l’edizione delle istruzioni date al miniatore e lo studio testuale e materiale del codice. Il volume è accompagnato da puntuali commenti filologici e storico-artistici, da glossari e da sette contributi introduttivi di carattere interdisciplinare
Prime indagini sull'arcidiocesi di Capua in età angioina. Cinzio della Pigna e Salimbene (1286-1296)
The aim of this paper is to offer initial considerations on two Capuan archbishops’ careers of the early Angevin age, Cinzio della Pigna and Salimbene (1286-1296). The papal bulls and the Angevin documents show that, at the end of XIII century, the papacy promotes to the ecclesia Capuana, after Marino Filomarino, men faithful to Holy See, rejecting strong contenders from the king’s entourage. To conclude, the mandates of the two archbishops are presented also in a broader chronological perspective (1286-1311), to highlight the ecclesiastical change and continuity in Capuan diocesan district
Il Regno di Sicilia in età normanna e sveva. Forme e organizzazioni della cultura e della politica
ITALIANO: Il Regno di Sicilia, in età normanna e sveva, costituisce una realtà politico-amministrativa unitaria, ma assai multiforme nei suoi compositi tratti etnici, sociali e territoriali. Con tale varietà i sovrani dell’Italia meridionale seppero confrontarsi, dando compiuta e piena dimostrazione delle loro qualità politiche e dei loro interessi intellettuali, delineando precisi indirizzi culturali e di governo. Se l’Università di Napoli, fondata nel 1224, rappresentò la piena espressione della volontà e della lungimiranza politica di un grande re e imperatore come Federico II, anche l’attività amministrativa fu un formidabile strumento di regolamentazione istituzionale e ideologica del Regno. Questo è il campo di indagine del presente volume che, in particolare, pone l’attenzione sulle strategie organizzative tanto della cultura quanto della politica. Esse culminarono certamente nei decenni dominati dall’eccezionale figura di Federico II, ma furono predisposte dai suoi immediati predecessori normanni e – proseguite compiutamente dai suoi figli Corrado e Manfredi – non furono del tutto scardinate neanche dai sovrani della dinastia angioina. / ENGLISH: The Kingdom of Sicily, in the Norman and Swabian age, was a unitary political-administrative entity, but very multiform in its composite ethnic, social and territorial features. The Kings of southern Italy were able to deal with this variety: by giving a complete demonstration of their political qualities and intellectual interests, they outlined precise cultural and governmental guidelines. The University of Naples, founded in 1224, represented the full expression of the will and political farsightedness of a great king and emperor like Frederick II, but also the administrative activity was a formidable instrument of institutional and ideological regulation of the Kingdom.
This is the field of investigation of this volume which focuses, in particular, on the organizational strategies of both culture and politics. They certainly culminated in the decades dominated by the exceptional figure of Frederick II, but were prepared by his immediate Norman predecessors and – fully continued by his sons Conrad and Manfred – they were not completely unhinged even by the rulers of the Angevin dynasty
Testa o croce. Scauniperga, donna e reggente nella Benevento longobarda
Per smontare processi di appropriazione del passato è
necessario anzitutto ricostruire le dinamiche del potere.
Verificando, ad esempio, le modalità di rappresentazione
politica in un contesto come quello longobardo, conosciuto
per la sua violenza e per la sua “barbarie”, in cui Giulia
Zornetta rileva al contrario l’agire politico e pubblico di alcune figure femminili decisamente di prim'ordine
Il sogno di Guido. Una vecchia geografia per un mondo nuovo
Alberto Cotza dimostra come nella Pisa del XII secolo la produzione di opere storico-geografiche non si limitasse a una descrizione del presente geografico, ma facesse invece ampio uso di opere precedenti di almeno cinque secoli per proporre il proprio “orizzonte di attesa politico” e rivendicare il predominio sul Mediterraneo