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Modellistica strutturale e bioinformatica al servizio della ricerca virale: il caso dell'HIV
Nell’ultimo decennio, l’Italia è stata investita da emergenze sanitarie legate alla diffusione planetaria di nuovi ceppi virali, quali la SARS, l’aviaria e la recente influenza A/H1N1. L’approccio combinato sperimentale e computazionale si sta dimostrando sempre più efficace nello studio di queste nuove problematiche, ma anche di malattie virali che sono state oggetto di ricerca nel passato (AIDS, epatite). Una classe di farmaci antiretrovirali assai promettente contro il virus dell’HIV e di recente introduzione è quella che interferisce nel legame del virus con i corecettori presenti sulle cellule target dell’infezione. Gli inibitori del legame al CCR5 risultano attivi solo sui ceppi virali che utilizzano esclusivamente tale corecettore per entrare nelle cellule ospiti. La conoscenza della sequenza genetica dei virus presenti nel singolo paziente può essere utilizzata per valutare a priori se il farmaco antivirale potrà essere efficace nell’inibire questa fase della replicazione del virus
Materiali innovativi per l'optoelettronica
La scoperta dall’alta efficienza di fotoemissione di nanoparticelle di silicio ha aperto la strada all’optoelettronica a base silicio. In prospettiva, ciò permetterà di migliorare in modo significativo la comunicazione all’interno dei processori, rimpiazzando gli elettroni con i fotoni come carrier di informazione. L’utilizzo dei fotoni comporterà vantaggi enormi quali l’eliminazione di problemi di dissipazione di calore e dei ritardi nella trasmissione e la capacità virtualmente illimitata di trasferire informazione. In questo contesto i sistemi di maggior interesse sono i nanocluster di silicio (Si-NC) supportati in matrici di ossido o nitruro di silicio amorfo (a-SiO2 o a-SiNx), in virtù della loro elevata efficienza di fotoemissione. Al momento, il focus principale della ricerca è spiegare la relazione tra struttura atomica ed efficienza luminosa, in modo da sviluppare nuovi materiali ancora più efficienti
La collaborazione con il Policlinico Umberto I di Roma
La collaborazione del CASPUR con il Policlinico Universitario “Umberto I” di Roma è attiva ormai da quattro anni. L’impegno del Consorzio si concretizza nell’assegnazione di personale specialistico (38 unità, a tempo pieno), cui si affiancano risorse ad hoc, impegnate in attività di innovazione e consulenza aventi una specifica peculiarità tecnico-scientifica. Le attività svolte spaziano dalla gestione dell’intero parco delle stazioni di lavoro ospedaliere, alla progettazione di nuovi sistemi e allo sviluppo di moduli applicativi
Le topoisomerasi come bersaglio di farmaci antitumorali
Le DNA-topoisomerasi sono la classe di enzimi che ha la funzione di eliminare i “superavvolgimenti” di DNA che si formano in processi cellulari quali la replicazione o la trascrizione. Comprendere nel dettaglio il loro funzionamento, potrebbe consentire di intervenire nelle fasi di riproduzione e moltiplicazione cellulare. Infatti, molti farmaci antitumorali sono stati concepiti per interferire nel meccanismo di rilassamento del DNA operato dalle topoisomerasi, così da bloccare la replicazione cellulare e provocare la morte delle cellule maligne. Tra i farmaci più usati, già dagli anni settanta, ci sono le camptotecine, che hanno come unico “bersaglio” la topoisomerasi di tipo I (Top1) e, soprattutto, alcuni loro derivati, come il topotecano, oggi usato in chemioterapia oncologica con risultati eccellenti su una vasta classe di tumori