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Il principio di responsabilità degli Stati nel Diritto Internazionale: la posizione dell’Italia nei crimini di guerra e nei casi di impasse diplomatica
Il presente elaborato si propone di analizzare in maniera approfondita uno dei pilastri più controversi e delicati del diritto internazionale contemporaneo: il principio di responsabilità degli Stati, con un focus particolare sulla tensione tra l’immunità giurisdizionale statale e l’affermazione dei diritti umani fondamentali.
Muovendo da una ricognizione storico-giuridica, l’elaborato ripercorre l’evoluzione dell’immunità sovrana, dalla sua configurazione originariamente assoluta fino all’affermarsi di un approccio più restrittivo e relativo, imperniato sulla distinzione tra acta iure imperii e acta iure gestionis.
Attraverso l’analisi delle convenzioni internazionali di riferimento — tra cui la Convenzione europea del 1972 e quella delle Nazioni Unite del 2004 — e il raffronto con le prassi giurisprudenziali di diversi ordinamenti, la ricerca mette in risalto le criticità interpretative e le tensioni esistenti tra principi di sovranità e obblighi di protezione dei diritti umani.
Particolare attenzione è dedicata all’esame di casi giurisprudenziali emblematici che hanno alimentato un dibattito ancora aperto sul superamento dell’immunità in presenza di crimini di particolare gravità: la sentenza Ferrini c. Germania, il caso Germania c. Italia adito dinnanzi alla Corte Internazionale di Giustizia, Kazemi Estate c. Iran e Jones c. Regno Unito.
Questi precedenti mettono in evidenza l’affermazione di norme di ius cogens come limite potenziale all’immunità statale, e la progressiva emergenza di obblighi erga omnes a tutela dei diritti fondamentali.
Elemento di peculiare rilievo è l’analisi dell’orientamento italiano, culminato nella storica sentenza n. 238/2014 della Corte costituzionale, che ha sancito la supremazia dei principi fondamentali della Costituzione — in primis il diritto di accesso alla giustizia — sugli obblighi internazionali consuetudinari quando questi ostacolano la tutela di diritti inviolabili.
La teoria dei controlimiti si afferma, pertanto, non come rigida chiusura nazionalista, bensì come strumento di salvaguardia dell’identità costituzionale dinanzi a norme internazionali potenzialmente lesive dei valori supremi dell’ordinamento repubblicano.
Un ulteriore capitolo della tesi è dedicato alle implicazioni diplomatiche derivanti da tali posizioni giurisprudenziali e alla reazione della comunità internazionale, evidenziando come l’equilibrio tra rispetto degli obblighi internazionali e protezione dei diritti umani resti un tema controverso e in continua evoluzione.
L’elaborato affronta poi uno studio di caso di rilevanza globale: la controversia tra Italia e India relativa ai Fucilieri di Marina, esaminata nel contesto del diritto internazionale del mare e delle norme sull’immunità degli agenti statali nell’esercizio delle loro funzioni.
La sentenza del Tribunale Arbitrale dell’Aia del 2020 ha confermato la giurisdizione italiana sui militari, riaffermando il principio di immunità funzionale per atti compiuti nell’esercizio delle funzioni ufficiali, pur prevedendo l’obbligo di risarcimento per i danni causati.
Questo bilanciamento ha contribuito a distendere le relazioni bilaterali e ha tracciato linee guida significative per le operazioni internazionali di sicurezza marittima, evidenziando la necessità di protocolli condivisi e regole d’ingaggio chiare per evitare controversie future.
Le conclusioni ribadiscono che la responsabilità internazionale degli Stati rimane un perno essenziale ma anche problematico per la tenuta dell’ordine giuridico globale.
L’Italia, con la propria giurisprudenza costituzionale e la gestione diplomatica dei casi di frizione giuridica, offre un contributo importante all’evoluzione di un diritto internazionale più attento ai diritti delle vittime di crimini di guerra, senza rinunciare al principio di sovranità statale.
