1869 research outputs found
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Metamaterial Lenses For Antenna Arrays Circular To Linear Array Transformation
This report presents the progress on activities carried out on the topic of Metamaterial lenses used in antenna arrays
An experiment in managing language diversity across cultures
Developing ontologies from scratch appears to be very expensive in terms of cost and time required and often such efforts remain unfinished for decades. Ontology localization through translation seems to be a promising approach towards addressing this issue as it enables the greater reuse of the ontological (backbone) structure. However, managing language diversity across cultures remains as a challenge that has to be taken into account and dealt with the right level of attention and expertise. In this paper we report the result of our experiment, performed on approximately 1000 concepts taken from the space ontology originally developed in English, consisted in providing their translation into Mongolian
Color Based Skin Classification
Skin detection is used in applications ranging from face detection, tracking body parts and hand gesture analysis, to retrieval and blocking objectionable content. In this paper, we investigate and evaluate (1) the effect of color space transformation on skin detection performance and finding the appropriate color space for skin detection, (2) the role of the illuminance component of a color space, (3) the appropriate pixel based skin color modeling technique and finally, (4) the effect of color constancy algorithms on color based skin classification. The comprehensive color space and skin color modeling evaluation will help in the selection of the best combinations for skin detection. Nine skin modeling approaches (AdaBoost, Bayesian network, J48, Multilayer Perceptron, Naive Bayesian, Random Forest, RBF network, SVM and the histogram approach of Jones and Rehg [15]) in six color spaces (IHLS, HSI, RGB, normalized RGB, YCbCr and CIELAB) with the presence or absence of the illuminance component are compared and evaluated. Moreover, the impact of five color constancy algorithms on skin detection is reported. Results on a database of 8991 images with manually annotated pixel-level ground truth show that (1) the cylindrical color spaces outperform other color spaces, (2) the absence of the illuminance component decreases performance, (3) the selection of an appropriate skin color modeling approach is important and that the tree based classifiers (Random forest, J48) are well suited to pixel based skin detection. As a best combination, the Random Forest combined with the cylindrical color spaces, while keeping the illuminance component outperforms other combinations, and (4) the usage of color constancy algorithms can improve skin detection performance
La disciplina delle biobanche a fini terapeutici e di ricerca
Il volume “Forum BioDiritto 2010. La disciplina delle biobanche a fini terapeutici e di ricerca” raccoglie i contributi dell’incontro svoltosi presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Ferrara, avente ad oggetto la disciplina giuridica delle biobanche.
La regolamentazione della raccolta, dell’utilizzo e della conservazione di dati è studiata nella prospettiva terapeutica e in quella a fini di ricerca alla luce delle questioni e delle criticità che accomunano entrambi i tipi di biobanche.
In primo luogo, si considerano le fonti attinenti alla materia, esaminando l’intreccio tra fonti internazionali, sovranazionali e nazionali, secondo prospettive talvolta inedite dettate dalla peculiarità della materia.
In secondo luogo, diversi contributi analizzano le problematiche del consenso sia in collegamento con la riservatezza dei dati in oggetto, sia nell’ottica di un bilanciamento con la libertà della ricerca.
La dimensione individuale o collettiva del consenso, in questa prospettiva, è oggetto di particolare attenzione. Prospettive differenti sono coinvolte anche in questo secondo ambito dell’analisi: dalla tutela della riservatezza e del consenso, all’assetto proprietario o meno dei campioni e delle informazioni da essi estraibili. Tali tematiche sono affrontate anche alla luce di alcuni casi specifici che si pongono in termini esemplificativi delle problematiche che si intrecciano sui diversi piani considerati; su questa linea, sono proposti gli esempi delle banche cordonali e delle biobanche islandesi.
Oltre a quella giuridica, la dimensione etica, oltre che una disamina del ruolo dei comitati etici, è oggetto di alcuni contributi raccolti nel libro
Construction of a finite element basis of the first de Rham cohomology group and numerical solution of 3D magnetostatic problems
We devise an efficient algorithm for the finite element construction of discrete harmonic fields and the numerical solution of 3D magnetostatic problems. In particular, we construct a finite element basis of the first de Rham cohomology group of the computational domain. The proposed method works for general topological configurations and does not need the determination of "cutting" surfaces
A binary system of complementizers in Cimbrian relative clauses
The system of Cimbrian relative clauses manifests itself in a complex scenario: two different complementizers occur in this context: i) the ‘autochthonous’ (Germanic) bo, cognate of Southern German wo, and ii) the ‘allochthonous’ ke, borrowed from Italian (che), which is gradually spreading. In our paper we provide empirical evidence for a crucial specialization of both complementizers: the former shows up only in restrictive relative clauses, the latter in both restrictive and non-restrictive relatives, giving rise to a binary system. In our analysis we aim to explain the binary system of Cimbrian relative complementizers directly addressing the general discussion about relative clauses, showing once more the relevance of both linguistic contact and microvariation for the theory of grammar
Gruppi, "folle", popolo sulla scena comica terenziana
This essay analyses the dramatic and scenic role of groups of persons, people and crowds in the theatre of the Latin poet Terence. The exam of his comedies reveals how it’s not rare to find in Terence, in contrast to the ancient rhetorical treatises, six or seven actors together on the stage with parodic, structural or rhetoric effects. Sometimes the main actors are followed by not quantifiable groups of slaves, soldiers or, also, chorister and flautists, especially during the last scenes. Groups and people may also be evoked on the stage by the protagonist’s antinaturalistic acting. This feature, together with the metatheathrical role of the spectators that appears during the comedies’ prologues, is perhaps Terence’s main legacy to the European theatre of the following centuries
Le favole di Aviano e il Novus Avianus di Venezia
A differenza di quello del celebre predecessore, Fedro, il nome di Aviano, favolista latino vissuto con ogni probabilità nel IV secolo, è poco noto ai non addetti ai lavori. Le cause possono essere diverse: la continuità tematica con la tradizione greca di Babrio, la cui vulgata è meno diffusa di quella esopico-fedriana; la vivacità narrativa offuscata da un eccesso di erudizione e certamente inferiore a quella del poeta augusteo; infine il pregiudizio critico (e conseguentemente di pubblico) che fino a qualche decennio fa penalizzava la letteratura tardoantica. La conseguenza è che, mentre le edizioni economiche delle favole di Fedro si affastellano sugli scaffali delle librerie, quelle di Aviano si contano a mala pena sulle dita di una mano.
