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Pubblicit\ue0, educazione e diritto in Kant
A partire dalla convinzione che il tema della pubblicit\ue0 sia centrale nella riflessione kantiana quale parte del pi\uf9 ampio rapporto tra politica e morale, il volume intende delineare limiti soggettivi e oggettivi del controllo pubblico del potere, che deve essere strutturalmente garantito dal punto di vista giuridico e che cittadini/sudditi sono chiamati ad esercitare. Ma il discorso sulla pubblicit\ue0 in prospettiva kantiana \ue8 avvicinato anche al tema dell’educazione e all’uso pubblico della ragione che il singolo individuo, applicando il ‘metodo illuministico’, deve avere il coraggio di praticare. La dimensione individuale e quella collettiva/istituzionale vengono allora saldamente legate per rispondere alla domanda: \ue8 possibile, secondo Kant, un’educazione alla pubblicit\ue0
Da \uabselvaggi\ubb a \uabmoretti\ubb
Furono oltre 2000 i bambini d’origine subsahariana che nel corso del 1800 vennero riscattati dalla schiavit\uf9 ed educati in Europa da parte di missionari cattolici, con lo scopo di rimandarli in Africa come \uabmissionari indigeni\ubb. Eppure, fino ad oggi questo fenomeno non ha quasi trovato posto nella storiografia e nella memoria collettiva. Dimenticato, forse, o rimosso. Vittime di scelte altrui, ma anche protagonisti delle proprie, i cosiddetti \uabmoretti\ubb non furono semplici satelliti orbitanti intorno ai missionari europei, ma veri e propri \uabagenti della storia\ubb.
Questo libro \ue8 un primo tentativo di sottrarli alle periferie delle nostre narrazioni e di restituire loro un posto e un nome. Gli archivi parlano chiaro: gli afro-europei non sono protagonisti solo della storia europea pi\uf9 recente
Europa: um projecto em constru\ue7\ue3o
O volume, nascido da colabora\ue7\ue3o entre a Universidade de Floren\ue7a e a Universidade de Lisboa, pretende homenagear o Presidente do Parlamento Europeu David Sassoli um ano depois do falecimento acontencido no m\ueas de janeiro de 2022. O volume, inteiramente escrito em l\uedngua portuguesa, inclue 36 contributos entre ensaios, poemas, contos, desenhos e pinturas que partem da figura e dos valores europeus fortemente defendidos por David Sassoli, para reflectir sobre o futuro da Europa e sobre os novos cen\ue1rios geopol\uedticos que a Europa est\ue1 a viver depois do falecimento do Presidente do Parlamento Europeu
Words and visions around/about Chinese transnational mobilities 流动
This collection gathers the contributions of ten scholars on the topic of transnational cultural and physical mobility originating in China. These contributions aim to open conversations among Chinese Studies scholars by applying a Mobility Studies perspective. Exploring diverse narratives and forms of representation from people of Chinese heritage, the book is divided into three parts that each look closely at the relationship between movement and cultural production. The first part is dedicated to four types of mobility of people from China to Italy, namely tourist mobility (Miriam Castorina), labor mobility (Valentina Pedone), student mobility (Xu Hao), and mobility of social elites (Andrea Scibetta). The second part is dedicated to examples of reverse mobility from Italy to China (Gao Changxu, Chiara Lepri, Giuseppe Rizzuto). The third part focuses on case studies based on mobilities from China to territories other than Italy (Rebecca Ehrenwirth, Martina Renata Prosperi, Giulia Rampolla)
La lingua italiana in una prospettiva di genere
Era il 1987 quando Alma Sabatini, su sollecitazione della Commissione nazionale per la parit\ue0 e le pari opportunit\ue0 tra donna e uomo, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, pubblicava Le raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana. A distanza di oltre trent’anni da quella pubblicazione, il tema ha mantenuto intatta la sua attualit\ue0 diventando la chiave di volta per la lettura e l’interpretazione delle tematiche e delle politiche di genere. Partendo da questo contesto, gli Atenei di Firenze e di Udine hanno proposto una riflessione sul rapporto tra genere e linguaggio, riportando il tema al centro del dibattito scientifico, ma scevro da quegli aspetti mediatici di cui appare spesso intriso nell’opinione pubblica e che, a volte, finiscono per minarne il vero valore