In sintesi, la tesi sostiene la necessità di un equilibrio dinamico tra rispetto della sovranità, obblighi internazionali e tutela dei diritti umani, proponendo un modello di apertura costituzionale capace di ispirare un progresso armonico del diritto internazionale verso una maggiore responsabilità degli Stati per gravi violazioni
Inquadramento normativo e criticità attuali nella filiera degli insetti edibili: analisi di un caso studio
Il presente studio ha avuto lo scopo di analizzare il quadro normativo ed i requisiti igienico-sanitari applicabili ad un’impresa italiana coinvolta nella produzione di NF “polvere di grillo domestico (Acheta domesticus)” e di descrivere le attività di controllo ufficiale (OC) implementate dall’ AC. Sono state condotte due interviste separate all’OSA dell’Impresa ed al veterinario ufficiale (VU), e sono stati indagate: i) le dimensioni ed il profilo produttivo dell’Impresa; ii) l’inquadramento normativo ai sensi della legislazione comunitaria e nazionale; iii) la caratterizzazione del NF e del suo processo produttivo; iv) le attività di CU svolte dal VU. L’Impresa in esame è una microimpresa le cui attività vanno della produzione primaria alla vendita al dettaglio. Nel 2020 l’Impresa inizia la propria attività di allevamento del grillo domestico per uso mangimistico. Nel 2024 l’Impresa inizia e a produrre per il mercato alimentare sotto il consenso di Fair Insects B.V. Producendo sia mangimi che alimenti a base di A. domesticus, l’Impresa deve rispettare i requisiti generali sanciti dai seguenti regolamenti: Reg. (CE) 178/2002, Reg. (CE) 183/2005, Reg. (CE) 852/2004 e Reg. (CE) 1069/2009 ed i requisiti igienici specifici sanciti dal Reg. di esecuzione (UE) 2022/188. L’Impresa risulta correttamente registrata ai sensi del Reg. (CE) 183/2005 relativo all’igiene nella produzione di mangimi e ai sensi del Reg. (CE) 852/2004. Gli alimenti a base di insetti non sono attualmente contemplati dal Reg. (CE) n. 853/2004 ed i requisiti igienico-sanitari specifici del NF in esame sono pertanto sanciti dal Reg. di esecuzione (UE) 2022/188, insieme alle sue caratteristiche ed a quelle del suo processo produttivo. Le attività del VU prevedevano l’esecuzione di CU, da remoto e fisici, focalizzati a valutare l’adeguamento dell’impresa ai requisiti riportati precedentemente, con particolare attenzione ai requisiti igienico-sanitari specifici. Tramite l’analisi dell’unica azienda italiana operante nella filiera degli insetti edibili, questo studio ha permesso di definire il quadro normativo ed i requisiti igienico specifici richiesti alle imprese italiane che intendono operare in questo settore.
This study aimed to analyze the regulatory framework and sanitation requirements applicable to an Italian enterprise involved in the production of NF “domestic cricket (Acheta domesticus) powder” and to describe the official control (OC) activities implemented by the establishment. Two separate interviews were conducted with the quality manager of the enterprise and the official veterinarian, and the following were investigated: i) the size and production profile of the enterprise; ii) the regulatory framework under EU and national legislation; iii) the characterization of the NF and its production process; and iv) the OC activities carried out by the official veterinarian. The enterprise under consideration is a microenterprise whose activities range from primary production to retail. In 2020, the company starts its activity of raising domestic cricket for feed use.
In 2024, the enterprise begins and to produce for the food market under the consent of Fair Insects B.V. By producing both feed and food based on A. domesticus, the enterprise must comply with the general requirements enshrined in the following regulations: Reg. (EC) 178/2002, Reg. (EC) 183/2005, Reg. (EC) 852/2004 and Reg. (EC) 1069/2009 and the specific hygiene requirements enshrined in Implementing Reg. (EU) 2022/188. The enterprise is properly registered under Reg. (EC) 183/2005 on hygiene in feed production and under Reg. (EC) 852/2004. Insect foods are not currently covered by Reg. (EC) 853/2004 and the specific hygiene requirements of the NF under consideration are therefore enshrined in Implementing Reg. (EU) 2022/188, along with its characteristics and those of its production process. The activities of the official veterinarian involved the execution of OCs, remote and physical, focused on assessing the compliance of the enterprise with the requirements reported above, with particular attention to the specific hygienic and sanitary requirements. Through the analysis of the only Italian company operating in the edible insect supply chain, this study allowed to define the regulatory framework and the specific hygienic requirements demanded from Italian iFBs intending to operate in this sector
Ottimizzare la chirurgia dell'ipospadia: il ruolo del timing e della scelta tecnica
L’ipospadia è una malformazione congenita complessa che presenta gradi di severità variabili, richiedendo quindi un approccio chirurgico modulato per il singolo paziente.
