PHAIDRA - University of Padua
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Heritage Languages and Variation
This volume is based on the conference Heritage Languages and Variation (HELV), which was held in Limassol, Cyprus in September 2022. It brings together interdisciplinary research from the fields of heritage language study and language variation with a critical eye towards examining issues of bi- and multilingualism, heritage language acquisition, home language development, language teaching methodology and language variation.
The essays include a wide range of issues, including the study of different language patterns, the understanding of the grammar of heritage languages, the exposure and input of a particular population by a dominant language, the age of exposure to this input from the dominant language, the grammar properties affected by it, and the overall competence of the heritage speaker and the variation in grammar
La tradizione prosimetrica in volgare da Dante a Bembo. Atti del convegno internazionale di studi (Venezia, 26-27 giugno 2023)
Il presente volume raccoglie le relazioni presentate al convegno internazionale sulla tradizione prosimetrica in volgare da Dante a Bembo, che si è svolto la scorsa estate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia al termine di una borsa di studio post-dottorato Marie Sklodowska-Curie. Il convegno riprendeva le fila di un seminario tenutosi all’Università di Trento più di venticinque anni fa; tuttavia, l’attenzione si era concentrata sui testi misti composti nei primi secoli, anziché abbracciare l’intero periodo della letteratura italiana.
La bibliografia su queste opere volgari considerate nel loro insieme è piuttosto limitata rispetto a quella sulla produzione prosimetrica in latino classico e medievale. È inoltre difficile stabilire una definizione soddisfacente di ‘prosimetro’ che vada oltre il significato etimologico illustrato – con poche sfumature diverse – sia nelle prime Artes dictandi sia nei moderni trattati di metrica. La Vita Nova di Dante, primo – e per molti aspetti eccezionale – esempio di questa tradizione volgare, non offre un modello adeguato per i numerosi prosimetri scritti nei due secoli successivi, che dimostrano di essere caratterizzati da una notevole varietà di temi e generi.
È sembrato quindi preferibile azzerare la questione e osservare da vicino tutti quei testi in cui l’evidente alternanza di sezioni in prosa e componimenti poetici risponde a un preciso intento autoriale sulla base di un rapporto di dipendenza reciproca.
I contributi qui raccolti intendono offrire nuovi spunti di riflessione su prosimetri celebri e meno noti, composti tra il 1250 e il 1500 circa, al fine di aumentare la nostra comprensione di questo ibrido fenomeno letterario.
Ciascun autore ha indagato un singolo prosimetro, concentrandosi sull’interazione tra prosa e versi o su altri aspetti rilevanti, come la tradizione testuale e l’analisi critica delle rime, in linea con la scheda standard utilizzata per esaminare le opere incluse nell’inventario online disponibile sul sito www.unive.it/inprov.Il presente volume raccoglie le relazioni presentate al convegno internazionale sulla tradizione prosimetrica in volgare da Dante a Bembo, che si è svolto la scorsa estate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia al termine di una borsa di studio post-dottorato Marie Sklodowska-Curie. Il convegno riprendeva le fila di un seminario tenutosi all’Università di Trento più di venticinque anni fa; tuttavia, l’attenzione si era concentrata sui testi misti composti nei primi secoli, anziché abbracciare l’intero periodo della letteratura italiana.
La bibliografia su queste opere volgari considerate nel loro insieme è piuttosto limitata rispetto a quella sulla produzione prosimetrica in latino classico e medievale. È inoltre difficile stabilire una definizione soddisfacente di ‘prosimetro’ che vada oltre il significato etimologico illustrato – con poche sfumature diverse – sia nelle prime Artes dictandi sia nei moderni trattati di metrica. La Vita Nova di Dante, primo – e per molti aspetti eccezionale – esempio di questa tradizione volgare, non offre un modello adeguato per i numerosi prosimetri scritti nei due secoli successivi, che dimostrano di essere caratterizzati da una notevole varietà di temi e generi.
