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Traumatic bowel and mesenteric injuries: CT "hard" and "soft" signs addressing the correct management
In questo lavoro vengono discusse le lesioni traumatiche dell'intestino e del mesentere, evidenziando l'importanza della diagnosi precoce, delle tecniche di imaging e delle strategie di gestione clinico-terapeutica. Si esamina la letteratura recente e le linee guida aggiornate, proponendo raccomandazioni per la pratica clinica.
La comprensione di tali lesioni è cruciale per ottimizzare la cura del paziente politraumatizzato, migliorando gli esiti del paziente.
Il mesentere è una componente peritoneale che ancorano l'intestino alla parete addominale e svolge un ruolo fondamentale nel supporto vascolare e immunitario. L'intestino è diviso in piccolo e grande intestino, con funzioni cruciali di digestione, assorbimento e formazione delle feci.
Le cause comuni includono traumi chiusi (incidenti stradali, cadute, infortuni sportivi) e traumi penetranti (colpi di arma da fuoco, accoltellamenti). Le lesioni del mesentere spesso portano a compromissione vascolare, mentre quelle intestinali possono causare perforazioni e sepsi.
Le modalità di imaging, come la radiografia, l'ecografia (US), la tomografia computerizzata (CT) e, per certi aspetti, la risonanza magnetica (MRI), sono fondamentali per la diagnosi e la valutazione della gravità delle lesioni. La TC è il gold standard per valutare le lesioni traumatiche, con segni "hard" e "soft" che aiutano a determinare la necessità di intervento chirurgico.
Le opzioni di trattamento includono gestione chirurgica e non chirurgica, con indicazioni per l'intervento basate sulla gravità della lesione. Le tecniche minimamente invasive sono un'opzione crescente nel trattamento di queste lesioni traumatiche.
I fattori che influenzano la prognosi includono la gravità e l'estensione delle lesioni, la velocità di diagnosi e trattamento. Le complicazioni comuni includono sepsi, insufficienza d'organo e morte.
Le linee guida recenti dell'American College of Surgeons (ACS) e di altre organizzazioni sottolineano l'importanza di un approccio multidisciplinare per la gestione delle lesioni traumatiche.
La diagnosi tempestiva e la gestione appropriata delle lesioni traumatiche del mesentere e dell'intestino sono cruciali.
This paper discusses traumatic injuries of the bowel and mesentery, emphasizing the importance of early diagnosis, imaging techniques, and clinical-therapeutic management strategies. It reviews recent literature and updated guidelines, offering recommendations for clinical practice. Understanding these injuries is crucial for optimizing the care of polytraumatized patients and improving patient outcomes.
The mesentery is a peritoneal component that anchors the intestine to the abdominal wall and plays a key role in vascular and immune support. The intestine is divided into the small and large intestine, with essential functions in digestion, absorption, and feces formation.
Common causes include blunt trauma (e.g., road accidents, falls, sports injuries) and penetrating trauma (e.g., gunshot wounds, stabbings). Mesenteric injuries often lead to vascular compromise, while intestinal injuries can result in perforations and sepsis.
Imaging modalities such as X-ray, ultrasound (US), computed tomography (CT), and, in certain cases, magnetic resonance imaging (MRI) are critical for diagnosing and assessing the severity of injuries. CT is the gold standard for evaluating traumatic injuries, with "hard" and "soft" signs helping to determine the need for surgical intervention.
Treatment options include both surgical and non-surgical management, with indications for surgery based on the severity of the injury. Minimally invasive techniques are an increasingly viable option for treating these traumatic injuries.
Factors influencing prognosis include the severity and extent of the injuries, as well as the speed of diagnosis and treatment. Common complications include sepsis, organ failure, and death.
Recent guidelines from the American College of Surgeons (ACS) and other organizations emphasize the importance of a multidisciplinary approach to managing traumatic injuries.
Timely diagnosis and appropriate management of mesenteric and bowel traumatic injuries are critical
Valutazione dell’attività degli ambulatori di vaccinazione per adulti dei distretti socio - sanitari di Cascina e San Giuliano Terme nell’ambito territoriale della zona Pisana: analisi e confronto delle prestazioni erogate nel quinquennio 2020 - 2024
La vaccinazione nella popolazione adulta riveste un ruolo cruciale per la promozione della salute pubblica e la prevenzione di malattie infettive che possono avere gravi conseguenze, soprattutto nei soggetti più vulnerabili.
