7764 research outputs found
Sort by
In orbem diffusior, famosior... Salerno in età angioina (secc. XIII-XV)
ITALIANO: Nel volume si prendono in esame le vicende politiche, sociali ed economiche della città di Salerno nel periodo della presenza angioina nel Regno di Sicilia (1266-1435). Esso si inserisce all’interno di un’ininterrotta attenzione storiografica per il fenomeno urbano nel Medioevo e che ha coinvolto significativamente anche le città del Mezzogiorno italiano. Le ricerche più recenti su quest’ultimo argomento, però, hanno aggiornato non poco il quadro storiografico preesistente, talvolta portando a rivedere, anche sostanzialmente, precedenti e consolidate convinzioni. Riguardo specificamente Salerno, nonostante siano state svolte indagini importanti su singoli aspetti relativi al periodo in esame, si registra la sostanziale carenza di studi rivolti a un’indagine complessiva della sua realtà civile e religiosa, una prospettiva per la quale bisogna ancora fare riferimento ai lavori prodotti nella prima metà del secolo scorso, che, pur meritori, sono segnati dagli inevitabili limiti della temperie storica nella quale furono realizzati. Sicché, pur senza pretese di esaustività, con il presente lavoro si è inteso offrire una visione il più possibile “a tutto tondo” della storia salernitana nel periodo, alla luce anche dei nuovi, citati, orientamenti storiografici. Il volume è infatti diviso in due sezioni, incentrate rispettivamente su ”ambiente e forme del potere civile” e “poteri e istituzioni religiose”, in ognuna delle quali sono affrontate tematiche che rappresentano altrettante chiavi di accesso alla complessa realtà civile e religiosa salernitana nel periodo angioino, atte cioè a renderne evidenti le principali dinamiche strutturali e relazionali, nonché, insieme, le più rilevanti novità istituzionali. / ENGLISH: The work focuses on political, social and economic events of Salerno during the Angevin age of Kingdom of Sicily (1266-1435), connected to the importance of the fenomeno urbano in the Middle Ages, significantly involving cities of Southern Italy, and to recent studies that have updated the previous historiographical results, sometimes leading to a revision, even substantially, of consolidated convictions. Regarding Salerno, despite studies related to individual aspects for Angevin age, there is a substantial lack of studies aimed at comprehensive survey of its civil and religious reality, because there wasn’t an increase of his studies from the first half of XXth Century, that, although meritorious, are marked by the inevitable limits of their historical context. So, the present work, without pretensions of exhaustiveness, intends to offer a vision as much as possible “global” of Salerno’s Angevin history, recking new, cited, historiographical guidelines. The text, therefore, is divided into two sections respectively focusing on “environment and forms of civil power” and "powers and religious institutions", both keys to access to the complex civil and religious reality of Salerno in Angevin age: they show main structural and relational dynamics, as well as, together, most relevant institutional innovations
Il rinnovamento dei monasteri benedettini a Roma tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo: un'indagine preliminare
ITALIANO: Il generale ridimensionamento subito dai benedettini a favore dei cistercensi in seguito allo
scisma anacletista si registrò anche nell’Urbe dove, se negli anni ’40 del XII secolo si ricorda il primo insediamento romano dell’ordine di Cîteaux ad aquas salvias, in ambito benedettino non si ritrovano iniziative di rilievo fino alla seconda metà del secolo, almeno stando a quanto
si conosce finora. C’è da premettere, infatti, che il tema dell’architettura monastica a Roma rimane ancora da indagare a fondo, in particolare per quanto concerne l’area della clausura che, certo anche a causa dei rimaneggiamenti subiti, rimane spesso poco nota, mentre sugli edifici
di culto le nostre conoscenze sono decisamente più approfondite. Il primo cantiere rilevante in questi anni, e anche quello più precisamente databile, è quello di San Lorenzo fuori le Mura che vide l’organizzazione delle fabbriche residenziali attorno a un chiostro, un elemento fino ad allora poco usato nel contesto non solo romano, ma in generale centroitaliano. Proprio l’adozione dell’impianto claustrale segna i maggiori cantieri della prima metà del secolo successivo, quando sotto gli auspici di Innocenzo III cominciò una fase di rinnovamento dei monasteri più importanti, come i Santi Quattro Coronati, San Saba e soprattutto San Paolo fuori le Mura, ma anche Santa Scolastica a Subiaco, da considerarsi nell’ambito romano sia per la provenienza delle maestranze utilizzate nella realizzazione del chiostro, sia per il suo legame politico e culturale con la Roma pontificia. In questi cantieri, non tutti sondabili nelle strutture residenziali oggi troppo rimaneggiate per ricavarne elementi significativi, si viene a elaborare un tipo di struttura claustrale, che a San Paolo raggiungerà la sua massima espressione, che possiamo
