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Stabat mater
Lo stabat mater, come pochi altri oggetti della tematologia, vede una stessa postura tradursi in linguaggi diversi, registra il modificarsi e il persistere di una gestualit\ue0 che d\ue0 voce all’inaccettabilit\ue0 della perdita e alla durata immobile del dolore. Dalle m\ue8res en deuil dell’antichit\ue0 classica al venir meno di Maria ai piedi delle crocifissioni che hanno scandito la storia dell’arte, da Jacopone da Todi, dal Giotto degli Scrovegni ad oggi, rilievi in pietra e in marmo, pannelli lignei, affreschi, vetrate, incisioni, tempere, olii, manoscritti, scrittura, accanto alle note di Palestrina, Vivaldi, Scarlatti, Pergolesi, Boccherini, Rossini…, hanno riproposto la figura della madre dolente. In questo libro si \ue8 cercato di registrare le costanze e le alterazioni del topos, sottolineando le differenze che esistono tra espressioni verbali, musicali, visive in relazione al mutamento dei tempi, al rovesciamento del ruolo. Se la narrativa, soprattutto italiana, \ue8 presente con Manzoni, Fogazzaro, D’Annunzio, Gadda, Vittorini, Pavese, Dess\ued, la Morante, Calvino…; la poesia con Gatto, Jaccottet, la Szymborska, la Merini, Yves Bichet…, quanto intriga, in questo complesso volume ideato e curato da Anna Dolfi , \ue8 il tentativo di muoversi su terreni quasi di confine, facendo parlare il cinema (Pasolini), l’architettura, facendo interagire la musica con la letteratura e i libretti d’opera, intrecciando colonne sonore con film di successo, dando modelli figurativi alla fotografi a (con gli scatti di Letizia Battaglia). Testi poetici di De Signoribus e Vegliante, per l’occasione ricondotti al tema, sigillano una ricerca che si interroga su modelli e tipologie, mostrando anche l’esistenza di un ulteriore recente rovesciamento, quello, inedito, che vuole che sia la pietas del figlio a posare accanto alla madre
<i>Ars poetica</i>
Nonostante i tanti studi sull’autore e la ricchezza di dati sulla sua formazione universitaria, relativamente poco si sapeva degli anni liceali di Giorgio Bassani e degli incontri determinanti a quelli legati. Questo libro, ricco di dati e scoperte, ripercorre proprio quella zona scura, individua in Francesco Viviani il primo dei Maestri che, ben oltre il periodo passato nelle aule scolastiche, avrebbero esercitato sul futuro scrittore un influsso profondo. I testi greci e latini letti in quei tempi lontani tornano tra quelli indicati dal professor Guzzo in Dietro la porta , a conferma del ruolo profondamente educativo che la cultura classica aveva avuto per la genesi dell’impegno etico, della ricerca della verit\ue0 che \ue8 alla base di tutta la scrittura bassaniana. Catullo, Alceo e soprattutto Orazio diventeranno per Bassani, secondo la proposta di Claudio Cazzola, esempi da emulare con raffinata arte allusiva, suggeritori di un metodo compositivo che vede in un indefesso limae labor la segreta, autentica giustificazione dell’esistenza non solo del Romanzo di Ferrara ma anche del suo autore
In limine
L’architettura \ue8 da sempre sospesa nell’indefinibile (perch\ue9 necessaria) tensione tra una ‘verit\ue0 da rivelare’ e una ‘verit\ue0 da costruire’ e il fondamento del progetto \ue8 da ricercarsi, come insegna Kenneth Frampton, nella mutua relazione individuata fra il topos, il typos e il ‘tettonico’, che \ue8 cos\uec doppiamente legato alle condizioni specifiche di un luogo e all’universale esistenza dell’architettura.
Questo volume raccoglie alcune opere colte nel loro rapporto con la Terra e certamente partecipi della ricerca della duplice verit\ue0 sopra evocata. Da Verona a Fisterra e a C\ue1diz, da Istanbul a Pompei, la straordinariet\ue0 del sito fissa il principio insediativo, ma non solo: il progetto, muovendosi entro i limiti precisi della disciplina, definisce per esse solide basi concettuali, prima che fisiche
Le identit\ue0 nazionali nell\u27Unione Europea
La Lettura mira a ricostruire l’evolversi, nel corso di questo settantennio di storia dell’integrazione, del complesso e mutevole equilibrio fra le ragioni della salvaguardia delle identit\ue0 e degli interessi nazionali e quelle della “ricerca” e della ’”realizzazione degli interessi comuni”
Oltre gli stereotipi
Il volume raccoglie una serie di scritti di Renzo Rastrelli (1948-2008), a lungo docente di Storia politica e diplomatica dell’Asia orientale presso la facolt\ue0 di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze. L’antologia di testi mette in evidenza alcuni aspetti salienti del lavoro scientifico dell’autore: l’analisi, di l\ue0 da stereotipi di senso comune, sull’immigrazione cinese in Italia; le dinamiche interne circa le modalit\ue0 associative e le forme di interlocuzione che le comunit\ue0 cinesi hanno con la societ\ue0 italiana; infine, il contesto sociale pi\uf9 ampio nel quale si trovano i migranti cinesi, richiamando l’attenzione sull’intreccio fra normative restrittive all’ingresso e facilitazione di pratiche illegali, che coinvolgono sia cittadini cinesi che italiani
Rifugiati
Il libro ricostruisce una vicenda poco conosciuta: l’arrivo in Italia di migliaia di esuli moriscos, discendenti di origine arabo-musulmana, da secoli insediati nella penisola iberica, battezzati a seguito della Reconquista cristiana (1492), sovente accusati di cripto-islamismo e tradimento della patria, infine espulsi e deportati dalla Spagna (1609-1614). Quali sono gli ostacoli incontrati dai rifugiati nel cammino dell’esodo? Quale il comportamento delle autorit\ue0 di fronte agli sbarchi? E in che termini i profughi hanno interagito con le popolazioni locali? Domande attuali poste a problemi antichi che l’Italia, nella sua frammentazione politica, ha vissuto gi\ue0 in altre occasioni