Molte malattie prevenibili con il vaccino come il tetano, la difterite, la pertosse, il papillomavirus e lo pneumococco, continuano a rappresentare una minaccia per la salute degli adulti. La vaccinazione riduce drasticamente l'incidenza di queste malattie, evitando ricoveri e decessi.
Per gli adulti con patologie croniche come diabete, malattie cardiovascolari o respiratorie, il rischio di complicanze da infezioni è particolarmente elevato. La vaccinazione protegge da forme gravi di malattia, limitando le conseguenze negative sulla salute e la qualità della vita.
Gli adulti vaccinati contribuiscono inoltre a proteggere indirettamente le persone più fragili, come gli anziani, i neonati e chi ha un sistema immunitario compromesso, attraverso il fenomeno dell’immunità di gregge.
Vaccinare la popolazione adulta aiuta a ridurre la circolazione di agenti infettivi nella comunità, prevenendo focolai ed epidemie che potrebbero avere un impatto devastante, sia in termini di salute pubblica che di costi economici e sociali.
Con l’aumento dell’aspettativa di vita, è essenziale proteggere gli adulti e gli anziani da malattie che possono compromettere l’autonomia e la salute a lungo termine. I vaccini rappresentano uno strumento efficace per favorire un invecchiamento attivo e in buona salute.
Prevenendo infezioni batteriche come lo pneumococco, la vaccinazione contribuisce a limitare l’uso di antibiotici e, di conseguenza, il fenomeno della resistenza antimicrobica, una delle principali sfide della sanità globale.
La vaccinazione riduce i costi associati alle malattie, inclusi ricoveri ospedalieri, assenze lavorative e trattamenti medici. Questo si traduce in un vantaggio economico sia per il singolo che per la società nel suo complesso.
In sintesi, la vaccinazione nella popolazione adulta non è solo una misura di protezione individuale, ma anche una strategia di salute pubblica fondamentale per migliorare la qualità della vita, garantire la sostenibilità del sistema sanitario e proteggere l'intera comunità.
Questa tesi si pone l’obiettivo di analizzare l'attività degli ambulatori di vaccinazione per adulti nei distretti di San Giuliano Terme e Cascina, facenti parte dell’ambito territoriale della zona Pisana, confrontandone l’attività nel quinquennio 2020-2024 per stabilire se vi sia stato un incremento, sia quantitativo che qualitativo, delle prestazioni erogate. Più specificamente, la tesi si propone di: analizzare l'efficienza del servizio di vaccinazione, valutare la qualità delle prestazioni sanitarie erogate, identificare criticità ed eventuali aree di miglioramento
Lifetime trauma and post-traumatic stress spectrum in a sample of bariatric surgery candidates: clinical correlates and impact on eating behaviours
INTRODUCTION: Obesity is an ever-increasing serious disease and a major global health problem. Recent research has demonstrated a link between post-traumatic stress disorder (PTSD) and eating behaviour and obesity, highlighting that the comorbidity of obesity and PTSD is associated with a significant mental and physical health burden. However, despite their significant impact, PTSD symptoms are often underreported in the preoperative assessment of bariatric patients. It should also be born in mind that the current scientific literature indicates that people can show post-traumatic stress reactions that lead to suffering even without a formal diagnosis of PTSD. This argues in favour of a multidimensional approach that takes into account not only the full pathological expression of the disorder, but also minor traumas, subthreshold symptoms, atypical manifestations and personality traits, and that envisages that these factors can also occur in isolation over time and not just as part of a temporally circumscribed clinical syndrome, leading to the concept of the post-traumatic stress spectrum. Given this background, the aim of the study is to investigate the effects of lifetime trauma and post-traumatic stress spectrum in a sample of patients with obesity and candidates for bariatric surgery and to assess their clinical correlates and impact on altered eating behaviour.