definire come tipicamente romana per il gusto antichizzante dei rivestimenti marmorei e dei corredi plastici e per l’uso della scriptura exposta a esibire il significato simbolico del luogo e a ricordarne il patronato. / ENGLISH: After the defeat of the schismatic pope Anacletus II, even in Rome there was a decline of the Benedictines in favor of the Cistercians. In the 40’s of the 12th century, is indeed recorded the first Cistercian settlement – ad Aquas salvias –, while the Benedictine abbeys didn’t experienced
significant building interventions until the second half of the century, at least at the current state of knowledge. The monastic architecture in Rome, in fact, is yet to be investigated in detail, in particular with regard to the cloistered area where little remains because of the
copious restorations. In those years, however, the first important construction site is that of San Lorenzo fuori le Mura, precisely dating at 1189, where the residential structures for the monks were organized around a cloister, an element hitherto very rare in Rome and generally in Central-Southern Italy. Only later, during the first half of the next century and under the auspices of pope Innocent III, the cloistered plan will characterize the renovation of all the main abbeys, such as Santi Quattro Coronati, San Saba and especially San Paolo fuori le Mura and Santa Scolastica in Subiaco, that must be considered within the Roman context both for the origin of the artists, both for its political and cultural ties with the papal Rome. In all these monuments, it is developed a particular kind of cloister which can be defined as typically Roman and that will reach its highest expression in San Paolo. It is a structure characterized by a strong reference to the antique in the marble panelling, in the sculptures and in the use of the scriptura exposta that remembers the symbolic meaning of the place and its patronage
Federico d'Aragona (1451-1504). Politica e ideologia nella dinastia aragonese di Napoli
ITALIANO: La complessa vicenda esistenziale di Federico d’Aragona, secondogenito di Ferdinando I di Napoli, viene analizzata attraverso un lento lavoro di scomposizione e interpretazione dei dati che attengono alla fisionomia politica, culturale e ideologica di un personaggio fino a ieri considerato marginale nel quadro dei drammatici eventi italiani di fine secolo XV. Federico compendia in sé, invece, nell’ambiguo percorso della sua formazione e nella pluralità dei ruoli ricoperti, i caratteri stessi di quello straordinario esperimento che fu il sistema di governo aragonese, sottoposto da qualche tempo al vaglio di una rinnovata storiografia. Principe e cortigiano, capitano di genti d’arme e ammiraglio, titolare di feudi in patria e all’estero, ma anche luogotenente, governatore di province e colto oratore, re e monarca in esilio, Federico condensa nella sua speciale esperienza esistenziale il senso, anzi, ancora più alto, di un’intera civiltà politica: di quel Rinascimento degli specula principise dell’arte del governo che proprio attraverso la ricostruzione di esperienze come questa, trasversali, uniche e profondamente immerse nella prassi, può mostrare ancora una volta la misura della sua inesauribile originalità. / ENGLISH: The complex life of Frederick of Aragon, second-born of Ferdinando I of Naples, is analyzed through a work of decomposition and interpretation of the data that concern to the political, cultural and ideological physiognomy of a character considered marginal in the the dramatic Italian events of the end of the XV century. Frederick represents instead, in his formation and his roles, the extraordinary experiment that was the Aragonese system of government, and the meaning of a whole political civilization: the Renaissance of the specula principis, of the political art, that can show once more the measure of its inexhaustible originality through the reconstruction of lives as this, transversals, uniques and deeply absorbed in the practice of the power
La popolazione dei centri minori dell'Italia Centro-Settentrionale nei secoli XIII-XV. Uno sguardo d'insieme
I centri minori italiani nel tardo medioevo. Cambiamento sociale, crescita economica, processi di ristrutturazione (secoli XIII-XVI). Atti del XV Convegno di studi organizzato dal Centro di studi sulla civiltà del tardo medioevo San Miniato 22-24 settembre 2016
