Scientific Open-access Literature Archive and Repository
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When the Benefit is Unexpected: Improvement in Nystagmus During Cannabinoid Treatmen
A 40-year-old Italian man was diagnosed with multiple sclerosis through symptoms of weakness in the lower limbs, nystagmus and oscillopsia confirmed by neurological assessment. Vision disturbances progressively worsened, becoming disabling for the patient. No proven treatment was effective. However, when the patient started therapy with delta-9-tetrahydrocannabinol/cannabidiol (nabiximols), he noticed a significant improvement in nystagmus, as well as in spasticity
Efficacy of Nabiximols in Reducing Pain and Spasticity in Primary Progressive Multiple Sclerosis
Spasticity and its related symptoms, such as muscle stiffness, spasms and pain, are present in 60% of multiple sclerosis patients. We present the case of a 66-year-old woman with a benign form of primary progressive multiple sclerosis who had symptoms of spasticity, leg weakness and pain at disease onset. After 10 years of disease and insufficient response to antispastic and pain drugs, she was started on nabiximols oromucosal spray with good efficacy, safety and tolerability. The patient is now treated with 4 puffs per day and, after 6 years, the drug is still effective in relieving pain and improving sleep
Multiple Sclerosis-Related “Spasticity-Plus Syndrome” May Benefit from Early Nabiximols Treatment
We present the case of a 42-year-old woman affected by relapsing-remitting multiple sclerosis who presented an extensive involvement of the spinal cord during the disease course. After a trial on first-line treatment, which she discontinued due to poor compliance, she was switched to intravenous ocrelizumab 600 mg every 6 months. At 10 years from the disease onset, as a result of the extensive spinal cord involvement, she began to complain of progressive and rapid reduction in ambulatory performance due to spasticity of the right leg, instability and severe fatigability, together with overactive bladder symptoms. The early introduction of nabiximols positively impacted on the patient’s symptoms and on the neurological examination, as well as on her quality of life
La gestione della sicurezza durante l’emergenza pandemica
Il presente articolo prende in esame i cambiamenti nel campo della sicurezza che si sono verificati come conseguenza della pandemia legata al COVID-19, con particolare riferimento alle nuove esigenze sopravvenute, ai cambiamenti nelle politiche e nei piani operativi e alla percezione del rischio da parte della popolazione. A fronte di una diminuzione nei tassi di criminalità riferiti a specifiche fattispecie criminose, come conseguenza delle limitazioni agli spostamenti imposte dai DPCM emanati dal Governo per contrastare l’emergenza e dall’aumento dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine, il settore della sicurezza privata in Italia si è trovato ad affrontare un cambio di direzione nella natura dei servizi svolti, passando da un impiego quasi esclusivo in attività di security ad un orientamento che vede la safety come nuovo focus su cui concentrare l’attenzione. In questa nuova ottica, che vede il settore della sicurezza impegnato in prima linea nella lotta al COVID-19, è possibile applicare più efficacemente gli interventi e le metodologie di sicurezza per contrastare la pandemia operando secondo due differenti strategie: da una parte, considerare la sicurezza in un’ottica sistemica, ossia come l’integrazione tra fattore umano, strumenti e procedure. Dall’altra, concepire la sicurezza in un’ottica innovativa, ossia non solo come semplice protezione di beni e persone, ma come un vero e proprio fattore di progresso qualitativo
Raoultella ornithinolytica in MALT-type non-Hodgkin Lymphoma
Raoultella ornithinolytica is a bacterium that belongs to the Enterobacteriaceae family. The most frequently reported infections are gastrointestinal and hepatobiliary. Urinary tract infections are very rarely reported and bloodstream infections are usually reported without an identified source. This bacterium is responsible for an increasing number of infections, especially in immunocompromised patients. The authors describe the first case ever reported of an immunocompromised patient due to non-Hodgkin lymphoma MALT type and corticotherapy, who developed urinary tract infection and subsequently bacteriemia due to this pathogen