MATERIALS AND METHODS: This observational study includes 282 patients with obesity who underwent psychiatric evaluation as part of the preoperative assessment for bariatric surgery at the Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (AOUP). Socio-demographic and clinical characteristics were recorded using a special data sheet. The post-traumatic stress spectrum and eating behaviour were assessed using the following self-report questionnaires: TALS (Trauma and Loss Spectrum-Self Report), EES (Emotional Eating Scale), EDE-Q (Eating Disorder Examination Questionnaire), EDI (Eating Disorder Inventory), I-YFAS (Italian Yale Food Addiction Scale 2), I-NEQ (Italian Night Eating Questionnaire) and GRAZ (Grazing Questionnaire). Based on the TALS results, the participants were categorised into two groups: no PTSD and at least partial PTSD. A p-value <.05 was considered statistically significant.
RESULTS: The total sample consisted of 72% women, with a mean age of 47.34 years and a mean BMI of 43.23; 69% of participants had a BMI of over 40. A total of 48.2% of the sample reported at least partial PTSD and high mean scores in all domains of TALS. The group with at least partial PTSD showed significantly lower percentage of people in employment than the group noPTSD and a significantly higher percentage of people with a psychiatric diagnosis and on medication. The group with at least partial PTSD showed significantly higher scores than noPTSD group in the global score and in all subscales of the EES, EDE-Q (except Restraint), EDI (except Drive for Thinness and Maturity Fears) and GRAZ. It also has a higher mean score than the total score and the mood/sleep dimension of the NEQ. As for the I-YFAS, a higher percentage of subjects with at least partial PTSD is observed for all symptoms analysed (except Amount, Tolerance and Problems) and for Food Addiction.
CONCLUSIONS: The results of this study show a high prevalence of post-traumatic stress symptoms in candidates for bariatric surgery, particularly when compared to the general population, and suggest an association with altered eating behaviour that could influence the outcome of bariatric surgery. This suggests the need for further studies to develop personalised intervention strategies for bariatric patients
Relationships among depersonalization, derealisation and separation anxiety in a sample of patients with panic disorder
Background: Depersonalization (DP) and derealisation (DR) are dissociative symptoms, that occur in many psychiatric pathologies. Several studies report a high prevalence of DP/DR in patient with Panic Disorder (PD), in which they seem to worsen the clinical course and prognosis. Separation Anxiety Disorder (SAD) is a psychiatric condition that generally begins in childhood and which, as reported for DP/DR, appears to have a negative impact on PD, causing more severe forms of it. In light of this, some researchers have hypothesized that there are similar mechanisms underlying anxiety and dissociation. An important etiological factor common to both conditions seems to be traumatic experiences especially in childhood, such as physical abuse, exposure to violence or poor parental care. In this framework, our aim is to analyze the possible associations between Separation Anxiety (SA) symptoms and DP/DR, in particular we would like to evaluate whether SA in subjects with PD can be a predictive factor triggering the onset of DP/DR and also to assess the common features of anxiety (paying attention to SA) and dissociation.
Methods: 91 outpatients (63 females and 28 males) diagnosed with PD in according to DSM 5 were recruited. We employed the Structured Clinical Interview for Panic-Agoraphobic Spectrum (SCI-PAS) to select subjects with SA; moreover, we used the Structural Clinical Interview for Depersonalization/Derealisation Spectrum (SCI-DER), the Dissociative Experience Scale (DES) and the Cambridge Depersonalization Scale (CDS), in order to evaluate all possible aspects of the dissociative phenomena in patients with PD and also in those with PD and SA.
Results: Based on the SCI-PAS, the sample was divided into two group, one with PD only (31 patients) and the other with PD and SA (60 patients). With the Student's T-test it emerged that the group with SA had higher scores in all scales assessing dissociative symptoms. The most significant result was obtained with DES score. With the Pearson correlation analysis, we found a strong association between some items of the domain 1 of the PAS (Separation sensitivity) and the DER score, both for the total and for the domain 2 (Somatopsychic depersonalization). Similar findings were obtained also with the total of DES score. Considering Linear Regression, we found a positive correlation between domain 2 of SCI-PAS (panic-like symptoms) and the total of DER score, and also between domain 6 of SCI-PAS (agoraphobia) and the total of DES score. Finally, using Chi-Square Test, we found that the group with SA had significantly more females than the group without SA.