Abbiamo condotto uno studio osservazionale retrospettivo monocentrico presso l’Unità di Chirurgia Pediatrica e dell’Adolescenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, con l’obiettivo di valutare la correlazione tra età del paziente, timing chirurgico, tecnica operatoria e l’outcome post-operatorio nei pazienti sottoposti a correzione di ipospadia. Sono stati inclusi 24 pazienti di sesso maschile, di età compresa tra 0 e 18 anni, trattati nel periodo dicembre 2023 – maggio 2025. I dati raccolti hanno riguardato caratteristiche demografiche, preoperatorie, intraoperatorie e post-operatorie.
I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi in base alla tecnica chirurgica adottata: MAGPI vs uretroplastica.
L’età media all’intervento è risultata di 4,76 anni [1-16]; il 29% dei pazienti è stato operato oltre i 5 anni, principalmente per motivi sociali o per difetti lievi non trattati precocemente. Le complicanze post-operatorie sono state riscontrate nel 41,7% dei pazienti, con riscontro più frequente nei soggetti operati in età più avanzata (86% vs 47% nei <5 anni), pur senza raggiungere la significatività statistica (p = 0,081).
La tecnica MAGPI è stata utilizzata in 9 pazienti ha mostrato un’incidenza di complicanze pari al 66% ma esclusivamente di lieve entità e autolimitanti, senza necessità di re interventi.
La durata del catetere vescicale è risultata significativamente inferiore nei pazienti trattati con MAGPI rispetto ad altre tecniche (2,78 ± 0,83 giorni vs 6,00 ± 2,51; p = 0,002). La tecnica si è pertanto dimostrata efficace nel trattamento delle forme lievi di ipospadia riducendo la necessità del catetere e presentando complicanze minime.
2 degli 8 pazienti trattati con uretroplastica hanno presentato complicanze maggiori (fistola uretrale e deiscenza dell’uretroplastica) con necessità di re-intervento chirurgico.
L’età precoce all’intervento e una minore durata della permanenza del catetere vescicale rappresentano fattori determinanti per ridurre le complicanze e migliorare gli esiti post-operatori. La nostra esperienza suggerisce che l’estensione dell’indicazione della tecnica MAGPI a forme coronali e subcoronali può rappresentare un’opzione chirurgica valida e sicura, riducendo l’invasività senza compromettere i risultati funzionali ed estetici.
Hypospadias is a complex congenital malformation with variable degrees of severity, thus requiring a tailored surgical approach for each patient.
We conducted a retrospective, single-center observational study at the Pediatric and Adolescent Surgery Unit of the University Hospital of Pisa, with the aim of evaluating the correlation between patient age, surgical timing, operative technique, and postoperative outcomes in patients undergoing hypospadias repair. A total of 24 male patients, aged 0 to 18 years, treated between December 2023 and May 2025, were included. Data collected concerned demographic, preoperative, intraoperative, and postoperative variables.
Patients were divided into two groups according to the surgical technique performed: MAGPI versus urethroplasty.
The mean age at surgery was 4.76 years [range 1–16]; 29% of patients underwent repair after the age of 5 years, mainly for social reasons or because of mild defects not treated earlier. Postoperative complications occurred in 41.7% of patients, with a higher incidence in those operated on at an older age (86% vs 47% in patients <5 years), although this did not reach statistical significance (p = 0.081).
The MAGPI technique, employed in 9 patients, showed a complication rate of 66%, all of which were mild and self-limiting, with no need for reoperation.
The duration of bladder catheterization was significantly shorter in patients treated with MAGPI compared with other techniques (2.78 ± 0.83 days vs 6.00 ± 2.51; p = 0.002). This technique therefore proved effective in the management of mild forms of hypospadias, reducing the need for catheterization and showing only minimal complications.