Artery of Percheron Ischaemic Stroke: A Classic Presentation of a Rare Case
The artery of Percheron (AoP) is a rare anatomic variant, where the paramedian thalami and the rostral midbrain are supplied by an artery emerging from the P1 segment of the posterior cerebral artery. Ischaemic infarction of the artery of Percheron occurs rarely, accounting for 0.1 to 2% of all ischaemic strokes. AoP occlusion can lead to an infarction of the paramedian thalami and mesencephalon, resulting in a triad of clinical features; namely, altered mental status, vertical gaze palsy and memory impairment. A larger mesencephalon infarction can also feature oculomotor disturbances. We describe here the case of an 88-year-old patient, presenting with this triad of features
Un commento al parere del CNB: “La figura dell'«esperto di bioetica» nell'ambito dei comitati etici”
Il Parere del CNB “La figura dell'«esperto di bioetica» nell'ambito dei Comitati etici” nasce da un'esigenza ben precisa: attirare l'attenzione del legislatore e dell'opinione pubblica sulla figura dell'«esperto di bioetica», prevista come essenziale nella composizione di tali Comitati dalla normativa vigente, e tuttavia dai contorni poco definiti
Come si diventa bioeticista
Chi è l'esperto di bioetica? Quali competenze deve possedere chi aspira ad essere definito tale? At- traverso quali percorsi può acquisire tali competenze? Queste domande
sono coeve alla bioetica stessa, per- ché connesse al suo stesso statuto epistemologico (tornerò più avanti su questo punto) e, negli ultimi cin- quanta anni, sono state oggetto di un vasto dibattito dal quale, tuttavia, non sono emerse risposte univoche: restano materia di controversia teorica, come controversa è la stessa questione della natura della bioetica. Anche il CNB si è posto questo tipo di domande fin dall'inizio della sua ormai più che trentennale attività,
giungendo sempre, in vari documenti, a conclusioni provvisorie o interlocutorie. Non fa eccezione a questa
regola il documento in esame: nato – si suppone – per rispondere alle domande 'inevase' dei precedenti documenti, il documento giunge alla fine a una ennesima conclusione
provvisoria, che rinvia a tempi più maturi la definizione delle competenze dell'esperto di bioetica. Nel frattempo, tuttavia, c'è un problema pratico da affrontare: le attuali normative (e, probabilmente, anche quelle future) circa la composizione dei Comitati etici, prevedono espressamente tra
i componenti di questi organismi la figura dell'esperto di bioetica e questo pone (in realtà, ha sempre posto) un
problema pratico a chi per legge ha il compito di nominare i membri di questi organismi. Se, ad esempio, una commissione qualsiasi prevede tra i suoi membri un 'esperto in geologia', non ci sono grossi problemi: c'è una laurea in geologia e c'è un albo dei geologi. E se in quest'ambito viene richiesta una specifica competenza, verrà preferito il geologo che può attestare il possesso di questa competenza. In bioetica non abbiamo nulla di equivalente: a quali criteri, dunque, dovrebbe ispirarsi chi deve nominare un esperto di bioetica? Di quali competenze dovrà richiedere il
possesso da parte del nominando
Recensioni: Nuovi territori per l'etica nella ricerca scientifica
I 'nuovi territori' della ricerca scienti- fica di cui si occupa il recente volume di Antonella Ficorilli sono essenzialmente quelli segnati dall'enorme progresso scientifico nell'ambito del- la genomica e di tutte le cosiddette discipline '-omiche' e dal congiunto
riconoscimento del valore che rap- presentano per la ricerca campioni biologici umani di varia provenienza. È soprattutto questa presa di co- scienza che genera la maggior parte
delle questioni etiche che Ficorilli affronta nel libro
Recensioni: La funzione del mondo. Una storia di Vito Volterra
Immaginiamo che ci raccontino la storia di un bambino che a fine Ottocento, orfano di padre, da famiglia molto povera, abbia un gran talento per la matematica e diventi senatore
per meriti scientifici. Bisognerebbe farci un film, con una storia così. Immaginiamo che ci dicano che questa storia è vera, che quel ragazzo mischiava la lettura dei grandi ma- tematici con le avventure di Verne e che divenne professore universitario e fondatore di una nuova ricerca che tenesse insieme più discipline. Bisognerebbe farci un romanzo, con una storia così