University of Verona
Catalogo dei prodotti della ricerca Università degli Studi di VeronaNot a member yet
126292 research outputs found
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Indagini su giovani in ricerca
Sempre più le nuove generazioni si stanno allontanando la comunità cristiana e le forme tradizionali della pratica religiosa: nel 2013 i giovani italiani che si dichiaravano cattolici erano il 56,2%; nel 2023 il 32,7%; quelli che si dichiarano atei sono passati dal 15% al 31%.
Dalle recenti ricerche promosse dall’Istituto Toniolo emerge che ai giovani si è insegnato a “recitare preghiere”, ma non a “pregare”; non si è colta l’esigenza di un’esperienza interiore per connettersi al Mistero. Concluso il percorso formativo dell’iniziazione cristiana - con la Cresima, diventata il sacramento del “ciao ciao alla Chiesa” - , prendono le distanze dall’esperienza religiosa, che per loro risulta fatta di riti, obblighi e divieti. Ciò che hanno acquisito a catechismo, per lo più ridotto all’aspetto conoscitivo di verità puramente intellettuali, quasi non è in grado di entrare in relazione con le domande della vita di oggi.
Così, a partire dall’adolescenza, molti rifiutano la Chiesa, le sue scelte soprattutto in campo morale. Ma aver abbandonato la Chiesa non significa rinunciare a una personale ricerca spirituale. Avvertono in maniera forte un’inquietudine, un interesse, una domanda di autenticità che non si accontenta di risposte facili, scontate, a basso prezzo. Cercano nella propria interiorità un Dio vicino, da incontrare. Si tratta di una fede fortemente caratterizzata sul piano individuale, solitaria, senza comunità; una fede che non conosce la ricchezza e la fatica del confronto con altri e il valore di un cammino comunitario, con tutti i rischi di un cristianesimo “fai da te”, di un “Dio a modo mio”, di un modo del credere deciso soggettivamente. Arrivano a Dio per lo più per un’esplorazione personale che si compie dentro il proprio mondo interiore.
A tale metamorfosi del credere, non esente dal rischio del narcisismo, non possono sottrarsi gli educatori
Crocifissi veneziani tra Medioevo e primo Rinascimento. Una tesi di laurea come strumento per la conoscenza del territorio
Il contributo presenta le metodologie e i principali risultati della tesi magistrale "La Passione lignea veneziana. Statue di Cristo crocifisso tra devozione e drammaturgia (1350-1500)". Il lavoro di ricerca, svolto con il supporto della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, ha permesso di elaborare un censimento dei crocifissi lignei veneziani tra XIV e XV secolo e di individuare un primo nucleo di manufatti dotati di arti mobili, collegati alle pratiche drammatiche della Settimana Santa. Il contributo propone inoltre l'attribuzione alla bottega dei Moranzone per il Crocifisso del presbiterio di San Lorenzo a Mestre
Editorial: Machine learning approaches for monitoring mental health and substance abuse using social media data
The rapid growth of social media platforms has changed how individuals express
and share personal habits and experiences, including those related to mental health and
substance use (1). In parallel, advances in machine learning (ML) have provided powerful
tools for analyzing this rich and abundant data source, creating new possibilities for public
health research (2).
This Research Topic brings together several studies that explore the intersection of
these two domains, employing ML techniques to monitor, analyze, and predict mental
health conditions and substance abuse patterns using social media data, illustrating how
innovative approaches could impact public health monitoring through the lens of social
media data
Il progetto Life Finds a Way: DNA antico, storia e comunicazione della scienza per l’orientamento scolastico. Un progetto veronese
Il progetto Life Finds a Way, realizzato presso l’Istituto Dal Cero di San Bonifacio (VR), rappresenta un’esperienza di didattica orientativa e interdisciplinare rivolta agli studenti del triennio di un istituto tecnico ad indirizzo biotecnologico. Inserito nel quadro dei progetti nazionali POT Università, scuole e territorio in rete per il patrimonio culturale materiale e immateriale: partecipazione, inclusione, valorizzazione e PRIN RIPRESa, il percorso ha integrato biotecnologie, archeologia, storia e comunicazione della scienza, con l’obiettivo di promuovere un orientamento narrativo-disciplinare che superi la frammentazione dei saperi e sviluppi competenze trasversali. Attraverso la didattica attiva, l’analisi di contesti e l’ausilio delle strumentazioni presenti nel laboratorio di biotecnologie, gli studenti hanno preso atto della complessità del lavoro in team multidisciplinari, ricostruito scenari preistorici applicando metodi scientifici legati allo studio del DNA antico e riflettuto criticamente sugli stereotipi storici, in particolare quelli legati alla razza e al genere nella preistoria. Il progetto si è concluso con la realizzazione autonoma di alcuni poster scientifici, un esempio di compito autentico per la comunicazione dei risultati
Affinità tra la proposta educativa scout e il far scuola del maestro Manzi
Il contributo intende indagare alcune affinità tra la proposta educativa scout e l’attività di Alberto Manzi (Roma 1924 - Pitigliano 1997), maestro elementare e educatore, scrittore per ragazzi, collaboratore a collane editoriali per la scuola e per la divulgazione scientifica, autore e conduttore televisivo e radiofonico, noto al grande pubblico come conduttore della famosa trasmissione ‘Non è mai troppo tardi’
Clinical performance of the pseudo-non diffracting beam Toric EDOF intraocular lens: visual function, rotational stability, and quality of life
