1417 research outputs found

    Femminile e maschile nel Settecento

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    Nel XVIII secolo il rapporto tra il femminile e il maschile assume uno speciale rilievo e si configura come un banco di prova formidabile entro il processo di costruzione dell’identit\ue0 dell’individuo. Le immagini connesse al genere sono molteplici, cos\uec come articolati appaiono i processi di autorappresentazione attraverso i quali i soggetti si leggono, si raccontano e si proiettano nel proprio contesto esistenziale. Ventitr\ue9 saggi appartenenti ad ambiti disciplinari diversi (storia, letteratura, filosofia, arti figurative, scienza, musica e teatro) esplorano la dialettica settecentesca tra i due principi per mezzo di approcci metodologici aggiornati e specifici. Dall’insieme delle indagini scaturisce un quadro complesso e non privo di ambiguit\ue0, nel quale le categorizzazioni risultano continuamente rinegoziate in termini sia di elaborazioni intellettuali, sia di pratiche sociali

    Contributi italiani al XVI Congresso Internazionale degli Slavisti

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    I ventitr\ue9 saggi contenuti nel volume rappresentano i contributi della delegazione italiana al XVI Congresso internazionale degli Slavisti, che si svolge a Belgrado nell’agosto del 2018. Scritti in italiano, inglese, russo e serbo, i saggi sono suddivisi in tre sezioni: linguistica, filologia e letterature slave. Come assai ampio \ue8 il ventaglio dei temi toccati, cos\uec \ue8 quantomai largo il loro arco cronologico, che dall’epoca pre- e protostorica arriva fino ai nostri giorni. Gli argomenti trattati si estendono in effetti dal protoslavo alle tradizioni scrittoria, linguistica e letteraria della civilt\ue0 slava ecclesiastica, dai rapporti linguistici e culturali fra Italia e Russia a un particolare dizionario illirico del Settecento. Nel settore della linguistica sincronica troviamo saggi in cui si approfondiscono questioni di dialettologia e sociolinguistica nell’area di confine tra Ucraina e Bielorussia, e poi i modi di esprimere il concetto di completezza in russo, alcuni costrutti concessivi del russo studiati con i metodi della ‘grammatica costruzionista’, un particolare aspetto dei sistemi verbali russo e bulgaro, e i diversi suffissi impiegati nella formazione delle coppie aspettuali nel dialetto resiano. In ambito letterario si spazia invece da Gumilev e Chlebnikov a saggi che parlano di letteratura ed ecologia, dagli scrittori armeni che scrivono in russo al poema neolatino Il canto del bisonte e ai riflessi umanistici e rinascimentali nella letteratura ucraina moderna, da una studiosa italiana di letteratura serba della prima met\ue0 del Novecento all’immagine della ‘donna forte’ nella letteratura serba dello stesso periodo. Con la loro variet\ue0 questi saggi offrono quindi nel loro insieme un’idea assai concreta di diversi degli attuali filoni di ricerca della slavistica italiana

    Laura. La dodecafonia di Luigi Dallapiccola dietro le quinte

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    Scoprire Laura Coen Luzzatto significa arrivare al nucleo della storia musicale del Novecento italiano, il backstage della complessa traversata dodecafonica compiuta da Luigi Dallapiccola, accendere un faro sulla luce che ha illuminato il percorso del compositore tra i drammi del secolo breve. Laura incontra Luigi nel 1931 a Firenze, e da allora si consacra a lui e alla sua arte: nel 1938 lo sposa e diventa Laura Dallapiccola. Triestina ebrea e atea lei, istriano cattolico e dubbioso lui, entrambi arrivati in citt\ue0 grazie al mito di Dante, e da subito entrati in sintonia anche grazie alla tesi di laurea di Laura – qui meritoriamente riportata alla luce dall’Universit\ue0 dove la discusse nel 1932 – per quello spirito di rivendicazione dell’italianit\ue0 delle loro comuni terre di confine. Da quel momento la storia del compositore si apre grazie a lei alla cultura europea, a Joyce, Proust, Mann e, ancora grazie a lei, la dodecafonia dallapiccoliana \ue8 anche radicata nella vocalit\ue0 della cultura italiana, differenziandosi da quella viennese. Laura, dunque, per scoprire meglio Luigi Dallapiccola e per guardare con occhi nuovi il Novecento

