1417 research outputs found

    Poggio Bracciolini and the Re(dis)covery of Antiquity: Textual and Material Traditions

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    Territori di carta

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    La cartografia descrive i luoghi attraverso una rappresentazione simbolica che ne comunica forme, dimensioni, caratteri. Dalla corretta e approfondita decodifica dei simboli e delle loro relazioni l’utente \ue8 in grado di entrare nell’identit\ue0 dei luoghi. Questo manuale offre un metodo razionale e consequenziale di lettura della carta per consentire all’utente di trarvi tutte le informazioni necessarie per capire e immaginarsi i luoghi rappresentati, per poi utilizzarle ai propri fini. Il libro \ue8 rivolto in primis agli studenti e ai tecnici delle varie discipline territoriali, ma anche a tutti coloro che hanno interesse e curiosit\ue0 di approfondire la conoscenza dei luoghi per percorrerli consapevolmente

    Development of optical methods for real-time whole-brain functional imaging of zebrafish neuronal activity

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    Each one of us in his life has, at least once, smelled the scent of roses, read one canto of Dante’s Commedia or listened to the sound of the sea from a shell. All of this is possible thanks to the astonishing capabilities of an organ, such as the brain, that allows us to collect and organize perceptions coming from sensory organs and to produce behavioural responses accordingly. Studying an operating brain in a non-invasive way is extremely difficult in mammals, and particularly in humans. In the last decade, a small teleost fish, zebrafish (Danio rerio), has been making its way into the field of neurosciences. The brain of a larval zebrafish is made up of \u27only\u27 100000 neurons and it’s completely transparent, making it possible to optically access it. Here, taking advantage of the best of currently available technology, we devised optical solutions to investigate the dynamics of neuronal activity throughout the entire brain of zebrafish larvae

    Formazione etica ed emozioni

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    L’affettivit\ue0 – specialmente le emozioni – si \ue8 rivelata un punto cruciale per la formazione etica. Questo libro si propone di chiarificare le tesi di educazione emotiva espresse dalla Virtue Ethics neoaristotelica, integrando filosofia dell’educazione, filosofia delle emozioni ed epistemologia morale. La Virtue Ethics, infatti, rispetto alle etiche deontologiche e utilitaristico-consequenzialiste, offre il quadro più convincente per pensare il rapporto tra educazione, emozioni ed etica. Lo studio analizza l’approccio cognitivo-valutativo in filosofia delle emozioni e affronta la sfida antirazionalista, posta sulla scorta di evidenze empiriche, sul rapporto tra emozioni e giudizi morali. Le tesi antirazionaliste, si sostiene, sono incompatibili con il proposito stesso di formare le emozioni sulla base di ragioni morali. Vengono difese infine due tesi educative: che tutte le disposizioni emotive – sia ‘positive’ che ‘negative’ – dovrebbero essere coltivate, e che ogni tipo di disposizione emotiva ammette una forma valida sul piano etico

    Essays on the Spread of Humanistic and Renaissance Literary Civilization in the Slavic World (15th-17th Century)

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    The essays gathered in this volume are devoted to different aspects of the reception of Humanism and the Renaissance in Slavic countries. They mark the beginning of a dialogue among scholars of different Slavic languages and literatures, in search of the ways in which the entire Slavic world – albeit to varying degrees – has participated from the very beginning in European cultural transformations, and not simply by sharing some characteristics of the new currents, but by building a new identity in harmony with the changes of the time. By overcoming the dominant paradigm, which sees all cultural manifestations as part of a separate ‘national’ linguistic, literary and artistic canon, this volume is intended to be the first step in outlining some ideas and suggestions in view of the creation, in the future, of an atlas that maps the relevance of Humanism and the Renaissance in the Slavic world

    Tra altari e barricate

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    La Repubblica romana del 1849 \ue8 uno dei momenti pi\uf9 avvincenti della stagione eroica del Risorgimento, un’avventura di breve durata, ma nella quale i contemporanei riconobbero l’opportunit\ue0 di realizzare ideali di libert\ue0, tolleranza e democrazia. La presente ricerca analizza il ruolo svolto dalla religione all’interno dell’esperimento politico e sociale intrapreso a Roma dopo la fuga del papa, quando si percep\uec forte la necessit\ue0 di ridefinire i rapporti tra autorit\ue0 civile e religiosa e il ruolo della religione nella societ\ue0: un compito niente affatto facile se applicato ad una realt\ue0 statuale dove potere politico e potere religioso erano rimasti sovrapposti per secoli, ma che segner\ue0 un precedente ineludibile al quale guardare nei tentativi successivi di costruzione di uno Stato laico