Conclusion: Our data demonstrate a significant correlation between SA and dissociative symptoms in patients with PD. In particular SA seems to be a predictive factor of the onset of DP/DR. In keeping with previous studies, we also detect a strong association between panic symptoms, including agoraphobia, and dissociative manifestations. Overall, our study supports the idea that anxiety manifestations, including SA, and DP/DR share similar underlying mechanisms, which are not yet fully understood
«Voi siete l'Altra Italia che ammiriamo» Mirko Tremaglia e il Ministero per gli Italiani nel Mondo (2001-2006)
L’elaborato indaga il breve arco di vita del Ministero per gli Italiani nel Mondo, guidato da Mirko Tremaglia dal 2001 al 2006. Nato durante il Governo Berlusconi II, il Ministero ha attuato una serie di iniziative volte alla valorizzazione dell’identità e della cultura italiane all’interno delle comunità italiane all’estero. L’attività di questo apparato amministrativo è profondamente legata alla vita politica e personale di Tremaglia, “ragazzo di Salò”, missino e, infine, uno dei pochi sopravvissuti della “vecchia guardia” all’interno di Alleanza Nazionale. Partendo dalla biografia del Ministro per gli Italiani nel Mondo e dall’istituzione del suo Ministero, l’elaborato analizza e commenta criticamente alcune delle sue iniziative politico-culturali più degne di nota, tra cui: l’istituzione di due nuove feste nazionali (Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo; Giornata nazionale di Cristoforo Colombo); l’organizzazione e il patrocinio di eventi, convegni e seminari tematici; il ruolo di Rai International, il palinsesto estero della televisione di Stato italiana
Sviluppo di logiche di governo di sciami di droni basate su potenziale in piattaforma PX4/ROS2 con simulatore Gazebo
Questa tesi si concentra sullo sviluppo di un sistema di simulazione tridimensionale per lo studio del coordinamento di sciami di droni autonomi, con l’obiettivo di migliorare il realismo delle simulazioni e fornire uno strumento avanzato per l’analisi delle dinamiche operative. L’implementazione è basata sull’integrazione dei framework Gazebo, ROS 2 e PX4, scelti per la loro flessibilità, compatibilità con diversi tipi di veicoli e ampia applicabilità in scenari operativi complessi. Il sistema di simulazione sviluppato è stato progettato per testare strategie di navigazione collettiva, concentrandosi sull’implementazione di modelli di swarm intelligence basati su flocking e stigmergia. Questi approcci, ispirati ai comportamenti collettivi osservati in natura, consentono ai droni di coordinarsi e distribuire informazioni in modo autonomo senza la necessità di una comunicazione diretta tra i membri dello sciame. Il flocking permette agli UAV di mantenere una formazione stabile e adattiva, mentre la stigmergia introduce una forma di comunicazione indiretta basata sulla persistenza di segnali ambientali. L’integrazione di questi metodi nella simulazione 3D ha richiesto un’analisi approfondita dei parametri che influenzano il comportamento dello sciame, permettendo di valutare la loro efficacia in diversi scenari operativi. La fase sperimentale della ricerca ha verificato il corretto funzionamento del sistema, con particolare attenzione ai moduli di navigazione, avoidance degli ostacoli e coordinamento dello sciame. I test condotti hanno dimostrato che il sistema sviluppato è in grado di riprodurre realisticamente le dinamiche di volo collettivo, garantendo una distribuzione efficace dello sciame, riducendo il rischio di collisioni e ottimizzando la copertura dell’area. I risultati delle simulazioni evidenziano che l’adozione di strategie basate su swarm intelligence in un ambiente tridimensionale consente un miglioramento significativo dell’efficienza operativa, con potenziali applicazioni in missioni di ricerca e soccorso, sorveglianza e monitoraggio ambientale. Il sistema sviluppato rappresenta un passo avanti rispetto alle simulazioni tradizionali, offrendo un ambiente di test più realistico e versatile per lo studio del coordinamento multi-agente. In conclusione, questa ricerca dimostra che l’uso di strategie di swarm intelligence all’interno di un sistema di simulazione avanzato costituisce un approccio promettente per l’ottimizzazione delle missioni autonome basate su sciami di UAV. Il lavoro fornisce una base solida per futuri sviluppi, tra cui l’implementazione di algoritmi di ottimizzazione automatizzata per la calibrazione dei parametri di missione e l’adattamento dinamico degli agenti a condizioni operative variabili.