Verrebbe forse da pensare che, per una sorta di legge del contrappasso, Aviano stia scontando nell’età moderna la grande popolarità di cui godette per tutto il Medioevo e oltre, là dove il testo di Fedro era sì altrettanto diffuso ma (ironia della sorte) sotto ‘falso’ nome, in quanto circolava solo nelle rielaborazioni del Romulus o dell’Aesopus latinus.
Garanti della prospera e longeva sopravvivenza della raccolta avianea furono soprattutto la semplicità del metro elegiaco rispetto al senario giambico fedriano e il contenuto morale, che si prestavano per le esercitazioni scolastiche e per la predicazione. In particolare l’uso didattico ha fatto sì che oggi si siano conservati più di 130 manoscritti (tradizione ben più consistente dei pochi codici di fedriani) e numerosi rifacimenti sia in prosa, sia in poesia.
Oggi, a dispetto della scarsa popolarità, l’opera di Aviano sta godendo di un rinnovato interesse scientifico. Se già negli anni ‘80 l’edizione pubblicata da Françoise Gaide per i tipi delle Belles Lettres stimolava una ripresa degli studi, rompendo il sostanziale silenzio succeduto all’edizione di Antonio Guaglianone del 1958, è negli ultimi vent’anni che sono state compiute una serie di ricerche fondamentali sull’argomento.
In ambito europeo il merito è soprattutto delle scuole tedesca e italiana: alla prima, che fa capo a Klaus Grubmüller, si devono una serie di lavori statistico-classificatori da cui non si potrà più prescindere per affrontare lo studio della tradizione manoscritta del testo avianeo e della sua modalità di utilizzo nella scuola; alla seconda, il cui principale ispiratore è stato Ferruccio Bertini, sono riconducibili un filone di matrice storico-letteraria, che ha approfondito l’evoluzione dei motivi favolistici nelle letterature delle epoche successive, e un filone filologicotestuale, il cui principale risultato è stato quello di rendere fruibile in edizioni criticamente aggiornate (quando non addirittura in editiones principes) il testo di quasi tutte le rielaborazioni avianee a oggi conosciute.
Soprattutto questi due ultimi aspetti hanno aperto la strada alla conoscenza del Fortleben del poeta tardoantico nella sua accezione più completa, fornendo elementi utili per gli studi di comparatistica, a cui la favola antica fornisce da sempre materiale d’indagine, ma anche per l’esegesi e la constitutio textus avianea, in virtù della particolare tecnica compositiva che caratterizza gran parte dei rifacimenti.
È in questa prospettiva che il presente volume, dopo un excursus sulla storia delle favole di Aviano e delle loro rielaborazioni, pubblica l’edizione critica dell’anonimo Novus Avianus di Venezia (XIII secolo) evidenziandone le fitte corrispondenze testuali e tematiche con i modelli della tradizione avianea. Si tratta di un’opera di modesto ma non mediocre, valore letterario che rientra nel gusto e nella prassi compositiva dell’epoca, la cui analisi fornisce una tessera in più al variegato mosaico della tradizione dell’opera di Aviano e, in generale, della favolistica latina.
Dal punto di vista metodologico, l’intento è quello di dimostrare come lo studio della tradizione indiretta dei testi mediolatini possa – in alcuni casi debba – costituire uno strumento di dialogo costante e proficuo per il filologo classico
Social innovation: the process development of knowledge-intensive companies
The new service development of knowledge-intensive companies in emerging economies is changing from processes with only economic goals to processes that combine economic and social needs. In this approach, processes are socially constructed through society, aiming at achieving innovation success. The main research goal is to explore how companies organise the development process of new services in order to achieve the economic and social needs. More specifically, how companies develop social processes that enable innovation supported by relevant social groups, in order to cope with latent social needs in emerging economies, and keep the competitive advantage under turbulent conditions? The main finding is the presentation of a model for process development of new services of knowledge-intensive companies in emerging economies. The integration of lead-users and relevant social groups in the innovation process can support companies in organising innovation processes for the achievement of economic and social challenges
The period functions' higher order derivatives
We prove a formula for the -th derivative of the period function in a period annulus of a planar differential system. For , we obtain Freire, Gasull and Guillamon formula for the period's first derivative \cite{FGG}. We apply such a result to hamiltonian systems with separable variables and other systems. We give some sufficient conditions for the period function of conservative second order O.D.E.'s to be convex