È sembrato quindi preferibile azzerare la questione e osservare da vicino tutti quei testi in cui l’evidente alternanza di sezioni in prosa e componimenti poetici risponde a un preciso intento autoriale sulla base di un rapporto di dipendenza reciproca.
I contributi qui raccolti intendono offrire nuovi spunti di riflessione su prosimetri celebri e meno noti, composti tra il 1250 e il 1500 circa, al fine di aumentare la nostra comprensione di questo ibrido fenomeno letterario.
Ciascun autore ha indagato un singolo prosimetro, concentrandosi sull’interazione tra prosa e versi o su altri aspetti rilevanti, come la tradizione testuale e l’analisi critica delle rime, in linea con la scheda standard utilizzata per esaminare le opere incluse nell’inventario online disponibile sul sito www.unive.it/inprov.The present volume brings together papers given at the International Conference on the vernacular tradition of the prosimetrum from Dante to Bembo, which took place last summer at Ca’ Foscari University of Venice at the end of a Marie Sklodowska-Curie postdoctoral fellowship. The conference followed on from a seminar held at the University of Trento over twenty-five years ago; however, the focus was on the mixed texts composed in the early centuries instead of embracing the entire period of Italian literature. The bibliography on these vernacular works considered as a whole is quite limited in comparison to that on the prosimetric production in classical and medieval Latin.
Further, it is difficult to establish a satisfactory definition of prosimetrum which goes beyond the etymological meaning described – with few different nuances – in both the early Artes Dictandi and in modern treatises of metrics. Dante’s Vita Nova, the first – and in many respects exceptional – example of this vernacular tradition, does not offer a suitable model for the abundant prosimetra written in the subsequent two centuries, which were characterized by a considerable variety of themes and genres.
Therefore, it seemed preferable to reconsider the subject and look closely at all those texts in which the evident alternation of prose sections and poetic compositions conformed to a precise authorial intent on the basis of a relationship of mutual dependence.
The papers collected here are intended to offer fresh insights into both famous and lesser-known prosimetra, written between approximately 1250 and 1500, in order to advance our understanding of this hybrid literary phenomenon.
Each contributor takes a single prosimetrum focusing either on the interaction between prose and verse or any other relevant aspect, such as textual tradition and critical analysis of the poems, in line with the standard form that was used to examine the works included in the online inventory available at www.unive.it/inprov
Paesaggi disegnati. Albi illustrati per leggere il paesaggio. Foto n. 8
Immagini della giornata di inaugurazione della mostra bibliografica, allestita presso il Museo di Geografia dell\u27Università di Padova
Esplorazioni Tartiniane 2024
Visita guidata al complesso di Santa Caterina (cortili interni del Dipartimento e affresco della Biblioteca di Scienze Statistiche) con concerto finale di Simone Pirri
Mostra bibliografica sull\u27ingegnere-architetto Daniele Calabi (1906-1964)
Per i sessant’anni dalla morte dell’architetto Daniele Calabi, è stata ospitata presso il Palazzo del Monte di Pietà di Padova la mostra "Daniele Calabi a Padova. L\u27architetto e la città nel secondo dopoguerra" a cura della Prof.ssa Elena Svalduz e del Prof. Stefano Zaggia.
Con l\u27occasione, la Biblioteca Centrale di Ingegneria ha allestito presso i suoi locali, dal 24 giugno al 19 luglio 2024, una "Mostra bibliografica sull\u27ingegnere-architetto Daniele Calabi (1906-1964)".
Questa collezione contiene la bibliografia, la locandina e tre fotografie dell’esposizione bibliografica.Per i sessant’anni dalla morte dell’architetto Daniele Calabi, è stata ospitata presso il Palazzo del Monte di Pietà di Padova la mostra "Daniele Calabi a Padova. L\u27architetto e la città nel secondo dopoguerra" a cura della Prof.ssa Elena Svalduz e del Prof. Stefano Zaggia.