This thesis focuses on the development of a three-dimensional simulation system for studying the coordination of autonomous drone swarms, aiming to improve simulation realism and provide an advanced tool for analyzing operational dynamics. The implementation is based on the integration of Gazebo, ROS 2, and PX4 frameworks, selected for their flexibility, compatibility with various types of vehicles, and broad applicability in complex operational scenarios. The developed simulation system was designed to test collective navigation strategies, with a particular focus on implementing swarm intelligence models based on flocking and stigmergy. These approaches, inspired by naturally observed collective behaviors, enable drones to coordinate and share information autonomously without requiring direct communication between swarm members. Flocking allows UAVs to maintain a stable and adaptive formation, while stigmergy introduces an indirect communication mechanism based on persistent environmental signals. Integrating these methods into the 3D simulation required an in-depth analysis of parameters influencing swarm behavior, allowing for an assessment of their effectiveness across different operational scenarios. The experimental phase of this research validated the proper functioning of the system, with a focus on navigation modules, obstacle avoidance, and swarm coordination. Test results demonstrated that the developed system realistically replicates collective flight dynamics, ensuring effective swarm distribution, reducing collision risks, and optimizing area coverage. Simulation outcomes highlight that adopting swarm intelligence strategies in a three-dimensional environment significantly enhances operational efficiency, with potential applications in search and rescue missions, surveillance, and environmental monitoring. The developed system represents an advancement over traditional simulations, offering a more realistic and versatile testing environment for multi-agent coordination studies. In conclusion, this research demonstrates that using swarm intelligence strategies within an advanced simulation system constitutes a promising approach for optimizing autonomous missions based on UAV swarms. This work provides a solid foundation for future developments, including the implementation of automated optimization algorithms for mission parameter tuning and the dynamic adaptation of agents to varying operational conditions
Pose Estimation via video-based Deep Learning in Healthcare context
The adoption of artificial intelligence in healthcare, particularly in Patient Monitoring PM, is improving the way healthcare professionals interact with patients. PM system usually relies on Internet of Things devices and Deep Learning models to monitor patient health, offering support for clinical decision-making. This thesis investigates the application of DL-based Human Action Recognition (HAR) for in-bed patient movement monitoring, which is an important task for patients with psychiatric conditions or those recovering from surgery. The challenge is to perform accurate HAR in a clinical setting, where non-intrusive, markerless solutions are preferred.
The work aim to enhance the accuracy of remote patient monitoring for action recognition in clinical environments, to do so investigates two primary deep learning based approaches: end-to-end convolutional neural networks applied to raw video data, and a hybrid pipeline based on skeleton-based feature extraction. Two dataset have been considered to evaluate the performances: a dataset collected within a hospital simulation and the art action recognition dataset
Carbon Storage Through Mineral Carbonation: Evaluation of the CO2 storage potential in the Iblean Plateau, Sicily (Italy)
L'ultimo rapporto dell'IPCC conferma che le attività umane, principalmente attraverso le emissioni di gas a effetto serra (GHG), hanno causato in modo inequivocabile il riscaldamento globale. Nel decennio 2011-2020, la temperatura superficiale globale è aumentata di 1,1°C rispetto ai livelli preindustriali (1850-1900). Per mitigare il riscaldamento globale di origine antropica, è fondamentale ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2), raggiungere emissioni nette zero di CO2 entro il 2050 e ridurre significativamente le emissioni di altri GHG. Le tecnologie di Cattura e Stoccaggio del Carbonio (CCS) svolgono un ruolo chiave nella riduzione delle emissioni di CO2, in particolare nei settori industriali "hard to abate", dove la produzione di CO2 è intrinseca nei processi produttivi.
Carbfix, un'azienda islandese, ha sviluppato un metodo innovativo per la Cattura e lo Stoccaggio Mineralogico del Carbonio (CCMS). Questa tecnologia riguarda l'iniezione di CO2 in formazioni mafiche e ultramafiche, dove viene neutralizzata in modo permanente attraverso la formazione di minerali carbonatici stabili, impedendone così il rilascio nell'atmosfera. Questa tesi è parte di una collaborazione scientifica tra il CNR e Carbfix mirata a identificare potenziali siti per l'implementazione della tecnologia CCMS in Italia, in particolare in Sicilia. Una prima indagine di Castellari (2024) ha identificato tre siti favorevoli nelle formazioni vulcaniche dell'Altopiano Ibleo. L'obiettivo di questa tesi è fare un ulteriore approfondimento rispetto allo studio preliminare di Castellari, conducendo una valutazione dettagliata delle caratteristiche mineralogiche e geochimiche delle formazioni vulcaniche target per definire meglio il loro potenziale di stoccaggio.
