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Il dibattito sulla liberalizzazione della fotografia digitale in archivi e biblioteche quattro anni dopo l'appello di Reti Medievali
ITALIANO: Il 13 settembre 2013 “Reti medievali” diffuse sul web un appello, sottoscritto da alcune delle principali associazioni di storici e archeologi italiane per chiedere al Mibact la liberalizzazione delle riproduzioni digitali delle fonti documentarie. L’entrata in vigore del decreto “Art Bonus”, il primo giugno 2014, in un primo momento sembrò recepire le istanze manifestate dalle comunità scientifiche. Tuttavia, appena un mese più tardi, un emendamento restrittivo intervenne a escludere i beni bibliografici e archivistici dalla liberalizzazione, allora giustificato da ragioni economiche e di tutela del materiale documentario. Si aprì un ampio dibattito, promosso dal movimento “Fotografie libere per i Beni Culturali”, che sostiene l’opportunità di ripristinare lo spirito originario del decreto "Art Bonus" nel rispetto della normativa in materia di diritto di autore e protezione dei dati personali e in linea con i regolamenti dei maggiori archivi e biblioteche europei. Una recente mozione del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici sembra offrire i criteri guida per una riforma del regime delle riproduzioni in archivi e biblioteche capace di allineare il nostro paese alle più avanzate esperienze europee. / ENGLISH: On September 13, 2013, Reti Medievali launched an appeal on the web supported by the main Italian associations of historians and archaeologists, asking for the liberalisation of digital reproductions of documentary sources. On June 1, 2014, the Italian government’ s “Art Bonus” decree came into effect, allowing for the free reproduction of all the types of heritage objects for
scientific purposes. Unfortunately, just one month later, a more restrictive amendment modified the original text of the law, explicitly excluding printed books, manuscripts and archival documents from the liberalisation. Such an exception, officially justified on economic and conservation
grounds, has provoked a wider debate in Italy. This debate, promoted by the movement “Fotografie libere per i Beni Culturali” (“Free Photography for Cultural Heritage”), aims to renew the original spirit of the “Art Bonus” decree. This is in full compliance with privacy and copyright law, and in accordance with the reproduction policies of some of the major European libraries and archives. A recent document issued by the Consiglio Superiore per i Beni Culturali
e Paesaggistici (Council for Cultural Heritage and Landscape of the Italian Ministry of Cultural Heritage and Activities and Tourism) finally seems to be heading in this direction
La linea Guittone-Monte e la nuova parola poetica
ITALIANO: L’articolo ricostruisce la storia intellettuale della poesia toscana del Duecento. In particolare, l’analisi individua nelle opere (poesie e lettere) e nella biografia (dalla vita politica alla conversione religiosa) di Guittone d’Arezzo un progetto culturale alternativo a quello di Brunetto Latini, in concorrenza con le rivoluzioni di Popolo e in stretta relazione con l’azione dei frati Gaudenti. La tradizione letteraria successiva si confronta con questa eredità in maniera critica. A parte il rifiuto di Dante, largamente studiato nella letteratura critica, vengono qui analizzate le risposte di Monte Andrea (anni ’70-’80) e degli intellettuali fiorentini negli anni ’90. / ENGLISH: This paper traces the intellectual history of the Tuscan poetry of the thirteenth century. In particular, the analysis describes the cultural project derived from the works (poems and letters) and the biography (from politics to religious conversion) of Guittone d’Arezzo. This project was conceived in opposition to that of Brunetto Latini, in competition with the revolutions of the Popolo and in close
relationship to the actions of the frati Gaudenti. The successive literary tradition engages critically with this legacy. While the contemporary rejection of Dante has been widely studied in the secondary literature, this paper privileges the responses of Monte Andrea (1270s-80s) and Florentine intellectuals in the 1290s
Oltre Bianchi e Neri. I rapporti fra Pistoia e Firenze negli anni della vita politica di Dante
ITALIANO: Il rapporto fra Firenze e Pistoia alla fine del Duecento fu un rapporto profondo e complesso, che trovò diretta eco nella vita e nelle opere di Dante. Il contributo intende analizzare, dal punto di vista pistoiese, i principali ambiti di interazione (sociali e familiari, economici, istituzionali) fra i due contesti cittadini negli anni dell’impegno politico di Dante, evidenziando le reciproche influenze e l’impatto che esse ebbero sulle vicende di entrambe al di là dell’importazione a Firenze del conflitto fra Bianchi e Neri. / ENGLISH: The relationship between Florence and Pistoia at the end of the Thirteenth century was a deep and complex one, and it had a direct impact on the life and the works of Dante. The paper aims