Two of the eight patients treated with urethroplasty experienced major complications (urethral fistula and urethroplasty dehiscence), requiring reoperation.
Early age at surgery and shorter catheterization time emerged as key factors in reducing complications and improving postoperative outcomes. Our experience suggests that extending the indication of the MAGPI technique to coronal and subcoronal forms may represent a valid and safe surgical option, minimizing invasiveness without compromising functional and cosmetic results
Social dynamics and interunit interactions in a wild population of geladas (Theropithecus gelada)
Encounters between different social groups of the same species involve a complex interplay between attractive and repulsive forces. The outcome and nature of these interactions depend on several factors, including dominance, the relationship and familiarity between the groups, their demographic composition and their position within the wider interconnected network of group-group bonds. Species living in Multi-Level Societies (MLSs) represent a fertile ground for investigating this topic, as inter-unit interactions happen on a daily basis.
In this work, we examine the interunit social dynamics within the MLS of geladas (Theropithecus geladas) in their natural habitat of the Ethiopian highlands. We collected data on interunit social interactions, including proximity, play and agonistic encounters, as well as faecal samples for genetic analyses. The structure of geladas’ society was examined through Social Network Analysis, and a non-linear hierarchy was detected using the Perc framework. Generalised linear mixed models were fitted to investigate the determinants of interunit dominance and hostility, while a PC/MC protocol together with Bayesian modelling was used to assess the presence of an interunit reconciliatory mechanism.
Our analyses suggest an egalitarian and non-nepotistic society at the interunit level, as neither dominance nor kinship affected the structure of geladas’ interunit network. The presence of non-reproductive males was associated with higher dominance tier as well as with a higher aggression rate between OMUs, indicating their role as both a source of interunit tension and of agonistic support. Finally, we provide the first ever evidence of an intergroup reconciliatory mechanism in a non-human primate.
This work sets the basis for future studies on interunit interactions in MLS-living primates, suggesting the need for further research on determinants of interunit hostility and on conflict resolution in this and other species
Un approccio integrato di riciclo chimico per la valorizzazione di rifiuti plastici complessi
Il presente lavoro di tesi ha riguardato il riciclo chimico di rifiuti plastici complessi costituiti da matrici miste di PET, poliammidi e poliolefine. L’attività si è concentrata sulla depolimerizzazione selettiva del PET e delle poliammidi e sulla valorizzazione dei residui poliolefinici, con particolare attenzione al recupero di PE e PP mediante solventi sostenibili. I risultati ottenuti dimostrano la possibilità di sviluppare processi integrati capaci di trattare plastiche eterogenee non riciclabili meccanicamente, promuovendo un modello di economia circolare.
This thesis focused on the chemical recycling of complex plastic waste consisting of mixed matrices of PET, polyamides, and polyolefins. The research activity concentrated on the selective depolymerization of PET and polyamides, as well as on the valorization of polyolefin residues, with particular emphasis on the recovery of PE and PP using sustainable solvents. The results obtained demonstrate the feasibility of developing integrated processes capable of treating heterogeneous plastics that cannot be mechanically recycled, thereby promoting a circular economy model
Contrasto alla criminalità organizzata: indagini di Polizia Giudiziaria e reati ambientali.
Il presente elaborato analizza le attività illecite della criminalità organizzata in ambito ambientale concentrandosi, in particolare, sul traffico di rifiuti e sul gravoso ruolo delle istituzioni intente a prevenirlo e contrastarlo. Attraverso un approccio multidisciplinare che integra prospettive giuridiche, sociologiche e operative, lo studio indaga le dinamiche che legano le organizzazioni mafiose a forme di inquinamento sistemico, rivelando l’interesse crescente della criminalità per le attività illecite a basso rischio repressivo ma ad alto rendimento economico.
Partendo da un’analisi del concetto giuridico e sociale di associazione mafiosa, viene approfondito il modo in cui le mafie italiane, in particolare ‘Ndrangheta, Cosa Nostra, Camorra e Sacra Corona Unita, si sono evolute, instaurando rapporti sempre più stretti con esponenti del mondo politico, economico e istituzionale. In questo contesto si colloca il fenomeno delle ecomafie, termine che sintetizza il coinvolgimento delle organizzazioni criminali nella gestione illegale dei rifiuti, sfruttando lacune normative, complicità trasversali e la debolezza del controllo pubblico sul territorio.