The Lay Preacher
Il volume si propone di indagare la figura politica di Tony Blair, cercando di individuare gli elementi di continuit\ue0 e di rottura tra la politica blairiana, la cultura e la storia del Labour Party e l’eredit\ue0 politica di Margaret Thatcher. Sono presi in esame diversi aspetti del premier britannico: la biografia, l’ascesa nel partito, le idee politiche, lo stile comunicativo e le scelte compiute una volta al potere, sia in politica interna sia in politica estera, soprattutto nel rapporto con gli Stati Uniti e l’Unione Europea. In particolare, il volume si concentra sui primi sei anni dei Governi New Labour: dalla landslide victory del 1997 alla dichiarazione di guerra all’Iraq nel 2003, spartiacque decisivo nella carriera e nella legacy di Blair
\uabParlare di tutto\ubb. Un’idea della critica
Il volume presenta l’intera corrispondenza tra Luigi Baldacci e Franco Fortini attualmente conservata a Firenze, presso l’Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, e a Siena, presso l’Archivio del Centro Interdipartimentale di Ricerca Franco Fortini. Oltre a scambi pi\uf9 o meno approfonditi su autori o avvenimenti specifici (Noventa, Leopardi, Contini, Papini e l’avanguardia, Bontempelli, il caso Braibanti, ecc.), il confronto e, in certi casi, lo scontro tra i due interlocutori si appunta sul ruolo della critica letteraria in anni di profonda crisi e trasformazione degli assetti culturali in Italia. In entrambi \ue8 vivo il senso di un valore, nonostante tutto ancora alto, della figura dell’intellettuale in generale e del critico letterario in particolare, purch\ue9 il suo ruolo venga esercitato nella piena consapevolezza delle contraddizioni che lo attraversano
La violenza nel teatro contemporaneo
Nel volume si indaga il concetto di ‘violenza’ e la rappresentazione che ne \ue8 stata fatta nei diversi generi teatrali, sia in opere originali sia in adattamenti che sono stati scritti e messi in scena tra il XX e il XXI secolo. Il volume vuole offrire una riflessione ampia su questo tema e sui meccanismi propri della scrittura teatrale per rappresentare le diverse forme e voci della violenza, imposta e subita
“Il tramonto d’Europa”. Ungaretti e le poetiche del secondo Novecento
La cesura tra la prima e la seconda parte del Novecento rappresenta una frattura epocale che segna il “tramonto della modernit\ue0” e rende inattingibile la tradizione, ponendo in questione la persistenza stessa del linguaggio poetico. L’indagine proposta attraverso i contributi qui raccolti ha come argomento il segmento dell’attivit\ue0 ungarettiana – poetica, traduttoria e critica – che si sviluppa a seguito di tale frattura, con l’intento di misurarne le caratteristiche, la complessa ricezione e l’attualit\ue0, a contatto con la storia e in dialogo con le altre poetiche del secondo Novecento. Ne risulta un quadro sfaccettato che ambisce a tracciare un primo quanto provvisorio bilancio dell’attivit\ue0 dell’ultimo Ungaretti, nonch\ue9 dell’eredit\ue0 lasciata presso le generazioni successive
Origini, forma e (dis)funzioni dell’apparato masticatorio in\ua0<i>Homo sapiens</i>
La struttura anatomo-funzionale di cui \ue8 dotato oggi l’essere umano affonda le sue radici nella nostra storia evolutiva: conoscere quest’ultima ci aiuta a capire perch\ue9 il nostro corpo abbia questo aspetto e funzioni in questo modo. Ogni essere vivente, Homo sapiens compreso, \ue8 il risultato di una progressiva stratificazione di forme adattatesi alle pressioni ambientali che dal tempo profondo fino a oggi ne hanno plasmato la morfologia. Il nostro apparato masticatorio (evolutivamente molto recente) inizi\uf2 a svilupparsi con l’avvento dei mammiferi circa 250 milioni di anni fa, strutturandosi con una morfologia e una funzione uniche, strettamente legate alla postura eretta tipica del genere Homo e alla encefalizzazione globulare, peculiarit\ue0 caratterizzante Homo sapiens