at analysing from a Pistoian perspective the social, familiar, economic and institutional connections
between the two cities in the years of Dante’s political engagement. The analysis stress the mutual influences and the impact that they had on the events of both cities beyond the wellknown transmission of the factional conflict between the whites and the blacks from Pistoia to Florence
I rapporti diplomatici tra le città italiane alla fine del Duecento: il caso di Bologna e Firenze
ITALIANO: Durante l’impegno politico di Dante, i rapporti tra Firenze e Bologna furono stretti e ben documentati. Tra 1296 e 1299, Bologna combatté contro il marchese d’Este e i Ghibellini di Romagna e Firenze fu prima alleata, poi mediatrice tra le parti su mandato di Bonifacio VIII. La documentazione bolognese svela sistemi di alleanze instabili e in continua riconfigurazione, influenzati dal pontefice e dalle parti delle città. Il linguaggio della documentazione mostra anche come i termini di “Guelfo” e “Ghibellino” furono relativizzati e utilizzati per identificare gli amici e i nemici. / ENGLISH: During Dante’s political activity, the relationships between Bologna and Florence were tight and well documented. Between 1296 and 1299 Bologna fought a war against the Marquis of Este and the Ghibellines of Romagna in which Florence was first allied and than arbitrator on request of Boniface VIII. The documentation of Bologna shows variable and changing alliances, influenced
by the pope and by politics of partes. The language in documents shows how the terms “Guelph” and “Ghibelline” were used in a relative sense, to identify allies and enemies
Serbian scientific institutions and medieval research
ITALIANO: Obiettivo del testo è fornire una breve rassegna delle risorse per la studio della storia medievale in Serbia. / ENGLISH: The purpose of this paper is to provide a short overview of the resources related to research in medieval history in Serbia
Sculdasci e gastaldi. Note sugli ufficiali minori nel principato di Salerno nei secoli IX-XI
ITALIANO: Nel saggio si indagano profili sociali e prerogative degli ufficiali minori nel principato di Salerno
fra IX e XI secolo, a partire da alcuni dossier documentari particolarmente ricchi. Ne emerge un quadro coerente. Sculdais e gastaldi sono dotati di ricchezze modeste; esercitano normalmente il loro potere nell’area di origine, lontano dalla capitale; molto raramente riescono a consolidare la loro posizione e a raggiungere il rango, più prestigioso, di conti. I limiti della possibilità di
ascesa sono mostrati in modo vivido da un caso specifico, molto ben documentato, quello del gastaldo Vivo, figlio di Pietro, vissuto nella seconda metà del secolo XI, fra gli ultimi decenni di dominio longobardo e la definitiva affermazione dei Normanni. / ENGLISH: This essay explores social profiles and prerogatives of minor officials in the Principality of Salerno between the 9th and the 11th centuries. Some rich documentary dossiers show a coherent
picture. Sculdais and gastalds were endowed with modest riches; they normally exercised their power in the area of origin, away from Salerno; they rarely consolidated their social standing or became counts – i.e., a more prestigious rank. Chances for promotion were limited. This is best shown through the case of a gastald named Vivo, son of Pietro, who lived in the second half of the 11th century – that is, between the last decades of Lombard rule and the ultimate success of the Normans
Despoblamiento e identidades locales en la Baja Edad Media. Microhistorias y tendencias a través de la arqueología de los despoblados de Álava (País Vasco)
ESPAÑOL: El objetivo de este trabajo es el de analizar, desde una perspectiva arqueológica, la historia social de los espacios habitados rurales a partir del estudio de los procesos de despoblamiento y de las transformaciones espaciales de los pueblos y las aldeas bajomedievales. La investigación sobre los despoblados cuenta con una larga tradición en toda Europa en relación con la denominada crisis bajomedieval, pero en los últimos decenios esta temática ha conocido una fuerte inflexión como resultado de la reevaluación del impacto real de las variaciones demográficas y, sobre todo, de la noción misma de crisis. El desarrollo en los últimos años de numerosas intervenciones arqueológicas en extensión de aldeas y pueblos medievales está permitiendo reexaminar algunas de las dinámicas sociales que determinaron las profundas transformaciones de las sociedades rurales