L’elaborato analizza anche la risposta normativa al crimine ambientale, con particolare riferimento al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, alla legge 22 maggio 2015, n. 68 e al sistema RENTRI, mirato a garantire la tracciabilità dei rifiuti.
Centrale è il ruolo operativo della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, i cui reparti specializzati svolgono attività di indagine e repressione in ambito ambientale con competenze di polizia giudiziaria. L’approfondimento della figura dell’ufficiale Natale De Grazia, impegnato in delicate indagini sul traffico di rifiuti tossici e radioattivi e scomparso in circostanze ancora oscure, conferisce al lavoro una dimensione umana e simbolica, evidenziando i rischi connessi alla ricerca della verità.
Lo studio si completa con un caso concreto d’indagine ambientale svolto dalla Capitaneria di Porto di Napoli, che dimostra l’importanza della cooperazione tra istituzioni e il valore di un’azione giudiziaria incisiva. Nel complesso, l’elaborato intende offrire una riflessione critica sulla necessità di un impegno sinergico, etico e consapevole nella tutela dell’ambiente e della legalità
Modeling and Dynamics of Long Tethers for Planetary and Space Exploration
This work focuses on the dynamic response of an atmospheric balloon with tethered probe in the Venusian atmosphere (Venus Aerobot) and of a tethered satellite system (TSS) in low Earth orbit (LEO). A high-fidelity, fully custom simulator was developed to study the behavior of flexible tethers and aerodynamic bodies under atmospheric forces, orbital mechanics, and external perturbations. The core of the project lies in assessing the parameters that affect the equilibrium and dynamic behavior of the Venus Aerobot, and in analyzing the interaction between a pressure shock-acoustic wave (SAW) and a TSS in LEO. This work highlights the essential role of modeling and simulation in the design, validation, and optimization of tethered two-body systems, whether in atmospheric environments such as Venus or in orbital configurations for planetary remote sensing
Intolleranza all’incertezza e salute mentale: un’indagine sui correlati psicopatologici e le associazioni predittive.
La presente indagine si inserisce all’interno del progetto PRA 2022 (codice PRA_2022_18), intitolato “La realtà del futuro. Storia e modelli della capacità predittiva della mente umana”, il quale mira a esplorare, da un punto di vista interdisciplinare, i modelli cognitivi e neuropsicologici della previsione, dell'incertezza e della regolazione adattiva in ambienti complessi, anche attraverso l’impiego di realtà virtuale. Lo studio qui presentato rappresenta la fase pre-sperimentale del progetto e si concentra sull’analisi di costrutti psicologici rilevanti per la gestione dell’incertezza, misurati tramite batterie psicometriche standardizzate somministrate a un campione di soggetti sani. I risultati di questa fase saranno integrati con i dati comportamentali e neurofisiologici raccolti in ambiente immersivo nella fase successiva del progetto. In particolare, nel presente elaborato si è tentato di indagare la possibile relazione esistente tra intolleranza all'incertezza e salute mentale, con particolare riferimento a disturbi legati all'ansia, allo stress, alla depressione e a tratti di personalità. Nei primi due capitoli è stata descritta e analizzata la letteratura pre-esistente in merito a questi costrutti, per poi descrivere nel terzo e ultimo capitolo la parte sperimentale del progetto stesso
I rischi penali nelle soluzioni concordate della crisi d’impresa
La tesi ha ad oggetto la valutazione dei rischi penali sussistenti, per l’imprenditore, in caso di insuccesso di uno strumento c.d. di soluzione concordata alla crisi d’impresa, oggi offerti dal Codice dell Crisi d’impresa e dell’Insolvenza.
Dopo aver offerto una panoramica su quella che è stata l’evoluzione dell’approccio e degli strumenti messi a disposizione sul piano civile, da legislatore, rispetto al fenomeno della crisi d’impresa, l’elaborato si sofferma sull’analisi di quelle che sono le problematiche ancora oggi sussistenti in caso di insuccesso del tentativo di risanamento dell’impresa, cui abbia fatto seguito l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale, e che espongono l’imprenditore al rischio di vedersi ascritte forme di responsabilità penale, soprattutto, a titolo di bancarotta preferenziale e semplice.
