University of Padua

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    Dyes photodegradation promoted by green catalysts

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    in the circular economy context, the aim of the thesis is to evaluate the possible valorisation of waste materials, such as spent coffee grounds and domestic wooden ash, for the preparation of catalyst supports. some selected catalysts were tested to degrade organic dyes. the dyes considered in the study were rhodamine, erythrosine B and carminic acid

    Analisi sperimentale della soglia di propagazione a fatica con provini SENB

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    Viene trattata la procedura di preparazione di provini SENB per la determinazione della curva R utilizzando la flessione a quattro punti. Si introduce il metodo del Razor Blading con progettazione e costruzione di una macchina apposita per la creazione di intagli acuti. Viene affrontato come realizzare il compression pre-cracking e individuare le pre-cricche ottimali

    Utilizzo di ioni pesanti nella terapia oncologica

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    La terapia adronica si sta sviluppando in centri medici e di ricerca di tutto il mondo poiché è in grado di trattare tumori difficilmente gestibili con le tecnologie di radioterapia tradizionali. Negli ultimi anni l’interesse per l’adroterapia è notevolmente aumentato, comportando molti investimenti da parte di enti pubblici e privati. In seguito a una breve introduzione storica sullo sviluppo dell’oncologia delle radiazioni nel corso dell’Ottocento e del Novecento, verranno approfondite le tecniche dell’adroterapia, in particolare il calcolo della misura della dose e lo studio dei metodi della produzione dei fasci senza tralasciare i recenti sviluppi tecnologici

    Assunzione di acidi grassi essenziali come trattamento della sindrome dell' occhio secco Dietary supplements of essential fatty acids as treatment for the dry eye disease

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    La sindrome dell’occhio secco o DED (Dry Eye Disease) è una condizione clinica molto diffusa nella popolazione, ritenuta una malattia multifattoriale (DEWS II). Esistono diversi tipi di trattamento in relazione alla causa o alle cause scatenanti la sindrome in ciascun paziente. I soggetti affetti da DED devono essere trattati in modo specifico, tenendo ben presente i loro segni ed i loro sintomi. È pertanto necessario effettuare un’accurata diagnosi prima di elaborare un possibile trattamento. I trattamenti attuali comprendono terapie per insufficienza lacrimale e anomalie palpebrali, farmaci antinfiammatori, approcci chirurgici, considerazioni ambientali, terapie complementari e modifiche alla dieta. Tra quest’ultime vi è anche l’integrazione di acidi grassi essenziali (EFA), così chiamati poiché devono essere introdotti con la dieta e sono necessari per numerosi processi metabolici. Gli esseri umani non sono in grado di produrli autonomamente e devono integrarli attraverso altre fonti dietetiche 1. Attualmente, i risultati degli studi riguardanti l’efficacia della supplementazione di EFA nella dieta come trattamento per il DED sono abbastanza controversi. Lo scopo di questo elaborato è quello di analizzare in che modo l’assunzione di acidi grassi essenziali possa agire a livello oculare contrastando l’infiammazione data dalla sindrome dell’occhio secco e di prendere in esame diversi studi clinici eseguiti. Per prima cosa, si fornirà una definizione più completa di DED, elaborata dai membri del TFOS DEWS II, descrivendone le diverse tipologie e la loro classificazione in base all’eziologia. Vista la varietà di sintomi e segni che caratterizzano il DED e vista l’assenza di un vero e proprio protocollo da seguire per arrivare alla diagnosi di questa malattia, nell’elaborato verranno dati dei cenni diagnostici spiegando le diverse tipologie di test che vengono generalmente svolti per poterla diagnosticare. Oltre ai test, è fondamentale ricordare che svolgono un ruolo molto importante nella diagnosi anche i questionari di screening come per esempio il McMonnies e il questionario OSDI (ocular surface disease index)

    Verifica della distanza focale dello strumento NISP della missione spaziale Euclid mediante analisi delle immagini

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    Euclid è una missione dell’European Space Agency (ESA) il cui lancio è previsto nel 2022 e che avrà la durata di sei anni. L’obiettivo della missione è quello di investigare alcune delle grandi questioni aperte in cosmologia, come la comprensione dell’espansione accelerata dell’universo, e di come questa influenzi la distribuzione di materia su scala cosmologica. Il satellite è dotato di due rivelatori: VIS (Visual Imager) e NISP (Near Infrared Spectrometer and Photometer). In questo lavoro di tesi mi sono occupato di analizzare alcuni dati relativi alla campagna di test dello strumento NISP; in particolare ho verificato la capacità di messa a fuoco di un’immagine sul piano focale dello strumento