bajomedievales. En ese trabajo se utiliza el territorio de Álava (País Vasco, España) como caso de estudio para explorar las transformaciones de las identidades locales que tuvieron lugar en los siglos XIII-XV a partir de los nuevos registros arqueológicos leídos en términos de microhistoria. / ENGLISH: This paper analyses, from an archaeological perspective, the social history of late medieval rural landscapes taking into consideration settlement transformation and abandons. This line of research has a long tradition in all Europe connected to the study of the so-called late medieval crisis. However, in the last few decades this topic has been neglected due to the re-evaluation of the real impact of demographic variations and even the reconsideration of the crisis notion itself. But new archaeological projects carried out in medieval villages in Iberia have allowed to reassess this topic from new perspectives. In this paper changes in local community identities and desertions processes are analysed in the light of settlement patterns transformation observed in Alava (Basque Country, Spain) during the 13th and 15th centuries from a microhistory perspective
Sui patti agrari nell'Italia altomedievale (secoli VIII-XI). Tra forme documentarie e contesto sociale. Lettura conclusiva
ITALIANO: I contratti di livello non sono lo strumento per trasformare liberi coltivatori in una nuova classe di coloni dipendenti, ma rispecchiano una pluralità di condizioni sociali dei contraenti, dai proprietari, che rimangono tali, ai nullatenenti. Questa nuova lettura suggerisce una più puntuale interpretazione anche degli inventari e polittici dei secoli IX e X, nei quali i libellarii sono poco rappresentati e sono assimilati agli uomini liberi, mentre la maggioranza dei contadini dipendenti è legata a rapporti di lavoro più gravosi e spesso è di condizione servile. / ENGLISH: The contracts of libellus are not the means to get free farmers into a new class of subdued peasants, but they reflect the several social levels of the tenants, from the owners, who remain as they are, to the propertyless. Such a new reading suggest a more accurate understanding of the surveys and polyptychs of IX and X centuries, where the libellarii are mentioned not so frequently, and are treated as free men, while most of the dependent peasants are bound to more severe working conditions and are often of servile status
Circolazione e produzione della ceramica in Liguria (XI-XIII secolo). I reperti dello scavo della torre degli Embriaci a Genova
ITALIANO: Lo scavo del basamento della torre della famiglia Embriaci – ubicata sulla collina di Castello a Genova –
ha restituito un contesto di primaria importanza per
lo studio della circolazione e dell’uso in Liguria della
ceramica di provenienza mediterranea e di produzione
locale, per il periodo compreso tra gli inizi dell’XI e
la seconda metà del XIII secolo. Il contesto è già stato
presentato in maniera preliminare in diverse sedi e il
suo studio attende un’edizione finale, arricchita da elaborazioni di tipo quantitativo e analisi archeometriche
dei corpi ceramici e dei rivestimenti. / ENGLISH: The excavation of Embriaci tower – located on the Castle hill in Genoa – has offered an important context for the study of Mediterranean ceramics and of Ligurian productions, for the period between the beginning of the eleventh century and the second half of thirteenth. The context has already been preliminary presented and published and is now underway the
final study, with quantitative processing and archaeometrical analysis
La fondazione del monastero di Santa Chiara di Piazza Armerina (1320-1340): un vuoto documentario
ITALIANO: Il numero degli insediamenti francescani femminili in Sicilia nel XIII e XIV secolo è ridotto e la
ricostruzione della storia dei pochi monasteri esistenti è resa più complessa dalla mancanza di documenti che accomuna buona parte di essi. È il caso del monastero di Santa Chiara di Piazza Armerina la cui storia trecentesca, a partire dalla fondazione, sembra essere avvolta nell’oblio.
Il saggio si propone, sulla scorta dei pochi documenti rinvenuti, di chiarire alcuni elementi legati alla sua fondazione ad opera di Guglielmo Caldarera barone di Bifara e di Favarotta. / ENGLISH: The number of female franciscan settlements in Sicily in the 13th and 14th centuries is limited and the reconstruction of the history of the few existing monasteries is complicated by the lack
of documents shared by most of them. This is the case of the monastery of Santa Chiara of Piazza Armerina. Its 14th century history, from the foundation, it seems to be shrouded in oblivion. The paper, according to the few documents found, aims to clarify certain elements related to its foundation by William Caldarera baron of Bifara and Favarotta