ENGLISH: In the late Middle Ages, Italy was one of the most urbanized areas in Europe. Its coasts, the Apennines, the perialpine area and the plains were all home to a large number of smaller towns, lands, villages, castra, and 'quasi cites'. These settlements were all very diverse in terms of demographic consistency, social articulation and economic dynamism, but together they constituted a characteristic and constitutive element of the Italian historical identity: an 'original personality'. This volume, thanks to some framing essays and a mapping of individual cases involving most of the northern, central and southern regions, aims at investigating the active research on this topic over the last thirty to forty years
Un Maonese di Chio a metà del Quattrocento: Francesco Giustiniani de Garibaldo e il suo testamento olografo in genovese.
Sulla base di fonti edite ed inedite è stato possibile ricostruire alcuni episodi della vita di Francesco Giustiniani de Garibaldo, un Maonese di Chio, intorno alla metà del Quattrocento. Egli, comproprietario e patronus di una nave e attivo nell’ambito dei commerci fra l’isola di Chio e l’Inghilterra e le Fiandre, rimase coinvolto nello scontro fra Genova e Alfonso V il Magnanimo. Nell’estate del 1457 è attestata la sua presenza a Chio, dove era giunto probabilmente qualche mese prima a bordo della nave di Oberto Squarciafico – in cui era stato trasbordato il carico di merci della sua nave, resa innavigabilis a causa di una grave tempesta di mare e di vento che lo aveva sorpreso nelle acque di Cefalonia – e dove il successivo 30 settembre morì. Su istanza di due suoi congiunti, nell’isola si procedette alla pubblicazione del suo testamento in genovese secondo la procedura prevista dalla normativa vigente
"Satis vulgaria sunt apud praedicatores". Motivi di riflessione e circolazione di idee in tema di gioco tra giuristi canonisti e frati predicatori (secolo XV)
ITALIANO: Nel corso del Quattrocento, il fenomeno di una ludicità che si va infiltrando sempre più fra le pieghe del vivere quotidiano getta luce su un articolato rapporto tra giuristi canonisti e frati predicatori. È quanto emerge in merito al gioco d’azzardo, talmente radicato nei comuni medievali da apparire inestirpabile. In questa prospettiva, l’apporto dei frati predicatori si rivela prezioso
nel disciplinamento del ludus azardi ad opera delle autorità comunali, sia come ispiratori che come estensori di riforme sul gioco. Queste ultime offrono molteplici spunti di riflessione sull’esistenza di un legame di reciproca alimentazione fra dottrina canonistica e predicazione. / ENGLISH: During the 15th century, games and entertainment become a more common activity in everyday life and as such imply a complex relationship between preaching friars and jurists. The practice of gambling was so diffused that it was ineradicable from daily medieval life. In this perspective the preaching friars – as inspirers and compilers of reforms – provided a precious contribution to regulate gambling practices through municipal governments. These reforms provide us with many opportunities of analysis on the existence of a bond of mutual encouragement between
canon law and preachers
Tribunale umano e tribunale celeste. Procedure della giustizia nelle sacre rappresentazioni fiorentine
ITALIANO: Le sacre rappresentazioni fiorentine sono state giustamente definite una «predicazione in forma di teatro». Il presente contributo evidenzia il nesso intrinseco tra questo teatro, la predicazione e la contemporanea riflessione sulle procedure della giustizia, nel suo duplice volto di giustizia terrena ed eterna. Analizzando alcune sacre rappresentazioni del secondo Quattrocento, il saggio mette in luce in che modo questi testi veicolassero una visione della giustizia e dei suoi processi, con scene esemplari di condanna o assoluzione, legate da un lato al contesto storico fiorentino e dall’altro al tema teologico della giustizia di Dio e della salvezza dell’anima. In questa maniera, esse contribuirono attivamente alla formazione dell’immaginario religioso, all’elaborazione del discorso politico, al consolidamento del significato della giustizia nei suoi risvolti concreti e nel suo orizzonte ultimo. In particolare, la messa in scena del tribunale celeste evidenzia come la predicazione fosse considerata parte fondamentale nelle “procedure” della giustizia di Dio, declinando così sul palcoscenico in forma nuova il rapporto costitutivo tra verbum et ius. / ENGLISH: The Florentine religious plays (sacre rappresentazioni) have been defined as a type of “preaching in the form of theatre”. This essay underlines the intrinsic link between this type of theatre,
preaching and also the contemporary discussion on the procedures of justice, both earthly and eternal. By analyzing several religious plays from the second part of the fifteenth century, this contribution highlights the way these plays conveyed a vision of justice and its mechanisms.
