University of Naples Federico II

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    San Nicolao di Pietra Colice: storia e archeologia di un ospedale "di passo" della Liguria orientale

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    La parola del re. Il sovrano al lavoro nell'amministrazione del suo regno

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    Medioevo, cultura materiale e storia: qualche osservazione

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    ITALIANO: Nel contributo si discute il lavoro di Andrea Augenti, recente manuale di archeologia medievale. l’attenzione si rivolge prevalentemente all’impostazione teorica, ad alcune note sui temi e al rapporto con il pubblico. / ENGLISH: This paper discusses the new manual on Medieval Archaeology, written by Andrea Augenti. The main focus is the theoretical perspective of book, with a few notes on the topics addressed and the relationship with the general public

    Sulla scrittura della storia in Italia (secoli XIII-XV)

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    ITALIANO: L’articolo introduce la sezione monografica "Tra storiografia e retorica: prospettive nel basso medioevo italiano". Prima di presentare brevemente il contenuto dei saggi che costituiscono la sezione, è ripercorsa a grandi linee la storia dei rapporti tra fisionomia culturale dei laici e scrittura della storia, ponendo in rilievo il ruolo svolto dall’ars dictaminis nella formazione professionale di quegli autori. / ENGLISH: The article introduces the monographic section Between Historiography and Rhetoric: Perspectives in the late Middle Ages in Italy. The history of the relationships between secular cultural outline and writing of history is recalled before briefly presenting the contents of the essays that constitute the section, emphasizing the role played by the ars dictaminis in the professional background of those authors

    Da Valla a Facio, dalla prassi alla teorizzazione retorica della scrittura storica

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    ITALIANO: Le riflessioni sulla scrittura della storia elaborate alla corte aragonese di Napoli giunsero, alla fine del XV secolo, alla definizione di precise leggi retoriche con l’Actius di Giovanni Pontano, ma presero avvio nel 1447, con una infiammata polemica che vide contrapposti due tra i maggiori umanisti dell’epoca, Lorenzo Valla e Bartolomeo Facio. Quella polemica presentava molti elementi innovativi, sia dal punto di vista della strategia politica, sia da quello schiettamente retorico: la descrizione della contemporaneità e la riorganizzazione della memoria cercavano legittimazione attraverso una inedita regolamentazione professionale dell’analisi delle fonti e della forma retorica, per la quale non esistevano nell’Antichità latina modelli teorici specifici, adattati, invece, dall’oratoria giudiziaria. Insomma, la connessione tra descrizione della contemporaneità, riflessione retorica, esigenza di celebrazione e legittimazione della maestà regia trovò alla corte di Napoli un campo assai fecondo. Fu lì che trovò privilegiato spazio quel disciplinamento della scrittura storica che, ampiamente retribuita, portò al suo riconoscimento professionale e, successivamente, alla definizione di un preciso disciplinamento di argomenti, di forme e di metodi. / ENGLISH: At the end of the fifteenth century, in the Aragonese court of Naples, the reflections about the writing of history produced precise rhetorical laws, summarized in the Actius by Giovanni Pontano, but those reflections started up in 1447, with an inflamed controversy among two of the most important humanists of that time: Lorenzo Valla and Bartolomeo Facio. That controversy presented many innovative elements in the invention of political strategies and in the definition of rhetorical rules: the description of contemporaneity and the reorganization of memory found legitimacy through a new professional attention to the analysis of sources and to the use of rhetorical form. About these problems, latin antiquity did not offer specific theoretical models, which were instead adapted from the judicial oratory. In short, the connection between the description of the contemporary, the rhetorical reflection, the need to celebrate and legitimate the royal majesty found a very fertile field in the court of Naples. The discipline of historical writing found there a privileged space: there the historians were well paid, there they were professionally recognized and, subsequently, there they invented a precise regulation of arguments, forms and methods in the historical writing

    Novità politiche della Lombardia del Trecento nei pareri legali di Signorolo Omodei

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    ITALIANO: La raccolta di consilia del giurista milanese Signorolo Omodei senior (1300 ca.-1371) è esaminata per mostrare come un reputato uomo di legge, che insegnò con successo in diverse sedi universitarie, fu chiamato a interpretare i cambiamenti che stavano intervenendo nella società e nelle istituzioni del suo tempo. Le concessioni di grazie, le procedure criminali, l’emergere della dinastia signorile viscontea a scapito delle istituzioni comunali, le novità finanziarie, i patti direciproca tutela tra potenze furono tra i temi sottoposti al suo consulto, e analizzati alla luce della sapienza legale. La stessa forma mentis del giurista, plasmata dalla tradizione del diritto romano, fu spesso piegata e adattata a nuove esigenze e bisogni. / ENGLISH: The collection of legal consilia of the Milanese jurist Signorolus de Homodeis senior (c. 1300-1371) is examined to show how a reputed man of law, who successfully taught in various Italian Universities, was called to give an interpretation of the socio-political changes that unravelling during the fourteenth century. The grants of pardon and grace, the criminal procedures, the rise of the Visconti dynasty at the expense of the communal institutions, the changing role of magistrates and officials, the procedures of public debt, the agreements of mutual protection between territorial powers: all of these topics were submitted to the jurist for opinion and examined in the light of legal knowledge. Even the lawyer’s mindset, shaped in the tradition of Roman law, was often bent and adapted to suit the new demands and needs

    "Scribere sum iussus historiam". Antonio Bonfini, storiografo dei re d’Ungheria

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    Pesci e acque all’ombra della Leonessa. Sfruttamento e commercio delle risorse ittiche nel Bresciano secc. IX-XIX

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    Fino alla metà dell’Ottocento Brescia, così come molte altre città lombarde, era contraddistinta dalla presenza di vie d’acqua, ora interrate o nascoste. In tutta la pianura Padana la pesca, la manifattura ittica e il commercio di pesce, sia fresco sia trattato, erano settori fiorenti e il consumo di pesce di acqua dolce assai diffuso in tutte le classi sociali. Le politiche di irreggimentazione delle acque dalla seconda metà del XVIII secolo in poi e lo sviluppo dell’industria moderna nel secolo successivo trasformarono profondamente il territorio e ne resero invivibili le acque. Tra il Cinquecento e l’inizio dell’Ottocento lo sfruttamento delle risorse idriche e ittiche in Italia settentrionale fornì un fondamentale contributo alla storia economica e alimentare: i saggi qui raccolti mostrano tale mondo ormai scomparso e quasi dimenticato

    Le strane vicende di mia vita. Il carteggio di Giuseppe De Blasiis

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    ITALIANO: In questo volume è ricostruito il carteggio di Giuseppe De Blasiis (1832-1914), primo professore di Storia dell’ateneo napoletano. Protagonista della storiografia ottocentesca italiana, a lui si deve l’assetto scientifico della Società Napoletana di Storia Patria, di cui fu socio fondatore e in seguito presidente. I suoi studi sul Medioevo, senza tralasciare l’Età moderna, e soprattutto la sua vasta conoscenza delle fonti documentarie e bibliografiche napoletane, lo resero interlocutore privilegiato per chiunque volesse accostarsi alla storia del Mezzogiorno continentale. / ENGLISH: This volume contains the correspondence of Giuseppe De Blasiis (1832-1914), the first History professor of the Neapolitan University. In his leading role as a 19th century Italian Historiographer, he was responsible for the scientific structure of the Neapolitan Society of National History, of which he was a founding member and later president. His studies on Medieval History, without forgetting those he carried out on the modern age, as well as his vast knowledge of the documentary and bibliographical sources from Naples, made him a privileged spokesman for anyone who wanted to approach the history of southern continental Italy

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