Tali rischi per l’imprenditore sono, ancora oggi, sussistenti in ragione dell’assenza di un parallelo ed equipollente intervento riformatore, per come avvenuto sul piano civile, sul versante penale, cosicché le fattispecie delittuose sono rimaste immutate nel tempo, incapaci di cogliere, e -conseguentemente- di fornire adeguata tutela, le nuove esigenze sottese al rinnovato comparto civile, orientato alla preservazione dell’impresa in crisi ed alla sua reimissione nel mercato.
Da ultimo, stante la consapevolezza di una irrimandabile riforma della disciplina penale operante nel settore della crisi d’impresa, l’elaborato si sofferma sull’analisi di quelle che sono le proposte in discussione, all’interno della Commissione ministeriale “Bricchetti bis”, in punto di riforma delle fattispecie penali presenti nel Codice della Crisi d’impresa
Fattori di rischio e outcome delle infezioni da bacilli gram negativi non fermentanti: studio osservazionale prospettico
Introduzione: I bacilli Gram-negativi non fermentanti, come Pseudomonas aeruginosa, Acinetobacter baumannii e Stenotrophomonas maltophilia, rappresentano una minaccia significativa per la salute globale a causa della loro resistenza agli antibiotici e delle elevate percentuali di morbilità e mortalità associate. Il presente studio si propone di analizzare i fattori di rischio e gli esiti clinici delle infezioni causate da questi patogeni.
Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale prospettico presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana tra Gennaio 2024 e Agosto 2025 in cui sono stati inclusi pazienti con infezioni da bacilli Gram-negativi non fermentanti. La raccolta dati ha riguardato variabili demografiche, cliniche, fattori di rischio (come ospedalizzazione precedente, terapia antibiotica, presenza di comorbilità) e gli outcome clinici (inclusi mortalità, durata della degenza e risposta alla terapia). L’outcome primario è la mortalità a 30 giorni dallo sviluppo della batteriemia. È stata eseguita un’analisi multivariata forward stepwise per identificare i fattori indipendentemente associati alla mortalità e calcolare gli odds-ratio (OR) e relativi intervalli di confidenza (CI) al 95%.
Risultati: sono stati inclusi un totale di 151 pazienti: di questi 60/151 (39,7%) hanno sviluppato una batteriemia da CRAB, 85/151 (56,3%) da PSA e 6/151 (4%) da S. maltophilia. La mortalità complessiva a 30 giorni è stata pari al 23,8% (36/151). Rispetto ai sopravvissuti, i pazienti deceduti avevano una maggiore età, valori più elevati di SOFA, APACHE II e PITT score e presentavano una maggior frequenza di shock settico. Inoltre, l’uso del catetere vescicale è stato più frequente nelle infezioni da CRAB, come anche la necessità di ricorrere alla ventilazione meccanica invasiva sia prima che dopo la batteriemia. All’ analisi multivariata si evidenzia come il tempo di inizio della terapia sia un fattore cruciale, poiché chi è stato trattato entro le 24 ore presenta una riduzione significativa delle probabilità di decesso dell'87.9% (OR = 0.121, p=0.002). Anche il patogeno responsabile dell’infezione incide sulla sopravvivenza: i pazienti infetti da Pseudomonas aeruginosa hanno avuto una riduzione del 93.6% delle probabilità di decesso rispetto a quelli con infezione da Stenotrophomonas maltophilia (OR = 0.064, p=0.022).
Conclusioni: Il nostro studio conferma l'impatto clinico significativo delle infezioni da bacilli Gram-negativi non fermentanti e sottolinea l'importanza di un intervento terapeutico tempestivo. La riduzione della mortalità associata a un trattamento precoce è un dato cruciale che supporta la necessità di una diagnosi e un'azione rapida. I risultati indicano inoltre che il patogeno specifico, in particolare lo Stenotrophomonas maltophilia, è un fattore prognostico negativo indipendente per l'outcome del paziente