    Limiti sulla forza di Higgs attraverso lo studio di transizioni atomiche ​

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    L'esistenza del bosone di Higgs fu confermata il 4 luglio 2012 grazie agli esperimenti svolti da ATLAS e CMS al Cern. Da quel momento in poi, per verificare ulteriormente la fondatezza della teoria, si sono susseguite numerose misure dell'accoppiamento tra il bosone ed alcune particelle elementari. Fino ad oggi però, poiché il coefficientete di accoppiamento è proporzionale alla massa della particella elementare con la quale il bosone interagisce, è stato possibile effettuare tali misure solo con le particelle più pesanti. Per l'accoppiamento dell'elettrone, che ha una massa pari a 0.511 MeV, è stato infatti possibile solo individuare dei limiti superiori. Dati i limiti sperimentali nelle misure ad alta energia, un approccio alternativo consiste nello sfruttare l'alta precisione raggiunta nelle misure delle basse energie. Tale metodo tuttavia è molto generale e può essere usato per studiare particelle predette da teorie oltre il modello standard, come altri bosoni di Higgs o i fotoni massivi. In particolare, può essere adoperato per analizzare la perturbazione causata dallo scambio di un bosone di Higgs tra un protone e un elettrone in un atomo. In questa tesi ci si limita a studiare il caso più semplice, l'atomo di idrogeno, in cui i livelli energetici sono ormai noti con alta precisione. Infatti, lo scopo di questo studio è calcolare, utilizzando un approccio perturbativo, la variazione nei livelli energetici dell'atomo di idrogeno causata da uno scambio del bosone di Higgs tra l'elettrone e il protone ed inoltre valutare successivamente se la precisione raggiunta sperimentalmente sarebbe sufficiente per misurare l'accoppiamento dell' Higgs con l'elettrone oppure, se anche in questo caso, riuscirebbe solo a fissare dei limiti superiori

    Caratterizzazione di pattern ottici prodotti tramite un modulatore spaziale di luce su cristalli di niobato di litio.

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    La funzionalizzazione di superfici è ampiamente sfruttata in dispositivi microfluidici per controllare i flussi. L'optowetting è un nuovo meccanismo che potrebbe potenzialmente garantire questo obiettivo. Si basa sull'illuminazione di substrati fotoelettrici come il Fe:LiNbO3, per creare degli elettrodi virtuali sulla loro superficie. Per mezzo di questi elettrodi virtuali, il cui pattern è facilmente riconfigurabile, è possibile manipolare la bagnabilità e il moto di gocce di liquidi polari come l'acqua. In tale contesto questo lavoro di tesi si propone di indagare l'utilizzo dell'innovativa tecnologia di un SLM (modulatore spaziale di luce) per creare e caratterizzare pattern luminosi di forme diverse con i quali illuminare un wafer di LiNbO3 drogato in Fe. Tale studio è svolto nell'ottica di affinare il controllo del moto di piccoli volumi (ul) di gocce d'acqua su del materiale fotoelettrico. Per caratterizzare il funzionamento dell'apparato sperimentale nel quale è inserito l'SLM e che modula la luce laser utilizzata per l'optowetting, sono state eseguite misure di potenza in diversi punti del cammino ottico. Inoltre è stata indagata la variabilità della distribuzione dell'intensità luminosa del fascio laser modulato, introdotta dall'utilizzo del modulatore spaziale di luce. Infine il campo di forze dielettroforetico, dovuto all'interazione di gocce d'acqua in prossimità degli elettrodi virtuali alla superficie del niobato di litio, generati da illuminazione, è stato studiato tramite misure di caduta di gocce appese alla punta di una siringa e della loro risposta all'interazione con la forza, in termini di allungamento e orientazione

    Low Noise Mirror Coatings for Next-Generation Gravitational-Wave Detectors

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    Nowadays, operational gravitational-wave detectors are Michelson-like interferometers and the most limiting source of noise in the frequency range of maximum sensitivity (30-500 Hz) is thermal noise produced inside mirror coatings. Thermal noise is strictly related to mechanical properties of coating materials through the Fluctuation-Dissipation theorem and it is owing to energy dissipation mechanisms. These mechanisms consist in structural relaxations which, from recent studies, seem to involve the motion of atomic groups formed by 10 to 20 units. An attempt to reduce thermal noise, within the Virgo collaboration, is focused on blocking as much structural relaxations as possible. This goal can be obtained by inducing the formation of nanocrystals inside amorphous Ta2O5, which is the most problematic coating material when dealing with thermal noise. Within this master thesis, the crystallization kinetic of 500nm-thick films of a- Ta2O5 produced by ion beam sputtering has been studied, with the aim of producing samples to be optically and mechanically characterized. Another path to block structural relaxations is by using different amorphous materials with high-coordination-number atoms: according to Phillips’ conjecture, structural relaxations should be less favoured in high-coordination-number glasses. In this regards, an interesting material in SiC, particularly appealing for applications in infrared frequencies. Within this master thesis, many hyper-pure and stoichiometric thin films of a-SiC have been produced by rf magnetron sputtering and they have been characterized

    Effective theory for fermionic extensions of the Standard Model

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    Many BSM theories include extensions of the fermionic content of the Standard Model. Typically the new particles are very heavy, so that a smart way to deal with them is by means of the effective theory approach. In this thesis we are interested in new fermions admitting Yukawa-like couplings ΨHq between the Higgs doublet and any Standard Model fermion. After a general overview of the possible extensions compatible with SU(3)×SU(2)×U(1) gauge invariance, we'll focus on a particular vector-like quark of charges (3_c,2_W, 7/6_Y). For this model we will first perform a review of the known results present in literature and then move towards the derivation of the effective theory, which will be computed up to 1-loop by means of the functional integral method. Finally by confronting the obtained Wilson coefficients with their experimental constraints we will obtain new bounds on the coupling constants of this model

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