They did so through exemplary scenes of either condemnation or absolution which were connected on the one hand to the Florentine historical context and, on the other, to the theological themes of divine justice and salvation of the soul. In this way, these plays actively contributed to the formation of religious imagery, the elaboration of political discourse, and to the consolidation of the meaning of justice in both its concrete and eternal perspectives. In particular, the representation of the heavenly tribunal demonstrates how preaching was considered an essential element in the “procedures” of God’s justice. Therefore, on the stage the constitutive relationship between verbum et ius was presented in a new form
GPR system onboard a UAV for non-invasive detection of buried objects
Copia del artículo enviado al congreso (ya está aceptado para su presentación en el mismo)In this contribution, a novel subsurface imaging system to detect buried targets is presented. It is mainly composed by a Ground Penetrating Radar (GPR) mounted onboard an
Unmanned Aerial Vehicle (UAV). Thus, the system can be used to inspect areas without being in contact with the soil, which makes it useful for detecting dangerous objects, such as landmines. The system architecture and some of the first prototype measurements, which are post-processed using a Synthetic Aperture Radar (SAR) algorithm, are presented in this contribution.This work has been supported by Government of Spain (under projects TEC2014-55290-JIN, TEC2015-73908-JIN and grant FPU15/06341), Government of Asturias (IDI/2017/000095) and Galician Government (under project GRC2015/018) and under agreement for funding AtlantTIC.IEEE Antennas and Propagation Society International Symposiu
Reproducción continua de la rata topera en pomaradas asturianas
La rata topera (Arvicola scherman; anteriormente
Arvicola terrestris) es una especie
ampliamente extendida en Asturias que habita
principalmente plantaciones de frutales
y prados desde el nivel del mar hasta las
montañas. En las pomaradas se alimenta de
las raíces de los manzanos (Figura 1) causando
importantes pérdidas económicas.
De hecho, los daños producidos por este
roedor constituyen en la actualidad uno de
los principales factores limitantes del cultivo
del manzano en Asturias. Dos artículos
publicados previamente en esta misma revista
(Miñarro y Dapena 2010, Miñarro et
al. 2013) ofrecían información básica para
diferenciar las especies de micromamíferos
presentes en las pomaradas de Asturias
y para reconocer los indicios en superficie
derivados de la actividad cavadora de
la rata topera, el topillo lusitano (Microtus
lusitanicus) y el topo ibérico (Talpa occidentalis).
El presente artículo tiene como
objetivo profundizar en el conocimiento de
la biología de la rata topera, aportando información
relevante sobre su reproducción
en las plantaciones de manzano (Somoano
et al. 2016, 2017). Conocer en detalle las
características reproductivas de una especie
plaga es fundamental para mejorar e implementar
métodos de control sostenibles
(Somoano 2017). En este sentido, se discuten
las implicaciones prácticas de nuestros
resultados para el control poblacional de la
rata toper