Con l\u27occasione, la Biblioteca Centrale di Ingegneria ha allestito presso i suoi locali, dal 24 giugno al 19 luglio 2024, una "Mostra bibliografica sull\u27ingegnere-architetto Daniele Calabi (1906-1964)".
Questa collezione contiene la bibliografia, la locandina e tre fotografie dell’esposizione bibliografica
Bibliografia: Mostra bibliografica sull\u27ingegnere-architetto Daniele Calabi (1906-1964)
Bibliografia della "Mostra bibliografica sull\u27ingegnere-architetto Daniele Calabi (1906-1964)", allestita dal 24 giugno al 19 luglio 2024 presso i locali della Biblioteca Centrale di Ingegneria
Locandina: Mostra bibliografica sull\u27ingegnere-architetto Daniele Calabi (1906-1964)
Locandina della "Mostra bibliografica sull\u27ingegnere-architetto Daniele Calabi (1906-1964)", allestita dal 24 giugno al 19 luglio 2024 presso i locali della Biblioteca Centrale di Ingegneria
magazén. Vol. 5, n. 2 - Dicembre 2024
Sommario:
The Digital and the Public as Each Other’s Flip-Side in Today’s Humanities
Franz Fischer, Diego Mantoan, Barbara Tramelli
Multilinguality in Action: Towards Linguistic Diversity and Inclusion in Digital Humanities
Alíz Horváth, Cosima Wagner, David Wrisley, Joanne Bernardi, Aanya Chadha, Danielle Garcia, Till Grallert, Sharanya Ghosh, Yuri Ishida, Aleksandra Kaye, Ahac Meden, Kiyonori Nagasaki, Dylan Palmer, Hugo Scheithauer, Marta Świetlik, Jeffrey Tharsen, Yifan Wang
Building a Model of Sustainable Digital Ecologies for Archiving and Showcasing Grassroots Memory and Symbolic Reparation Initiatives
Ricardo Velasco Trujillo
NetLay: Layout Classification Dataset for Enhancing Layout Analysis
Sharva Gogawale, Luigi Bambaci, Berat Kurar-Barakat, Daria Vasyutinsky Shapira, Daniel Stökl Ben Ezra, Nachum Dershowitz
Fare e disfare l’archivio
Tra pratiche artistiche contemporanee e opzioni decoloniali a documenta fifteen
Giulia Crisci
In Their Own Words: Disseminating Feminist Self-Art Histories in Sound Archives
Federica Martini, Julie Enckel
Achille Forti. Botanica, fotografia e arte
Il libro racconta la figura e l’opera del botanico veronese Achille Forti attraverso un’ampia galleria di immagini, testi e oggetti d’arte e di scienza.
Vissuto a Verona tra il 1878 e il 1937, si laureò nel 1900 in Scienze naturali presso l’Università di Padova, studiando con alcuni grandi naturalisti del tempo, tra i quali Pier Andrea Saccardo, Caro Massalongo e Giovanni Battista De Toni. Dedicò la sua vita allo studio delle alghe, ma fu anche un mecenate appassionato di arte, storia e fotografia, al centro di una fitta rete di collaborazioni e scambi con studiose e studiosi del suo tempo. Legato a Verona e a Padova, Forti designò come erede universale la prima, lasciando all’Università di Padova le sue collezioni botaniche e i suoi volumi e opuscoli relativi all’algologia e alle scienze naturali.
Attraverso lo sguardo e l’attività di Achille Forti si delineano immagini e percorsi inediti della scienza e della cultura italiana, tra collezioni naturalistiche, nuove tecniche, viaggi e spedizioni, istituzioni, donne e uomini di scienza tra Otto e Novecento
Foto: "Fondazione VAF: cataloghi e scritti"
Mostra bibliografica "Fondazione VAF: cataloghi e scritti"
dal 5 al 17 Aprile 2024 - Biblioteca Livian