Archivio Istituzionale della Ricerca - Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
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Data Driven Knowledge. Oltre l’estetica del dato nei processi di accesso alla conoscenza
Nel contesto dell’economia della conoscenza, la proliferazione dei dati e la crescente
complessità dei sistemi informativi richiedono nuove forme di produzione, di accesso
e di interpretazione del sapere. Il contributo intende proporre una riflessione teorica e
metodologica sulla visualizzazione dei dati come pratica cognitiva e culturale, superandone
la concezione puramente estetica quanto invece per indagarne la dimensione epistemica,
interpretativa e situata. Attraverso un’analisi critica dei metodi computazionali e dei
linguaggi visuali – tra cui tecniche di clustering, modelli reticolari, riduzioni dimensionali
e interfacce interattive – si evidenzia come la messa in forma dell’informazione non sia
mai neutra, ma incarni scelte progettuali, strutture ideologiche e presupposti culturali che
orientano la costruzione di significato. In questa prospettiva, la visualizzazione viene intesa
non come semplice rappresentazione funzionale, ma come ambiente semantico e dispositivo
di conoscenza. Particolare attenzione è dedicata alle potenzialità delle Brain-Computer
Interfaces (BCI) nei processi di visualizzazione dati.
Queste tecnologie, che consentono l’interazione tra attività neurale e sistemi
digitali, introducono una nuova dimensione nell’esperienza visiva del dato:
permettono di monitorare in tempo reale l’efficacia comunicativa delle
rappresentazioni e di progettare sistemi adattivi capaci di rispondere ai segnali
cognitivi dell’utente. Tale prospettiva apre a scenari di ricerca avanzata, in cui il
confine tra visualizzazione, percezione e interpretazione si fa sempre più fluido. Lo
scopo è delineare un quadro teorico in cui il design dell’informazione si configura
come una pratica interpretativa e relazionale, capace di trasformare il dato in
linguaggio e il linguaggio in conoscenza condivisa, e dunque uno strumento attivo
per la produzione e la condivisione del sapere. In questa transizione - dal dato
rappresentato a quello generato - si delineano nuovi orizzonti per il progetto grafico
e per la mediazione visuale della complessità
La verifica di capacità portante delle fondazioni su pali dei viadotti sotto carichi generalizzati
Cuma: testimonianze e indizi sul ruolo e le rappresentazioni della donna nella documentazione archeologica prima della conquista italica
Brain-Computer Interfaces and Inclusive Perception: a Pilot Study on Individual Emotional Responses to Artworks
This paper explores the potential of Brain-Computer Interfaces (BCIs) in enhancing inclusive and multisensory museum experiences by investigating individual emotional responses to artworks. BCIs, which enable the direct measurement of brain activity in response to external stimuli, have increasingly been applied in affective computing and emotion research. However, many existing studies rely on standardized image databases that lack ecological and cultural relevance, especially in the context of museum settings. To address this limitation, our research proposes an experimental design that emphasizes inclusivity and ecological validity. In collaboration with a local museum, we selected a set of artworks accompanied by audio descriptions. Participants with diverse backgrounds were recruited to take part in a study measuring their neurophysiological responses—specifically brainwave activity—while experiencing these artworks. The stimuli were presented in different sequences across four participant groups to investigate potential variations in perception based on presentation order and content. The aim of this pilot study is twofold: to assess the feasibility of using BCIs in the museum context, and to initiate a broader reflection on how museums can adopt new technologies to capture and respect the diversity of individual experiences. By focusing on emotional engagement and visitor-centered design, the project contributes to ongoing discussions about accessibility, representation, and the role of museums as inclusive cultural institutions. This research aligns with the themes of addressing visitor diversity, the integration of innovative technologies, and the role of museums in generating inclusive knowledge practices
Esperienze religiose del postmoderno: un’introduzione
A partire dagli anni ’60 del Novecento, nell’epoca che si definisce postmoderno, si assiste alla proliferazione di espressioni religiose originali e inedite, lontane dalle forme e dai rituali dei sistemi religiosi, per così dire, tradizionali. Si può parlare di una religiosità modulare, che recupera dalle esperienze precedenti moduli già esistenti e li combina per dar vita a nuove esperienze mitico-rituali liquide, come liquida è la congiuntura storica entro cui si collocano