    Governare la citt\ue0

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    L\u27organizzazione socio-politica e la cultura del potere di un\u27importate citt\ue0-stato medievale costituiscono il collante dei saggi qui raccolti. L\u27approccio alla storia di Genova tocca diversi ambiti che esulano dalla mera realt\ue0 cittadina, con puntate sul territorio, soprattutto della Riviera di Levante. \uc8 la storia di una comunit\ue0 di uomini intraprendenti che proiettano in varie direzioni le loro ambizioni e il desiderio di affermazione. Le strategie politiche, le dinamiche sociali, il linguaggio delle istituzioni e degli uomini che le esprimono concorrono a delineare gli instabili assetti di una citt\ue0 che tenta, senza riuscirvi, di approdare nel Quattrocento a forme di governo e di autorappresentazione pari a quelle maturate in altri ambiti italiani

    <i>Public History of Education</i>: riflessioni, testimonianze, esperienze

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    Il volume costituisce l’atto fondativo di una proposta di lavoro formativo, didattico, di studio e ricerca che intende valorizzare i saperi storici nell’ambito dell’educazione e delle professionalit\ue0 educative. I contributi intendono mettere in evidenza l’identit\ue0 e l’utilit\ue0 della storia e, in particolare, della storia dell’educazione non solo per tutti i gradi scolastici, ma per la vita stessa delle comunit\ue0 locali. Allo stesso tempo mirano a proporre un auspicabile sviluppo della storia dell’educazione attraverso l’adozione di un approccio di Public History. In questo modo i saperi accademici possono essere effettivamente messi in contatto con i contesti educativi, molto pi\uf9 di quanto non sia stato fatto finora, in modo da rispondere, insieme ad altre discipline, ai bisogni sociali emergenti. La Public History of Education, cos\uec intesa, pu\uf2 creare nuove proficue relazioni tra l’educazione formale e quella informale, tra il passato e il presente di educatori e insegnanti, tra il mondo della ricerca, gli istituti culturali (primo tra tutti il museo) e la societ\ue0

    Molecole d\u27autore in cerca di memoria

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    Liberamente tratto da Il Sistema Periodico di Primo Levi, il dramma si ambienta in uno scenario da Fahrenheit 451. In tale mondo senza libri n\ue9 memoria si affaccia un uomo della strada con dei foglietti non ben decifrabili: con l\u27aiuto della voce narrante, di suoi amici – Scienza, Tecnologia e Natura – e di due attori a lungo fuori campo, Primo e l\u27amico Alberto, l\u27uomo riesce a ricostruire l\u27episodio del racconto Cerio. Grazie al ricordo si ricostruisce cos\uec l\u27identit\ue0 perduta, ossia la nostra storia. Scienza, Tecnologia e Natura consentono all\u27uomo senza memoria di appropriarsi di sapere scientifico ed emanciparsi dal suo stato. Il dramma trova la sua catarsi con un passo commovente, ispirato al racconto Carbonio, che liricamente crea un nesso atemporale fra un atomo di carbonio del fumo di un forno crematorio e il medesimo dimorante nel corpo di qualcuno di noi, parabola poetica di una scienza immersa nella vita e nella storia dell\u27uomo

    Quando avere un lavoro non basta a proteggere dalla povert\ue0

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    Avere un lavoro non \ue8 sempre una garanzia di protezione dalla povert\ue0, per s\ue9 stessi e la propria famiglia. Ci\uf2 dipende da un lato dal livello di reddito acquisito con il lavoro, dall’altro dalla situazione familiare del lavoratore/lavoratrice. Mentre un basso reddito da lavoro non sempre comporta povert\ue0 sul piano dei consumi, se il lavoratore/lavoratrice pu\uf2 accedere anche ad altri redditi entro la famiglia, viceversa un reddito medio pu\uf2 non essere sufficiente se \ue8 l’unico in una famiglia in cui ci sono diversi componenti. Redditi da lavoro bassi o intermittenti, da un lato, alta incidenza di famiglie monoreddito, specie se ci sono pi\uf9 figli, dall’altro, sono tra le principali cause della povert\ue0 nonostante il lavoro. Soprattutto il secondo fenomeno spiega come mai l’Italia sia tra i paesi europei con una percentuale relativamente alta di lavoratori poveri su base familiare, da cui discende anche l’elevata incidenza della povert\ue0 minorile

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