Purpose: To evaluate visual acuity, refractive outcomes, rotational stability, and patient-reported satisfaction 3 months after bilateral implantation of the Lucidis Toric extended-depth-of-focus (EDOF) intraocular lens in cataract patients with 1.00-3.00 D of regular corneal astigmatism. Methods: Prospective, single-arm study of 25 patients (50 eyes) undergoing phacoemulsification with bilateral Lucidis Toric IOL implantation. The primary endpoint was binocular uncorrected distance visual acuity (UDVA) at 3 months. Secondary endpoints included monocular/binocular UDVA, distance-corrected VA (DCVA) at 4 m; intermediate (80 cm, 66 cm) and near (40 cm) uncorrected and distance-corrected acuities; defocus curve; residual spherical equivalent (SE) and cylinder; IOL rotation; optical quality (MTF cutoff, Strehl ratio, HOA RMS); contrast sensitivity; halometry; and NEI-RQL-42. Paired t-tests or Mann-Whitney tests compared pre-/postoperative values. Results: At 3 months, the mean postoperative spherical equivalent was 0.17 ± 0.52 D (median 0.00 D; range -0.75 to +0.75 D) and the mean refractive cylinder was 0.04 ± 0.32 D (median 0.00 D; range -0.50 to +0.50 D). Median IOL rotation was 2.1 ± 2.3 degrees, with no eyes requiring repositioning. Mean binocular UDVA, UI80VA, UI66VA and UNVA were -0.01 ± 0.1, 0.08 ± 0.24, 0.04 ± 0.1, and 0.01 ± 0.14 logMAR, respectively. There were no statistically significant differences between uncorrected and distance-corrected visual acuities at any distance. The binocular defocus curve showed visual acuity better than 0.1 logMAR from +0.50 D to -3.00 D. NEI-RQL-42 scores indicated high patient satisfaction, particularly in clarity of vision, far, near vision, activity limitations, and glare domains. Conclusion: Bilateral Lucidis Toric EDOF IOL implantation delivers stable rotational performance, broad-range uncorrected vision, and high spectacle independence in astigmatic cataract patients. Future randomised, head-to-head trials with longer follow-up are warranted
The impact of single nucleotide polymorphisms on the absorption, distribution, metabolism, and excretion of dietary (poly)phenols: a critical systematic review
Response to (poly)phenol intake is highly variable among subjects, and genetic variants may contribute to such variability. However, evidence addressing this assumption is currently lacking. To address such shortcomings, we systematically reviewed the current literature and selected twelve studies looking at associations between the inter-individual variability in (poly)phenol bioavailability and metabolism and single nucleotide polymorphisms (SNPs) in candidate genes involved in (poly)phenol ADME (absorption, distribution, metabolism, and excretion). In total, 88 SNPs in 33 genes were studied, of which slightly more than half (n = 17) were related to drug/xenobiotic metabolism. More specifically, two were involved in absorption, seven in phase I metabolism, four in phase II metabolism, and four in excretion. The remaining 16 genes were related to steroid hormone metabolism and activity. Considering genes specifically related to (poly)phenol ADME, 16 SNPs showed significant modifying effects on urinary and/or plasma levels of phenolic metabolites and/or on their kinetic parameters. However, it was not possible to associate a particular genetic variant with a change in (poly)phenol-related ADME. Only a few studies applied stringent statistical criteria and recruited sufficiently large and diverse samples to reach solid and reliable conclusions. As such, studies employing larger samples, leveraging integrative bioinformatics approaches and genome-wide linkage, are warrante
Disentangled Latent Spaces Facilitate Data-Driven Auxiliary Learning
Learning to solve auxiliary tasks concurrently with a principal task of interest can improve performance when data is scarce or the principal task is complex. This idea is inspired by the improved generalization capability induced by solving multiple tasks simultaneously, leading to a robust shared representation. However, selecting optimal auxiliary tasks typically requires manual design or costly meta-learning approaches. We propose Detaux, a framework that discovers an unrelated auxiliary classification task via weakly supervised disentanglement at the representation level. Isolating variations relevant to the principal task in one subspace while generating orthogonal subspaces with high separability allows us to discover auxiliary labels by clustering in these subspaces, allowing a transition from Single-Task Learning (STL) to Multi-Task Learning (MTL). In particular, the original labels associated with the principal task and the newly discovered ones can be fed into any MTL framework. Experiments and ablation studies highlight the effectiveness of Detaux and reveal an unexplored link between disentangled representations and MTL. The source code is available at https://github.com/intelligolabs/Detaux
Robotic prostatectomy in the era of multiple platforms: navigating complexity through decision-making algorithms
N.A
Persuasion, pride, prejudice. Interpretive communities and their winning arguments in a time of climate narratives
This chapter addresses two interpretive communities performing climate narratives. The first one is made up of social movements for climate change, whereas the second one comprises transnational economic actors, according to which global warming must be tackled by preserving the current economically constructed paradigms. These probe a ‘strategic’ use of the law, which is servient to normalising the ecological catastrophe and making consumerism a channel for a greener future. The socio-climatic consequences of our economic systems are thus dismissed with a mix of persuasion, pride, and prejudice. Climate narratives do not automatically exclude loopholes within their texture, which is vulnerable to the assaults of the ecological catastrophe. As interpretive communities, social movements are called upon to stir up both our consciences and legal formalism, teaching us to remain vigilant and keep the door of the law open to a constant conversation with the world and its environmental concerns