A tal fine, è stata condotto un campionamento nell'area di studio per raccogliere campioni rappresentativi, poi analizzati mineralogicamente e geochimicamente tramite microscopia ottica, catodoluminescenza (CL), microscopia elettronica a scansione (FE-SEM), diffrazione a raggi X (XRD), fluorescenza a raggi X (XRF), analisi del carbonio inorganico (IC) e analisi degli isotopi stabili dell'ossigeno (δ¹⁸O) e del carbonio (δ¹³C). Le formazioni vulcaniche target sono caratterizzate da un'ampia variabilità geochimica che può avere un alto potenziale CCMS. Tuttavia, l'alterazione progressiva, attraverso la formazione di fasi secondarie, come le smectite, riduce il potenziale CCMS consumando cationi divalenti e schermando le superfici dei minerali reattivi. Inoltre, la presenza di calcite come prodotto di alterazione fornisce informazioni sul potenziale di queste formazioni di mineralizzare la CO2.
Integrando questi risultati con lo studio di Castellari, questa tesi offre una valutazione più approfondita del potenziale dei siti target e servirà come base preziosa per futuri sviluppi di progetti CCMS in Sicilia, identificando il Settore 3 (Piana di Catania) come promettente mentre nel Settore 2 (Capo Passero) sono necessarie ulteriori indagini.
The latest IPCC report confirms that human activities, mainly through greenhouse gas (GHG) emissions, have unequivocally caused global warming. Over the decade 2011-2020, global surface temperature increased by 1,1°C compared to the pre-industrial levels (1850-1900). To mitigate human-induced global warming, it is fundamental to reduce cumulative carbon dioxide (CO2) emissions and achieve net-zero CO2 emissions by 2050, together with significant reductions in emissions of other GHGs. Carbon Capture and Storage (CCS) technologies play a key role in reducing CO2 emissions, particularly in "hard-to-abate" industrial sectors where CO2 generation is an intrinsic part of production processes.
Carbfix, an Icelandic company, has pioneered an innovative method for Carbon Capture and Mineral Storage (CCMS). This technology focuses on injecting CO2 in mafic and ultramafic formations, where it gets permanently neutralized via the formation of stable carbonate minerals, thereby preventing its release into the atmosphere. This thesis is part of a scientific collaboration between CNR and Carbfix aimed at identifying potential sites for CCMS implementation in Italy, specifically in Sicily. A first investigation by Castellari (2024) identified three favourable sites in the volcanic formations of the Iblean Plateau. The objective of this thesis is to take a step forward from Castellari's initial pre-feasibility study by conducting a detailed evaluation of the mineralogical and geochemical characteristics of the target volcanic formations to better constrain their storage potential. To achieve this, a field campaign was conducted to collect representative samples for mineralogical and geochemical assessment using optical microscope, cathodoluminescence (CL), scanning electron microscopy (FE-SEM), X-ray diffraction (XRD), X-ray fluorescence (XRF), inorganic carbon (IC) analyser and stable isotope analyses of oxygen (δ¹⁸O) and carbon (δ¹³C). The target volcanic formations are characterized by a wide geochemical variability which can have high CCMS potential. However, their progressive alteration, trough the formation of secondary phases, such as smectite, decreases the CCMS potential by consuming divalent cations and shielding reacting mineral surfaces. Additionally, the occurrence of calcite as an alteration product provides insight into the potential of these formations to mineralize CO2. By integrating these results with Castellari’s study, this thesis offers a refined assessment of the potential of the target sites and will serve as a valuable foundation for future CCMS project developments in Sicily indicating Sector 3 (Catania Plain) as promising and Sector 2 (Capo Passero) as requiring further investigation
La “crisi delle credenze”: un’indagine esplorativa sulle possibili relazioni con fattori psicologico-sociali
Questa tesi si propone di esplorare la “crisi delle credenze”, un fenomeno che può manifestarsi attraverso la messa in discussione di convinzioni fondamentali che gli individui possiedono. A partire da un articolo teorico di Daniel Snook e colleghi (2023), è stato approfondito da una prospettiva psicologico-sociale il concetto di “credenza”, che si esplicita in uno stato mentale che racchiude elementi di conoscenza socialmente e culturalmente condivisi, consolidati nel tempo e funzionali alla convivenza e ad un equilibrato rapporto con la realtà in cui si vive. Nel corso della disamina della letteratura di riferimento, emerge come le credenze possano sempre essere oggetto di interpretazione critica, confronto e correzione.
