Archivio Istituzionale della Ricerca- Università del Salento
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Enhancing BEP-BEM for Urban Climate Modeling: Coupling with a 3D-TKE Scale-Adaptive PBL Scheme, Refining Urban Morphology, and Incorporating Urban Gardens
Dalla città alla nazione. Ripensare lo spazio urbano nell’Ottocento
Il contributo analizza la costruzione giuridica dello spazio urbano nel passaggio tra
città e nazione, proponendo una rilettura critica del pensiero giuridico occidentale
anteriore ai processi di nation-building ottocenteschi. A partire da autori come
Emer de Vattel e Immanuel Kant, si evidenzia la centralità dello spazio e del tempo
nella definizione dell’appartenenza: il radicamento progressivo dell’abitare, la distinzione
tra cittadinanza e residenza stabile, la condizione intermedia degli habitants
perpétuels e il diritto cosmopolitico di visita aprono a modelli di inclusione
più articolati rispetto alla rigida dicotomia cittadino-straniero. La riflessione si intreccia
con i primi ragionamenti sociologici e urbanistici sulla città moderna, offrendo
una genealogia alternativa alla lettura statocentrica dell’Ottocento. L’urgenza
di riaprire queste traiettorie si misura oggi nel ripensamento dell’abitare
come esperienza giuridicamente significativa, capace di mettere in crisi la naturalizzazione
dei confini nazionali. Il saggio invita a recuperare quelle categorie giuridiche
premoderne in cui lo straniero poteva abitare senza dover appartenere, e in
cui la città non era ancora subordinata alla logica nazionale, ma era spazio vivo di
confronto, coabitazione e trasformazione delle soggettività politiche
Measurement of off-shell Higgs boson production in the H∗ → ZZ → 4l decay channel using a neural simulation-based inference technique in 13 TeV pp collisions with the ATLAS detector
A measurement of off-shell Higgs boson production in the H∗ → ZZ → 4l decay channel is presented. The measurement uses 140 fb-1 of proton–proton collisions at sqrt(s) = 13 TeV collected by the ATLAS detector at the Large Hadron Collider and supersedes the previous result in this decay channel using the same dataset. The data analysis is performed using a neural simulation-based inference method, which builds per-event likelihood ratios using neural networks. The observed (expected) off-shell Higgs boson production signal strength in the ZZ→4ldecay channel at 68% CL is 0.87+0.75 -0.54 (1.00+1.04 -0.95). The evidence for off-shell Higgs boson production using the ZZ → 4l decay channel has an observed (expected) significance of 2.5σ (1.3σ). The expected result represents a significant improvement relative to that of the previous analysis of the same dataset, which obtained an expected significance of 0.5σ. When combined with the most recent ATLAS measurement in the ZZ → 2l2ν decay channel, the evidence for off-shell Higgs boson production has an observed (expected) significance of 3.7σ (2.4σ). The off-shell measurements are combined with the measurement of on-shell Higgs boson production to obtain constraints on the Higgs boson total width. The observed (expected) value of the Higgs boson width at 68% CL is 4.3+2.7 -1.9 (4.1+3.5 -3.4) MeV
“Kronjuwel des Deutschmeisters”: Die Ballei Lamparten und ihre Beziehungen zu den Balleien in Südosten Deutschlands (ca. 1200-1525)
Storia del baliato di "Lombardia" dell'Ordine Teutonico (1200 ca.-1525
Filippo Matranga lettore del Typikón di Casole (Taur. gr. CCXVI = C.III.17). Documenti inediti dal ms. 200 del fondo “De Simone” a Lecce
At the explicit request of Luigi Giuseppe De Simone and under commission by the Municipality of Otranto, Filippo Matranga conducted a study of the codex Taur. gr. CCXVI (= C.III.17), namely the manuscript of the Typikon of the ancient monastery of Casole near Otranto, between March and November 1881. Furthermore, from May 18 to August 2, he was granted direct access to the manuscript, which De Simone had arranged through the Italian Ministry of Public Instruction to be temporarily transferred from Royal University Library Turin to the Royal University Library of Messina. The documents presented here, originating from the Luigi Giuseppe De Simone collection at the Provincial Library of Lecce (particularly the manuscript 200 of this collection), bear witness to Matranga’s scholarly efforts
Conservare per proteggere. La collezione "Antonio Lazzari" del MAR-Museo Archeologico di Castro.
Nelle raccolte del MAR-Museo Archeologico di Castro un posto di rilevo occupa la collezione - donata dai figli Maura e Francesco - appartenuta ad Antonio Lazzari, il celebre geologo nativo di Castro al quale è intitolato il Museo. Il Catalogo presenta la schedatura completa dei materiali che costituiscono la collezione, in parte provenienti dall'area pugliese, in parte dalla Campania: di rilevante interesse il cratere protolucano a figure rosse del Pittore di Amykos e la spada in bronzo, del secondo millennio a.C., forse proveniente dall'Albania
L'oggetto-maschera
Musei etnografici e antropologici espongono spesso collezioni di maschere e piccole statue originariamente utilizzate come strumenti funzionali alle celebrazioni di rituali in determinati contesti socioculturali. Quando l’oggetto-maschera viene musealizzato esso perde il suo status originario: da oggetto performante, vivente e funzionale al rituale, si trasforma in un oggetto museale accessibile a visitatori appartenenti a un tessuto socioculturale altro rispetto a quello in cui il rito di riferimento viene celebrato. Inoltre, la maschera musealizzata diventa un oggetto statico che sottolinea l’assenza del corpo dell’attore-attuante, facendo trasparire l’evidenza archeologica dell’azione rituale. Dal
momento che uno dei compiti delle istituzioni museali è quello di interpretare ed esibire il patrimonio culturale materiale e immateriale, comunicandolo attraverso varie esperienze e offrendo al visitatore possibilità di riflessione e condivisione della conoscenza, è necessario che la teoria museologica e l’impianto museografico-espositivo riconnettano l’oggetto-maschera all’azione rituale e al contesto
socioculturale di provenienza. Avvalendosi delle teorie elaborate nell’ambito dei performance studies e della nuova teatrologia, della museologia e della museografia, e individuando come caso di studio la collezione di maschere sanni del Museo di Etnomedicina A. Scarpa dell’Università degli Studi di Genova, l’articolo intende esaminare tali problematiche, al fine di suggerire possibili soluzioni atte alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, in linea con
la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, stipulata dall’UNESCO nel 2003