    History/Histoire e Digital Humanities

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    Il volume ricostruisce la nascita e l’evoluzione della storiografia letteraria italiana in Francia e in Inghilterra durante il XIX secolo. Nel contesto francese, una lettura comparata delle opere di P.-L. Ginguen\ue9 e J.C.L. Simonde de Sismondi conferma come il soggetto avesse gi\ue0 raggiunto la sua maturit\ue0 all’inizio del secolo. In Inghilterra, il percorso che conduce da U. Foscolo a J.A. Symonds attraversa invece molteplici generi e fonti, che includono raccolte di biografie, antologie di traduzioni, libri di viaggio, storie di singoli generi letterari, storie del Medioevo e del Rinascimento. Una software pipeline \ue8 testata e messa a punto al termine del percorso, con l’obiettivo di espandere l’analisi tramite gli strumenti computazionali delle Digital Humanities

    Le norme stabilite e infrante

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    Le norme stabilite e infrante. Saggi italo-tedeschi in prospettiva linguistica, letteraria e interculturale raccoglie saggi di carattere linguistico-letterario che analizzano aspetti della scrittura di autori quali Vasari e Goethe, forme di comunicazione moderna, e aspetti teorici e normativi del linguaggio. Altri saggi si concentrano sull’opera di autori italiani del Novecento (Pirandello e Atzeni), indagandone la dimensione dell’intertestualit\ue0 e polifonia dei linguaggi. Vengono inoltre studiati il rapporto tra poesia concreta e poesia visiva, nonch\ue9 la tecnica espressiva del linguaggio in ambito cinematografico. Il volume si chiude con un’analisi delle caratteristiche della politica culturale di entrambi i paesi, illuminandone affinit\ue0 e divergenze

    Nel \uabmelograno di lingue\ubb

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    Questo libro nasce da una constatazione e da un desiderio. Il riscontro di partenza \ue8 che la natura plurilinguistica della poesia di Andrea Zanzotto diventi quasi invisibile a forza di essere evidente agli occhi dei suoi lettori. Se l’ipersensibilit\ue0 babelica del poeta del pet\ue8l non \ue8 certo assente negli studi critici, in questo volume viene affrontata per la prima volta in modo sistematico, con un’indagine sulle molteplici connessioni che intercorrono fra la scrittura poetica e le lingue. Il desiderio che ha accompagnato questa riflessione \ue8 stato quello di condurla con uno sguardo “prismatico”, incrociando multilinguismo della poesia e pratica traduttoria del poeta, e convocando, attorno alla multivocalit\ue0 zanzottiana, le tante voci dei suoi traduttori. Particolarmente significativi, accanto a quelli dei migliori studiosi europei di Zanzotto, gli interventi anche di alcuni poeti (Cecchinel, Demarcq, Rueff) e l’offerta in appendice di documenti inediti. Intervento pronunciato il 26 giugno 2007 presso la Locanda da Lino di Solighetto (TV) in occasione della presentazione del libro F. Carbognin, L’\uabaltro spazio\ubb. Scienza, paesaggio, corpo nella poesia di Andrea Zanzotto (Nuova Editrice Magenta, 2007) e del n. 230 de \uabl’immaginazione\ubb (a. XXII, maggio 2007). Videoregistrato e apparso nel DVD Omaggio ad Andrea Zanzotto (produzione Viviafilm), che comprende anche gli interventi di Niva Lorenzini, Marco Antonio Bazzocchi e Silvana Tamiozzo Goldmann. <br