La tesi si articola in tre capitoli principali. Nel primo capitolo viene presentato un approfondimento teorico sul concetto di credenza, le sue origini e le implicazioni psicologiche e sociali. Si fornisce inoltre una disamina, a partire dall’articolo target, degli eventi e meccanismi che possono condurre ad un’eventuale crisi delle credenze. Il secondo capitolo esplora la principale letteratura psicologico-sociale relativa ad alcuni fattori correlati al benessere individuale e collettivo durante periodi di incertezza e transizione, ovvero la chiusura mentale, l’autostima, la soddisfazione di vita e la fiducia sociale. Il terzo capitolo è dedicato ad un’indagine esplorativa volta a misurare la percezione del fenomeno oggetto della tesi e analizzare possibili correlazioni con alcune variabili sociodemografiche e i fattori sopra menzionati. I risultati suggeriscono l’importanza di considerare la crisi delle credenze come un fenomeno multidimensionale, influenzato da fattori individuali e contestuali.
L’analisi condotta fornisce alcuni spunti per comprendere, nei delicati momenti di transizione nei quali viviamo, talune dinamiche sociali ed individuali che possono essere in relazione con il fenomeno oggetto di studio. L’indagine sulla percezione del cambiamento che induce una possibile crisi delle credenze, sulle risposte emotive a esso accompagnate, e sui fattori potenzialmente correlati, può costituire uno strumento utile, anche per gli assistenti sociali, per sviluppare strategie mirate al supporto alle persone in difficoltà, ai gruppi sociali più fragili ed alle comunità
Descrizione del profilo occupazionale, impatto sulla capacità lavorativa e analisi del ruolo di fattori psichici in un campione di soggetti affetti da fibromialgia afferenti all'UO di Reumatologia dell'AOUP Pisana
Lo scopo di questo studio è quello di analizzare il profilo lavorativo e l’impatto della sindrome fibromialgica sulla capacità lavorativa in un campione di soggetti affetti da tale sindrome afferenti all’UO di Reumatologia dell’AOU Pisana. Un ulteriore scopo secondario è quello di valutare quali tra i vari aspetti clinici di questa sindrome multifattoriale complessa possa impattare maggiormente sulla funzionalità lavorativa, con particolare attenzione all’analisi del ruolo di eventuali dimensioni psichiche quali lo stress, l’ansia, l’umore depresso e la ruminazione melanconica. L’obiettivo a lungo termine è quello di riuscire a fornire un aiuto per il medico competente nella gestione e nell’espressione del giudizio di idoneità dei lavoratori affetti da sindrome fibromialgica o anche definire eventuali linee di indirizzo per l’adozione di misure specifiche di tutela in un’ottica di accomodamenti ragionevoli per migliorare la qualità della vita lavorativa dei soggetti fibromialgici.
The aim of this study is to analyze the work profile and the impact of fibromyalgia syndrome on working capacity in a sample of subjects affected by this syndrome belonging to the Rheumatology Unit of the AOU Pisana. A further secondary aim is to evaluate which of the various clinical aspects of this complex multifactorial syndrome can have the greatest impact on work functionality, with particular attention to the analysis of the role of any psychic dimensions such as stress, anxiety, depressed mood and melancholic rumination. The long-term objective is to be able to provide help for the competent doctor in the management and expression of the suitability judgment of workers suffering from fibromyalgia syndrome or even to define any guidelines for the adoption of specific protection measures with a view to reasonable accommodations to improve the quality of working life of fibromyalgia subject