    Pier Candido Decembrio

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    Viene pubblicata per la prima volta in edizione critica la pi\uf9 antica traduzione in una lingua moderna (volgarizzamento) dei commentari di Cesare, realizzata nel 1438 da Pier Candido Decembrio e dedicata a Filippo Maria Visconti e Inigo d’Avalos. Il testo \ue8 presentato da un’ampia introduzione, in cui viene fornita una dettagliata panoramica sull’opera, con particolare riguardo alle dediche che l’accompagnano, allo stile della traduzione e all’esemplare latino utilizzato dall’umanista, riconosciuto in un codice della S\ue4chsische Landesbibliothek di Dresda, che, gi\ue0 gravemente danneggiato durante la II guerra mondiale, \ue8 stato restaurato su sollecitazione dell’autore della ricerca presso il Governo della Sassonia, svelando l’eccezionale revisione ecdotica compiuta dal Decembrio sul corpus Caesarianum. L\u27edizione online del volume \ue8 corredata da un\u27apposita appendice all\u27introduzione filologica, comprensiva di tutti gli errori e le lezioni singolari dei manoscritti che tramandano il volgarizzamento

    Sedad Hakki Eldem. An aristocratic architect and more

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    Il volume \ue8 dedicato all’opera teorica e costruita di Sedad Hakk&#305; Eldem. Nell’ambito di un filone di ricerca sul Mediterraneo e sulla sua capacit\ue0 di unire i principi di insediamento, il libro si focalizza sulla capacit\ue0 dell’antico di produrre progetto, applicata alla vicenda di Sedad Hakk&#305; Eldem, figura centrale dell’architettura turca del Novecento e colui che pi\uf9 di tutti ha cercato con il suo lavoro di dare all’architettura moderna turca un carattere vernacolare. Il libro studia l’opera dell’architetto turco attraverso i temi chiave della costruzione della citt\ue0, come l’analisi dei monumenti e delle case, e affronta inoltre il tema del viaggio, del lascito di Eldem alla citt\ue0 di Istanbul e del suo rapporto con la casa turco-ottomana letta come riferimento primario per la moderna architettura turca

    Le rose in fila

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    Il volume ripercorre le tappe fondamentali del passaggio da rose selvatiche a rose coltivate, prendendo come punto di partenza la sistematica del genere Rosa e collegandola alle mille storie riguardanti i cacciatori di piante, gli ibridatori, le esplorazioni geografiche, il lavoro di eruditi e di giardinieri, gli appassionati, i collezionisti. Nel testo si trovano cenni sull’uso della rosa nel giardinaggio, in cucina e in medicina; vi sono inoltre un’ampia iconografia realizzata per la maggior parte nell’Orto botanico di Firenze, un glossario dei termini tecnici ed elementi di identificazione per le rose orticole

    Lezione di sguardi. Edoardo Detti fotografo

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    Il volume documenta l’attivit\ue0 fotografica di Edoardo Detti, un aspetto forse ‘laterale’ ma affascinante ed essenziale per comprendere la sua personalit\ue0 e il suo lavoro. Della figura di Detti si conoscono le molte opere e progetti realizzati autonomamente o nella lunga collaborazione con Carlo Scarpa, l’intensa azione di tutela del territorio toscano, l’importante ruolo politico e culturale come assessore all’urbanistica del Comune di Firenze e come presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica. Meno nota e indagata \ue8 la sua peculiare poetica, cos\uec profondamente intrecciata tra sensibilit\ue0 architettonica e intima adesione alla misura e alle qualit\ue0 del paesaggio toscano, attitudine di cui questo volume offre preziose chiavi di lettura. Le immagini selezionate, tutte contenute tra gli anni Quaranta e Cinquanta e scattate con la celebre Rollei 6x6, compongono quasi un saggio parallelo alla sua attivit\ue0 di studioso e di architetto, dove una profonda capacit\ue0 di lettura degli insediamenti, risultato di un’interpretazione insieme storica, strutturale e formale, si esprime in una visione sospesa tra documentazione veritiera e astrazione poetica

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